{"id":23052,"date":"2017-09-13T10:26:00","date_gmt":"2017-09-13T10:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/13\/a-chi-conviene-limpotenza-della-legge\/"},"modified":"2017-09-13T10:26:00","modified_gmt":"2017-09-13T10:26:00","slug":"a-chi-conviene-limpotenza-della-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/13\/a-chi-conviene-limpotenza-della-legge\/","title":{"rendered":"A chi conviene l&#8217;impotenza della legge?"},"content":{"rendered":"<p>Bakary Marong \u00e8 un giovane del Gambia di 22 anni, giunto in Italia come profugo e richiedente asilo. La sua richiesta non \u00e8 stata accolta, ma lui ha fatto ricorso e cos\u00ec bisogna aspettare la sentenza d&#8217;appello. Nel frattempo, il ragazzo, che \u00e8 alto e molto robusto, e gode di eccellente salute, anche se \u00e8 solito ubriacarsi per le strade e nei giardini di Padova, ammazza la noia picchiando i poliziotti. Fermato una prima volta per dei normali controlli, si \u00e8 scagliato come una furia contro due agenti, colpendoli con calci e pugni e utilizzando, per picchiarli, anche una copia del <em>Corano<\/em> che aveva con s\u00e9. Non solo: mentre si produceva in questo esercizio, gridava <em>Allah akhbar!<\/em> , inneggiava all&#8217;Isis ed esultava per la strage di Barcellona, aggiungendo, per buona misura: <em>Maledetti infedeli, vi ammazzeremo tutti!<\/em> Finalmente immobilizzato, \u00e8 stato denunciato, ma a piede libero; e, appena due giorni dopo, ha replicato il numero, in maniera quasi identica al precedente. Di nuovo se l&#8217;\u00e8 presa con due poliziotti che volevano vedere i suoi documenti, dopo averlo notato che passeggiava in pieno centro, carico di lattine di birra e probabilmente semiubriaco; questa volta senza inneggiare ad Allah e senza servirsi del <em>Corano<\/em> come arma impropria, ma sferrando calci e pugni che hanno procurato ai due agenti, come gi\u00e0 era accaduto ai loro colleghi, contusioni abbastanza serie. E anche stavolta, incredibile a dirsi, il provvedimento di espulsione non \u00e8 scattato perch\u00e9, avendo fatto ricorso per l&#8217;accoglienza della sua domanda d&#8217;asilo, bisogna attendere la decisione di quel tribunale. Questa \u00e8 la gente che si presenta nel nostro Paese per ottenere lo <em>status<\/em> di rifugiato, e si rivolge alla nostra accoglienza e alla nostra solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Piccolo dettaglio, di cui non si parla mai: tutto l&#8217;iter giuridico \u00e8 a carico dello Stato italiano, cio\u00e8 delle nostre tasche, e la domanda di ricorso \u00e8 una spesa ulteriore che si aggiunge alla precedente. I richiedenti asilo, infatti, non hanno il becco di un quattrino e si aspettano, anzi, di essere mantenuti dallo Stato italiano, senza fare assolutamente nulla di utile, fumando, ascoltando musica, andando a zonzo e possibilmente usufruendo di un menu vario e di loro gradimento, altrimenti fanno sciopero della fame o gettano il cibo in terra, oppure, qualche volta, sequestrano gli operatori delle cooperative e li trattengono finch\u00e9 non viene promesso loro un trattamento migliore. Anche se tutti sanno che nove su dieci non sono affatto dei veri profughi, ma cosiddetti &quot;migranti economici&quot;, ossia persone venute fin qui non perch\u00e9 in stato di pericolo, ma perch\u00e9 desiderose di una vita migliore; persone, peraltro, in grado di pagarsi il viaggio fino a 6.000 euro in contanti, il che rivela la loro condizione sociale, non precisamente proletaria, specie tenendo conto degli standard africani. Pertanto, noi paghiamo persone come Bakary Marong, che non avrebbero alcun diritto di essere accolte come profughe, e quindi non dovrebbero neanche trovarsi sul nostro territorio, noi paghiamo queste persone dal momento in cui le nostre navi militari le prelevano, anche con il mare grosso, con fatica e pericolo per gli equipaggi, a quando vengono ospitati nelle strutture di accoglienza, passando per tutte le spese processuali relative alle loro domande, fasulle e spudorate; paghiamo inoltre le cure mediche dovute ai poliziotti malmenati da simili energumeni, e paghiamo il servizio delle forze dell&#8217;ordine che li devono controllare sul territorio, con pericolo di vita, e magari arrestare e mettere al fresco, perch\u00e9 non combino guai peggiori, spacciando, rubando e, qualche volta, stuprando e ammazzando. Sorge perci\u00f2 la semplice, legittima domanda: perch\u00e9? Perch\u00e9 lo facciamo?