{"id":23057,"date":"2018-03-27T12:12:00","date_gmt":"2018-03-27T12:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/27\/a-chi-si-deve-credere\/"},"modified":"2018-03-27T12:12:00","modified_gmt":"2018-03-27T12:12:00","slug":"a-chi-si-deve-credere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/27\/a-chi-si-deve-credere\/","title":{"rendered":"A chi si deve credere"},"content":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 Cristo dice a un gruppo di giudei (<em>Gv<\/em>., 8, 44):\u00a0\u00a0<em>voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro.<\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9 dice anche, parlando del giorno del Giudizio (<em>Mt<\/em>., 25, 41): <em>Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.<\/em><\/p>\n<p>E san Pietro, in un passo del Nuovo Testamento (1 <em>Pt<\/em>., 5-8): <em>Il diavolo, come leone ruggente, si aggira in cerca di anime da divorare.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Ma il preposito generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa Abascal, in una intervista al supplemento del giornale\u00a0<em>El Mundo<\/em>, alla fine di maggio del 2017, ha dichiarato:\u00a0<em>Abbiamo creato figure simboliche, come il diavolo, per esprimere il male. Anche i condizionamento sociali rappresentano questa figura, ci sono persone che si comportano cos\u00ec perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un ambiente dove \u00e8 molto difficile fare il contrario<\/em>.<\/p>\n<p>A questo punto, \u00e8 evidente che ai fedeli cattolici si pone un problema (e magari fosse uno soltanto): o credere alla Parola di Ges\u00f9, al Vangelo, al Magistero della Chiesa cattolica, oppure credere alla parola di padre Sosa e di molti altri sacerdoti come lui, compresi tutti quei vescovi, e non sono pochi, i quali, nelle loro diocesi, non vogliono nemmeno sentir parlare di esorcisti e di esorcismi, precisamente per la ragione espressa con tanta disinvoltura da padre Sosa: che loro, al diavolo, non ci credono affatto.<\/p>\n<p>La questione si pone su due piani, particolare e generale. Sul piano particolare, credere o non credere all&#8217;esistenza reale del diavolo non \u00e8 questione secondaria, e perci\u00f2 trascurabile. Ges\u00f9 Cristo si \u00e8 fatto uomo per distruggere le opere del diavolo (<em>1 Gv<\/em>., 3, 8): <em>Per questo il Figlio di Dio si \u00e8 manifestato: per distruggere le opere del diavolo.<\/em> Ma se il diavolo non esiste, se \u00e8 solo una figura simbolica, che cosa \u00e8 venuto\u00a0 a fare Ges\u00f9 Cristo? Poteva risparmiarsi l&#8217;Incarnazione, e cos\u00ec pure la Passione, la Morte e la Resurrezione. Se il diavolo non c&#8217;\u00e8, allora il male soprannaturale non esiste. Esiste solo il male naturale, e per combatterlo non c&#8217;\u00e8 bisogno di un Dio, tanto meno di un Dio che si fa uomo e che soffre e muore per amor nostro. Posiamo fare da soli; possiamo contrastare il male con le nostre forze; possiamo, quindi, redimerci da noi stessi. Ma questa \u00e8 la gnosi, non \u00e8 il cristianesimo, non \u00e8 il cattolicesimo. Ed \u00e8 la reiterazione del peccato di Adamo: la superbia di voler essere come Dio, l&#8217;incoscienza di non voler riconoscere il male, la sua potenza, la sua estrema pericolosit\u00e0. Come si vede, chi nega l&#8217;esistenza del diavolo nega tutto il Vangelo, rende superflua la Redenzione e inutile l&#8217;esistenza di Dio stesso.<\/p>\n<p>Questo, nello specifico. Sul piano generale, il problema che si pone al fedele, oggi, \u00e8 il grado di fiducia che si pu\u00f2 accordare agli esponenti del clero, a cominciare dai teologi, ma anche al semplice sacerdote che tiene la sua omelia domenicale, allorch\u00e9 essi parlano di questioni di dottrina e di morale. Fino ad oggi, e con rarissime eccezioni, il fedele cattolico era sicuro almeno di una cosa: che il clero non lo avrebbe ingannato su questioni di dottrina e di morale; che non lo avrebbe fuorviato; che non avrebbe abusato della sua fiducia; che non avrebbe alterato n\u00e9 