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Tratto dalla rivista Le C.E.P. N°51 - maggio 2010
Questo titolo può sorprendere in una conferenza dedicata alla liberazione dall'impresa del darwinismo e, più in generale, all’influenza delle teorie dell’evoluzione uscite dal pensiero di Darwin. Ciò si spiega per il terreno nel quale il darwinismo ha prosperato: il materialismo ateo appoggiato sulla scienza. Darwin aveva confessato, nella sua autobiografia del 1876, di aver perso la fede nel 1851. Questa informazione è un dato importante nel problema che ci occupa.
Max Thürkauf, nato nel 1925 e deceduto nel 1993, ricercatore e professore di chimica fisica all'università di Basilea, Svizzera, materialista convinto nella sua giovinezza, si è convertito nel 1981 dopo aver constatato le derive sempre più inquietanti di quella scienza che egli ammirava. Se ha lanciato un grido di allarme, è perché ha identificato le basi profondamente erronee della scienza moderna. Questi errori incidono sulle scienze stesse, ma anche in tutti i domìni del pensiero e della conoscenza umana.
Citiamo Arthur Koestler, scrittore ateo britannico di origine ungherese (1905-1983): «La società e la scienza hanno talmente nuotato nelle idee del meccanicismo, dell'utilitarismo e della libera concorrenza economica, che la selezione ha rimpiazzato Dio come ultimo realtà.»
E come dice con umiltà lo stesso Max Thürkauf: «Ho considerato la mia ignoranza in materia religiosa come una prova della non-esistenza di Dio»
Osservando gli effetti perversi della scienza materialista (bomba atomica, veleni chimici, manipolazioni della vita) fin da 1960, Max Thürkauf studiò la storia delle scienze e si formò in filosofia. Si lanciò apertamente nella critica delle scienze, a prezzo della sua carriera professionale. Il suo ateismo iniziale si mutò in teismo. Questa ricerca ostinata della Verità portò al suo ritorno alla Chiesa cattolica nel 1981. L'aspetto spirituale e soprannaturale (e non unicamente naturale e filosofico) del problema che lo preoccupava si era poco a poco imposto al suo spirito. Le sue ricerche lo hanno portato ad approfondire i rapporti tra scienza e fede e ad interessarsi, con sua moglie Inge, protestante tedesca convertita al cattolicesimo insieme a lui, ad argomenti che la scienza aveva inquinato col suo materialismo: scienza del vivente, medicina e rispetto della vita, cultura della morte e viste egemoniche mondiali, movimenti gnostici...
Per poterci liberare di una menzogna, occorre in primo luogo conoscere la verità per poi risalire alle sorgenti della menzogna e finalmente comprendere come questa ha potuto essere imposta alla gente. Poi, i rimedi appariranno chiaramente. Ciò rappresenta il lavoro di tutta una vita e sarebbe un peccato non approfittare anche noi del percorso così sbrogliato da uomini come Max Thürkauf.
Gli errori nati dal rifiuto di Dio dei materialisti sono innumerevoli: dialettica hegeliana dell'idealismo tedesco, teorie dell'evoluzione, positivismo, relativismo, comunismo, americanismo, nazismo, modernismo, femminismo (teoria del "genere"), freudismo, teorie di Pasteur, New Age, eugenismo e cultura di morte, etc, etc... Gli esempi sono legioni.
Nella cornice di questa esposizione ci limiteremo alla critica delle teorie dell'evoluzione nel loro principio fondante: il vivente proviene dalla materia inerte, che è un'estensione dell'ipotesi darwiniana della genesi di una specie a partire da una specie anteriore, con deboli variazioni dovute al caso e su durate lunghissime.
Un umorista aveva fissato queste inverosimiglianze con la frase: «L'idrogeno è un gas incolore e inodore che ha la proprietà, se gli si lascia un tempo sufficiente, di trasformarsi in un essere umano.»