<\/p>\n<p>Di fatto, essi comandano nel nostro Paese, fin da quando vi mettono piede. Se provocano sommosse nei centri di accoglienza, se spaccano e bruciato tutto, come \u00e8 accaduto in pi\u00f9 d&#8217;una occasione, i responsabili non possono essere, non diciamo puniti, ma nemmeno allontanati, perch\u00e9 ci\u00f2 provocherebbe una reazione furibonda da parte di tutti gli altri. Succede continuamente, soprattutto a livello di cronaca locale, e i mass media nazionali non ne parlano nemmeno. In realt\u00e0 \u00e8 frequente che poliziotti e carabinieri siano chiamati per fronteggiare una sommossa o per prendere in consegna e trasferire altrove alcuni &quot;profughi&quot; che si sono macchiati di reati, ma che vi debbano rinunciare e tornarsene indietro, umiliati, con le pive nel sacco, perch\u00e9 le autorit\u00e0, a cominciare dai prefetti, hanno dato ordine di tenere una linea &quot;morbida&quot; , in quanto l&#8217;importante, per loro, \u00e8 evitare che scoppino delle grane che potrebbero mettere in imbarazzo il governo, o costringerlo ad assumesi le sue precise responsabilit\u00e0, dichiarando le sue intenzioni e spiegando le sue strategie, non solo di breve, ma di medio e lungo periodo. Inoltre, i funzionari che operano sul territorio sono consapevoli che, se qualcosa dovesse andare storto, se dovesse scapparci il morto, a Roma non ci penserebbero due volte a scaricarli, e la magistratura non esisterebbe a metterli sotto inchiesta, come se fossero loro i delinquenti, mentre i cosiddetti mezzi d&#8217;informazione li metterebbero in croce, come se fossero loro il problema.<\/p>\n<p>Intanto i difensori d&#8217;ufficio degli &quot;ultimi&quot; (i quali, forse, non sono tali, e non sono neppure quel che sembrano), i buonisti a tutto campo, i giornalisti di sinistra e i politici progressisti, nonch\u00e9 i preti e i vescovi di strada, tutti costoro salterebbero alla gola dello sfortunato questore o dello sfortunato poliziotto che si trovassero qualche ferito tra le braccia nel corso di una operazione di quel genere. Perci\u00f2, meglio mandar gi\u00f9 il rospo e andare per le perse. Il messaggio che ricevono i migranti violenti e malintenzionati \u00e8 chiarissimo, devastante: lo Stato italiano \u00e8 debole, non ha le palle, non sa farsi valere: cede e si mette la coda fra le gambe davanti al primo prepotente che alza la voce e minaccia di scatenare un putiferio. E l&#8217;arroganza dei falsi profughi aumenta sempre di pi\u00f9. Se lo Stato ha paura di qualche decina di persone disarmate, che &quot;insorgono&quot; nei centri di accoglienza, o che bivaccano in permanenza presso le stazioni ferroviarie, in prossimit\u00e0 dei centri cittadini, cosa farebbe di fronte a dei gruppi armati? Il bello \u00e8 che questi violenti, questi simulatori che sfruttano i nostri sentimenti umanitari e cristiani per attuare un&#8217;invasione silenziosa, ma metodica e, in apparenza, inarrestabile, sono agevolati da una parte (minoritaria) dell&#8217;opinione pubblica e da una (gran) parte dell&#8217;informazione, della scuola, della cultura, della politica e soprattutto della magistratura. Lo si \u00e8 visto a Roma, quando le forze dell&#8217;ordine hanno sgombrato uno stabile occupato abusivamente da una comunit\u00e0 di africani, specialmente eritrei. Costoro si sono opposti con violenza e le televisioni di tutto il mondo hanno mostrato e documentato il lancio di bombole del gas, dalle terrazze, contro i poliziotti che facevano il loro dovere. Non ci risulta che alcun provvedimento sia stato preso contro