{"id":23032,"date":"2020-06-04T09:01:00","date_gmt":"2020-06-04T09:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/06\/04\/e-soprattutto-perche-comportarsi-da-idioti\/"},"modified":"2020-06-04T09:01:00","modified_gmt":"2020-06-04T09:01:00","slug":"e-soprattutto-perche-comportarsi-da-idioti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/06\/04\/e-soprattutto-perche-comportarsi-da-idioti\/","title":{"rendered":"&#8230; e soprattutto: perch\u00e9 comportarsi da idioti?"},"content":{"rendered":"<p>Potremmo sottotitolare la presente riflessione <em>Idioti parte due<\/em>, sempre con riferimento all&#8217;uso massiccio e indiscriminato delle mascherine sanitarie anche dopo che l&#8217;emergenza \u00e8 finita e che insigni medici, come Alberto Zangrillo, hanno detto a chiare note che il virus del Covid-19 si \u00e8 estinto; anche se in Parlamento il solo Vittorio Sgarbi sembra aver tratto le conseguenze di tali dichiarazioni dei veri esperti, non dei palloni gonfiati televisivi, e chiesto all&#8217;assemblea legislativa di prenderne atto. Infatti, dopo aver valutato se esista un diritto all&#8217;idiozia di massa, e aver risposto negativamente (mentre quella privata si pu\u00f2 in sostanza tollerare in quanto rientra nella sfera dei normali diritti individuali, mentre questa si configura come un attentato alla libert\u00e0 di tutti), ci resta pur sempre la cosa pi\u00f9 importante da chiarire. Che \u00e8 questa: trattandosi di un atto volontario, e sia pure indotto da mesi e mesi di terrorismo psicologico televisivo, che cosa spinge milioni di persone a scegliere un comportamento da idioti, laddove potrebbero scegliere di comportarsi da persone sensate? La paura, naturalmente, potrebbe fornire da sola una spiegazione pi\u00f9 che sufficiente. La paura \u00e8 il pi\u00f9 antico e il pi\u00f9 potente dei nostri istinti, e in questo caso \u00e8 stato coltivato ad arte, metodicamente, scientificamente, per settimane e mesi, martellandolo a tutte le ore del giorno nella testa e nel cuore delle persone. E insieme alla paura, il conformismo: l&#8217;abitudine a non pensare con la propria testa, a fare quel che fanno gli altri, a lasciarsi guidare passivamente come un gregge di pecore.<\/p>\n<p>C&#8217;erano gi\u00e0 stati degli episodi significativi, che avevano mostrato <em>ad abundantiam<\/em> cosa possa fare questo miscuglio micidiale di paura cieca e istinto gregario. Per citarne solamente uno, ricordiamo quel che accadde a Torino, in Piazza San Carlo, il 3 giugno 2017, durante la proiezione sui maxischermi di una partita di Champions League fra la <em>Juventus<\/em> e il <em>Real Madrid<\/em>, allorch\u00e9 alcuni delinquenti spruzzarono, a scopo di rapina, dello spray urticante tra folla, gi\u00e0 abbondantemente alterata dall&#8217;assunzione di bevande alcoliche, cosa che gener\u00f2 un allarme generale per un presunto attentato terroristico. Risultato: il popolo bue si diede a una pazza fuga che provoc\u00f2 due morti e 1.672 feriti, una decina dei quali molto gravi I responsabili della strage vennero poi individuati e arrestati e ci furono delle condanne per omicidio preterintenzionale; intanto, per\u00f2, la lezione era stata chiara, se qualcuno avesse avuto voglia di apprenderla: gli italiani si stavano riducendo al livello di una mandria di bestiame impazzito, pronti a gettarsi a capofitto in uno <em>stampede<\/em>, una fuga di bovini incontrollata e autodistruttiva, nella quale si smarrisce ogni briciola di umanit\u00e0 e dignit\u00e0 personale, per regredire ad uno stato puramente animale. Sicch\u00e9 mentre altre citt\u00e0 d&#8217;Europa hanno dovuto contare i loro morti e feriti provocati da veri attentati terroristici, l&#8217;Italia, coi fatti di Torino, ha avuto anch&#8217;essa le sue vittime da piangere (sindaco: la grillina Chiara Appendino, tuttora indagata per omicidio colposo e disastro colposo, oltre che per falso ideologico in un&#8217;altra vicenda), ma col triste vanto d&#8217;essere stata il teatro dell&#8217;unica strage di terrorismo in cui le vittime sono state reali, ma i terroristi non c&#8217;erano, in compenso c&#8217;era una mandria di ex persone impazzite che si sono calpestate a