Malgrado la sua grande conoscenza delle scienze, Max Thürkauf non ci seppellisce sotto una montagna di equazioni e di formule. Il suo linguaggio semplice e chiaro ci mostra l'importanza del ritorno alla gerarchia tradizionale delle conoscenze: teologia basata sulla Rivelazione, filosofia sottomessa alla teologia, e in ultimo luogo scienze della natura. La separazione artificiale tra queste tre forme di conoscenza è un'invenzione dei materialisti atei che rifiutano all'uomo ogni possibilità di accesso alla Verità trascendente, al punto di invertirne la gerarchia e mettere al di sopra di tutto la conoscenza scientifica, conoscenza basata su delle "verità" fluttuanti e mutevoli con il passare delle "scoperte" umane.
Avendo constatato che lo scienziato moderno si limitava a rispondere solo alla domanda "COME ?", Max Thürkauf si interessò ai precursori ed alle loro idee: ad esempio gli approcci meccanicisti di un Francis Bacon, sperimentali di una Galileo o di un Cartesio, tendenti a disgiungere il soggetto dall'oggetto.
L'osservazione supposta obiettiva diviene intellettuale e manuale. La sacralizzazione del metodo sperimentale trascina il rifiuto di ogni fenomeno non riproducibile o non spiegabile con la ragione.
«Così gli scienziati sanno meglio, di giorno in giorno, come fare, e quotidianamente sempre meno ciò che fanno.» 3
«Cartesio (1596-1650) e la sua ragione, vincitori di Pascal (1623-1662) e della sua logica del cuore. I fabbricatori hanno vinto i pensatori.»
C'è confusione tra saper fare e sapere, e una separazione tra sapere e sapienza.
Gli strumenti di misura, per potenti che siano, non sono che un'estensione del nostro senso. Essi non apportano nessuna comprensione supplementare all’essenza delle cose, ma unicamente una precisione superiore nell'osservazione dei particolari. Ora, il calcolo differenziale, così potente per la materia inanimata, è inapplicabile al vivente. A partire da quantità infinitamente piccole di un organismo vivente non si può, per semplice integrazione, dedurre il tutto. In realtà, l'induzione, che va del particolare al generale, non è applicabile agli organismi viventi, e tuttavia i biologi materialisti lo credono: è questo il loro errore fondamentale.
Eddington (astronomo e fisico britannico, 1882-1944) ci conferma questa interpretazione: « La grandezza fisica così scoperta è innanzitutto il risultato delle nostre operazioni e dei nostri calcoli; essa è, per così dire, un articolo manifatturato, manifatturato dalle nostre operazioni.»
Nelle argomentazioni materialiste, la materia è contemporaneamente ipotesi e conclusione, e in questo doppio ruolo essa tende la mano a se stessa e chiude così il circulus vitiosus. In seguito alla loro incapacità a distinguere l'oggetto dall'ipotesi, i darwinisti si affaticano a voler raggiungere ciò che è inabbordabile.
Per chiarire il dibattito Max Thürkauf emette un desiderio:
« Sarebbe augurabile che gli studiosi che difendono l'una o l'altra delle numerose teorie dell'evoluzione (più o meno contraddittorie tra loro) si decidessero a sottolineare chiaramente che tali considerazioni sono delle speculazioni non verificabili con i metodi chimici e fisici, cioè con delle misure fatte nel corso di esperienze di laboratorio sistematicamente riproducibili. Queste teorie dell'evoluzione non appartengono alla scienza pura ma sono speculazioni dell'immaginazione; esse non sono un sapere ma una credenza... Certamente le speculazioni non sono vietate nella scienza sperimentale, ma bisogna chiaramente farlo sapere.»
Ma è il contrario che purtroppo avviene: «I detentori delle diverse teorie dell'evoluzione agiscono come se avessimo a che fare con dei fatti scientificamente dimostrati.»
