{"id":23046,"date":"2017-07-03T12:35:00","date_gmt":"2017-07-03T12:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/03\/a-che-scopo-dialogare-con-chi-ignora-il-dialogo\/"},"modified":"2017-07-03T12:35:00","modified_gmt":"2017-07-03T12:35:00","slug":"a-che-scopo-dialogare-con-chi-ignora-il-dialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/07\/03\/a-che-scopo-dialogare-con-chi-ignora-il-dialogo\/","title":{"rendered":"A che scopo dialogare con chi ignora il dialogo?"},"content":{"rendered":"<p>Dal Concilio Vaticano II, specialmente con la <em>Gaudium et Spes<\/em>, sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, e la <em>Nostra Aetate<\/em>, sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, una parola \u00e8 venuta di gran moda fra i cattolici progressisti: &quot;dialogo&quot;; una parola <em>passe-partout<\/em>, che dovrebbe essere auto-evidente e far cadere tutti i muri, tutte le incomprensioni, aprire tutte le serrature, sciogliere tutti i cuori, anche i pi\u00f9 induriti; una parola che, fino a quel momento, la Chiesa non aveva mai adoperato, o, se lo aveva fatto, l&#8217;aveva fatto in un senso completamente diverso, molto pi\u00f9 generale, ma anche molto pi\u00f9 spirituale: non un dialogo umano, fra soggetti umani, ma il dialogo fra l&#8217;uomo e Dio e dell&#8217;uomo con il suo prossimo, sempre nella luce e sotto lo sguardo di Dio. Adesso, invece &quot;dialogo&quot; era diventata la parola magica, la parola-totem, la parola che ammutolisce tutte le altre parole, che fa tacere tutte le altre voci, che impone silenzio a ogni altro discorso; e ci\u00f2, ancor pi\u00f9, dopo l&#8217;accentuazione impressa da Giovanni Paolo II ai rapporti con le altre confessioni cristiane e con le religioni non cristiane, specialmente dopo l&#8217;inizio degli incontri di preghiera interreligiosi di Assisi, inaugurati nel 1986. Tuttavia, sorge legittima la domanda: ma dialogare con chi, dialogare perch\u00e9? E, di conseguenza: si pu\u00f2 davvero dialogare con tutti, anche con coloro i quali ignorano il dialogo, non sanno cosa sia, perch\u00e9 intendono solo l&#8217;affermazione della propria verit\u00e0, ad esclusione di ogni altra? E, d&#8217;altra parte: se il cattolico si sente, come deve sentirsi, il portatore della Verit\u00e0, che senso ha dialogare con chi non crede in essa, con chi la rifiuta, con chi la osteggia: \u00e8 una cosa sensata, \u00e8 una cosa compatibile con il Vangelo stesso? \u00c8 questo, che Ges\u00f9 ha chiesto di fare ai suoi discepoli: dialogare con tutti, anche con chi non voleva saperne n\u00e9 di Lui, n\u00e9 del suo Vangelo? Non ci sembra. Bisogna sfatare la leggenda di un Ges\u00f9 che &quot;dialoga&quot; con tutti. Ges\u00f9 non dialoga affatto: Ges\u00f9 insegna. \u00c8 diverso. Si prenda il famoso colloquio con la samaritana, seguace di una religione diversa dal giudaismo, che questo considera idolatrica, mentre essa, a sua volta, rifiuta il giudaismo. Ebbene: Ges\u00f9 non dialoga con quella donna, se non sul piano meramente umano; ma poi subito porta il discorso sul piano divino, sul piano della Verit\u00e0: e, a quel punto, non dialogo affatto, insegna. Dice alla donna ci\u00f2 in cui si deve credere per avere la vita eterna; le dice di essere Lui, proprio Lui, quella fonte di acqua perenne, che spegne per sempre la seta dell&#8217;anima. Ges\u00f9 si \u00e8 rivolto alla seguace di un&#8217;altra religione, ma non si \u00e8 messo a discutere con lei della sua fede, n\u00e9 ha discusso le caratteristiche delle due fedi: le ha detto in cosa consista la vera fede, e ha annunciato che presto sarebbe venuto il tempo in cui n\u00e9 a Gerusalemme, come per gli ebrei, n\u00e9 sul Monte Garizim, come per i samaritani, si adorer\u00e0 Dio, ma solo in spirito e verit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco cosa ha detto Ges\u00f9 ai suoi dodici apostoli, nel momento in cui li mand\u00f2 a predicare il Vangelo in suo nome (<em>Mt<\/em>, 10, 11-15):<\/p>\n<p><em>In qualunque citt\u00e0 o villaggio entrate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e l\u00ec rimanete fino alla vostra partenza. