{"id":23041,"date":"2022-02-15T09:08:00","date_gmt":"2022-02-15T09:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/15\/8-settembre-il-tradimento-che-ancora-ci-pesa-addosso\/"},"modified":"2022-02-15T09:08:00","modified_gmt":"2022-02-15T09:08:00","slug":"8-settembre-il-tradimento-che-ancora-ci-pesa-addosso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/02\/15\/8-settembre-il-tradimento-che-ancora-ci-pesa-addosso\/","title":{"rendered":"8 settembre, il tradimento che ancora ci pesa addosso"},"content":{"rendered":"<p>Quanto vale una persona? Cos\u00ec, di primo acchito, viene voglia di rispondere: quanto vale la sua parola. Non sappiamo che farcene di persone che dicono una cosa, la promettano, la giurano, e poi non solo non la fanno, n\u00e9 mantengono la parola data, ma fanno esattamente il contrario di ci\u00f2 che avevano detto, assicurato e spergiurato, magari senza esserne stati neppure richiesti, ma cos\u00ec, per mostrare tutto il loro zelo, la loro sollecitudine, la loro indefettibile lealt\u00e0. Una persona che non \u00e8 di parola, che manca alla parola, che tradisce le pi\u00f9 sacre promesse, non \u00e8 solamente una persona che vale poco: \u00e8 una persona che non vale nulla. Una persona \u00e8 tutt&#8217;uno con la propria parola e deve avere una parola sola: <em>s\u00ec, s\u00ec<\/em> e <em>no, no<\/em>: il resto viene dal diavolo. Persone che hanno una parola per la domenica e un&#8217;atra per il luned\u00ec, o magari una per la mattina e un&#8217;altra per la sera, non servono a nulla: ingombrano il campo, confondono la gente, perturbano l&#8217;ordine sul quale si fondano la fiducia e il rispetto fra gli esseri umani. Una persona priva di parola \u00e8 priva di qualsiasi credibilit\u00e0 e dovrebbe essere riguardata per quello che realmente \u00e8: un ciarlatano, un buffone, un individuo privo di qualunque senso di dignit\u00e0 e di rispetto per se stesso, oltre che nei confronti degli altri. La societ\u00e0 non ha bisogno di simili individui: pi\u00f9 ce ne sono e peggiore \u00e8 quella sfortunata societ\u00e0. Infatti una societ\u00e0 sana nutre la massima stima per chi ha una parola sola; se invece essa apprezza e onora i voltagabbana e gli spergiuri, ci\u00f2 significa che quella societ\u00e0 \u00e8 marcia, divorata da un cancro interno che la sta portando allo sfacelo, per quanto esso sia magari ben dissimulato sotto splendide vesti e un trucco invidiabile. Ma il cancro c&#8217;\u00e8, e presto o tardi finir\u00e0 per degenerare in metastasi; e quella societ\u00e0 \u00e8 condannata a perire, schiacciata sotto il peso della propria inconsistenza, della propria vacuit\u00e0, della propria bassezza morale. Una societ\u00e0 non sopravvive, n\u00e9 va lontano, se i suoi membri, o peggio ancora, quelli che vi svolgono delle funzioni dirigenti, sono degli individui senza parola. Essere senza parola significa essere senza onore; e chi \u00e8 senza onore non bada al bene pubblico, ma solo a coltivare i propri interessi, il proprio portafogli e la propria carriera. Gente bassa e vile, che non possiede un&#8217;ombra di senso etico e che si vende sempre al migliore offerente; gente che porta alla catastrofe quelli che hanno l&#8217;ingenuit\u00e0, o piuttosto la stupidit\u00e0, di fidarsi di lei e di consegnarle la responsabilit\u00e0 del proprio futuro.<\/p>\n<p>Ma che succede se un&#8217;intera classe dirigente, i rappresentanti delle pi\u00f9 alte istituzioni politiche e militari, il monarca regnante, il suo primo ministro, calpestano tutti insieme la parola data a un altro Stato, e lo fanno nel bel mezzo di una guerra durissima, nella quale si gioca la sopravvivenza di entrambe le nazioni, per chiss\u00e0 quanto tempo a venire? Che succede se la classe dirigente di un grande Paese tradisce da un giorno all&#8217;altro, da un momento all&#8217;altro, ci\u00f2 che aveva promesso e assicurato nella maniera pi\u00f9 solenne? \u00c8 quel che accadde in Italia la sera dell&#8217;8 settembre 1943, allorch\u00e9 la radio &#8212; prima per bocca del generale