I ricercatori contemporanei si vantano di vivere in un'epoca con il più grande numero di scienziati di tutti i tempi. Ma non si sono preoccupati di sapere se tutti siano nel vero, se, nel loro lavoro, ricerchino la Verità. Nell'atmosfera di relativismo pregnante che caratterizza la nostra epoca, porre questa domanda è uno scandalo, poiché la Verità trascendente non esiste più per i nostri contemporanei. Solo la "verità" detta scientifica (o ancora frutto della ragione) è presa in considerazione, malgrado le fluttuazioni e le variazioni intrinseche alla sua natura di montaggio intellettuale umano. La realtà è molto diversa: la nostra epoca vede un numero incredibile di membri dell’élite intellettuale professare degli errori inauditi.
Ogni errore è un costo per l'umanità.
Max Thürkauf si pone la domanda del costo di un sistema erroneo:
« I giornalisti scientifici riusciranno ancora a lungo a rendere queste elucubrazioni attraenti per il contribuente? Lo vedremo col tempo. Si tratta di una credenza alla quale sono sospesi i mezzi di esistenza di questa scienza.
Gli istituti di ricerca per la spiegazione dell'universo costano oggi dei miliardi, e ogni anno sempre di più. »
Apriamo qui una parentesi per abbondare in questo senso: non solo queste ricerche sono rovinose, ma esse hanno impedito dei progressi per i pregiudizi evoluzionisti impliciti. Hugh Owen4 ha mostrato l'impatto negativo di questa credenza che vede negli organi vestigiali del corpo umano (coccige, appendice, tonsille, eccetera.), o in un DNA "pattumiera", degli inutili residui supposti lasciati per strada dall’evoluzione. Solo l'ignoranza degli evoluzionisti sulla vera funzione di questi organi o molecole spiega il loro atteggiamento, imposto a tutta la comunità scientifica.
Max Thürkauf paragona la conquista spaziale a una nuova Torre di Babele, segno dell'orgoglio umano. Si potrebbe dire altrettanto dei buchi finanziari costituiti dalle grandi strumentazioni scientifiche: acceleratori del CERN, interferometri giganti per misurare le onde gravitazionali, installazioni per la fusione nucleare, decodificazione dei genomi, ricerche farmaceutiche... 5
«Siccome, con le sole leggi fisico-chimiche, è possibile spiegare solo il funzionamento di una macchina, ma non la sua genesi, il materialista si trova costretto ad affogare nella nebbia la genesi degli esseri animati, che il materialista considera come dei meccanismi. Questa nebbia è fatta dai miliardi di anni dell'evoluzione, secondo le speculazioni dei suoi storici, e dalla manipolazione della nozione di caso. Non si tratta del caso di cui parla la statistica matematica, ma di una nozione di caso intesa in un senso teleologico. I sostenitori dell'auto-organizzazione della materia immaginano ciò che dovrà prodursi per caso; in altre parole, essi pensano teleologicamente.»
Essi proiettano il loro pensiero sull’oggetto futuro, il loro pensiero è la finalità di questo oggetto. Da qui i miliardi (di anni) ingoiati nelle "zuppe primordiali", nelle mutazioni della drosofila o dei batteri. L'accelerazione dell'evoluzione col progresso tecnico essendo divenuta un dogma, si dovrebbero poter mostrare dei cambiamenti facendo mutare degli organismi viventi che si riproducono molto rapidamente. Ora, tutte le mutazioni ottenute sono sia non letali (evito il qualificativo di "neutro" perché nessuna manipolazione sul vivente è neutra), sia letali e producentesi rigorosamente all’interno della specie. Nessuna nuova apparizione né di organo, né di funzione, ancor meno di specie.
«Il meccanismo darviniano è così primitivo che milioni di persone possono comprenderlo (da qui i best-sellers in questo campo). L’unica certezza del darvinismo, è che è scientificamente indimostrabile. Si tratta di una fede: la fede di non aver fede in Dio.»
