{"id":23048,"date":"2012-02-20T10:42:00","date_gmt":"2012-02-20T10:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/20\/a-che-serve-sforzarsi-di-capire-e-far-capire\/"},"modified":"2012-02-20T10:42:00","modified_gmt":"2012-02-20T10:42:00","slug":"a-che-serve-sforzarsi-di-capire-e-far-capire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/02\/20\/a-che-serve-sforzarsi-di-capire-e-far-capire\/","title":{"rendered":"A che serve sforzarsi di capire e far capire?"},"content":{"rendered":"<p>Il mondo moderno si basa su una menzogna istituzionalizzata, che fa maledettamente comodo ai veri detentori del potere: che tutti gli esseri umani, possedendo intelligenza e volont\u00e0, nonch\u00e9, grazie alla democrazia, un pari livello di istruzione minima, possano prendere in mano non solo il proprio destino di singoli individui, ma anche della societ\u00e0 nel suo complesso: in altre parole, che sappiamo distinguere il vero dal falso, il bello dal brutto, il buono dal cattivo.<\/p>\n<p>E, poich\u00e9 la cosa, all&#8217;atto pratico, si rivela semplicemente impossibile, una pletora di piccoli sofisti che si sono attribuiti il nome d&#8217;intellettuali, vanno cianciando che una tale impossibilit\u00e0 non dipende da insufficienza di intelligenza, di volont\u00e0 e di conoscenza, ma dal fatto che il vero e il falso, il bello e il brutto, il buono e il cattivo, semplicemente non esistono; che sono tutte invenzioni del pensiero totalitario ed oppressivo; che tutti i valori sono relativi; che tutto quel che possiamo fare \u00e8 navigare nelle acque basse del qui-e-ora, concedendoci senza risparmio quel che la vita ci offre, senza andare troppo per il sottile e ignorando gli scrupoli di qualsiasi tipo.<\/p>\n<p>Ti piace un cosa? Prendila.<\/p>\n<p>Hai voglia di quell&#8217;altra cosa? Abbandona la prima e cogli la seconda.<\/p>\n<p>E cos\u00ec di seguito. Il prossimo ti d\u00e0 noia? Combattilo, tendigli dei tranelli, distruggilo.<\/p>\n<p>Il prossimo ti \u00e8 utile? Sfruttalo, finch\u00e9 ne hai l&#8217;occasione.<\/p>\n<p>Il prossimo non ti \u00e8 utile, n\u00e9 dannoso? Ignoralo, disprezzalo, fanne conto meno di zero.<\/p>\n<p>La morte ti fa paura? Non pensarci: mangia, bevi e stai allegro.<\/p>\n<p>La tua coscienza ti rimorde? Non darle ascolto: \u00e8 solo opera della tua immaginazione, dei tuoi sensi di colpa, dei perversi insegnamenti che hai ricevuto. Anzi, vuoi saperla proprio tutta? La coscienza non esiste: \u00e8 solo una invenzione di preti e moralisti rompiscatole; zavorra, robaccia buona per le vecchiette ignoranti.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 quel che essi dicono, incessantemente, dalle loro tribune giornalistiche, dai loro salotti televisivi, in pubbliche conferenze e dalle pagine dei libri che ogni giorno inondano il mercato editoriale: saggi, romanzi, racconti, poesie, confessioni, lettere alla posterit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono psicologi alla moda, filosofi che vanno ogni settimana a farsi la permanente, sociologi che non si scordano mai di abbinare il colore dei calzini a quello della cravatta, prima di elargire alle masse i frutti generosi della loro parlantina.<\/p>\n<p>Ripetono fino alla noia, come un disco rotto, quello che l&#8217;uomo-massa e la donna-massa vogliono sentirsi dire: che ognuno di noi \u00e8 unico ed eccezionale; che \u00e8 semplicemente perfetto cos\u00ec com&#8217;\u00e8, senza bisogno di cercare e di soffrire, di fare sacrifici e di lavorare su se stesso; che ogni desiderio \u00e8 un diritto, ogni impulso un indice di salute, ogni capriccio una necessit\u00e0 da soddisfare; che il bello della vita \u00e8 cercare il massimo del piacere, offrirsi delle emozioni indimenticabili, non negarsi mai nulla di ci\u00f2 che \u00e8 a portata di mano.