451231 - SPIRITUALITÀ

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LEGGE ► MIRIAM D'ANTINO

LEGGE ► SILVIA CANEPARO

LEGGE > DANIELA CIAVONI


31 dicembre 1945

  Nostro Signore  vuole che aggiunga questo foglietto al quaderno ultimato, dicendo che è  bene che completi l'episodio di ieri mattina col seguito che dura  tuttora. E ubbidisco.
  Anzitutto ieri, dopo quella… messa in fuga  di Satana fatta da N. Signore, per qualche ora non vidi nulla più. Poi  venne quella signo­ra… e così si compì ciò che era detto nel dettato del  mattino. O per curiosità o per bisogno, non credo per malvagità, quella  donna è venuta.
  Poi, andata via lei – e in me c'era dell'urto per  questa venuta, e c'era la decisione di non volerla più vedere – rivedo  come al mattino il viso di Satana. Ma non più ironico né trionfante.  Bensì mogio, come spaurito. Mi guarda, mi guarda proprio come uno che è  sbalordito e che ha perso ogni baldanza. Sembra che si chieda: "Ma come  mai? E chi è costei?"… Se ne va… Io sono tranquilla però, perché mi  sento ancor tutta difesa dalla potenza di Gesù. E questo senso di  sicurezza cresce sempre più man mano che passano le ore.
  Vengono  le Raffaelli. Parlo del più e del meno, ma sempre pensando alla visita  dell'ignota, e con continuo disagio anche, perché sono stata presa  d'inganno, e penso al viso mortificato di Satana. Vanno via tutti ed io  mi corico sfinita, ascoltando un concerto di musica classica alla radio.
  Ecco che vedo in una lontananza infinita, infinita come quando vedo il Paradiso – solo che qui è abisso, bassura,  mentre il Paradiso è altezza – vedo un luogo che neppur potrei dire  orrendo, ma che è infinitamente triste. Poca luce e plumbea, aria come  nebbiosa, tenebrore fra le pareti rocciose e scoscese che sono ai lati  di una specie di banchisa polare, ma non bianca di neve e ghiacci, bensì  nera come pece, sparsa di piattaforme scogliose di roccia oscura. Su  una di queste, a ventre contro la roccia, è sdraiato Satana col viso  appoggiato su una mano, il gomito puntato sulla roccia. Mi sono provata a  fare uno schizzo, ma non sono capace. Non guarda né me, né altri. Quasi  a pelo dell'acqua spessa e nera, pensa, e sembra afflitto, se così si  può dire e pensare di Satana. Certo è molto mogio. Cosa pensa, così solo  e meditabondo?… È rimasto proprio sbalordito dalla violenza di Gesù,  oppure è assorto pensando altre malefatte per rifarsi dello smacco del  mattino? E perché rideva così questa mattina? E che ha sventato Gesù col  suo violento intervento? Domande senza risposta.
  Questa mattina N. Signore mi fa capire che quella donna venuta ieri va compatita perché ha molte pene, è retta di pensiero, e va perciò esercitata carità con lei.
   Va bene. Ma la forza chi me la dà? Sono qui che stento a tirare il  respiro. Sfinita sono! Vorrei solo stare distesa, in silenzio, al buio,  per racimolare le superstiti forze. E non ho mai possibilità di farlo! E  nessuno capisce che non ne posso più! E non sono tranquilla. Satana  lavora. Lavora. Lo sento che ordisce i suoi disegni a danno dell'opera e  dello strumento.
  Gesù, pietà di me!…

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