«Quando uno scienziato utilizza delle forme viventi per, aiutato dal darvinismo, negare Dio, questo passa ai nostri giorni per scientifico; ma se egli vuole, con l'aiuto delle meraviglie della Creazione e delle scienze sperimentali, rendere testimonianza a Dio, si dice che egli lascia il terreno della scienza. Che cos’è questa scienza, che cosa questo terreno? È la scienza materialista, e il suo terreno la sabbia delle ideologie. Se la sabbia non conviene all'edificazione dei fondamenti, si può sempre gettarla negli occhi degli uomini.»
Max Thürkauf fa qui allusione alla propaganda scandalosa in favore delle scienze materialiste considerate come inerranti. Guardate il bombardamento mediatico mondiale durante il 2009, anno di Darwin. Non rimane un solo pollice di terreno indenne dai missili "selezione naturale" e "sopravvivenza del più atto". Quest’ultima locuzione non ha alcun senso preciso e le ideologie di tutti generi ne hanno tratto il massimo possibile per definire chi era il "più atto" e per dare una veste "scientifica" alle loro follie.
Diamo un chiaro esempio di questa propaganda citando una frase dell'editoriale, non firmato, del numero fuoriserie del giornale Le Monde di aprile-maggio 2009, intitolato L’evoluzione senza fine: «Una minoranza di integralisti religiosi continua, in occidente, a contestare la teoria di Darwin alla quale l'immensa maggioranza degli scienziati del mondo aderisce senza riserve.» Peccato, per questo giornalista, che nei contestatori si trovino anche degli atei e degli agnostici. E l'unanimità annunciata in favore delle teorie dell'evoluzione è inesistente.
Ma troverete la stessa cosa in Scientific American, La Recherche, Sciences et Avenir, Nature, Sciences et Vie, Pour la Science, riviste che volgarizzano solo le teorie di moda. E rimarchiamo qui la cecità inesplicabile degli uomini di Chiesa che rifiutano di riconoscere questo fatto: la scienza materialista beneficia di una propaganda incessante con soffocamento di ogni critica, contestazione o controversia. Questa unanimità di facciata dovrebbe renderli diffidenti nei riguardi di tali scienze. Questi uomini di Chiesa sono arruolati nei ranghi scientisti per dare la caccia agli oppositori, senza mostrare un grande entusiasmo per la controversia e la discussione, argomento contro argomento. E quasi sempre tramite i media che non lasciano la parola all'altro campo.
L’affare Galileo
Max Thürkauf riproduce l'interessante citazione di Manfred Eigen, premio Nobel pel la chimica 1967, membro dell'Accademia Pontificia delle Scienze dal 1981, che scriveva nella prefazione del libro di Jacques Monod, premio Nobel per la medicina 1965, Il Caso e la necessità (1970):
« La biologia molecolare ha messo fine al misticismo della creazione mantenuto attraverso i secoli: essa ha completato ciò che Galileo aveva cominciato.»
C'è dunque un filo conduttore evidente che parte da Galileo alla teoria dell'evoluzione e i teologi contemporanei (parlo di quelli che hanno il diritto alla parola nei media) sono caduti nella rete, come spiega bene il libro del padre André Boulet Création et Rédemption, ristampato nel 2009 da Téqui.
Galileo sosteneva che ciò che egli chiamava il "libro della natura" era scritto in linguaggio matematico, tanto che per poterlo leggere bastava essere esperti in matematica. Egli riportava così tutta la questione della conoscenza umana ad un semplice problema scientifico. Per l’affare Galileo aggiungiamo, tanto per completare l’informazione, che né l'ipotesi eliocentrica, né quella geocentrica sono dimostrate scientificamente, e la situazione non è cambiata dal XVII secolo. Galileo pretendeva che l'ipotesi di Copernico non era un'ipotesi ma la realtà. Egli ha voluto ridurre le qualità alle quantità e, aiutato da constatazioni parziali, ha deciso che si trattava di verità. É tutto il contrario di un approccio scientifico. Il cardinale Bellarmino, vertice di conoscenze all'epoca, ha avuto ragione di esigere la ritrattazione di Galileo davanti a simili assurdità. Ma, oggigiorno, gli uomini di Chiesa sono ancora paralizzati dalla "sindrome di Galileo", che Max Thürkauf chiama il "traumatismo di Galileo".