<\/p>\n<p>Usa e getta, questa \u00e8 la ricetta: un ideale, una amicizia, un amore; usa e getta, tu sei il centro del mondo, l&#8217;ombelico dell&#8217;universo, tu e solo tu, con i tuoi desideri, con i tuoi diritti; nessun dovere, nessun limite, nessun obbligo, per carit\u00e0: roba da vecchi rimbambiti, roba da frustrati e da repressi, che va curata sul lettino dello psicanalista&#8230;<\/p>\n<p>E invece no.<\/p>\n<p>Le cose stanno altrimenti, e tutti costoro non sono che i ruffiani interessati dei piaceri di ciascuno, e, nello stesso tempo, gli astuti ministri di un potere invisibile, di cui essi godono ogni vantaggio, mentre l&#8217;uomo-massa e la donna-massa, che si affannano qua e l\u00e0, altro non sono che i poveri schiavi e gli utili idioti.<\/p>\n<p>Infatti, quando questi ultimi andranno a fracassarsi contro il muro della realt\u00e0, sar\u00e0 da quei cattivi maestri che andranno a piagnucolare; si affideranno alle loro presunte terapie, apriranno il portafoglio e verseranno loro fior di quattrini, perch\u00e9 essi li aiutino a rimettere insieme i cocci devastati delle loro ambizioni naufragate e delle loro illusioni perdute.<\/p>\n<p>Incredibile ma vero: l&#8217;uomo-massa e la donna-massa andranno a cercare sostegno e consolazione proprio da coloro i quali li hanno sospinti lungo la china che porta al precipizio; chiederanno aiuto, e lo pagheranno salato, proprio al pifferaio di Hamelin, che con cinico disprezzo li ha trascinati deliberatamente alla rovina.<\/p>\n<p>Ogni tanto appare qualche autentico ricercatore della verit\u00e0, il quale non va dalla parrucchiera ogni settimana per farsi la permanente, e non si cura di abbinare il colore dei calzini con quello della cravatta, anche perch\u00e9 una cravatta non l&#8217;hai mai avuta; che non briga per occupare posti di grande visibilit\u00e0, che non occupa cattedre universitarie, non cura rubriche di psicologia sulle riviste modaiole e non fa comparsate televisive nei salotti demenziali, dove si sprecano le volgarit\u00e0 e le banalit\u00e0, spacciate per profonde riflessioni sull&#8217;uomo e sulla vita.<\/p>\n<p>Naturalmente non viene ascoltato che da pochissimi; naturalmente il solito imbecille e la solita gallina saltano su e si mettono a starnazzare perch\u00e9, nei loro schemi mentali preconfezionati e standardizzati, qualche sua frase suona loro come blasfema.<\/p>\n<p>Estrapolando qualche parola mal digerita da un discorso molto pi\u00f9 ampio e articolato, codesti nanerottoli schizzano sulle loro comode poltroncine e cominciano a squittire: \u00abCome! Costui osa dire che la democrazia \u00e8 un inganno? Ma allora \u00e8 un fascista!\u00bb; \u00abCome! Costui ha affermato che la donna \u00e8 oggi pi\u00f9 schiava e pi\u00f9 umiliata che mai? Ma dunque \u00e8 un maschilista della peggiore specie!\u00bb; e ancora: \u00abCome! Costui ha si \u00e8 permesso di insinuare che tutto il sapere moderno \u00e8 un falso sapere, e che sta portando l&#8217;umanit\u00e0 al tracollo? Ma allora non pu\u00f2 essere che un oscurantista, un nemico del progresso e un nemico del popolo!\u00bb.<\/p>\n<p>Sorge perci\u00f2 la domanda se sia utile a qualcuno o a qualcosa, se valga la pena per qualcuno o per qualcosa, che un uomo o una donna onesti, onestamente alla ricerca della verit\u00e0, senza ambizioni personali, senza secondi fini, senza alcun interesse nascosto, si diano tanto da fare per cercare la verit\u00e0, sacrificando il proprio tempo, i propri affetti, il proprio lavoro, la propria sicurezza, forse anche la propria pace familiare (chi non si ricorda di Socrate e Santippe?) per offrire in dono, senza nulla chiedere e senza nulla aspettarsi o volere o desiderare in cambio, i risultati di una vita intera di ricerca appassionata e solitaria, di infinite veglie e di quotidiane rinunce, che gli furono e gli sono tuttora causa di incomprensioni, di sospetti, di ostilit\u00e0, anche e sopratutto da parte di coloro ai quali non ha fatto assolutamente nulla, ma che vedono in lui una minaccia o che sono mossi da segreta invidia e da mal dissimulata gelosia.