XV Settimana del Tempo Ordinario • + VANGELO (Mt 12,1-8)Il Figlio dell’Uomo è signore del sabato.
Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
L’atteggiamento dei farisei ricorda quello di quanti sono bravi ad osservare gli altri se sbagliano, senza preoccuparsi dei loro comportamenti. Giustificano i loro errori o sorvolano subito. È una vera dipendenza dai pensieri che arrivano alla mente: si eseguono senza discernimento e obiettività spirituale.
Poche persone si affliggono delle loro azioni avventate e compiute impulsivamente, ma purtroppo non riescono a controllarsi.
Sbagliare è la componente legata alla persona, nessuno deve meravigliarsi delle cadute degli altri o delle debolezze che non si controllano. Non siamo cristiani per giudicare ma per amare e perdonare. È negativo e lo esprime nella vita, quando la persona non riesce a purificarsi dai giudizi.
I farisei attaccavano Gesù per una sbagliata convinzione: si considerano migliori e perfetti, senza averne alcun merito, senza avere virtù.
È semplice la spiegazione di questo Vangelo, troviamo sempre i farisei intenti ad accusare Gesù, questa volta accusano i suoi discepoli di avere mangiato qualche chicco di grano, spigolando in giorno di sabato. Per la Legge era lecito spigolare, non era lecito mietere.
Gesù si è appellato a un gesto di Davide e che era noto ai farisei. Al termine il Signore affermò alcune parole che scioccarono i farisei e li infuocarono d’odio, Lo accusavano di farsi come Dio: «Perché il Figlio dell’Uomo è signore del sabato».
Nei Vangeli l’espressione «Figlio dell’Uomo», appare sempre pronunciata da Gesù che, stando a quanto possiamo dedurre da Mc 8,29-31 e Mc 14,61-62 la considerava particolarmente importante per spiegare le profezie che proprio Lui doveva adempiere in parole e opere. Era Lui quel «Figlio dell’Uomo» che avevano annunciato anticamente i Profeti.
Si ripete come duemila anni fa l’accusa contro Gesù di non essere Figlio di Dio e quell’appellativo «Figlio dell’Uomo» che biblicamente ha un alto significato oggi non viene più applicato a Lui. Chi è allora Gesù per quanti rivestono autorità nella Chiesa nel Nome di Gesù ma Lo rifiutano come Dio?
Gesù oggi spiega ai farisei che il suo agire non è uguale alla loro miope mentalità, non solo perché è Dio, Lui non cade mai nelle contraddizioni dei farisei, pure convinti di compiere perfettamente ogni opera e di parlare sempre secondo verità.
Gesù spiega razionalmente che il gesto di spigolare per mangiare qualcosa compiuto dai discepoli, non è lo stesso di mietere le spighe.
Di fronte a ragioni di forza maggiore, come la fame, si può passar sopra a certe cose. Inoltre Gesù fa notare che gli stessi sacerdoti del Tempio, in giorno di sabato, dovevano pur lavorare per offrire i sacrifici al Signore.
La spiegazione di Gesù riguarda una situazione al limite, come la fame. Il Signore svela le contraddizioni dei farisei: essi avevano pensieri negativi.
NON TUTTI I PENSIERI CHE ARRIVANO ALLA MENTE SONO BUONI E DA DIO, QUINDI, PERCHÉ FARSI INGANNARE DAI PENSIERI NON BUONI?
Chi dubita dei pensieri che arrivano alla mente e vuole cogliere la verità, attua un discernimento profondo, ma prima deve pregare bene e molto.
I pensieri negativi causano sofferenza e distorsioni cognitive della realtà, e tutti i pensieri influenzano il nostro comportamento.
Se il pensiero negativo è un giudizio ostile su qualcosa, genera sempre emozioni negative, quindi nel caso dei farisei, reazioni avverse contro Gesù.
Ogni persona che non controlla i pensieri negativi cade in una forma di ossessione e viene colpita perché essi sono la fonte di ogni nostro malessere.
Eppure, ognuno crea i suoi pensieri e quindi li può controllare senza lasciarsi dominare né guidare. Ognuno è in grado di farne ciò che vuole, i pensieri sono suoi e può cambiarli, trasformarli, rifiutarli o coltivarli se arrecano benefici morali e spirituali alla persona.
Ognuno di noi si trova alla guida della sua vita attraverso i suoi pensieri.