Eisenhower, e solo un&#8217;ora dopo per bocca del generale Badoglio &#8212; dichiar\u00f2 al mondo stupito, e agli italiani ancor pi\u00f9 stupiti, che da quel momento la guerra contro gli angloamericani era finita con la richiesta di resa dell&#8217;Italia, che era stata accettata. Fino a poche ore prima sia il re, Vittorio Emanuele III, sia il capo del governo, il generale Badoglio, avevano assicurato i loro interlocutori tedeschi che la guerra continuava e che l&#8217;Italia avrebbe marciato al fianco dell&#8217;alleata Germania sino alla fine. Badoglio, in particolare, aveva gettato sulla bilancia la sua parola di soldato e il suo onore personale, dichiarando lui stesso che, se avesse avuto l&#8217;intenzione di staccarsi dall&#8217;alleanza per chiedere la resa agli Alleati (ma <em>alleati<\/em> di chi?, non certo nostri, ch\u00e9 anzi erano i nemici: ecco come il linguaggio, imposto dalla vulgata dei vincitori, tende a confondere le cose, fuorviando l&#8217;immaginario collettivo) non avrebbe lasciato le citt\u00e0 italiane esposte ai crudeli bombardamento aerei che le stavano distruggendo (e che infatti proseguirono anche mentre le segrete trattative d&#8217;armistizio erano in pieno svolgimento). In altre parole, quel vile personaggio non si vergogn\u00f2 di strumentalizzare quei poveri morti, inermi ed inutili (dal punto di vista politico e militare), per convincere i tedeschi che non era in atto alcuna manovra di sganciamento dalla Germania da pare dell&#8217;Italia. Mai uno statista, il capo del governo di una nazione civile, era sceso cos\u00ec in basso, da servirsi dei connazionali morti per la sua incapacit\u00e0 di gestire un armistizio segreto, per ingannare meglio il proprio alleato: se \u00e8 vero, come \u00e8 vero, che in Sicilia i tedeschi si erano battuti egregiamente, come sempre, disputando l&#8217;isola al nemico palmo a palmo, mentre gli italiani, che dopotutto difendevano il suolo della <em>loro<\/em> Patria, si erano sbandati quasi subito, e i comandanti avevano consegnato le migliori piazzeforti &#8212; Pantelleria, Augusta &#8212; praticamente senza sparare un colpo delle loro poderose artiglierie. C&#8217;\u00e8 un limite anche alla doppiezza e al machiavellismo, o almeno dovrebbe esserci: un limite imposto, se non dal senso dell&#8217;onore, che evidentemente chi non lo possiede non se lo pu\u00f2 inventare, quantomeno dal senso della decenza e del pudore. Badoglio era quello che, a Caporetto, responsabile numero uno della nostra catastrofica sconfitta (sue erano la artiglierie che avrebbero potuto prendere d&#8217;infilata gli attaccanti austro-tedeschi, e invece rimasero inesplicabilmente mute, e caddero nelle mani del nemico con tutti i parchi delle munizioni intatti: una costante, a quanto pare, della nostra storia militare nelle due guerre mondiali), era scappato sbarazzandosi perfino del berretto, per fuggire pi\u00f9 lesto; cos\u00ec come, all&#8217;alba del 9 settembre, fugg\u00ec da Roma con la scusa di mettere in salvo il sovrano e la famiglia reale, mentre era lui ad aver perso la testa e ad agire sotto l&#8217;impulso di una paura fisica che rasentava il terrore (<em>se ci prendono i tedeschi<\/em>, aveva detto a quelli del seguito, e aveva fatto il gesto di passarsi il taglio della mano all&#8217;altezza della gola), con le maniche della giacca rimboccate, cos\u00ec da nascondere i gradi. Miserando spettacolo: e intanto quasi un milione di sodati, non solo in Italia ma in mezza Europa, dalla Francia alla punta della Grecia e alle isole dell&#8217;Egeo, restavano abbandonati a se stessi, senza ordini n\u00e9 direttive, esposti alle rappresaglie dell&#8217;ex alleato, furioso nel vedersi tradito e abbandonato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec rievoca quelle giornate disonorevoli e umilianti il giornalista Bruno Spampanato nel suo <em>Contromemoriale<\/em> (Roma, Centro Editoriale Nazionale, 1974, vol. 2, pp. 355-56; 360-62):<\/p>\n<p><em>Che ai primi di settembre Guariglia, ministro degli Esteri, avesse dichiarato al