LEGGE > SILVIA CANEPARO
LEGGE > DANIELA CIAVONI
3 luglio 1943
Dice Gesù:
«Ti ho detto ieri che vi sono generi di infermità che esulano dalle comuni, volute cioè da forze spirituali. Dio o Satana, agendo l’Uno dall’abisso del Cielo, agendo l’altro dall’abisso dell’Inferno, colpiscono, per cause diverse e con diverso scopo, certe creature.
Ma, data la sorgente diversa e opposta, una infermità, quella che viene da Dio, porta seco, traendola dalle scaturigini di una immisurabile Luce e di un immisurabile Amore, luce e amore per la creatura martire del suo Dio. L’altra, provenendo dall’abisso stagnante dove regna Satana, avviluppa di tenebre e di tormento.
Ho detto creatura martire del suo Dio. Sì. L’anima che si è abbandonata al suo Dio, totalmente, ne diviene la martire. Dio stesso agisce qui da sacrificatore, né il martirio della creatura abbandonata all’Amore è meno cruento, anche se sangue non è sparso materialmente, del martirio[112] di colei che è immolata da un carnefice. Poiché non solo la carne e il sangue, ma l’intelletto, l’anima e lo spirito vengono torturati in un felice martirio la cui fine, dopo la crocifissione spirituale - che stigmatizza ogni potenza dell’essere, nella carne, nel sangue, nell’intelletto, nell’anima, nello spirito, mettendo il glorioso sigillo mio - è l’abbraccio infuocato col Fuoco stesso, con la Carità accesa, l’inabissamento nella ardente Unità che è la nostra Trinità, la conoscenza completa di cosa sia Dio e il possedere e l’essere posseduti in eterno da Dio.
Sì. Due sono le forme delle spirituali infermità, e due sono le forme di possessione spirituale. Se si dice “posseduto” colui che è afferrato, straziato, premuto, dominato da Satana, perché non si deve, con ancor più giusta ragione, chiamare “posseduto” colui che è abbracciato, sollevato, plasmato, dominato da Dio?
Beatifica, sublime, felice possessione! L’anima non ha che abbandonarsi, in amore, all’Amore che la circonda, l’abbraccia, la penetra, la trasporta, le dà sensi nuovi e conoscenze sconosciute ai mortali. È il tuffo nel gorgo di Dio, gorgo di Luce, di Scienza, di Carità, di ogni virtù. È tuffo nel gorgo della Pace.
L’anima ne esce, in quei rari istanti in cui ne esce - sempre più rari quanto più l’anima è spersa in Dio - profumata della Essenza del suo Dio, e nessun miasma della Terra e dell’Inferno può agire sul suo spirito impregnato dell’aroma divino.
L’anima “posseduta” da Dio ne prende talmente la somiglianza che persino la forma esterna e materiale del suo essere subisce modificazioni. Dio traluce dal suo sguardo, dalle sue parole, dal suo sorriso, dalla maestà nuova della sua espressione, onde chi la sfiora dice: “Qui c’è qualcosa non di questa Terra”.
L’anima “posseduta” da Dio è prezioso vaso sigillato, ma da cui esala l’aroma che lo colma. Sigillato, poiché l’amore consacra e il possesso rende proprietà d’Un solo, e solo il Solo apre e chiude quel sigillo apposto sullo spirito che si è dato a Lui. Esala, perché l’aroma di Dio è tanto potente che non solo empie l’interno del vaso, ma ne imbibisce la materia, onde l’effluvio spirituale se ne effonde e passa fra la folla, purificandola dall’odore della carne e del sangue.
Se le creature sapessero cosa è “il possesso” di Dio, tutti vorrebbero essere “posseduti”. Ma per saperlo occorre compiere il primo passo, il primo atto di generosità, di rinuncia, e poi perseverare in quel primo atto. Il resto viene, perché, come un’onda elettrica, sprigionata dal polo A, viene attirata dal più forte polo Z, così ugualmente l’anima che si è messa nell’orbita di Dio viene attirata dallo Stesso, da qualunque punto dell’orbita si trovi.
Poiché Io sono l’Alfa e l’Omega[113] e tutto abbraccio di quanto è. Solo il contrario volere umano, che mette sotto il sigillo della Bestia, distorna la mia azione, perché Io vi ho fatti liberi e non violento la vostra volontà. Se perciò la vostra volontà è carne e sangue, ossia è Satana, la mia Volontà non può agire, poiché la mia Volontà è Spirito e agisce sul vostro spirito, e lo spirito muore dove regna la materia.
Occorre rinascere nello spirito per potere entrare nell’orbita di Dio e vincere la carne e il suo padrone: Mammona[114]. Allora avviene il “possesso”. Paradiso anticipato sulla Terra, felice ascesa dell’anima al Cielo nella morte, pienezza del Paradiso nel mio Regno dove i “miei” saranno con Me in eterno, luce nella Luce, pace nella Pace, gioia nella Gioia, gloria nella Gloria.»