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne sar\u00e0 degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sar\u00e0 degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno non vi accoglier\u00e0 e non dar\u00e0 ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa op da quella citt\u00e0 e scuotete la povere dai vostri piedi. In verit\u00e0 vi dico, nel giorno del giudizio il paese di Sodoma e Gomorra avr\u00e0 una sorte pi\u00f9 sopportabile di quella citt\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque, non \u00e8 vero che Ges\u00f9 ordina ai suoi apostoli d&#8217;insistere e supplicare coloro i quali non li vogliono ascoltare; al contrario: comanda loro di andarsene da quanti non sono degni di ricevere il Vangelo, e annuncia che essi, nel giorno del Giudizio, riceveranno un trattamento durissimo, peggiore di quello di Sodoma e Gomorra, distrutte da Dio col fuoco e lo zolfo per la perversit\u00e0 dei loro abitanti (con buona pace di monsignor Galantino, che non ci crede).<\/p>\n<p>Il dialogo \u00e8 una forma di relazione umana che ha una storia e che presuppone un certo contesto culturale e certe acquisizioni intellettuali e morali: non \u00e8 sempre esistito e non esistere, tuttora, presso tutte le civilt\u00e0 e tutti i popoli. D&#8217;altra parte, esso non \u00e8 indicato per trasmettere qualsiasi contenuto di pensiero: come abbiamo appena visto, Ges\u00f9 non lo prende in considerazione come strumento per annunciare il Vangelo. Non ordina ai suoi apostoli di andare a &quot;dialogare&quot; con le persone, ma di andare ad annunciare la Buona Novella. Dunque, i fautori del &quot;dialogo&quot; interreligiosi, ammesso e non concesso che siano animati dalle migliori ritenzioni di questo mondo, rischiano d&#8217;incorrere in due errori clamorosi: primo, di voler dialogare con chi non sa cosa sia il dialogo; secondo, di volersi servire del dialogo per annunciare il Vangelo, mentre quello non \u00e8 lo strumento adatto e non \u00e8 in linea con l&#8217;insegnamento di Ges\u00f9 stesso.<\/p>\n<p>Monsignor Pietro Rossano (1923-1991), che fu biblista, conoscitore dell&#8217;arabo e dell&#8217;aramaico, gi\u00e0 docente di Teologia delle religioni al Gregoriano di Roma, poi rettore dell&#8217;Universit\u00e0 lateranense e vescovo ausiliare di Roma per la cultura, nonch\u00e9 uomo di punta del dialogo interreligioso, \u00e8 stato, di quest&#8217;ultimo, uno dei massimi esperti, oltre che convinto assertore. Ebbene, ecco in quali termini egli parlava del dialogo fra il cattolicesimo e le altre religioni &#8211; che egli persegu\u00ec instancabilmente e con le cui difficolt\u00e0 si confront\u00f2, sulla sua pelle, giorno per giorno &#8211; in una corrispondenza privata con padre Tablino, risalente al dicembre 1990, a meno di un anno dalla morte, in quello che si pu\u00f2 perci\u00f2 considerare come il suo testamento spirituale (cit. nell&#8217;articolo <em>Pietro Rossano, biblista e uomo del dialogo.<\/em> <em>A vent&#8217;anni dalla morte del vescovo rettore della Pontificia universit\u00e0 lateranense<\/em>, su <em>L&#8217;Osservatore Romano<\/em> del 15 giugno 2011):<\/p>\n<p><em>Con l&#8217;islam le cose sono difficili. Bisogna evitare a ogni costo un nuovo scontro cristiano-islamico, n\u00e9 si pu\u00f2 congelare il buon rapporto creatosi dopo il Concilio. [&#8230;] Gli interlocutori non cristiani reagiscono all&#8217;offerta cristiana del dialogo secondo le proprie categorie non dialogiche: quindi mentre per noi dialogo significa anzitutto accettazione dell&#8217;altro e dei suoi diritti, per l&#8217;islam non \u00e8 cos\u00ec; mentre dialogo per noi implica riconoscimento d&#8217;alterit\u00e0, l&#8217;induismo-buddismo reagiscono con l&#8217;affermazione dell&#8217;armonia e dell&#8217;eguaglianza delle religioni; ci\u00f2 fa s\u00ec che l&#8217;offerta del dialogo si risolva apparentemente in perdita per noi che diamo spazio all&#8217;altro senza ricevere nulla in contraccambio; da qui la suggestione che viene da pi\u00f9 parti di chiedere una reciprocit\u00e0: masi sarebbe ancora sulla linea del Vangelo?