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L’Archaeoraptor: una menzogna evoluzionista!

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Laurent Glauzy

Nel 1999, i difensori dell'evoluzionismo pretendono di aver trovato "l´anello mancante" tra il dinosauro e l´uccello. Di cosa si tratta? In Cina, nella provincia di Lianing, è stato scoperto uno strano fossile: rassomiglia a una strana creatura, metà dinosauro e metà uccello: un dinosauro con le ali e delle piume, o un uccello con una coda e dei denti di dinosauro.

Lo si chiama Archeoraptor. La corrente evoluzionista è in subbuglio. Alcune settimane dopo, una èquipe di ricercatori cinesi dichiara che l´Archeoraptor è falso. Tuttavia, un gran numero di scienziati avevano frettolosamente dichiarato che questo fossile era un uccello della preistoria[1]. Cos´è dunque avvenuto? Dei contadini cinesi molto scaltri realizzano che c´è un mezzo molto semplice per guadagnare parecchio denaro sovrapponendo due veri fossili. Il primo è il corpo di uno Yanornis, una specie estinta di uccelli mangiatori di pesci, e il secondo riproduce la coda di un piccolo dinosauro.

Immediatamente e senza riserve, la stampa si impadronisce dell´informazione. L´impatto è enorme! Giacchè l´Archeoraptor stabilisce i dogmi sull´evoluzione della specie. Si può infine rispolverare Darwin e i suoi scritti fantasmagorici. Si può anche dire che "i dinosauri non sono scomparsi. Essi si sono sparsi con prodigalità sulla terra sotto forma di uccelli. Gli uccelli discendono dunque dai dinosauri". Il celebre National Geographic[2] dà il tono. Esso chiama l´animale fossile: Archaeoraptor liaoningensis. I suoi lettori devono essere soddisfatti di tanta scienza. Che fortuna! Sotto il titolo Feathers for T. Rex (Delle piume per T. Rex) Christopher Sloan, uno dei principali redattori della rivista, annuncia fieramente la novità: "Possiamo ora dire con certezza che gli uccelli sono dei Terapodi (una sorta di dinosauri), come possiamo affermare che gli uomini sono dei mammiferi". Disegni rappresentanti dei dinosauri con le piume compongono l´iconografia del dossier.

Tutto è convenuto, confermato e sentenziato dalla scienza dei tempi moderni. Giornali, riviste e pubblicazioni popolari, di divulgazione scientifica, diffondono all´unisono l´informazione.

Il Museo di Storie naturali (Museum voor Natuurwetenschappen) di Bruxelles organizza, dal 25 ottobre 2002 al 25 maggio 2003, l´esposizione Dig a Dino. Nulla è lasciato al caso! Nel dossier didattico (pagina 13) sotto il titolo Nu bestaan er nog altijd dinosauriërs! (I dinosauri esistono ancora!), è scritto: "I dinosauri non sono completamente scomparsi. Alcuni Terapodi, piccoli dinosauri carnivori, sono evoluti in uccelli! L’Archaeopteryx, di cui si erano trovati sette scheletri ben conservati in Baviera, sarebbe uno di questi primi uccelli. La maggior parte dei Paleontologi penso anche che gli uccelli sono dunque dei dinosauri a parte intera…". Allucinante! Segnaliamo che Fred Hoyle e una èquipe di scienziati hanno tra l´altro denunciato che il "fossile" dell´Archaeopteryx (sorta precedente di Archaeoraptor) esposto al British Museum, era stato fabbricato con del gesso e dei fini tratti di pittura disposti su uno strato iniziale di calcare. E, colmo del ridicolo, vi erano riconoscibili le impronte dei falsari[3].

Nell´articolo intitolato Dino’s in je tuin! (Il Dino è nel tuo giardino!), Zonneland scrive sull´esposizione: "I Dinosauri non sono scomparsi. Quasi tutti gli scienziati sono ora convinti che essi sono gli antenati degli uccelli. Di conseguenza, ciò che vediamo nei nostri giardini, sono delle versioni moderne di dinosauri[4]". Il reputatissimo giornale olandese Het Nieuwsblad titola in maniera esplicita: "Dino is verwant met specht" (Il Dinosauro è parente del picchio[5]).

Lontano da questo baccano mediatico, degli scienziati (evoluzionisti) hanno preferito mantenersi freddi. Alan Feduccia, ornitologo di fama mondiale e autore di una enciclopedia sugli uccelli viventi e fossilizzati, afferma che gli uccelli non possono discendere dai dinosauri. Oltre a importanti differenze relative alle strutture polmonari, embrionali e digitali, l´anatomia generale del dinosauro è troppo lontana da quella dell´uccello: i dinosauri possiedono una grande coda e delle grandi zampe posteriori, mentre sulla parte superiore del loro corpo le zampe sono piccole. Sempre sotto un´angolazione evoluzionista, le datazioni fissano l´apparizione dell’Archaeoraptor a milioni di anni dopo quella delle prime specie di uccelli.