Conseguenze in teologia
Al culmine dell'orgoglio si arriva a dichiarare che lo spirito proviene unicamente dalla materia inerte, non vivente. Ma Max Thürkauf ci fa notare che questo spirito è capace di costruire delle macchine e degli strumenti di misura che non possono né rivelare, né fabbricare, né misurare lo spirito. Lo spirito nega lo spirito. Questo paradosso è insostenibile. Esso implica per di più che la materia è immortale, che è sempre esistita, allorché lo spirito è supposto sparire con la morte. La morte è la fine di tutto. É la spiegazione delle tendenze suicide e criminali nelle società fondate sul materialismo che porta inesorabilmente alla disperazione. Max Thürkauf aggiungeva:
«La Chiesa insegna che in virtù del Mistero d’Iniquità, pegno della nostra Libertà, Satana può influenzare la Creazione decaduta. Nelle scienze della natura senza preghiera, Satana ha potuto ispirare agli scienziati la strada verso i nuclei dei frutti dell'albero della conoscenza del bene e del male.» (Max Thürkauf, qui, con questo gioco di parole, fa allusione al nucleo atomico e a quello della cellula, giacché "nucleo" in tedesco si dice Kern).
Max Thürkauf si è messo alla portata dei suoi contemporanei che cercano la Verità e risponde così alle loro angosce. Egli ha fatto esattamente il percorso inverso dei teologi modernisti che, abbandonando la teologia basata sulla Rivelazione, si sono dapprima sviati nelle filosofie esistenziali per poi finire per idolatrare le scienze materialiste. Abbandonando il Chi, trascurando il Cosa, essi si sono polarizzati sul Come. Da qui la messa in dubbio sistematica di tutti i dati della Rivelazione. La maggior parte di questi teologi non erano uomini di preghiera e ciò addolorava molto Thürkauf.
Max Thürkauf, nell'entusiasmo della sua conversione, si era scontrato con la credulità dei teologi nella scienza materialista. Spesso diceva: «È facile per uno studioso senza preghiera allontanarsi da Dio nella scienza, ma per un teologo questo allontanamento è ancora più rapido in una teologia non fondata sulla preghiera.»
O ancora: «Per uno scienziato credente, non c'è niente di meno degno di fede che un teologo idolatrante le scienze materialiste.» E ancora: « I teologi parlano di Dio ma non parlano con Dio.» Certi teologi gli hanno anche detto che la preghiera non era "che un'autosuggestione frutto dell'atavismo o dell’educazione".
Il medico Johannes Hufschmidt, interrogandosi sulla capitolazione dei teologi davanti a un fantasma, si chiede: «...se non sia nato, sotto la pressione delle calunnie, un cristianesimo demoralizzato, scombussolato con se stesso, che accorda la credibilità ai suoi propri tormentatori. Ma la demoralizzazione è un peccato contro lo Spirito Santo.»
Ahimè, la situazione non è migliorata. Nel 2009, anno di Darwin, le prestigiose università cattoliche a Roma e nel mondo non hanno avuto il coraggio di aprire il dibattito sulla validità scientifica delle teorie evoluzionistiche ed hanno raggiunto il gregge belante degli adulatori della più grande impostura di tutti i tempi. Gli insegnamenti evoluzionisti, anche qualificati come "mitigati" nei seminari ed università cattoliche fin dagli anni 1920 (per esempio Lovanio in Belgio, Lavai nel Québec) dai sacerdoti di formazione scientifica (come il canonico de Dorlodot a Lovanio, il padre Messenger negli Stati Uniti), hanno provocato dei danni gravi nelle elites. Queste conoscenze false sono state trasmesse alle generazioni successive, generazioni sempre meno strutturate intellettualmente e sempre più male informate.