la lettera, n\u00e9 il senso della divina Rivelazione. Certo, singoli membri del clero avrebbero potuto deluderlo sul piano umano; avrebbero potuto perfino scandalizzarlo sul piano dei comportamenti pratici. Purtroppo, sacerdoti indegni ci sono sempre stati, e senza dubbio ce ne saranno sempre, perch\u00e9 la natura umana \u00e8 fragile, \u00e8 ferita dal Peccato originale (e qui torniamo alla questione specifica chiamata in causa dall&#8217;intervista di padre Sosa), e quindi perennemente esposta al peccato, tramite l&#8217;inclinazione alla concupiscenza. Per\u00f2 sacerdoti eretici\u00a0 e apostatici, finora, non se ne incontravano: perch\u00e9, ai primi segnali di allarme, i loro superiori intervenivano prontamente (certo, avrebbero fatto bene a intervenire con la stessa prontezza anche nei casi di scandalo morale), sicch\u00e9 il fedele era protetto contro un tale pericolo e, quando si recava in chiesa, ad ascoltare la parola di Dio, o quando entrava in confessionale, o in tutte le altre circostanze nelle quali il sacerdote parlava non a nome proprio, ma a nome della santa Chiesa, come <em>alter Christus<\/em>, il fedele aveva la quasi assoluta certezza che quel sacerdote non sarebbe stato per lui motivo di scandalo, n\u00e9 occasione di errore, di caduta, di peccato.<\/p>\n<p>Ora non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec e, purtroppo, bisogna stare continuamente in guardia, cercar di capire se le parole dei sacerdoti e di vescovi sono fedeli alla\u00a0Rivelazione e in linea con il Magistero; insomma, bisogna che il singolo fedele faccia uno sforzo per vigilare e, se necessario, torni a studiare seriamente la <em>Bibbia<\/em> e il <em>Catechismo<\/em>, in modo da non farsi ingannare con tanta facilit\u00e0 dal primo prete eretico, ad esempio modernista, o gnostico, o massone, il quale potrebbe venirgli a dire, con la stessa tranquillit\u00e0 di padre Sosa, che il diavolo non esiste, che i Sacramenti non sono sette (magari per carpire la simpatia dei luterani), che i miracoli descritti nel Vangelo sono soltanto allegorie, che perfino la Resurrezione di Cristo potrebbe essere un simbolo, che Maria Santissima non era vergine, che aveva rapporti sessuali con san Giuseppe, come tutte le coppie &quot;normali&quot; (parola di una suora spagnola, Lucia Caram), che il Purgatorio \u00e8 un&#8217;invenzione medievale, che la sofferenza non ha senso, che Dio non \u00e8 cattolico, che l&#8217;apostolato \u00e8 una solenne sciocchezza, che invitare gli islamici alla santa Messa \u00e8 la cosa pi\u00f9 bella del mondo, che\u00a0 Dio gradisce sempre l&#8217;amore, in tutte le sue forme, compreso quello omosessuale, e lo benedice dal Cielo e sulla terra; e via di questo passo.<\/p>\n<p>Ci troviamo, pertanto, in una situazione inedita e delicatissima. Sarebbe un po&#8217; come se i passeggeri di un transatlantico fossero chiamati a tener d&#8217;occhio le manovre di bordo e specialmente la rotta stabilita dal comandante, perch\u00e9, forse, quella nave non \u00e8 ci\u00f2 che sembra e il loro stesso viaggio potrebbe trasformarsi in un incubo, se non vigileranno con la massima attenzione. Ma, si dir\u00e0, un normale passeggero non \u00e8 tenuto a sapere come si manovra una grande nave e se essa sta seguendo realmente la rotta stabilita, o se si sta allontanando dalla sua destinazione. Vero; tuttavia, nel caso della fede, il credente dovrebbe possedere quei rudimenti basilari su cui poggia la fede di una persona adulta, la quale \u00e8 tenuta a sapere ci\u00f2 in cui crede, e non pu\u00f2 limitarsi a rimettersi ciecamente a quel che viene detto e fatto dal clero. Il cristiano \u00e8 chiamato da Dio, non come una pecora, ma come un uomo libero, e quindi egli ha il dovere di conoscere le Scritture e la Tradizione quanto basta almeno per orientarsi, almeno a grandi linee, nel venerando e grandioso edificio della fede. Peraltro, vi sono ormai frequenti casi nei quali lo scandalo dato dal sacerdote \u00e8 cos\u00ec palese e sfrontato, che bisognerebbe essere ciechi per