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Certe stelle distano migliaia e anche a miliardi di anni luce.
Significa che la luce che noi riceviamo ora da queste stelle ha impiegato migliaia di anni per arrivare fino a noi?
A dispetto di tutte le evidenze bibliche e scientifiche, per una creazione recente, questo è un problema al quale dobbiamo onestamente guardare in faccia.
Attualmente, non ci sono soluzioni soddisfacenti che siano accettate dalla maggioranza degli scienziati creazionisti, allora noi proporremo un certo numero di ipotesi.
Ciò che noi osserviamo, non è un universo vecchio, ma piuttosto alcuni fatti a partire dai quali possiamo dedurre un´età partendo da certe ipotesi preliminari. Anche se sembrano ragionevoli, esse sono comunque "delle credenze"; allora dobbiamo guardare attentamente ciascuna di queste ipotesi una alla volta, ricordando comunque e sempre che le dobbiamo accostare con grande umiltà. Noi non abbiamo accesso a una conoscenza infinita, Dio solo sà tutto. La storia della scienza mostra che quel che sembra certo in una generazione può essere totalmente detronizzato da una nuova informazione nella generazione successiva.
Le ipotesi che sono state utilizzate per dare una grande età all´universo, con l´osservazione della luce proveniente dalle stelle distanti, sono le seguenti:
Supposizione I: le grandi distanze attribuite alle stelle sono reali.
Più ci allontaniamo, più i metodi di misura sono indiretti. Tuttavia, anche se vi è un grande margine di errore per le stelle molto lontane, esso non è veramente rivelatore, giacché la struttura dei tempi biblici non autorizza più di 6-10.000 anni. Anche la nostra galassia "la via Lattea" è stimata a circa 100.000 anni-luce di diametro. L´universo deve essere immenso, tenuto conto del numero considerevole di galassie visibili.
Tuttavia, un´ipotesi interessante sta per essere studiata dal fisico Russel Humphreys che ha messo il dito sulla questione reale, e cioè: a che distanza erano le galassie quando la luce si è messa in cammino verso di noi?
La Bibbia indica tre volte (utilizzando 3 verbi ebraici differenti) che Dio ha "Steso o dispiegato i cieli" (per esempio: Isaia 42, 5/ 45 : 12/ 51 : 13/ Geremia 10 : 12).
Poiché i cieli sono stati creati prima delle stelle e dei pianeti, questo dispiegamento si riferisce verosimilmente alla creazione dei corpi celesti.
Secondo il Dr Humphreys, esiste una soluzione all´equazione del campo gravitazionale di Eistein che può permettere un´espansione molto rapida dello spazio e, di conseguenza, di tutte le cose che esso contiene. Questo potrebbe dare all´universo la possibilità di gonfiarsi fino alla sua taglia attuale in meno di 6.000 anni. Di conseguenza, la luce ha cominciato il suo viaggio quando le galassie erano più vicine (e anche più piccole e meno energetiche) di oggi. Una tale espansione ingloberebbe simmetricamente tutta la materia e non sarebbe individuabile da quella "dell´interno". Per contro, ciò potrebbe spiegare lo spostamento verso il rosso delle lunghezze d´onda della luce delle stelle.
Supposizione II: Noi sappiamo con certezza come la luce viaggia nello spazio profondo.
Nel 1953, Moon e Spencer, che non sono creazionisti, hanno proposto che la luce delle stelle ha viaggiato per dei percorsi curvi in una struttura matematica conosciuta come "Lo spazio Riemannian". In questo caso, hanno dichiarato, la luce più distante raggiungerebbe la terra in meno di 20 anni (e non stavano cercando di provare una creazione recente o di approvare la Bibbia).
Una tale supposizione è evidentemente difficile da provare, ed è stata criticata sul piano dell´osservazione. In un giornale creazionista, V. Bounds argomentava il fatto che, se questa ipotesi fosse vera, si vedrebbero multiple immagini degli oggetti celesti. Per quanto ne sappiamo, finora non ci sono stati dei tentativi per respingere questa critica.
Supposizione III: La luce ha sempre viaggiato alla stessa velocità lungo la storia dell´universo.
Chiaramente questa ipotesi è impossibile da provare, quantunque, a prima vista, sembri ragionevole.