Conseguenze per i valori morali
Il credo evoluzionista porta ad assurdità del tipo: «Poiché l'umanità è in evoluzione sempre più rapida grazie alla tecnica, tutti i valori tradizionali non erano che passeggeri ed è urgente sbarazzarsene al più presto per "accelerare" questa stessa evoluzione.»
I ricercatori atei moderni vi diranno che il progresso può essere ottenuto solo trasgredendo i tabù della morale giudeo-cristiana, vestigio di una incompiutezza spiegabile per il troppo debole livello scientifico delle epoche passate: morale accusata di essere superata e di fare ostacolo al progresso dell’umanità.
Il biologo Julian Huxley (1887-1975) proponeva il suo "umanesimo evolutivo" che rigetta ogni assoluto, ogni verità assoluta, la morale assoluta, la perfezione e la bellezza assoluta, l'autorità assoluta... Egli scriveva: «è giusto tutto ciò che permette o stimola l'evoluzione, ed ingiusto tutto ciò che dà fastidio o fa abortire l’evoluzione.» Inutile dire che questa frase servì da scusa per dei maneggi totalitari nel mondo intero. Una tale ideologia regna incontrastata nelle organizzazioni dell'ONU, in un mondo in marcia verso la dittatura universale dell'Anticristo. Questo affrancamento dei valori morali è gravissimo in materia di scienza del vivente e di rispetto della vita.
I rimedi.
Liberarsi dal darvinismo, sì, ma liberandosi dal materialismo. Max Thürkauf ha messo il dito sulla necessità assoluta di riformare ogni conoscenza tornando alla sua sorgente che è Dio. Ogni progresso basato orgogliosamente sulle tecniche materialiste è votato all'insuccesso. I nemici di Dio lo sanno bene, solo il progresso spirituale è vero ed autorizza un progresso tecnico senza effetti perversi, senza spirito di dominio, senza spirito di rivolta. La sovversione satanica è di proporre il progresso tecnico senza il miglioramento spirituale dell'uomo e, peggio, abbassando l'uomo, dominato dalle sue passioni, al livello degli animali.
Max Thürkauf pensava che il materialismo avrebbe trascinato a breve scadenza la rovina delle società occidentali. Infatti, lo spreco sfrenato della società materialista, gli attentati permanenti alla vita e alla natura in generale, non possono durare senza conseguenze drammatiche. La miseria e povertà risultanti indurranno un arricchimento spirituale ed una fioritura delle virtù cristiane.
«Il tempo è venuto per gli uomini di render conto a Dio del materialismo. Ma gli uomini non hanno il tempo di pagare il loro debito a Dio; il tempo è del denaro. Il Principe di questo mondo bisbiglia loro: «Time is money.» Ma, per misericordia, Dio priverà gli uomini delle loro ricchezze ed essi avranno allora tutto il tempo, in mezzo alle afflizioni, di tornare verso la preghiera.»
«Siccome gli uomini non possono vivere senza credere, essi credono di non credere e credono nella scienza.»
Da accostare all’aforisma di Chesterton: «Il problema, con gli atei, non è che essi non credono in niente, è che credono a qualunque cosa.»
O alla frase di Jean Rostand: «Non si può che credere, e tutta la differenza è tra i temerari che credono di sapere e i saggi che sanno di credere.» «La verità vi renderà liberi », ecco il rimedio. E perciò Max Thürkauf preconizzava la preghiera, l' ora et labora dei benedettini, non solo per sé, non solo nella Chiesa, ma anche nei laboratori e nei luoghi di lavoro.
Max Thürkauf intravedeva una nuova generazione di monaci saggi, di teologi sapienti, di scienziati competenti, andare alla ricerca della Verità là dove si trova, cioè nel Logos, il Verbo di Dio, e non dove gli uomini credono che essa sia, cioè nei loro propri giudizi.
La preghiera di ogni capo, di ogni professore dovrebbe essere: « Mio Dio, non permettere che io insegni degli errori ai miei discepoli », pronunciata tremando, talmente la responsabilità è grande.
Come è accolto il pensiero di Max Thürkauf?