quei violenti che si sono resi protagonisti di simili gesti. In compenso, per un agente che ha detto ai suoi uomini: <em>Se tirano qualcosa, spezzategli un braccio!,<\/em> un coro d&#8217;indignazione si \u00e8 levato immediatamente dalla stampa, dalla radio, dalla televisione e dal mondo della politica; perfino il capo della Polizia \u00e8 sceso in campo per deprecare quelle parole e per condannare la brutalit\u00e0 che da esse traspariva. Insomma: guai al poliziotto che, esasperato, si lascia scappare una frase forte; ma niente da ridire su degli stranieri che cercano di spaccare la testa agli uomini in divisa. C&#8217;\u00e8 una parte del nostro Paese che la pensa cos\u00ec, che \u00e8 sempre e comunque dalla parte degli &quot;altri&quot;, dei falsi profughi, di chi viola la legge, di chi minaccia e aggredisce le forze dell&#8217;ordine; e c&#8217;\u00e8 una bella fetta di magistratura che li sostiene, e che \u00e8 pronta a rimettere in libert\u00e0 un &quot;migrante&quot; anche in flagranza di reato, come quello spacciatore nigeriano che sferr\u00f2 alcune coltellate alla schiena di un agente, sempre a Padova, ma non \u00e8 finito neanche in carcere, non si sa per qualche inverosimile cavillo legale. E per quel capotreno che, a Milano, ha avuto quasi il braccio tranciato da un colpo di <em>machete<\/em>, sferrato dal sudamericano a cui aveva osato chiedere il biglietto, non si \u00e8 vista n\u00e9 la stampa di sinistra, n\u00e9 la magistratura progressista, versare una lacrima, n\u00e9, tanto meno, fare un <em>mea culpa<\/em>. La signora Boldrini non si \u00e8 indignata, i rappresentanti dello Stato non si sono commossi, i vescovi e i preti di strada non hanno indetto manifestazioni, n\u00e9 veglie di preghiera, n\u00e9 hanno speso una parola di cristiana solidariet\u00e0. Forse perch\u00e9 quel capotreno, Carlo Di Napoli, era un italiano? Se avesse avuto la pelle scura, avrebbero mostrato un po&#8217; pi\u00f9 di solidariet\u00e0?<\/p>\n<p>Viviamo ormai immersi in una sorta di razzismo alla rovescia, in cui tutti i diritti e le scusanti sono riconosciuti agli stranieri, e gli uomini dello Stato, i dipendenti pubblici, sono lasciati soli. Su tutti i treni, le corriere e gli autobus italiani, i controllori vivono in uno stato di tensione e di quotidiano pericolo: ogni giorno qualcuno di loro viene insultato e malmenato da qualche teppista immigrato, solo perch\u00e9 ha fatto il proprio lavoro e chiesto di controllare il biglietto ai passeggeri. E sono parecchi gli insegnanti che vivono un disagio non meno grave, perch\u00e9 esposti a denunce, ritorsioni o minacce da parte di alunni stranieri e delle loro famiglie, che li accusano di razzismo e, naturalmente, di <em>islamofobia<\/em>, magari perch\u00e9, durante una lezione di storia, hanno citato i fatti, come il martirio degli abitanti di Otranto da parte dei Turchi, nel 1480. Quanto alle forze dell&#8217;ordine, sono lasciate del tutto sole, anche moralmente; i buonisti e gl&#8217;immigrazionisti le apprezzano solo se mostrano il loro volto &quot;buono&quot;, come quell&#8217;agente di polizia che \u00e8 diventato una specie di eroe nazionale, perch\u00e9 i fotografi lo hanno immortalato mentre faceva una carezza sul viso a una ragazza eritrea (o somala), confermando il mito auto-celebrativo degli <em>italiani brava gente<\/em>. E cos\u00ec per i valorosi marinai che da anni, ormai, pattugliano il Mar Mediterraneo e salvano migliaia di vite: onore e gloria se il fotografo \u00e8 in grado di mostrarceli trasformati in <em>baby sitter<\/em> o in infermieri di una <em>nursery<\/em>, che portano a bordo bambini piccolissimi e sostengono donne incinte, scampate alla morte per naufragio; ma se, per caso, tentassero di opporsi a questa invasione illegale, come fece il comandante della corvetta <em>Sibilla<\/em>, Fabrizio Laudadio, il quale, nel 1997, tent\u00f2 di sbarrare il passo a una nave gestita dalla mafia albanese carica di cosiddetti profughi, sia la stampa che la magistratura, e