Se la luce nel passato era più rapida, allora sarebbe possibile per le stelle essere al contempo molto distanti e molto giovani. Questo potrebbe essere compiuto sia per un cambiamento diretto nella velocità della luce, a un dato momento dopo la creazione, o per un principio fisico ancora sconosciuto che ha provocato il rallentamento della velocità della luce. La luce che noi riceviamo attualmente dalle stelle distanti, pur viaggiando alla velocità di oggi, avrebbe coperto una distanza maggiore negli anni seguenti la creazione.
Considerando questo punto di vista, è interessante notare che il professore russo Troitskii (evoluzionista), pubblicò uno studio sul giornale "Astrophysique et science de l´espace" nel quale dichiarava che le osservazioni rilevate dalla cosmologia, come lo spostamento verso il rosso nella luce delle stelle e le radiazioni di fondo (utilizzate come "prove" del big bang), erano infatti meglio comprese come essere il risultato di un cambiamento in C (velocità della luce). Egli proponeva che C ha cominciato a un valore quasi infinito, poi decresciuto fino al suo valore attuale.
Purtroppo, l´idea del Big Bang (quantunque abbia un numero sempre maggiore di critiche a sfavore) ha un tale impatto sull´immaginazione dei cosmologi che nessun´altra spiegazione per questi fenomeni attira la loro attenzione. Il lavoro di Troistkii è fatto in una struttura di 2 miliardi di anni, ma il punto principale da menzionare è che il cambiamento di C non vìola alcun principio fisico stabilito.
Altra cosa interessante, è la monografia pubblicata dai creazionisti Norman e Setterfied nel 1987. Essi hanno raccolto tutte le misure conosciute di C per gli ultimi 300 anni e affermano che il tabulato ha mostrato che C non è costante durante questo periodo, ma declina sempre fino a un livello costante negli anni 1960. Essi citano un numero di test statistici che contraddicono la costanza di C durante detto periodo.
Un´ipotesi così radicale solleva un certo numero di domande e di problemi potenziali in numerosi domìni della scienza. Alcune domande hanno trovato delle risposte soddisfacenti dai sostenitori di questa ipotesi, altre no.
Fortunatamente, i lavori futuri chiariranno certamente questo argomento ma, nell´attesa, siamo prudenti prima di accettare questa proposizione prematuramente.
Supposizione IV: L´universo non ha potuto essere creato "pronto a funzionare" con della gente sulla terra che vedeva la luce delle stelle.
Questo presume che Dio non è onnipotente. La creazione biblica, per definizione è un miracolo che ha utilizzato dei procedimenti che ora non sono più in attività. Dio non è dipendente dalle leggi fisiche che noi osserviamo, poiché è Lui che le ha istituite.
Dire che Dio non ha potuto creare un universo che è al contempo molto grande e molto giovane sfida la natura stessa di Dio come è rivelata nella Sua Parola.
L´universo è stato creato come un´entità pienamente funzionate. Le stelle create il 4° giorno sono state per l´uomo come dei "segni per marcare i tempi, i giorni e gli anni" (Genesi 1, 14). Non vi è alcuna ragione di credere che Adamo ed Eva hanno dovuto attendere 4 anni perché la prima stella si illuminasse (la più vicina è a circa 4 anni luce).
Ugualmente, noi non vediamo delle nuove stelle "lampeggiare" come se la loro luce avesse finalmente raggiunto la terra.
L´esempio che è stato menzionato precedentemente dal Dottor Humphreys può portarci a una miglior comprensione del modo in cui la luce è stata creata all´origine "sul suo cammino". In un certo senso, questo può effettivamente includere un cambiamento (apparente) di C (le stelle si allontanano rapidamente, il fascio luminoso resta intatto), quantunque questo non sarebbe rilevabile nelle misure che sono state fatte per il passato.
Conclusione
Noi speriamo che queste discussioni siano state sufficienti per rendere il lettore capace di comprendere che il problema apparente di un universo giovane e grande ha più soluzioni possibili. La velocità della luce è cambiata? Se sì, è forse divenuta costante migliaia di anni fa, o è solo stata rilevata?
Esiste una soluzione nella "distensione" dello spazio che è sottintesa nelle Scritture? Può essere una combinazione di questi fattori? O è stato un metodo completamente differente quello utilizzato da Dio durante la settimana della creazione per creare un universo adulto e operativo, un metodo che non sarà forse mai chiarito?
Qualunque sia la risposta, la fede nella Parola rivelata dal Creatore è il solo punto di partenza ragionevole per qualunque ricerca.
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Pagina pubblicata il 11-08-2006
Bibbia & Scienza - 2020