rappresentante tedesco a Roma, dottor Rahn, che \u00abassolutamente il governo Badoglio era deciso a non capitolare e a continuarla guerra a fianco della Germania\u00bb, poteva esser vero. Anzi, per la fonte da cui l&#8217;appresi, era senz&#8217;altro vero. \u00c8 anche vero che il giorno 3 il Maresciallo in persona ripet\u00e9 allo stesso Rahn: \u00abIo sono il Maresciallo Badoglio e vi convincer\u00f2 coi fatti che non era giusto non aver fiducia in me\u00bb, e che il giorno dopo il Capo di Stato Maggiore Generale, sempre a Rahn, riafferm\u00f2 l&#8217;incondizionata fedelt\u00e0 militare dell&#8217;Italia all&#8217;alleata Germania.<\/em><\/p>\n<p><em>Vero. Verissimo. E d&#8217;altronde buttarsi dall&#8217;altra parte significava la guerra non pi\u00f9 limitata all&#8217;estremo lembo della penisola, ma in tutto il paese. E anche lo scontro tra tedeschi e &quot;alleati&quot; sul territorio italiano. Chi in queste condizioni avrebbe pensato a un tale salto nel buio?<\/em><\/p>\n<p><em>Ormai, pi\u00f9 che di vere battaglie sul fronte italiano si poteva parlare di un&#8217;avanzata nemica pi\u00f9 o meno contrastata. Ma non s&#8217;era attenuata l&#8217;offensiva aerea. Era diventata pi\u00f9 pesante proprio da agosto. Nel colloqui del 29 agosto con l&#8217;addetto militare von Rintelen, il Maresciallo Badoglio, a sostegno dell&#8217;affermazione che \u00abla guerra continua\u00bb, gli aveva spiegato: \u00abSe l&#8217;Italia non volesse essere a fianco del suo alleato, sarebbe delittuoso far distruggere intanto le sue citt\u00e0\u00bb. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Il comunicato del Maresciallo dice che Eisenhower ha accolto la richiesta di armistizio e che ogni atto di ostilit\u00e0 contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00ab&#8230; esse per\u00f2 reagiranno ad eventuali attacchi di qualsiasi altra provenienza\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Viene subito da pensare che l&#8217;alleata Germania sia stata colta di sorpresa se Badoglio ammette implicitamente &quot;eventuali attacchi&quot;, e d\u00e0 ordine di reagirvi. Se ci fosse stato il minimo concerto con gli alleati tedeschi &#8211; tali fino a quel momento &#8212; non c&#8217;era da temere attacchi. N\u00e9 ci potevano essere stati passi in quel senso &#8212; cio\u00e8 di un armistizio &#8212; se fino a quel giorno 8 settembre s&#8217;era in ogni modo confermata la continuazione della guerra. Anzi a mezzogiorno dell&#8217;8 settembre il Sovrano ha dichiarato, proprio lui, a Rahn, che \u00abl&#8217;Italia non capitoler\u00e0 mai\u00bb e che \u00e8 decisa a \u00abcontinuare fino alla fine la lotta al fianco della Germania\u00bb. Questo Rahn lo telegrafa a Berlino. Ma possibile che il vecchio Sovrano si sia fatto portare sin l\u00ec? Non \u00e8 pi\u00f9 per noi questione di rancore per il colpo di Stato. \u00c8 una cocente dolorosa umiliazione per questa stupida commedia.<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 non dirlo ai loro generali, a Tarvisio o a Bologna, perch\u00e9 non farlo dire al F\u00fchrer?<\/em><\/p>\n<p><em>Non discutiamo quello che \u00e8 passato, ma ora da soli non si va pi\u00f9 innanzi. Divisioni ne abbiamo, ma non bastano gli uomini, mezzi ci occorrono, artiglierie, apparecchi, si tratta di dare una spallata al nemico e bisogna darla insieme, finora siamo stati il paraurti per la Germania meridionale, abbiamo rappresentato la distanza tra le basi aeree dell&#8217;Africa e le citt\u00e0 tedesche, ma adesso bisogna aiutarci, nessuna alleanza prevede l&#8217;estremo sacrificio per l&#8217;alleato&#8230; Perch\u00e9 non dirlo questo? Se aiutarci \u00e8 ancora possibile. O altrimenti vediamo come ci si possa sganciare dalla guerra, noi Italia col minor danno e forse voi tedeschi, con vantaggio futuro. Perch\u00e9 non dirlo ai nostri alleati? Questo \u00e8 il discorso che si poteva, che si doveva fare al Feldmaresciallo Keitel, al Feldmaresciallo Rommel, al Feldmaresciallo Kesselring, al generale Jodl, all&#8217;addetto militare von Rintelen, al