non coglierlo: quando i fedeli hanno udito don Fredo Olivero, a Torino, dire che non avrebbe recitato con loro il <em>Credo<\/em>, perch\u00e9 tanto lui non ci crede, non occorreva che ci fossero, tra loro, dei dottori in teologia per capire quel che stava accadendo, e cio\u00e8 uno scandalo e un abuso intollerabile. Come mai nessuno si alzato in piedi a contestarlo? Certo, contestare un prete nel bel mezzo della santa Messa \u00e8 un atto estremo; pure, il silenzio, o, peggio, le risatine con le quali dicono che sia stata accolta la scandalosa dichiarazione di quel sacerdote, stanno a indicare che il popolo di Dio \u00e8 beatamente addormentato e disposto a lasciar dire e fare qualsiasi cosa, anche la pi\u00f9 sconveniente e lontana dalla fede cattolica, da parte del clero.<\/p>\n<p>Oggi, pertanto, il cattolico deve saper distinguere il buon grano dal loglio; e, cos\u00ec come deve saper riconoscere un falso veggente, un mistificatore, un esaltato che si dice destinatario d&#8217;una rivelazione privata di Ges\u00f9 o della Madonna (e non \u00e8 sempre cos\u00ec facile come si pu\u00f2 pensare!), deve anche saper riconoscere un sacerdote impreparato, o temerario, o eretico, il quale si premette di dire o fare delle cose che sono in contrasto con il Vangelo, con il Magistero, con la vera fede cattolica. Non \u00e8 necessario che tutti i fedeli siano dei teologi, ma \u00e8 indispensabile che tutti conoscano almeno il\u00a0<em>Vangelo<\/em>, e magari un po&#8217; anche la\u00a0<em>Bibbia<\/em>; che conoscano il <em>Catechismo<\/em>; che sappiano quali sono le verit\u00e0 professate dalla Chiesa e quali sono le differenze principali con le altre confessioni cristiane e con le altre maggiori religioni, per non cadere vittima di confusioni pi\u00f9 o meno deliberate, e trovarsi spinto, suo malgrado, sul terreno di un sincretismo fraudolento, che non ha nulla a che fare con la sola Verit\u00e0 che, per il cattolico, \u00e8 tale: quella annunciata da Ges\u00f9 Cristo ed esemplificata con la sua stessa vita, con la sua Morte, Passione e Resurrezione. Non si tratta, peraltro, di una questione meramente storica, o filologica, o comunque intellettuale: certo, la preparazione culturale ha la sua importanza, perch\u00e9 la fede cattolica \u00e8 fede in certi contenuti, in certe verit\u00e0, e bisogna quindi conoscerli; non pu\u00f2 essere una fede meramente sentimentale, una fede irrazionale e generica, o, peggio ancora, un fatto di abitudine, magari impastato di rituali semi-superstiziosi (perch\u00e9 la ritualit\u00e0 degenera in superstizione quando non scaturisce da una retta comprensione della dottrina stessa), ma non \u00e8 la cosa fondamentale. La cosa fondamentale \u00e8 la fede; e la fede \u00e8 fatta di umilt\u00e0, di amore e di timor di Dio; \u00e8 fatta di abbandono in Chi non pu\u00f2 mentire, perch\u00e9 \u00e8 la Verit\u00e0, quello stesso Creatore che ci ha tratti dal non essere e ci ha amati fin da prima che cominciassimo a esistere. Ed \u00e8 appunto questa umilt\u00e0 che manca in uomini come padre Sosa: la loro intelligenza, gonfia di orgoglio, non accetta ci\u00f2 che le fa scandalo. E siccome l&#8217;esistenza del diavolo le \u00e8 motivo di scandalo, essa non l&#8217;accetta. non importa se Ges\u00f9, nel Vangelo, parla continuamente del diavolo e lotta continuamente contro di lui: l&#8217;intelligenza superba e senza fede suggerisce mille altre spiegazioni, ad esempio che noi non sappiamo cosa disse realmente Ges\u00f9, perch\u00e9, al suo tempo, non c&#8217;erano i registratori per riportare con certezza le sue parole. Dove si vede bene che, pur di mantenere il punto, pur di non cedere, pur di affermare se stessa, l&#8217;intelligenza astratta e gonfia di superbia non esita a gettarsi a capofitto nel ridicolo, nel grottesco, nell&#8217;assurdo. Tale, infatti, \u00e8 la nemesi inevitabile della ragione, quando essa vuol precedere da sola, senza farsi umile davanti alla Verit\u00e0 e senza lasciarsi guidare da ci\u00f2 che le \u00e8 superiore.