morte per scappare da un pericolo immaginario. Ed ecco il punto: in una societ\u00e0 come la nostra, non \u00e8 necessario che vi sia un pericolo reale per far scattare la psicosi collettiva; basta che qualcuno dica che c&#8217;\u00e8 un pericolo. Gli italiani, si sa, sono un popolo emotivo: la loro storia \u00e8 piena di episodio dai quali traspare la loro emotivit\u00e0 (uno per tutti: la rotta di Caporetto, in cui una modesta sorpresa tattica si trasform\u00f2, nel giro di poche re, in una catastrofe militare senza precedenti), per\u00f2, se non altro, potevano vantare, rispetto ad altri, un forte senso critico individuale, che \u00e8 stato loro prezioso in diverse occasioni. Ora si direbbe che l&#8217;emotivit\u00e0 sia rimasta, anzi se possibile perfino aumentata, ma in compenso \u00e8 del tutto evaporato ogni residuo di senso critico; e l&#8217;emotivit\u00e0 sommata alla paura e all&#8217;istinto gregario produce effetti disastrosi, sui quali son pronti a giocare speculatori senza scrupoli come di Bill Gates.<\/p>\n<p>Tutto chiaro, allora; tutto spiegato? Niente affatto. Va bene la paura; va bene l&#8217;emotivit\u00e0; va bene anche il conformismo: eppure, nel conto c&#8217;\u00e8 ancora qualcosa che non torna. Si ha l&#8217;impressione che vi sia qualcosa d&#8217;altro in questo voler prolungare ulteriormente uno stato di emergenza sanitaria che \u00e8 gi\u00e0 durato fin troppo; in questa sorta di nostalgia della mascherina, quasi di rimpianto per le settimane nelle quali siamo stati letteralmente segregati in casa, sotto ricatto morale e con lo spauracchio di sanzioni pesantissime, come se all&#8217;improvviso fossimo diventati tutti quanti, chiss\u00e0 come, dei potenziali, pericolosissimi delinquenti. Vediamo di capire cosa potrebbe essere questo <em>qualcosa d&#8217;altro<\/em>.<\/p>\n<p>1. Prima di tutto, il ritorno alla normalit\u00e0 implica un ritorno alla responsabilit\u00e0 individuale di ciascuno nei confronti di se stesso e nei confronti degli altri. Per un tempo considerevole, una parte di tali responsabilit\u00e0 erano state annullate o disciplinate rigidamente da un&#8217;istanza superiore, la legge, entrata perfino nella sfera pi\u00f9 intima e privata delle persone a stabilire quel che si poteva e quel che non si poteva fare, centellinando con avarizia, o perfino negando, anche i gesti pi\u00f9 abituali e i comportamenti pi\u00f9 innocenti. Ovviamente, per una psiche normale il ritorno alla normalit\u00e0 equivale a un sollievo, a levarsi di dosso un vero e proprio giogo, tanto scomodo quanto umiliante. Ma per una psiche disturbata, depressa, malata? Per una psiche affetta da uno stato patologico, la mancanza di libert\u00e0 e l&#8217;imposizione esterna di regole rigidissime non vengono percepite come un giogo, e tanto meno come un&#8217;umiliazione della propria dignit\u00e0 e autonomia, bens\u00ec come un sollievo, un aiuto, un sostegno. Finalmente l&#8217;anima sofferente, abbattuta, prostrata, riceve un bastone al quale appoggiarsi: \u00e8 un sollievo, non un peso. E ora quel bastone, col ritorno alla normalit\u00e0, viene meno; colui che lo aveva offerto, lo ritira. Subentra un senso di frustrazione, di dispetto. Perch\u00e9 offrire un sostegno e poi riprenderselo, lasciando le persone pi\u00f9 incerte, pi\u00f9 sole e affaticate di prima? Questo tipo di soggetti sono adesso pi\u00f9 infelici che mai, proprio come certi malati sono infelici quando subentra la guarigione, perch\u00e9 sanno che non verranno pi\u00f9 accuditi, vegliati e coccolati come prima; non saranno pi\u00f9 scusati nei loro difetti, nei loro capricci, nelle loro pretese: in breve, dovranno tornare a lavorare, come tutti gli altri, e rientrare in una condizione simile a quella da cui erano usciti, sia pure al prezzo della malattia. Ma ci sono delle persone, e anzi non poche, le quali sono disposte a pagare un simile prezzo, n\u00e9 lo trovano eccessivo, in cambio di quelle attenzioni che in via ordinaria non ricevono da nessuno, o non le ricevono nelle misura desiderata, magari perch\u00e9 non sono capaci di farsi voler bene, non hanno meriti di alcun genere, n\u00e9 hanno voglia di fare alcunch\u00e9 se non farsi servire e coccolare.