Q3sett_S - LITURGIA della PAROLA

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ARZENTON Don Luca • LETTURA e COMMENTO


3ª Settimana di QUARESIMA • Sabato
Os 6,1-6; Sal 50; Lc 18,9-14

Colletta
O Dio, nostro Padre,
che nella celebrazione della Quaresima
ci fai pregustare la gioia della Pasqua,
donaci di approfondire e vivere
i misteri della redenzione
per godere la pienezza dei suoi frutti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Prima Lettura
Voglio l'amore e non il sacrificio.
Dal libro del profeta Osèa
Os 6,1-6
«Venite, ritorniamo al Signore:
egli ci ha straziato ed egli ci guarirà.
Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà.
Dopo due giorni ci ridarà la vita
e il terzo ci farà rialzare,
e noi vivremo alla sua presenza.
Affrettiamoci a conoscere il Signore,
la sua venuta è sicura come l'aurora.
Verrà a noi come la pioggia d'autunno,
come la pioggia di primavera che feconda la terra».
Che dovrò fare per te, Èfraim,
che dovrò fare per te, Giuda?
Il vostro amore è come una nube del mattino,
come la rugiada che all'alba svanisce.
Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti,
li ho uccisi con le parole della mia bocca
e il mio giudizio sorge come la luce:
poiché voglio l'amore e non il sacrificio,
la conoscenza di Dio più degli olocàusti.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Salmo 50
R. Voglio l'amore e non il sacrificio.
Oppure:
R. Tu gradisci, o Dio, gli umili di cuore.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.
Tu non gradisci il sacrificio:
se offro olocàusti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi. R.
Nella tua bontà fa' grazia a Sion,
ricostruisci le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici legittimi,
l'olocàusto e l'intera oblazione. R.
Acclamazione al Vangelo
Gloria e lode a te, o Cristo!
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore. (Cfr. Sal 94,8ab)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Vangelo
Il pubblicano tornò a casa sua giustificato, a differenza del fariseo.
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 18,9-14
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l'intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: "O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo".
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: "O Dio, abbi pietà di me peccatore".
Io vi dico: questi, a differenza dell'altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
Parola del Signore.
Sulle offerte
O Dio, che ci doni la grazia
di accostarci con animo purificato ai misteri pasquali,
fa' che celebrando i giorni della loro istituzione
ti rendiamo l'omaggio di una lode a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
Il pubblicano, stando a distanza,
si batteva il petto e diceva:
«O Dio, abbi pietà di me peccatore». (Lc 18,13)
Dopo la comunione
Signore, il pane del cielo
che ci doni con tanta larghezza,
susciti in noi sincera devozione
e coerenza di vita.
Per Cristo nostro Signore.

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gesù in quel contesto si rivolse a pochi che erano presenti, alcuni che «avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri». È una condizione che si trova nelle persone che non pregano, e la colpa si trova nell’autosufficienza, nella convinta autonomia di consistenza e di gestione di sé.
Il punto forte della presunzione e che rende l’uomo debole, è l’incapacità di scoprire nella propria vita questa distorta convinzione.
Gesù cerca di scuoterli dall’abbaglio dei riflettori finti ed effimeri, purtroppo non si spengono mai i loro riflettori attivati dalla superbia.
È impensabile per loro rinnegarsi o chiedere aiuto a Gesù nelle difficoltà, cercano sempre di superarle in modo autonomo.
Ogni cristiano potenzialmente è un missionario del Vangelo anche se non parla del Vangelo, già le sue opere virtuose annunciano che il suo Dio è vivo e vuole salvare anche i grandi peccatori. Così Gesù si serve dei suoi strumenti più spirituali e vicini a Lui, quelli disponibili a dedicare del tempo per la causa del Vangelo e per un santo apostolato.
NELLA VITA SI CORRE E SI DILAPIDA TEMPO PREZIOSO, SI RIMANDA LA VERA CONVERSIONE E NEL FRATTEMPO GLI ANNI PASSANO E NON CI SARÀ PIÙ TEMPO.
La superbia si insinua e tende a infiltrarsi anche nelle nostre opere buone, togliendo loro la dimensione e il merito soprannaturali.
La radice della superbia sta nell’intimo dell’uomo, nel suo amor proprio disordinato, e niente è altrettanto difficile da sradicare, o anche solo da riconoscere con chiarezza. «Avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri». La causa arriva dalla mancata conoscenza personale.
Fu la superbia ad impedire a molti farisei di convertirsi a Gesù, rifiutarono subito di riconoscerLo come il Messia e rimasero soli. Altri farisei invece si convertirono e diventarono amici e fedeli del Signore.
Se l’uomo è artefice del proprio destino, è lo stesso uomo a rifiutare la Volontà di Dio quando si lascia guidare dall’istinto, da pensieri volubili.
Il cristiano può intuire qual è la Volontà di Dio, cosa chiede Lui, se si mette nell’atteggiamento umile dell’ascolto.
Dio desidera solo il meglio per ognuno di noi, ma l’uomo deve rivedere la modalità delle sue scelte. Non è sufficiente una brillante intelligenza per intuire il futuro o indovinare sempre le scelte migliori, non è così, altrimenti gli astuti diavoli conoscerebbero il futuro, ma a loro è impedito.
Se neanche i diavoli conoscono il futuro, l’uomo non deve illudersi di avere compreso anche una minima parte di quanto è imprevedibile.
Nella parabola di oggi Gesù ci presenta due uomini con due caratteristiche opposte. Il fariseo presumeva di fare tutto bene e finì condannato, mentre il pubblicano -riconosciuto come grande peccatore-, con atteggiamento umile e con un sincero dolore interiore per le offese a Dio, trovò con facilità il perdono da Dio. Fu giustificato e salvato.
Più o meno tutti ci accorgiamo che negli ultimi cinque anni almeno la mentalità della stragrande maggioranza è cambiata in peggio, questo crea un allarme nelle persone oneste e buone. Cosa sta succedendo? La prova la vediamo nel distacco da Gesù e dalla preghiera di incalcolabili cristiani che pregavano edificando gli altri. Sarà colpa del siero genico o delle eresie del falso cristiano ad avere allontanato molti buoni cattolici dalla Santa Messa, di sicuro il filo nero che unisce molte persone è la televisione matrigna, spazzatura e manovrata dai demoni.
La televisione è un mezzo buono ma usato male, gestito dagli invisibili padroni: i demoni.
               
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