Beninteso, gli argomenti di Max Thürkauf disturbano e si urtato inesorabilmente con la legge psicologica del gratissimus mentis error, l'errore gradito alla mente. Noi crediamo ciò che ci piace, conseguenza dello spirito sovversivo del «libero arbitrio» e dell'abuso di libertà dell'uomo. Notiamo qui la terribile efficacia delle solide formazioni intellettuali (gesuita, domenicana, benedettina) quando si mettono al servizio di idee erronee che si oppongono alla Verità. E questi errori hanno la loro sorgente nell'orgoglio, nella mancanza di coraggio e di umiltà. I materialisti temono questi convertiti, usciti dai loro ranghi e che scovano meticolosamente tutte le contraddizioni del loro sistema di pensiero. Non gli resta più che accusarli di essere ricaduti nell'oscurantismo, senza poter confutare le loro analisi. Ma sono essi credibili, vista la competenza di un Max Thürkauf in scienza, filosofia e teologia?
Diciamo piuttosto che l'oscurantismo è dalla parte di questi scienziati che non credono alla verità, ma che vogliono imporre a tutti la loro visione del mondo distruggendo ogni visione concorrente. La stampa mondiale è inondata da queste lamentazioni isteriche contro gli attacchi di "perversi ignari" che osano, crimine orribile, criticare una teoria tanto perfetta! Non lasciamoci abbattere dallo sbraitare degli evoluzionisti e continuiamo questo lavoro di salute pubblica che Max Thürkauf ci propone: amare gli evoluzionisti e pregare per loro, ma senza rinunciare a confutare i loro errori, essendo queste due azioni il servizio migliore che possiamo rendere a loro.
Questa paura di confrontare le idee in un dibattito spassionato, mostra bene che la posta del combattimento è di natura escatologica. Se il caso o il capriccio degli uomini fosse stato il solo motore nella genesi delle idee materialiste, il dibattito sarebbe stato possibile, e non solo possibile, ma cortese e costruttivo. In realtà, le idee materialiste sono professate da dei teofori e non da semplici atei.
Influenza in letteratura e nelle arti.
Nel 2008, ad una riunione di lavoro con dei letterati all'università Stendhal di Grenoble -dove io ero l’unico scienziato- avente per soggetto: «L'incidenza ideologica ed epistemologica del pensiero di Darwin in seno al discorso letterario alla fine del XIX secolo: trionfi e contestazioni » e diretta dal dottore in lettere Sandrine Schiano-Bennis, fu posta la questione di sapere se l'influenza di Darwin era stata positiva in letteratura e nelle arti. La risposta fu no, constatando che il darwinismo ebbe tutte le caratteristiche di una ideologia, con delle conseguenze sulla mentalità delle élites: angosce, pessimismo, scomparsa dei valori, l’uomo orfano di padre. Gilles Bonnet nel 2004 parlava di "decadenza pessimiesca6». Gli artisti fluttuavano tra romanticismo darwiniano e fatalismo implacabile. I partecipanti avevano solo vagamente sentito parlare di una contestazione di alcuni scienziati, ciò che io potei confermare sottolineando l'assenza di dibattito sulla questione.
L'evoluzionismo teista, che ne è? :
Ci si urta con gli stessi ostacoli dell'evoluzionismo ateo, in particolare:
- la scienza, poiché l'evoluzione non è stata mai dimostrata scientificamente.
- la teologia, principalmente col dogma del Peccato originale. Gli atei si burlano di quest’ultimo ostacolo ma, per dei credenti, esso dovrebbe essere preso in primissima considerazione. Ed anche con la perfezione della Creazione prima del Peccato, la realtà di Adamo ed Eva, l’Incarnazione.. etc.
La fiducia cieca nelle pretese della scienza materialista porta inesorabilmente alla contestazione e poi all’abbandono dei dogmi cristiani.
Si prestano a Dio delle azioni stupide o sconvenienti, frutto dell'immaginazione umana, il che non è immaginabile che in un cervello di ateo (o piuttosto di teofobo), non per un cristiano.