<\/p>\n<p>La domanda non \u00e8 se egli debba continuare a darsi tanto da fare, nonostante i magri risultati visibili e nonostante la fatica non premiata da alcun indizio che potrebbe renderla pi\u00f9 leggera, perch\u00e9 profittevole a qualcuno; egli ha sempre saputo che tale \u00e8 l&#8217;ordine delle cose e non ha mai cercato segni visibili, non diremo di apprezzamento o di gratitudine, ma neppure di aver influenzato positivamente, anche in minima parte, la realt\u00e0 circostante.<\/p>\n<p>La domanda \u00e8 se tutto ci\u00f2 abbia un senso; se sia sensato voler offrire gratuitamente dei tesori a coloro che apprezzano solamente le ghiande a pagamento; se abbia una ragion d&#8217;essere lo sforzo di trasmettere i risultati della propria sofferta ricerca, a quanti non li vogliono, non li capiscono e non sanno che farsene: in beve, se non sia pi\u00f9 giusto lasciar le cose come stanno, rinunciare a siffatto tentativo, coltivare il proprio orticello e lasciare che il mondo vada come vuole e come crede.<\/p>\n<p>Non si tratta di un dubbio psicologico e neanche morale: non nasce, ad esempio, dall&#8217;esperienza sconfortante di vedere che anni di fatica solitaria, di ricerca disinteressata, sono liquidati da una domanda presuntuosa e sciocca, da una battuta sprezzante e superficiale da parte di chi non si \u00e8 mai sognato di caricarsi sulle spalle nemmeno la milionesima parte di quei sacrifici e di quelle fatiche, di chi non ha mai cercato minimamente di procedere sulla via della consapevolezza e pretende, nondimeno, di tranciare giudizi a tutto campo, magari con aria annoiata, oppure con sincera (ahim\u00e8) indignazione per certe supposte eresie che, nella sua piccola mente, non pu\u00f2 esimersi dal censurare.<\/p>\n<p>Si tratta di un dubbio filosofico: se la ricerca ha valore solo per la fatica personale che comporta, se la verit\u00e0 \u00e8 tale solo per colui che l&#8217;ha inseguita disinteressatamente lungo strade solitarie e malagevoli, non sarebbe pi\u00f9 giusto lasciare che quanti vogliono un prontuario per tutte le stagioni se ne stiano paghi di esso, sprofondati beatamente nel brago, e che seguitino a ripetere come dei mantra le sciocche formulette che i falsi maestri predicano ogni giorno, da infiniti pulpiti?<\/p>\n<p>Tutti i cercatori della verit\u00e0, prima o poi, si sono posti questa domanda; tutti, prima o poi, hanno chiesto ai pochi discepoli rimasti, quando tutti gli altri si erano scandalizzati e se n&#8217;erano andati in cerca di maestri pi\u00f9 accondiscendenti: \u00abVolete andarvene anche voi?\u00bb.<\/p>\n<p>Ma hanno sempre superato quel momento di dubbio, sulla base di una duplice risposta.<\/p>\n<p>La prima, la pi\u00f9 ovvia, \u00e8 che ciascuno deve lavorare su se stesso, deve cercar di realizzare la propria consapevolezza, ogni giorno, ogni ora, indefessamente, senza curarsi dei risultati pratici, perch\u00e9 tale \u00e8 la fedelt\u00e0 alla chiamata, alla voce del Maestro interiore che ci guida e ci sostiene: la ricerca \u00e8 premio a se stessa e non ha bisogno di altra giustificazione.