dottor Rahn. Questo poteva e doveva dire il generale Marras a Hitler. Il messaggio del Maresciallo Badoglio al F\u00fchrer appena insediato il nuovo governo, il 28 luglio, sembrava autorizzasse un discorso del genere. Badoglio aveva telegrafato a Hitler: \u00abCome gi\u00e0 dichiarato nel mio proclama agli italiani, ufficialmente comunicato al vostro ambasciatore, la guerra per noi continua nello spirito dell&#8217;alleanza. Tanto tengo a confermarvi con la preghiera di voler ascoltare il generale Marras che verr\u00e0 al vostro Quartier Generale da me incaricato di una particolare missione per voi\u00bb. Gli stessi proclami del Sovrano e del nuovo Capo del Governo, la sera del 25 luglio, dovevano far supporre una leale presa di posizione con la Germania. In quello di Vittorio Emanuele III si parlava di &quot;fede&quot; e di &quot;combattimento&quot;; e ancora: \u00abnessuna deviazione deve essere tollerata&#8230;\u00bb. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abL&#8217;Italia mantiene fede alla parola data, gelosa custode delle sue tradizioni millenarie\u00bb, aveva proclamato il Maresciallo. Che poi, come si dir\u00e0 in seguito, i due proclami li avessero stesi il Re e Vittorio Emanuele Orlando, e che il Sovrano al nuovo Capo del Governo avesse fatto trovar pronto quello suo, conferiva maggiore e pi\u00f9 ponderata importanza all&#8217;affermazione. La parola data. Su questo nostro popolo la storia scivola, \u00e8 vero, ma per istintiva umanit\u00e0 pi\u00f9 che per ragionamento morale alcuni concetti come quello dell&#8217;onore, fanno ancora presa. La parola data. Il 28 luglio Badoglio aveva telegrafato a Hitler. Il 28 luglio il Feldmaresciallo Kesselring si sente ridire che si marcer\u00e0 insieme fino in ultimo. Se lo sente ridire dal Sovrano, dal Capo di Stato Maggiore Generale Ambrosio, dal Capo di Stato Maggiore dell&#8217;Esercito Roatta. Fino alle 19 dell&#8217;8 settembre, la parola data.<\/em><\/p>\n<p>Ma, si dir\u00e0, il punto di vista di Bruno Spampanato \u00e8 decisamente di parte. Fascista convinto e fedele a Mussolini fino all&#8217;ultimo, cio\u00e8 fino al 25 aprile del 1945 (e non fino al 25 luglio del 1943, come tanti altri che aspettavano solo il momento buono per saltar gi\u00e0 dalla nave in procinto di affondare), nonch\u00e9 uno dei principali principale estensori del Manifesto di Verona, la costituzione della Repubblica Sociale, vale a dire fascista impenitente e perci\u00f2 imperdonabile, che non ha mai rinnegato la sua fede, neanche negli anni successivi alla conclusione della tragedia italiana, \u00e8 chiaro che ha tutto l&#8217;interesse a sottolineare errori e deficienze di Badoglio, il cui compito &#8212; portare l&#8217;Italia fuori dalla guerra &#8212; non era obiettivamente facile. Noi siamo di diverso avviso, per la semplice ragione che il senso dell&#8217;onore, e specialmente dell&#8217;onore militare, non \u00e8 di destra o di sinistra, fascista o antifascista: c&#8217;\u00e8 o non c&#8217;\u00e8. Gli Angloamericani, che pure non esitarono a servirsi dei servigi della mafia per agevolare lo sbarco del loro esercito in Sicilia, intimamente non provavano che disprezzo sia per lui, sia per il re, il quale dopo aver approvato e sottoscritto per vent&#8217;anni tutte le iniziative del Duce, l&#8217;aveva scaricato e addirittura fatto arrestare come un malfattore (in casa sua!, a proposito di senso dell&#8217;onore) quando le cose si erano volte al peggio.<\/p>\n<p>Altra obiezione: il popolo italiano non aveva mai approvato l&#8217;alleanza con la Germania, n\u00e9 l&#8217;avevano approvata il re e Badoglio. Davvero? E perch\u00e9 dunque non avevano parlato chiaro? Perch\u00e9 il re aveva ceduto al Duce il comando effettivo delle forze armate, e Badoglio non si era subito dimesso?<\/p>\n<p>Cos\u00ec agiscono le persone che hanno il senso dell&#8217;onore e possiedono una parola sola: parlano chiaro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quanto vale una persona? 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