460314 - SPIRITUALITÀ

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LEGGE ► MIRIAM D'ANTINO


LEGGE > DANIELA CIAVONI


14 marzo 1946
Il mio compleanno! Come pieno di ansie! Per Paola, per Madre Teresa malata, per me…
Mi conforta la Presenza Ss., poi, a sera, l’apparirmi di S. Teresina, venuta anche la sera del 12, con la sua rosa non più nella destra ma nella sinistra, e con la destra mi fa cenno di star su, allegra, e sorride ancor più ilare dell’apparizione del febbraio, credo. Come sorride!
Poi, a notte fatta (oltre le 22,30), mentre Marta dorme e io, non potendo trovare riposo, leggo un vecchio fascicolo di “Civiltà Cattolica” (datomi ieri dal Berardi dopo una discussione fra noi due sulla Chiesa, per lui, comunista, da abbattersi… per i motivi che trova nell’articolo di Civiltà Cattolica…) — io non ci capisco niente perché la mia mente è stanca e lontana dalle righe che scorro con gli occhi — ecco il Bambino Gesù di Lisieux, del chiostro, quello visto a gennaio. Ma non ha il globo freddo e pungente fra le belle manine, come questo inverno, ma ha fra le dita una rosa d’oro, in tutto simile a quella della sua Teresina. E ride, felice, felice, facendomi cenno con il fiore e la manina di andare lì, da Lui… E non è notte, come nella visione invernale. Ma è giorno. Un tiepido giorno di primavera. Il cortile del chiostro è allegro di sole. E il sole si allunga fin sotto i portici, sulle mattonelle, fin sotto la mensolina dove è Gesù. Tutto è placido e festoso. Oh! se volesse dirmi che la notte per me è finita, e si è fatta luce, che la grazia è fatta. Come è placido il chiostro! Placido e sereno… Vorrei essere là… ed essere solo la piccola sorellina di Teresa di Lisieux…

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