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Novi_33 - Copia - VALTORTAVOX

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Lettura di: UNA VOCE AMICA


33 • MORTE, MOMENTANEA SEPARAZIONE • EVANGELO_Vol_04_Cap_295 § 5-6

295.5Non è la paura quella  che salva. La paura del giudizio di Dio, la paura delle sanzioni umane,  la paura delle malattie. La paura non è mai costrut+tiva. Essa scrolla,  sgretola, scompagina, dirompe. La paura porta a disperazione, porta solo  ad astuzie per celare il malfare, porta solo a temere quando ormai la  tema è inutile perché il male è ormai in noi. Chi pensa, mentre è sano,  ad agire con prudenza, per pietà del suo corpo? Nessuno. Ma appena il  primo brivido di febbre serpeggia per le vene, o una macchia fa pensare a  malattie immonde, ecco allora che viene la paura ad essere tormento  aggiunto alla malattia, ad essere forza disgregatrice in un corpo che la  malattia già disgrega.
L’amore invece è costruttore. Esso edifica,  solidifica, mantiene compatti, preserva. L’amore porta speranza in Dio.  L’amore porta fuga dal malfare. L’amore porta a prudenza verso la  propria persona, che non è il centro dell’universo, come lo credono e lo  fanno gli egoisti, i falsi amorosi di se stessi perché amano una parte  sola, quella meno nobile, a scapito della parte immortale e santa, ma  che è sempre doveroso conservare sana fino a che a Dio non piacerà il  contrario, per essere utili a se stessi, ai parenti, alla propria città,  alla nazione tutta.
È inevitabile che vengano le malattie. Né è  detto che ogni malattia sia prova di vizio o di punizione. Vi sono le  sante malattie mandate dal Signore ai suoi giusti perché nel mondo, che  fa di se stesso il tutto e il mezzo del godimento, vi siano i santi che  sono come ostaggi di guerra per la salvezza degli altri, e pa gano di  persona perché sia espiata con la loro sofferenza la dose di colpa che  il mondo giornalmente accumula e che finirebbe a crollare sull’umanità,  seppellendola sotto la maledizione sua.
Vi ricordate[102] del  vecchio Mosè orante mentre Giosuè combatteva in nome del Signore? Dovete  pensare che chi soffre con santità dà la più grande battaglia al feroce  guerriero che sia nel mondo, nascosto sotto apparenze di uomini e  popoli, a Satana, il Torturatore, l’Origine di ogni male, e si batte per  tutti gli altri uomini. Ma quanta differenza tra queste[103] sante  malattie che Dio manda e quelle che sono mandate dal vizio per un  peccaminoso amore verso il senso! Le prime, prove della volontà benefica  di Dio; le seconde, prove della corruzione satanica.
Perciò bisogna amare per essere santi, perché l’amore crea, preserva, santifica.
295.6Io  pure, annunciandovi questa verità, vi dico, come Nehemia ed Esdra:  “Questo giorno è consacrato al Signore Iddio nostro. Non fate lutto, non  piangete”. Perché ogni lutto cessa quando si vive il giorno del  Signore. La morte cessa la sua asprezza perché da perdita di un figlio,  di uno sposo, di un padre, madre o fratello, diviene momentanea e  limitata separazione. Momentanea, perché con la nostra morte cessa.  Limitata, perché si limita al corpo, al senso. L’anima nulla perde con  la morte del parente estinto. Ma anzi non ne è limitata la libertà che a  una delle parti: la nostra di superstiti con l’anima ancora serrata  nella carne, mentre l’altra parte, quella già passata alla seconda vita,  gode della libertà e della potenza di vegliarci e di ottenerci più,  molto più di quando ci amava dalla carcere del corpo.
Io vi dico,  come Nehemia ed Esdra: “Andate a mangiare pingui carni e a bere dolce  vino, e mandatene delle porzioni a quelli che non ne hanno, perché è  giorno santo al Signore e perciò nessuno deve soffrire in esso. Non vi  attristate, perché il gaudio del Signore, che è fra voi, è la forza di  chi riceve la grazia del Signore altissimo fra le proprie mura e nei  propri cuori”.
Voi non potete più fare i Tabernacoli. Il loro tempo è  passato. Ma alzatene di spirituali nei cuori. Salite sul monte, ossia  ascendete verso la Perfezione. Cogliete rami d’ulivo, di mirto, di  palma, di quercia, d’issopo, di ogni pianta più bella. Rami delle virtù  di pace, di purezza, di eroismo, di mortificazione, di fortezza, di  speranza, di giustizia, di tutte, tutte le virtù. Ornatevi lo spirito  celebrando la festa del Signore. I suoi Tabernacoli vi attendono. I suoi.  E sono belli, santi, eterni, aperti a tutti coloro che vivono nel  Signore. E insieme con Me, oggi, proponete di fare penitenza sul  passato, proponete di prendere una vita nuova.
Non temete del  Signore. Egli vi chiama perché vi ama. Non temete. Siete suoi figli come  ognun d’Israele. Anche per voi Egli ha fatto il Creato e il Cielo, ha  suscitato Abramo e Mosè, e aperto il mare, e creata la nuvola di guida,  ed è sceso dal Cielo per dare la Legge, e ha aperto le nubi perché  piovessero manna, e rese feconde le rupi perché dessero acqua. Ed ora,  oh! che ora anche per voi manda il vivo Pane del Cielo alle vostre fami,  manda la vera Vite e la Fonte di Vita eterna alle vostre seti. E per  mia bocca vi dice: “Entrate a possedere la Terra sulla quale Io ho  alzato la mano per darla a voi”. La mia spirituale Terra: il Regno dei  Cieli».
Eventuali violazioni ai DIRITTI d'AUTORE, se DEBITAMENTE SEGNALATE a ezio1944@gmail.com - VERRANNO IMMEDIATAMENTE RIMOSSE
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