<\/p>\n<p>2. In secondo luogo bisogna tener conto del fattore noia. La vita ai nostri giorni \u00e8 diventata eccessivamente noiosa, e lo \u00e8 diventata precisamente perch\u00e9, o soprattutto perch\u00e9, si \u00e8 diffusa l&#8217;idea che \u00e8 giusto e doveroso controllare tutti i fattori legati all&#8217;imprevisto, onde garantire la maggior sicurezza possibile a tutti e a ciascuno. In una certa misura, cio\u00e8 \u00e8 normale e lo si deve considerare come un elemento centrale di qualsiasi societ\u00e0 civile, dal momento che gli uomini desiderano la sicurezza e lo stato, le leggi e anche la chiesa rispondono appunto a tale bisogno. La civilt\u00e0 moderna per\u00f2 ne ha fatto una specie di dogma sacro, e ci\u00f2 in conseguenza del fatto di aver messo l&#8217;uomo al posto di Dio. Ormai siamo arrivati al punto che chiunque inciampa per la strada in un cubetto di porfido sporgente, si sente in diritto di far causa al comune per avere un risarcimento in denaro, e chiunque perde un congiunto perch\u00e9 divorato da uno squalo, si ritiene pienamente legittimato a intentare una causa alle autorit\u00e0 per non aver installato sulla spiaggia dei cartelli con il divieto di balneazione, o almeno con qualche segnale di pericolo. Insomma, non si accetta pi\u00f9 l&#8217;imprevisto, e se l&#8217;imprevisto accade, magari nelle forme di un terremoto o un&#8217;eruzione vulcanica, perfino in tali casi ci si ritiene defraudati di un diritto essenziale, il diritto alla sicurezza. Buffo che c\u00f2 accada in una societ\u00e0 ove i nascituri non hanno, per cos\u00ec dire, neppure la sicurezza di poter nascere secondo le leggi di natura, perch\u00e9 la loro madre potrebbe decidere di sopprimerli nel proprio seno, e ci\u00f2 perfettamente a termini di legge: come dire che si vuole, si pretende, il pi\u00f9 alto grado possibile di sicurezza, ma solo in ci\u00f2 che asseconda i propri desideri e non io diritti della persona umana in assoluto. Ebbene, nel grigiore della noia quotidiana l&#8217;emergenza sanitaria ha portato una nota di novit\u00e0, ha modificato radicalmente le abitudini e introdotto il fattore pericolo, che per le persone annoiate \u00e8 divenuto sinonimo di avventura. \u00c8 avventuroso dover rischiare la vita anche solo per andare dal fornaio a comprare il pane: \u00e8 l&#8217;equivalente odierno delle avventure che vivono i personaggi dei film western. Dunque, per tali persone vi \u00e8 un&#8217;inconscia resistenza a rientrare nei ranghi della normalit\u00e0: \u00e8 come doversi congedare da una bella avventura: pericolosa ma bella, anzi, bella proprio perch\u00e9 pericolosa. E ci\u00f2 spiega la riluttanza a separarsi dalla mascherina, simbolo dell&#8217;avventura. In un certo senso, per tali persone rinunciare alla mascherina \u00e8 l&#8217;equivalente di ci\u00f2 che avrebbe significato, per un annoiato borghese dei primi anni del Novecento, rinunciare per sempre alla lettura dei romanzi di Emilio Salgari; addio al mondo dei pirati di Mompracem, alla Tigre della Malesia e alla Perla di Labuan. Non bisogna sottovalutare il peso esercitato dalla noia nei grandi eventi della storia. Alcuni storici e sociologi sono convinti che le scene impressionanti di entusiasmo guerresco e d massiccio arruolamenti volontari dell&#8217;agosto 1914 si spiegano, almeno in parte, col senso di noia e frustrazione provato da milioni di persone, specie di giovani, in un&#8217;Europa troppo pacifica e civilizzata e perci\u00f2 povera di avventura. E come per molti giovanotti il sogno recondito era quello di tornare a casa vittoriosi e con una ferita romantica, ad esempio con una benda sull&#8217;occhio come D&#8217;Annunzio, s\u00ec da suscitare l&#8217;ammirazione delle fanciulle, nel subconscio di molte persone la mascherina diviene l&#8217;equivalente odierno di un trofeo guerresco da esibire, a testimonianza del fatto che <em>loro c&#8217;erano<\/em>.