Peraltro, al fine di cercarvi un secondo fossile, dei paleontologi cinesi si portano sui luoghi dell´Archaeoraptor. Cosa vedono? Dei contadini che dissotterrano dei fossili e li vendono di contrabbando ad acquirenti stranieri. Quando il responsabile della spedizione, il ´paleontologo Xu Xing, trova un fossile somigliante stranamente alle fotografie del National Geographic, allora gli si dice che l’Archaeoraptor non esiste. È questo assemblaggio di due fossili, che ha bizzarramente ingannato la serietà e la prudenza degli "scienziati" del National Geographic.

La verità ora è divulgata da altri giornali. L’articolo Piltdown Bird (l’uccello di Piltdown) del mensile New Scientist, del gennaio 2000, racconta i fatti ricordando un´altra frode, quella dell´uomo di Piltdown, sapientemente ribattezzato Eanthropus Dawsoni. Anche allora gli evoluzionisti reclamano di aver trovato "l´anello mancante", quello che proverebbe che l´uomo discende proprio dalla scimmia. Riassumiamo i fatti: Piltdown si situa nel sud dell´Inghilterra. Nel 1912, nella contea del Sussex, vien "trovato" un cranio che sarà esposto per quarant´anni al British Museum. Questo cranio è il volgare montaggio di una mascella di Orangutan nella quale sono stati fissati dei denti limati e invecchiati per farli credere di un uomo preistorico. Il tutto viene poi adattato a un cranio d´uomo[6]. Il celebre modernista e framassone di alto grado[7], il Padre Gesuita sviato Pierre Teilhard de Chardin, è accusato dal paleontologo americano Stephen Jay Gould di aver contribuito a questo imbroglio[8]. Ricordiamo che gli uomini di Neandertal, del Nebraska, di Java, Lucy, sono ugualmente il risultato di altre ben tristi mistificazioni, "compilazioni" scientifiche per le quali le "prove" non mancavano[9], che sotto la direzione del Dottor Tite, il British Museum non ebbe al contrario nessuno scrupolo a utilizzare il contestatissimo Carbonio 14 e a decretare che la Sacra Sindone era un falso del Medio Evo: "l´intervallo di datazione del tessuto della Sindone determinato con un tasso di affidabilità del 95% si situa tra il 1260 e il 1390 della nostra èra"[10]. In compenso, il British Museum non si pronuncia sulla tecnica di "fabbricazione" della Santa Sindone. Conveniamo che il "falsario" della Sacra Sindone doveva essere un genio sorprendente. Egli è riuscito a fare una cosa che la "scienza" non riesce né a rifare né a spiegare! É dunque in anticipo sulla scienza del XX secolo! D´altronde, noi non abbiamo cessato di scrivere che sono i Rockefeller e i Carnegie che hanno fornito i supporti finanziari per lo sviluppo del Darwinismo negli Stati Uniti. Tutto quadra!. Ancora una volta, questi elementi ci obbligano a domandarci se l´evoluzionismo non sia l´espressione degenerata di un complotto anti-Dio ordito dalla piramide di Satana sotto la ferula di talmud-finanziari dirigenti una coorte di valletti servitori, massoni, gli stessi cavalli di Troia infiltrati nella Chiesa modernista!

Comunque sia, gli scribacchini del National Geographic sembrano poco ispirati dalle rivelazioni fatte sull´Archaeoraptor. L´edizione del marzo 2000 concede con avarizia 10 righe, nelle colonne delle lettere ai lettori, e 5 nella pubblicazione dell´ottobre 2000. Neanche la grande stampa è più coraggiosa. Essa tarda a trasferire l´informazione sulla vera natura dell´Archaeoraptor. Tre anni dopo l´uscita del sensazionale dossier del National Geographic e senza magna pompa, Kits vi si rassegna nel suo n° 7 del 1° dicembre 2002 (pagina 3), Het Nieuwsblad (pagina 1 dei programmi TV) il 5 gennaio 2003, Gazet van Antwerpen (pagina 29) il 6 gennaio 2003. La stampa televisiva olandese ha fatto lo stesso sulle catene informative Overleven e Canvas il 5 gennaio 2003 alle ore 21[11].

"Un po´ di scienza allontana da Dio, molta scienza avvicina". (Luis Pasteur)

Lblancy@aol.com


[1] Kits (bi-mensuel pour adolescents ) du 01/12/02 ; p.3.
[2] National Geographic n° 196 de novembre 1999 ; pp 98-107.
[3] Philip Stott dans De mythe van de evolutie (1993) ; p. 19.
[4] Zonneldand (84è année) n° 5 du 04/10/02 ; p.16.
[5] Het Nieuwsblad du 20/12/02, p. 20.
[6] De mythe van de evolutie ; p. 20.
[7] Johannes Rothkranz dans Die kommende Diktatur der Humanität oder die Herrschaft des Antichristen; vol. III, p. 35.
[8] www.dinosoria.com/piltdown.htm.
[9] Cf. Créationnisme et géocentrisme, ces autres révisionnismes (LJ n° 307 du 20/11/03) p. 19-a.
[10] hcrouzablanque.free.fr/parties/pre.htm.
[11] Leviathan n°27 d’avril 03.

Pagina pubblicata il 17-01-2005

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