<\/em><\/p>\n<p>E Pietro Rossano era tutt&#8217;altro che uno scettico o un conservatore; era, come abbiamo detto, un convinto assertore della linea del dialogo, e, anche se oggi piuttosto dimenticato, a suo tempo era molto apprezzato dai cattolici progressisti, come il vaticanista Antonio Zizola, che ne parl\u00f2 in termini entusiastici. Che cosa dice, in buona sostanza, Rossano, dopo decenni di sforzi dialogici? Che il cosiddetto dialogo interreligioso si risolve in una apertura a senso unico, perch\u00e9 nessuna delle altre religioni (e qui si tace prudentemente su quella che costituisce il nodo pi\u00f9 delicato di tutti, il giudaismo) \u00e8 capace di un dialogo, cos\u00ec come lo intendiamo noi occidentali: o per indisponibilit\u00e0 ad accettare l&#8217;altro con i suoi diritti, primo dei quali il diritto di esistere (e sappiamo come vanno le cose, oggi, all&#8217;atto pratico, in molti Paesi islamici, per le minoranze cristiane), o per incapacit\u00e0 di accettare una dialettica dei distinti. E tuttavia, la conclusione \u00e8 sorprendente: bisogna continuare a dialogare in pura perdita, perch\u00e9 agire diversamente &quot;non sarebbe in linea col Vangelo&quot;. Ma questo \u00e8 falso: lo abbiamo visto, citando le precise parole di Ges\u00f9. \u00c8 vero che Ges\u00f9 ha detto di dare anche il mantello a colui che pretende la nostra tunica, e di fare due miglia di strada con colui che vuole essere accompagnato per uno; per\u00f2 ha anche detto di non perdere tempo con chi non vuole ascoltare il Vangelo, e di scuotere la polvere dei sandali contro di lui.<\/p>\n<p>E poi, che significa dire che con l&#8217;islam si \u00e8 instaurato &quot;un buon rapporto&quot; dopo il Concilio, se poi si ammette che, per gli islamici, il dialogo \u00e8 un concetto privo di senso? E dove li si vede, questi buoni rapporti: in Pakistan, in Siria, in Iraq, in Egitto, in Nigeria, dove? Non ci risulta; al contrario, ci risulta che ovunque i cristiani sono discriminati, oppressi, perseguitati. In Europa, presunto laboratorio dell&#8217;integrazione, i terroristi islamici uccidono a caso, convinti che ogni uomo, donna o bambino uccisi in onore di Allah, siano altrettanti infedeli tolti di mezzo per sempre: e poco importa, per loro, se ormai l&#8217;Europa \u00e8 al novanta per cento scristianizzata, e se quelle persone, probabilmente, avevano, di cristiano, al massimo il nome e, forse, il certificato di battesimo. In compenso, se i fanatici dell&#8217;islam sgozzano un prete cattolico durante la santa Messa, al momento della Comunione, come una vittima sacrificata sull&#8217;altare, la Chiesa ricambia la cortesia invitando tutti gli islamici a entrare nelle chiese cattoliche, a pregare insieme durante la Messa. A pregare per che cosa? Non si sa, pregano nella loro lingua. E a che scopo, visto che nessuno ha domandato scusa? Non si sa neppure questo. Per\u00f2, secondo monsignor Rossano, il dialogo \u00e8 buono, ed \u00e8 anche doveroso, perch\u00e9 \u00e8 nella linea del Vangelo. Dobbiamo dedurne che la linea del Vangelo \u00e8 l&#8217;ingenuit\u00e0 pi\u00f9 grossolana, per non dire la stoltezza o l&#8217;incoscienza? Se qualcuno ci viene contro brandendo un coltello, \u00e8 nella linea del Vangelo accoglierlo disarmati e sorridenti, perch\u00e9 siamo tutti creature di Dio? Ancora una volta, andiamo a vedere quali sono le precise indicazioni del solo, dell&#8217;unico Maestro: <em>Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come serpenti e semplici come le colombe<\/em>. Ora, sono sempre le parole di Ges\u00f9, non c&#8217;\u00e8 servo che sia superiore al padrone; perci\u00f2, costoro presumono forse di essere qualcosa di meglio di Ges\u00f9, il loro e nostro Signore e padrone, il Re dell&#8217;Universo? Presumono di essere pi\u00f9 caritatevoli, pi\u00f9 buoni, pi\u00f9 santi di Ges\u00f9 Cristo medesimo, che raccomandava di essere prudenti come i serpenti, e di non lasciarsi sbranare dai lupi come pecore stupide e imprudenti?