<\/p>\n<p>3. In terzo luogo bisogna fare riferimento al bisogno di appartenenza e ai riti d&#8217;iniziazione, ben noti agli studiosi di antropologia. La societ\u00e0 odierna, specie ai tempi della globalizzazione selvaggia, distrugge le identit\u00e0, le appartenenze, le radici culturali e spirituali, mentre livella, omologa, massifica tutto, uomini e cose. Tuttavia il senso di appartenenza fa parte dei bisogni primari dell&#8217;uomo: se viene negato, se viene represso, riemerge come pu\u00f2 e nelle forme che gli sono permesse, anche le pi\u00f9 meschine o degradanti. La mascherina indossata con convinzione, con ostinazione, quasi con senso mistico, anche quando ormai perfino i sassi hanno compreso che non ha il minimo valore sanitario, diventa cos\u00ec il surrogato dell&#8217;appartenenza a un gruppo, in questo caso il gruppo di <em>quelli che hanno capito<\/em>, ossia <em>quelli che possiedono senso di responsabilit\u00e0<\/em> (nel linguaggio del PD: gli esponenti dell&#8217;<em>Italia migliore<\/em>, contrapposti a tutti quelli che non votano a sinistra, e formano l&#8217;Italia peggiore). Non \u00e8 un caso che a farsi banditori di una simile mistica siano personaggi come Zingaretti, cio\u00e8 gli esponenti di quella parte politica che pi\u00f9 di ogni altra si batte, di fatto, per la distruzione di tutte le identit\u00e0 e le appartenenze, in nome di una societ\u00e0 totalmente &quot;liberata&quot; nella quale saranno avvantaggiati innanzitutto i clandestini (che non saranno pi\u00f9 tali, anzi gi\u00e0 da oggi \u00e8 proibito chiamarli con questo nome), i sodomiti (vedi sopra) e ogni genere di marginali, irregolari, abusivi e i membri delle minoranze pi\u00f9 aggressive, come gli occupanti di case sfitte che usano la corrente elettrica senza pagarla, cos\u00ec come non pagano l&#8217;affitto; e svantaggiati invece tutti i &quot;normali&quot;, i miti, gli studenti volonterosi, i professionisti onesti, i cittadini rispettosi della legge, i puntuali pagatori delle tasse, ecc. Si noti che l&#8217;identit\u00e0 pi\u00f9 forte \u00e8 quella che si riceve per mezzo della famiglia e che quella parte politica, oggi al governo del Paese (anche se nessuno \u00e8 riuscito a capire esattamente in che modo ci sia arrivata, visto che da anni non vince le elezioni) proclama apertamente che la famiglia deve fare un passo indietro, come ha detto il governatore Bonaccini, secondo il quale la prima agenzia educativa deve essere lo Stato, e la famiglia stare al secondo posto (proprio nell&#8217;Emilia dove si \u00e8 scoperto lo scandalo degli affidi abusivi dei bambini alle famiglie &quot;diverse&quot;). In questo contesto, portare la mascherina anche fuori tempo massimo pu\u00f2 dare un senso di appartenenza a chi non ce l&#8217;ha, e ai nostalgici del &#8217;68 pu\u00f2 quasi far rivivere le emozioni di quando, col viso nascosto da un fazzoletto, prendevano a sprangate i &quot;fascisti&quot; o magari i poliziotti dell&#8217;odiato ordine borghese. Inutile dire che stiamo parlando, ancora e sempre, di quella certa parte ideologica: impossibile sbagliare, del resto sono i migliori, quindi li si trova sempre in prima fila. S\u00ec: perch\u00e9 la mascherina serve anche a travisare il volto, a nascondere la propria identit\u00e0; e naturalmente offre un forte vantaggio psicologico rispetto a quelli che non ce l&#8217;hanno, perch\u00e9 essi possono essere visti e riconosciuti, ma quanto a loro non possono vedere n\u00e9 riconoscere. S\u00ec: \u00e8 un bel vantaggio per chi sogna ancora l&#8217;ideologia del &#8217;68, estinta in ogni altra parte del globo; per chi si sente migliore, ma senza esserlo: insomma per tutti gli sfigati che si credono indispensabili al Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Potremmo sottotitolare la presente riflessione Idioti parte due, sempre con riferimento all&#8217;uso massiccio e indiscriminato delle mascherine sanitarie anche dopo che l&#8217;emergenza \u00e8 finita e che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-23032","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23032","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=23032"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23032\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=23032"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=23032"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=23032"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}