«Ti ho detto ieri che vi sono generi di infermità che esulano dalle comuni, volute cioè da forze spirituali. Dio o Satana, agendo l’Uno dall’abisso del Cielo, agendo l’altro dall’abisso dell’Inferno, colpiscono, per cause diverse e con diverso scopo, certe creature.
Ma, data la sorgente diversa e opposta, una infermità, quella che viene da Dio, porta seco, traendola dalle scaturigini di una immisurabile Luce e di un immisurabile Amore, luce e amore per la creatura martire del suo Dio. L’altra, provenendo dall’abisso stagnante dove regna Satana, avviluppa di tenebre e di tormento.
Ho detto creatura martire del suo Dio. Sì. L’anima che si è abbandonata al suo Dio, totalmente, ne diviene la martire. Dio stesso agisce qui da sacrificatore, né il martirio della creatura abbandonata all’Amore è meno cruento, anche se sangue non è sparso materialmente, del martirio[112] di colei che è immolata da un carnefice. Poiché non solo la carne e il sangue, ma l’intelletto, l’anima e lo spirito vengono torturati in un felice martirio la cui fine, dopo la crocifissione spirituale - che stigmatizza ogni potenza dell’essere, nella carne, nel sangue, nell’intelletto, nell’anima, nello spirito, mettendo il glorioso sigillo mio - è l’abbraccio infuocato col Fuoco stesso, con la Carità accesa, l’inabissamento nella ardente Unità che è la nostra Trinità, la conoscenza completa di cosa sia Dio e il possedere e l’essere posseduti in eterno da Dio.
Sì. Due sono le forme delle spirituali infermità, e due sono le forme di possessione spirituale. Se si dice “posseduto” colui che è afferrato, straziato, premuto, dominato da Satana, perché non si deve, con ancor più giusta ragione, chiamare “posseduto” colui che è abbracciato, sollevato, plasmato, dominato da Dio?
Beatifica, sublime, felice possessione! L’anima non ha che abbandonarsi, in amore, all’Amore che la circonda, l’abbraccia, la penetra, la trasporta, le dà sensi nuovi e conoscenze sconosciute ai mortali. È il tuffo nel gorgo di Dio, gorgo di Luce, di Scienza, di Carità, di ogni virtù. È tuffo nel gorgo della Pace.
L’anima ne esce, in quei rari istanti in cui ne esce - sempre più rari quanto più l’anima è spersa in Dio - profumata della Essenza del suo Dio, e nessun miasma della Terra e dell’Inferno può agire sul suo spirito impregnato dell’aroma divino.
L’anima “posseduta” da Dio ne prende talmente la somiglianza che persino la forma esterna e materiale del suo essere subisce modificazioni. Dio traluce dal suo sguardo, dalle sue parole, dal suo sorriso, dalla maestà nuova della sua espressione, onde chi la sfiora dice: “Qui c’è qualcosa non di questa Terra”.
L’anima “posseduta” da Dio è prezioso vaso sigillato, ma da cui esala l’aroma che lo colma. Sigillato, poiché l’amore consacra e il possesso rende proprietà d’Un solo, e solo il Solo apre e chiude quel sigillo apposto sullo spirito che si è dato a Lui. Esala, perché l’aroma di Dio è tanto potente che non solo empie l’interno del vaso, ma ne imbibisce la materia, onde l’effluvio spirituale se ne effonde e passa fra la folla, purificandola dall’odore della carne e del sangue.
Se le creature sapessero cosa è “il possesso” di Dio, tutti vorrebbero essere “posseduti”. Ma per saperlo occorre compiere il primo passo, il primo atto di generosità, di rinuncia, e poi perseverare in quel primo atto. Il resto viene, perché, come un’onda elettrica, sprigionata dal polo A, viene attirata dal più forte polo Z, così ugualmente l’anima che si è messa nell’orbita di Dio viene attirata dallo Stesso, da qualunque punto dell’orbita si trovi.
Poiché Io sono l’Alfa e l’Omega[113] e tutto abbraccio di quanto è. Solo il contrario volere umano, che mette sotto il sigillo della Bestia, distorna la mia azione, perché Io vi ho fatti liberi e non violento la vostra volontà. Se perciò la vostra volontà è carne e sangue, ossia è Satana, la mia Volontà non può agire, poiché la mia Volontà è Spirito e agisce sul vostro spirito, e lo spirito muore dove regna la materia.
Occorre rinascere nello spirito per potere entrare nell’orbita di Dio e vincere la carne e il suo padrone: Mammona[114]. Allora avviene il “possesso”. Paradiso anticipato sulla Terra, felice ascesa dell’anima al Cielo nella morte, pienezza del Paradiso nel mio Regno dove i “miei” saranno con Me in eterno, luce nella Luce, pace nella Pace, gioia nella Gioia, gloria nella Gloria.»