<\/p>\n<p>Da qualunque lato si consideri la cosa, si arriver\u00e0 sempre alla stessa conclusione: esiste una contraddizione insanabile fra questa volont\u00e0 di &quot;dialogo&quot; a tutti i costi, anche a costo di farsi ammazzare inutilmente, anche a costo di esporre inutilmente al martirio i propri fratelli, e l&#8217;Europa ad essere invasa e sottomessa dai nemici di Cristo e della civilt\u00e0 cristiana, o ci\u00f2 che di essa rimane ancora (perch\u00e9, inutile girarci attorno, \u00e8 proprio questa la posta in gioco, ormai), e la lettera e lo spirito del Vangelo. Ges\u00f9 chiede ai suoi discepoli la testimonianza, ma non chiede loro un suicidio da poveri babbei: sono due cose profondamente diverse. E allora, da dove nasce questa idea del dialogo a ogni costo, questi accanimento nel voler portare avanti un dialogo che non \u00e8 tale, perch\u00e9 una sola delle due parti lo intende come confronto con dei soggetti di pari dignit\u00e0? Ed \u00e8 proprio qui che, riflettendo bene, si arriva a formulare una ragionevole risposta: ragionevole, anche se alquanto sgradevole. I fautori del dialogo, almeno ai pi\u00f9 alti livelli, non sono affatto degli stupidi, n\u00e9 degli sprovveduti: sono persone intelligenti, pertanto si deve presumere che sappiano molto bene quel che stanno facendo. Se insistono a voler dialogare con chi non \u00e8 dialogante, qualche buona ragione devono averla. Ed eccola, la buona ragione: con il paravento del dialogo, essi stanno perseguendo, in realt\u00e0, un altro obiettivo: vogliono relativizzare il cristianesimo. In altre parole, il dialogo non \u00e8 rivolto, come sembra e come essi dicono, agli <em>altri<\/em>, ai non cristiani, ma proprio ai loro confratelli; e ha il preciso scopo di abituarli a non vedere pi\u00f9 il cristianesimo come la sola vera religione, ma a familiarizzarsi con l&#8217;idea che anche per mezzo delle altre religioni si arriva alla Verit\u00e0 divina. Questa idea porta con s\u00e9 un&#8217;altra idea, sul piano pratico: cio\u00e8 che bisogna minimizzare, e, alla lunga, far sparire, tutto ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 di ostacolo al tanto sbandierato &quot;dialogo&quot;. Nei confronti del dialogo con i protestanti, ci\u00f2 significa mettere la sordina, e, un po&#8217; alla volta, sopprimere, ci\u00f2 che vi \u00e8 di specificamente cattolico nella liturgia e nella teologia cattoliche, lasciando sussistere solo quegli aspetti che si prestano ad essere riconosciuti e accolti dall&#8217;altro. Via il culto mariano e quello dei Santi e degli Angeli, dunque; via il celibato ecclesiastico e s\u00ec al sacerdozio femminile; via la Presenza reale nell&#8217;Eucarestia; via il libero arbitrio; via la speciale missione del clero; via la giustificazione con la fede e con le opere. Nei confronti del dialogo con le religioni non cristiane, poi, via tutto ci\u00f2 che \u00e8 specificamente cristiano: e, prima di ogni altra cosa, via la natura divina di Cristo, senza la quale non vi sono n\u00e9 la sua Resurrezione dai morti, n\u00e9 la nostra Redenzione dal peccato. Qualcuno obietter\u00e0 che questo scenario \u00e8 esagerato ed eccessivamente pessimista; gli rispondiamo di guardarsi bene attorno e di vedere se la Chiesa, oggi, non sia incamminata, nel complesso e per opera dei suoi pi\u00f9 alti esponenti, in tale direzione. Resta da capire cosa rester\u00e0 in essa di cristiano e di cattolico, alla fine di tutto ci\u00f2. Ben poco, anzi, nulla: come volevasi dimostrare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal Concilio Vaticano II, specialmente con la Gaudium et Spes, sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, e la Nostra Aetate, sulle relazioni della Chiesa con le religioni<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157,237],"class_list":["post-23046","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo","tag-sacra-scrittura"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23046","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23046"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23046\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23046"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23046"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23046"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}