27 maggio • SANT'AGOSTINO DI CANTERBURY, VESCOVO – MEMORIA FACOLTATIVA
Colore Liturgico bianco
Antifona
Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero che annuncia la pace,
del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza. (Is 52,7)
Colletta
O Dio, che hai condotto al Vangelo i popoli dell’Inghilterra
con la predicazione del vescovo sant’Agostino
[di Canterbury],
fa’ che le sue fatiche apostoliche
diano frutti di perenne fecondità nella tua Chiesa.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia.
Dagli Atti degli Apostoli
At 16,22-34
In quei giorni, la folla [degli abitanti di Filippi] insorse contro Paolo e Sila, e i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e, dopo averli caricati di colpi, li gettarono in carcere e ordinarono al carceriere di fare buona guardia. Egli, ricevuto quest’ordine, li gettò nella parte più interna del carcere e assicurò i loro piedi ai ceppi.
Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli. D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti.
Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gridò forte: «Non farti del male, siamo tutti qui». Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che cosa devo fare per essere salvato?». Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». E proclamarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.
Egli li prese con sé, a quell’ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 137 (138)
R. La tua destra mi salva, Signore.
Oppure:
R. Signore, il tuo amore è per sempre.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo. R.
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza. R.
La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani. R.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Manderò a voi lo Spirito della verità, dice il Signore;
egli vi guiderà a tutta la verità. (Gv 16,7.13)
Alleluia.
Vangelo
Se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 16,5-11
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.
Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».
Parola del Signore.
Sulle offerte
Ascolta con bontà, o Signore,
le nostre preghiere
e rendici liberi da ogni colpa,
perché dai misteri che celebriamo,
per l’azione purificatrice della tua grazia,
otteniamo la pienezza del perdono.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo:
io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo»,
dice il Signore. Alleluia. (Cf. Mc 16,15; Mt 28,20)
Oppure:
«Rimanete in me e io in voi», dice il Signore.
«Chi rimane in me, e io in lui,
porta molto frutto». Alleluia. (Gv 15,4-5)
Dopo la comunione
I sacramenti che abbiamo ricevuto, Signore Dio nostro,
alimentino in noi quella fede
che la predicazione apostolica ha trasmesso
e l’amorosa dedizione di sant'Agostino [di Canterbury] ha custodito.
Per Cristo nostro Signore.
Sant'Agostino, arcivescovo di Canterbury • 27 maggio
• Pronunciare il proprio sì al Signore significa anche accettare di essere inviati là dove non si vorrebbe andare, se a chiedertelo è il Papa in persona. Lo sa bene Agostino, che passa così dalla sua vita tranquilla di priore del Monastero benedettino di Sant’Andrea al Celio, a Roma, a intraprendere un lungo viaggio verso terre sconosciute e per di più ostili. Ma Agostino ha fatto, tra gli altri, il voto dell’obbedienza.
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Lo stato delle cose, al di là del mare
Non era dei migliori il contesto della Britannia tra il quinto e sesto secolo. Precedentemente cristianizzata dai missionari celti peninsulari che avevano fatto un ottimo lavoro con i Bretoni, questi erano stati poi cacciati dall’arrivo di Sassoni, Angli e Juti, popoli germanici pagani che iniziano a invadere questo territorio a partire dal 596. I Bretoni, rifugiatisi tra le montagne del Galles, erano a loro volta ricaduti nell’idolatria. Tuttavia il re juto del Kent, Etelberto, che era riuscito a estendere la sua influenza nell’Essex, nel Sussex e nell’Est Anglia – tutte terre assoggettate dai Sassoni – non si mostra ostile al cristianesimo, tanto da sposare Berta, una principessa cristiana figlia del re di Parigi, e acconsente perfino alla richiesta di lei di costruire una chiesa cristiana nel Kent. Papa San Gregorio Magno, dunque, capisce che i tempi sono maturi per una nuova evangelizzazione di queste terre. Rimasto colpito dalla bellezza e dalla mitezza di alcuni schiavi angli portati a Roma, tanto da averli paragonati ad angeli, concepisce l’idea di creare in Inghilterra una nuova Chiesa dipendente da quella di Roma, come già era quella francese, e di usare proprio la Francia come trampolino di lancio.
Inizia il viaggio: la tappa francese
Per portare a termine questo incarico, il Pontefice decide di mettere a capo di 40 monaci il benedettino Agostino, che all’epoca è priore del convento sul Celio a Roma. Non è certamente il coraggio la sua principale caratteristica, ma sicuramente lo sono l’umiltà e la docilità: infatti dice subito di sì. La spedizione parte nel 597 e fa tappa in Francia, nell’isola di Lérins. Qui i monaci, accolti nei monasteri della zona, ascoltano i racconti spaventosi di ogni nefandezza commessa dalle popolazioni in cui stavano per immergersi, tanto che Agostino ha paura, torna immediatamente dal Papa e lo scongiura di cambiargli incarico. San Gregorio Magno non molla: per incoraggiarlo lo nomina abate e appena questi torna in Gallia lo consacra anche arcivescovo di Arles. Finalmente il viaggio riprende e i monaci sbarcano in Inghilterra, sull’isola di Thenet.
L’evangelizzazione della Britannia
Ad accogliere la comunità di monaci ci sono il re del Kent e la consorte, cristiana, che li accompagnano fino a Canterbury, città a metà tra Londa e il mare, scelta come luogo di partenza della nuova missione: portare la Parola di Dio tra gli Angli. All’inizio la resistenza della gente è tanta, perciò Agostino sceglie una via di evangelizzazione più morbida, disponibile ad accogliere alcune tra le più radicate tradizioni pagane. Sarà un successo. In appena un anno sono oltre diecimila i Sassoni battezzati, praticamente l’intero regno del Kent, compreso il re (che un giorno sarà Santo) che ora appoggia Agostino apertamente. Il Papa, per ringraziarlo, nel 601 gli manda il pallio e lo costituisce Metropolita d’Inghilterra. Prima di riposare per l’eternità, Agostino riesce a consacrare altre due sedi vescovili oltre a quella di Canterbury: Londra e Rochester, i cui presbiteri sono rispettivamente Mellito e Giusto. Alla sua morte, nel 604, viene seppellito a Canterbury, nella chiesa che ora porta il suo nome ed è venerato da cattolici e anglicani.