<\/p>\n<p>Come afferma Confucio nei suoi \u00abDialoghi\u00bb (XIV, 32; traduzione italiana di Edoarda Masi, Rizzoli, Milano, 1975, 1994, p. 114):<\/p>\n<p>\u00abNon importa che gli altri non ti riconoscano. Importa la tua incapacit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Concetto ripreso dal grande maestro cinese in una sentenza di poco successiva (XIV, 37; Op. cit., p. 115):<\/p>\n<p>\u00abIl Maestro disse: &quot;Nessuno mi riconosce&quot;. Zigong disse: &quot;Che significa che il Maestro non \u00e8 riconosciuto?&quot;. Il Maestro disse: &quot;Non impreco al Cielo, non mi risento con gli uomini. Imparo sulla terra, riesco in Cielo. \u00c8 il Cielo a riconoscermi&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>La seconda risposta \u00e8 che nessuno pu\u00f2 sapere se e quando un albero dar\u00e0 i suoi frutti, finch\u00e9 questi non sono spuntati: infatti, potrebbe occorrere moltissimo tempo.<\/p>\n<p>Nessuno pu\u00f2 sapere se e quando una nuova pianticella spunter\u00e0 dal terreno: non si pu\u00f2 mai dire: \u00abEcco, vedete, il seme si \u00e8 perduto nel solco!\u00bb; perch\u00e9 il seme potrebbe germogliare quando meno lo si aspetta, magari dopo che il seminatore non ci pensa pi\u00f9, magari dopo che il seminatore \u00e8 morto.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 \u00e8 giusto che chi ha ricevuto una missione, la porti a termine senza curarsi dei risultati apparenti: il seme germoglia nel buio della terra, nessuno lo vede mentre sta crescendo; solo quando bucher\u00e0 la superficie, per conquistare l&#8217;aria e la luce, solo allora sar\u00e0 visibile all&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Intanto, chi ha intrapreso la via della ricerca non si riterr\u00e0 mai giunto in vetta, non diverr\u00e0 mai superbo, n\u00e9 si dar\u00e0 le arie del sapiente: non si riterr\u00e0 neppure un autentico maestro, anche se gli altri lo chiamassero cos\u00ec, perch\u00e9 egli sa fin troppo bene che, pi\u00f9 si sale verso la vetta, pi\u00f9 ci si rende conto di quanto immensa sia la montagna; e pi\u00f9 si incomincia a comprendere, pi\u00f9 si misura il vertiginoso abisso della propria ignoranza.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 severo verso la propria ignoranza, ma imparer\u00e0 ad essere indulgente con quella altrui, perch\u00e9 avr\u00e0 imparato che in ogni uomo e in ogni donna vi \u00e8 l&#8217;amore delle scorciatoie; che in ogni uomo e in ogni donna vi \u00e8 la tendenza scambiare la luna con il dito che la indica, alta nel cielo; che in ogni uomo e in ogni donna vi \u00e8 un groviglio di passioni che allontanano la meta e che, se non riconosciute, possono inquinare anche il retto procedere di chi \u00e8 gi\u00e0 in cammino.<\/p>\n<p>Non \u00e8 nostro compito quello di giudicare; non sta a noi meravigliarsi perch\u00e9 qualcuno cerca sinceramente, qualcun altro fa solo finta di cercare, e qualche altro ancora si oppone alla ricerca altrui, denigrando, calunniando, complottando.<\/p>\n<p>Ciascuno \u00e8 chiamato a farsi viandante per amore della verit\u00e0; ciascuno \u00e8 libero di rispondere, oppure no.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 molto da fare, per chi risponde; e il primo lavoro, il pi\u00f9 arduo, \u00e8 quello di strappare le erbacce dal proprio campo.<\/p>\n<p>Alle erbacce degli altri, penser\u00e0 la Provvidenza. Che si serve anche del seminatore pigro e infedele, talvolta; non solo di quello pio e zelante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo moderno si basa su una menzogna istituzionalizzata, che fa maledettamente comodo ai veri detentori del potere: che tutti gli esseri umani, possedendo intelligenza e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[263],"class_list":["post-23048","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23048","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23048"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23048\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}