\u00a0<\/p>\n<p>E quel che si \u00e8 detto per l&#8217;esistenza del diavolo, lo si pu\u00f2 estendere a cento altre cose: ai miracoli del Vangelo, al mistero della Trinit\u00e0 e a quello dell&#8217;Incarnazione, alla verginit\u00e0 di Maria, alla sua concezione senza il peccato originale. Tutto quel che fa scandalo all&#8217;intelligenza superba e che pretende di affermare la propria autosufficienza, lo si elimina, lo si mette fra parentesi, lo si passa sotto silenzio, lo si nega addirittura. Ed \u00e8 cos\u00ec che, un poco alla volta, negli ultimi decenni, dopo il Concilio Vaticano II, sono state tolte, o messe fra parentesi, o negate, tutta una serie di cose che fanno parte della dottrina e del Magistero e che sono parte integrante del Deposito della fede: ma disturbano la presunzione di una intelligenza non sorretta dalla fede, e cos\u00ec le si \u00e8 tolte di mezzo. E ora ci troviamo fra le mani un cattolicesimo mutilato, disossato; una fede confusa e generica; una Chiesa che non custodisce pi\u00f9, gelosamente, la Verit\u00e0, ma un&#8217;assemblea parlamentare nella quale si aggiunge o si toglie, secondo i gusti dell&#8217;uomo moderno, tutto quel che pu\u00f2 servire per adeguare la Rivelazione divina al mondo, invece di adeguare il mondo alla Rivelazione. Questo cattolicesimo disossato e mutilato \u00e8 il frutto della debolezza della nostra fede, del nostro conformismo morale, della nostra pigrizia intellettuale, della nostra inconsistenza di uomini e di cristiani. Padre Sosa Abascal \u00e8 la quintessenza di questa umanit\u00e0 post-cristiana e di questo clero post-cattolico, impregnati di spirito moderno e incapaci di accogliere la fede con semplicit\u00e0 e umilt\u00e0, come hanno fatto generazioni e generazioni di uomini, comprese delle menti filosofiche di prim&#8217;ordine, come sant&#8217;Agostino, sant&#8217;Alberto Magno, san Tommaso d&#8217;Aquino.<\/p>\n<p>In quelle poche parole di padre Sosa: <em>il diavolo \u00e8 una espressione simbolica del male , creata dagli uomini<\/em>, ci sono, concentrati e portati al massimo grado, quasi tutti i vizi dell&#8217;uomo moderno:<\/p>\n<p>1) <em>l&#8217;incredulit\u00e0<\/em>, perch\u00e9 egli, semplicemente, non \u00e8 disposto a prestar fede alla testimonianza della divina Rivelazione, non si vuole &quot;abbassare&quot; e farsi piccolo;<\/p>\n<p>2) <em>la superbia intellettuale<\/em>, perch\u00e9 pretende di fornire una <em>sua<\/em> risposta e una <em>sua<\/em> spiegazione, diversa da quella della Rivelazione, che egli ardisce di poter &quot;correggere&quot; o di spiegare &quot;meglio&quot;;<\/p>\n<p>3) <em>l&#8217;incoscienza<\/em>, perch\u00e9, dicendo quelle cose, egli si pone in pieno contrasto, apparentemente senza rendersene conto, oppure senza darvi importanza, con il Magistero;<\/p>\n<p>4) <em>l&#8217;incoerenza<\/em>, perch\u00e9, come uomo di Chiesa, non potrebbe parlare cos\u00ec, non ne ha il diritto;<\/p>\n<p>5) <em>la disonest\u00e0<\/em>, perch\u00e9 pretende di poter agire, da prete, come se non fosse prete e come se non si curasse affatto di restare nel solco di ci\u00f2 che la Chiesa ha sempre insegnato:<\/p>\n<p>6) <em>l&#8217;insensibilit\u00e0<\/em>, ovvero <em>la durezza di cuore<\/em>, perch\u00e9 non si preoccupa per niente del turbamento, della confusione, della sofferenza che il suo dire non pu\u00f2 non causare a milioni di pecorelle del gregge di Cristo, del quale, in teoria, egli \u00e8 uno dei custodi;<\/p>\n<p>7) <em>l&#8217;ignoranza<\/em>, perch\u00e9 il suo superbo sapere \u00e8 tutto umano, la sua intelligenza \u00e8 solo umana, e non rimane alcuno spazio per ci\u00f2 che non deve mancare a un cristiano: la fede che integra la ragione.<\/p>\n<p>Preghiamo per i preti superbi e traviati; e preghiamo anche perch\u00e9 Dio non ci induca in tentazione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ges\u00f9 Cristo dice a un gruppo di giudei (Gv., 8, 44):\u00a0\u00a0voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. 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