Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gesù in quel contesto si rivolse a pochi che erano presenti, alcuni che «avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri». È una condizione che si trova nelle persone che non pregano, e la colpa si trova nell’autosufficienza, nella convinta autonomia di consistenza e di gestione di sé.
Il punto forte della presunzione e che rende l’uomo debole, è l’incapacità di scoprire nella propria vita questa distorta convinzione.
Gesù cerca di scuoterli dall’abbaglio dei riflettori finti ed effimeri, purtroppo non si spengono mai i loro riflettori attivati dalla superbia.
È impensabile per loro rinnegarsi o chiedere aiuto a Gesù nelle difficoltà, cercano sempre di superarle in modo autonomo.
Ogni cristiano potenzialmente è un missionario del Vangelo anche se non parla del Vangelo, già le sue opere virtuose annunciano che il suo Dio è vivo e vuole salvare anche i grandi peccatori. Così Gesù si serve dei suoi strumenti più spirituali e vicini a Lui, quelli disponibili a dedicare del tempo per la causa del Vangelo e per un santo apostolato.
NELLA VITA SI CORRE E SI DILAPIDA TEMPO PREZIOSO, SI RIMANDA LA VERA CONVERSIONE E NEL FRATTEMPO GLI ANNI PASSANO E NON CI SARÀ PIÙ TEMPO.
La superbia si insinua e tende a infiltrarsi anche nelle nostre opere buone, togliendo loro la dimensione e il merito soprannaturali.
La radice della superbia sta nell’intimo dell’uomo, nel suo amor proprio disordinato, e niente è altrettanto difficile da sradicare, o anche solo da riconoscere con chiarezza. «Avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri». La causa arriva dalla mancata conoscenza personale.
Fu la superbia ad impedire a molti farisei di convertirsi a Gesù, rifiutarono subito di riconoscerLo come il Messia e rimasero soli. Altri farisei invece si convertirono e diventarono amici e fedeli del Signore.
Se l’uomo è artefice del proprio destino, è lo stesso uomo a rifiutare la Volontà di Dio quando si lascia guidare dall’istinto, da pensieri volubili.
Il cristiano può intuire qual è la Volontà di Dio, cosa chiede Lui, se si mette nell’atteggiamento umile dell’ascolto.
Dio desidera solo il meglio per ognuno di noi, ma l’uomo deve rivedere la modalità delle sue scelte. Non è sufficiente una brillante intelligenza per intuire il futuro o indovinare sempre le scelte migliori, non è così, altrimenti gli astuti diavoli conoscerebbero il futuro, ma a loro è impedito.
Se neanche i diavoli conoscono il futuro, l’uomo non deve illudersi di avere compreso anche una minima parte di quanto è imprevedibile.
Nella parabola di oggi Gesù ci presenta due uomini con due caratteristiche opposte. Il fariseo presumeva di fare tutto bene e finì condannato, mentre il pubblicano -riconosciuto come grande peccatore-, con atteggiamento umile e con un sincero dolore interiore per le offese a Dio, trovò con facilità il perdono da Dio. Fu giustificato e salvato.
Più o meno tutti ci accorgiamo che negli ultimi cinque anni almeno la mentalità della stragrande maggioranza è cambiata in peggio, questo crea un allarme nelle persone oneste e buone. Cosa sta succedendo? La prova la vediamo nel distacco da Gesù e dalla preghiera di incalcolabili cristiani che pregavano edificando gli altri. Sarà colpa del siero genico o delle eresie del falso cristiano ad avere allontanato molti buoni cattolici dalla Santa Messa, di sicuro il filo nero che unisce molte persone è la televisione matrigna, spazzatura e manovrata dai demoni.
La televisione è un mezzo buono ma usato male, gestito dagli invisibili padroni: i demoni.