la stessa politica, non ci penserebbero un attimo prima di additarli al disprezzo universale, dipinegendoli come autentici mostri d&#8217;insensibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ora, ci domandiamo se sia un caso che la legge non abbia minimamente tenuto conto dei mutamenti sopravvenuti negli ultimi venti o venticinque anni, a proposito dei cosiddetti migranti. Ci domandiamo come sia possibile che un soggetto come Bakary Marong non sia stato caricato su un aereo e rispedito in Gambia, senza biglietto di ritorno. Di che cosa c&#8217;\u00e8 bisogno perch\u00e9 le cose cambino, che aggredisca gli agenti per una terza volta? E se ha osato alzare le mani contro gli uomini delle forze dell&#8217;ordine, che erano armati, che cosa non sarebbe capace di fare, un tipo cos\u00ec, ai danni dei cittadini inermi, di un vecchio, di un bambino? Dobbiamo forse aspettare che si ripetano le tragiche imprese di Kakobo, il ghanese trentaquattrenne che nel 2013 assal\u00ec a picconate i passanti per le vie di Milano e ne uccise tre, fracassando loro il cranio (fra parentesi, gli hanno dato appena 20 anni di galera, e siamo curiosi di vedere quanti ne sconter\u00e0 alla fine, per davvero: ma cosa si deve fare, in Italia, per meritare l&#8217;ergastolo?). Certo, potrebbe intervenire il Viminale, ma come procedura eccezionale. Qualcuno, evidentemente, non si \u00e8 reso conto, o non ha voluto prendre atto, che le situazioni eccezionali, in Italia, sono divenute la norma; e ci\u00f2 perch\u00e9 nessuno si \u00e8 preso la briga di governare adeguatamente il fenomeno dell&#8217;immigrazione clandestina. Qui non si parla pi\u00f9 di qualche decina, o qualche centinaio, e nemmeno di alcune migliaia di persone che pretendono di entrare nel nostro Paese e di essere accolte con lo <em>status<\/em> di profughi: qui si parla di decine e centinaia di migliaia di persone, in prospettiva di milioni, il che ci fa capire che siamo in presenza di una invasione e di un disegno di sostituzione della popolazione italiana con africani, asiatici e latino-americani, ma specialmente con africani di religione islamica, i quali mostrano le loro attitudini e le loro intenzioni fin da prima di arrivare, gi\u00e0 durante la traversata, angariando e maltrattando i loro compagni di fede cristiana. Il Parlamento italiano, che dovrebbe legiferare, non ha fatto assolutamente nulla (e quello europeo meno ancora: tanto, finora, il problema \u00e8 stato quasi solo italiano e greco): in questi venticinque anni, non ha toccato una legge, modificato un comma, spostato un codicillo; e intanto i mass media continuano a parlare di &quot;emergenza immigrati&quot; come se fosse nata ieri. Che per espellere un individuo violento e pericoloso ci voglia un intervento <em>ad hoc<\/em> del ministro degli Interni, e non sia pi\u00f9 che sufficiente la legislazione ordinaria, \u00e8 altamente significativo. L&#8217;Italia non \u00e8 governata, puramente e semplicemente: \u00e8 lasciata andare. Per la verit\u00e0, \u00e8 da molti anni, da decenni, che l&#8217;Italia non \u00e8 governata: ma ce ne accorgiamo ora perch\u00e9 \u00e8 solo con il mare in tempesta che ci si accorge se il capitano della nave \u00e8 sveglio e sa il fatto suo, oppure no. Sorge perci\u00f2 la domanda: a chi conviene l&#8217;impotenza, o meglio l&#8217;assenza, della legge? Perch\u00e9 tanta passivit\u00e0, ignavia e insipienza non si spiegano nemmeno con la ben nota pigrizia, pusillanimit\u00e0 e corruzione della classe politica italiana. Che qualcuno, anche a livello politico, abbia tutto da guadagnare da questa invasione mascherata e silenziosa, \u00e8 abbastanza noto: l&#8217;auto-invasione \u00e8 un affare, sia economico che elettorale. La conclusione \u00e8 che siamo traditi dai nostri stessi governanti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bakary Marong \u00e8 un giovane del Gambia di 22 anni, giunto in Italia come profugo e richiedente asilo. 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