Conclusioni
Per poterci liberare dal darwinismo, occorre innanzitutto liberarci di tutte le idee erronee che gli hanno dato origine. In breve, abbiamo bisogno di una cura di pulizia dalle tossine intellettuali che ingombrano il pensiero moderno e forse anche il nostro:
- Contestazione dell’inerranza biblica e della Tradizione, dunque della Rivelazione;
- Credenza nell'esegesi di Galileo7, (il "traumatismo di Galileo", la "sindrome di Galileo ").
E in generale dobbiamo perdere ogni complesso di inferiorità e passare gli argomenti umani al vaglio della Rivelazione. Nel dominio delle scienze naturali bisogna sistematicamente chiedere ragione agli scienziati delle loro ipotesi.
Appassionarsi per la Verità; pregare per essere illuminati; studiare con passione; sviluppare lo spirito critico in vista di confutare gli errori: la confutazione fa parte del ragionamento logico.
Tutte le altre conseguenze: razzismo, eugenica e darvinismo sociale, scienze affrancate dai valori, distruzione dell'ordine della Creazione, svaniranno come per incanto.
Non potendo questa esposizione essere esaustiva, consiglio di leggere l'eccellente sintesi del problema scienza/fede nelle opere di Max Thürkauf8, del Padre André Boulet9 e di Dominique Tassot10, nelle edizioni Téqui. Mai un editore avrà fatto tanto a favore del ritorno ad una scienza vera!
E terminiamo col filosofo Pierre Thuillier (1927-1998), conoscitore lucido della scienza contemporanea11 che ha scritto nel 1982: « I ricercatori ottengono dei risultati il cui interesse e il cui valore sono innegabili. Ma non vi è nessuna ragione per considerare le scienze come una sorgente di verità assolute. Sarebbe deleterio se l'insegnamento scientifico favorisse una nuova forma di superstizione.»
1 Conferenza data al colloquio del CEP a Nevers, il 3 ottobre 2009. Le formule e citazioni in grassetto sono tratte dalle opere tradotte in francese di Max Thurkauf.
2 Dottore in Fisica, Capo di un gruppo di ricerca al CEA-LETI (Commissariato per l'energia atomica) e professore di nanoelettronica all’Università di Grenoble.
3 Max Thiirkauf, Le Christ et la science expérimentale moderne. Ed. Téqui, 2008, p.55.
4 Hugh Owen, "The negative impact of the evolutionary hypothesis on scientific research: A retrospective assessment", in Evoluzionismo, il tramonto di una ipòtesi, a cura di Roberto de Mattei, Siena, Cantagalli, 2009.
5 La ricerca d’acqua su Marte, la ricerca di pianeti fuori dal sistema solare, sono dei tentativi disperati per «ringiovanire» le teorie dell’evoluzione.
6 Contrazione di pessimismo e di scimmiesco.
7 Cf. D. Tassot, “Galilée dans la sacristie”, Le Cep n° 35, p.63.
8 Max Thürkauf, Le Christ et la science expérimentale moderne, op.cit.: Cosmos et Création. La mante religieuse. Deux savants a la recherche de Dieu, Téqui, 1989.
9 André Boulet, Création et Rédemption, Téqui, 2009.
10 D. Tassot, L'évolution. Une difficulté pour la science, un danger pour la foi, Téqui, 2009.
11 Ndlr. Storico delle scienze all’università Paris VII, P. Thuillier ha collaborato per 30 anni a La Recherche, segnalandosi per una rubrica di grande valore, certo chiusa ad ogni religione e un tempo influenzata dal marxismo, ma tuttavia aperta alla demistificazione della scienza. Il titolo del suo ultimo libro lo dimostra molto bene: La revanche des sorcières. L'irrationnel et la pensée scientifique, Belin, 1997. Si leggerà anche con interesse: Aimé Richardt, La vérité sur l'affaire Galilée, F.-X. de Guibert, 2007.
Bibbia & Scienza - 2020