CENERI - LITURGIA della PAROLA

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ARZENTON Don Luca • LETTURA e COMMENTO


MERCOLEDÌ delle CENERI • A-B-C
Gl 2, 12-18; Sal.50; 2 Cor 5, 20 - 6, 2; Mt 6, 1-6. 16-18

Antifona d'Ingresso
Tu ami tutte le creature, o Signore, * e nulla disprezzi di ciò che hai creato; * tu chiudi gli occhi sui peccati degli uomini, * aspettando il loro pentimento, * e li perdoni, perché tu sei il Signore nostro Dio. (Cf. Sap 11, 24.23.26)

Colletta
O Dio, nostro Padre, concedi al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza il combattimento contro lo spirito del male. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Prima Lettura • Gl 2, 12-18 • Dal libro del profeta Gioele.
Così dice il Signore:
«Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti.
Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso,
lento all'ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male».
Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione?
Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio. Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra.
Radunate il popolo, indite un'assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo.
Tra il vestibolo e l'altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti».
Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov'è il loro Dio?».
Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo.

Salmo ResponsorialeSal.50 • RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
 • RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto.
 • RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
 • RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
 • RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Seconda Lettura • 2 Cor 5, 20 - 6, 2 • Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.
Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.
Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti:
«Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso».
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!

Canto al Vangelo • Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Oggi non indurite il vostro cuore, ma ascoltate la voce del Signore.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo • Mt 6, 1-6. 16-18 •Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

▼ Commento di Padre Giulio Maria Scòzzaro

Oggi  inizia un Tempo liturgico contrassegnato soprattutto dallo spirito  penitenziale che viene richiesto in tutte le pagine del Vangelo. Nessun  cristiano può affermare di non avere alcuna necessità di compiere  penitenze, non è un cristiano chi afferma questo.
Inizialmente  per il Mercoledì delle Ceneri si svolgeva una penitenza pubblica, si  pregava con uno spirito davvero fraterno e la sincerità trionfava nei  cuori dei cristiani delle prime comunità, non circolava egoismo tra  loro. Tutti avevano un grande desiderio di convertirsi pienamente e  compivano notevoli atti di rinuncia, come la donazione di parte dei beni  che possedevano.
Avevano chiaro in mente una cosa importante: imitare Gesù Cristo nelle parole e nei suoi comportamenti per salvarsi le anime.
Il  rito della cenere aveva un grande significato, lo ha ancora in quei  cristiani che vedono nella cenere sparsa sulle loro teste, un atto di  sottomissione al Signore che ci ha parlato prima attraverso i Profeti,  poi incarnandosi e Uomo tra gli uomini, lasciandoci le direttive per  vivere felici già in questa vita e facilitandoci scelte opportune per  guadagnare il Paradiso.
Chi  ha accolto queste direttive scopre la felicità anche nelle sofferenze  più schiaccianti, non gioisce dei suoi dolori ma neanche si abbatte e la  sua felicità interiore sovrasta e domina ogni genere di sofferenza.
È  possibile la coesistenza della sofferenza morale o fisica con una gioia  interiore che non significa insensata allegria, al contrario è una  gioia interiore spirituale che fa rimanere in uno stato di serenità e di  profonda speranza in Gesù e Maria.
OGGI  LA CENERE CHE VIENE COSPARSA SULLE NOSTRE TESTE CI INDICA CHE NULLA  ERAVAMO PRIMA DI NASCERE E CHE POLVERE DIVENTEREMO. UN MESSAGGIO  ASSOLUTAMENTE VERITIERO CHE VUOLE ANCHE SOLLECITARE A RIFLETTERE SULLA  VITA CHE SI CONDUCE.
Si  corre quasi tutto il giorno per varie ragioni, tantissime  preoccupazioni umane dominano la mente e nell’agitazione molto spesso si  sbaglia, inoltre in molti ricercano affannosamente e alle volte non  correttamente un successo personale per emergere sugli altri, e così  senza la guida della Parola di Dio ci si perde in questo mondo malato,  egoista, iniquo.
Il  Mercoledì delle Ceneri segna l’inizio di un periodo che il cristiano  deve vivere in modo più spirituale, deve rientrare in sé ed esaminarsi  coscienziosamente per scoprire i suoi errori e trovare in questo periodo  quaresimale la forza per abbandonare i comportamenti viziosi e  sostituirli con le sante virtù.
Il  Signore vuole che ci distacchiamo dalle cose terrene per volgerci a  Lui, vuole che abbandoniamo il peccato, che invecchia lo spirito e  uccide, ci chiede di ritornare alla fonte della vita e della gioia. Gesù  Cristo stesso è la più sublime Grazia della Quaresima.
Volgere  il cuore a Dio, convertirci, significa essere disposti a fare di tutto  per vivere come Egli spera che viviamo, a essere sinceri con noi stessi,  non tentando di servire due padroni; ad amare Dio con tutta l’anima per  allontanare dalla nostra vita qualsiasi malizioso peccato deliberato.
La  Quaresima è autentica quando si compiono reali gesti di penitenza, come  la Confessione frequente, la mortificazione che indica un sacrificio,  una privazione, una rinuncia, oltre all’elemosina che libera il cuore  dai legacci della materia. Provate a compiere queste opere di penitenza,  vi sentirete più liberi e più forti per affrontare ogni avversità.
Gesù porta tre esempi, di ognuno esprime due possibilità per il credente di ricevere la ricompensa da Dio o dagli uomini.
Quelli  che scelgono Dio, operano con amore e danno gloria a Dio, non sono  interessati agli applausi del mondo e pregano bene, vivono una intensa  spiritualità. Ricevono molte Grazie e le loro preghiere sono ascoltate.
In  questi tre esempi Gesù condanna l’operato degli uomini che cercano la  gloria umana e di essi dice una parola che ogni cristiano deve valutare  attentamente: «Hanno già ricevuto la loro ricompensa».
Invece  riguardo i credenti che vogliono vivere il Vangelo e danno gloria a Dio  con la loro vita coerente, mettendo Lui al centro di tutto, dice: «Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Anche  questa frase è ripetuta tre volte, e Gesù è contento dei cristiani che  lottano per amore suo contro i vizi, i cattivi pensieri e le tentazioni.
Vi invito a rileggere il Vangelo di oggi e a soffermarvi attentamente sulle tre caratteristiche proprie della Quaresima:
l’elemosina;
la preghiera;
il digiuno.
Bisogna  chiedere umilmente e con fiducia a Gesù la forza per resistere alle  tentazioni di tutto ciò che piace ma che conduce al peccato.
Questo  è il tempo della mortificazione riguardo il cibo, di un maggiore  controllo quando l’impulso spinge a guardare per ore la televisione, che  rimane un mezzo buono ma è un danno gravissimo alla vostra spiritualità  quando trasmettono programmi immorali e volgari. La vostra Fede si  blocca, il fervore si spegne e si perde il desiderio di pregare, di  compiere un cammino spirituale.
Poi  c’è lo smartphone da utilizzare con moderazione, senza adoperarlo ad  ogni impulso o quando vi sentite soli, al contrario, imparate a chiamare  Gesù e la Madonna nel silenzio che vi avvolge, proverete gioia e  consolazione senza avvertire più la solitudine.
È  davvero facile superare tutto questo con la preghiera, si riescono a  frenare gli impulsi interni e a distaccarsi da quanto viene considerato  un idolo.
Per  tutta la Quaresima questo deve essere il nostro proposito e ogni  penitenza è una vittoria sulla carne e sulla vecchia mentalità,  permetterà l’aumento della Fede, della forza spirituale e il fervore  perdurerà, quindi, diventerà sempre più facile il cammino di Fede e il  dominio della propria volontà.
OFFRITE  PENITENZE ANCHE PER ME, PREGATE OGNI GIORNO PER ME, NE HO MOLTO  BISOGNO. TUTTO L’ANNO PREGO E DESIDERO OGNI BENE PER TUTTI VOI.
Gesù  cerca in noi un cuore contrito, coscienti dei propri peccati e  mancanze, disposti ad eliminarli. Il Signore desidera un dolore sincero  dei peccati, che si manifesterà soprattutto nel Sacramento della  Confessione e anche in piccole e grandi opere di penitenza e  mortificazione compiute per amore.
Nella  Quaresima Gesù cerca in noi un cuore contrito, non serve a nulla  ricevere la cenere sulla testa se non c’è alcuna volontà di cambiare  prospettiva di vita. L’impegno è anche quello di ricercare solo la  Volontà di Dio per fare ciò che è giusto e riuscire lì dove siamo  impegnati.
È vera Quaresima se il cuore è contrito e c’è il desiderio di iniziare un cammino di Fede così come vuole Gesù nel Vangelo.
La vera conversione si manifesta nella condotta di vita, nelle parole e opere.
La  volontà di miglioramento deve esprimersi in tutto quello che facciamo  ovviamente di buono, nel comportamento in famiglia, nelle piccole  mortificazioni offerte al Signore, che rendono più gradevole la  convivenza a chi ci sta vicino e più efficace il lavoro.
Gesù  oggi ci chiede anche una mortificazione un po’ speciale, che offriamo  con gioia: l’astinenza dalla carne e il digiuno che fortifica lo spirito  (o un pasto diviso a pranzo e a cena o pane e acqua); eleva l’anima a  Dio; indebolisce la concupiscenza (passionalità, bramosia, lussuria, avidità), aumentando le forze per vincere e spegnere le passioni, e dispone il cuore perché cerchi Dio in tutto.
Nel  Vangelo si trova sette volte il verbo ricompensare: Gesù ci ricompensa  quando Lo seguiamo e ci concede molto se obbediamo a Lui.

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