MARIA
VALTORTA

Voglio che le anime possano bere alla Fonte vitale della mia parola

"Quando la Chiesa - e per tale alludo ora alla riunione degli alti dignitari di Essa - agì secondo i dettami della mia Legge e del mio Vangelo, la Chiesa conobbe tempi fulgidi di fulgore. Ma guai quando, anteponendo gli interessi della Terra a quelli del Cielo, inquinò Se stessa con passioni umane! Tre volte guai quando adorò la Bestia di cui parla Giovanni, ossia la Potenza politica, e se ne fece asservire..." (Qd 12 dicembre 1943)

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Pubblicato il 15/04/2023

Novena alla Divina misericordia di Santa Faustina Kowalska con paralleli valtortiani. IX° giorno

     

   La Novena alla Divina Misericordia insegnata da Gesù a Suor Maria Faustina Kowalska.

   La si può recitare in qualsiasi periodo dell’anno, ma soprattutto il Signore ha chiesto a santa Faustina Kowalska di iniziarla a partire dal venerdì santo fino alla vigilia della Festa della Divina Misericordia. Il Signore promette per chi recita questa novena grazie di ogni sorta, la remissione piena delle colpe e dei castighi e la conversione del mondo intero.La novena si recita unitamente alla coroncina alla divina misericordia. 

   Noi aggiungeremo paralleli valtortiani alle meditazioni di ogni giorno 

 

   Dai Quadernetti di Maria Valtorta 26 maggio 1953

   «Fammi conoscere, Io-Misericordia, e fa' conoscere le mie preghiere dettate a Suor Maria Faustina a quanti più puoi. Ogni anima che porti a Me-Misericordia ti accresce un grado di gloria.Se tu sapessi quale fiume di grazie Io riverso su chi prega Me-Misericordia! Fammi, fammi, fammi conoscere, e ogni anno, dal Venerdì santo, giornata per te sempre fatidica, alla Domenica in Albis, fa' la Novena alla Divina Misericordia, per ricondurre a Me tutti quelli che in essa sono ricordati». 

 

   Per recitare la coroncina alla Divina Misericordia, si usa una comune catena del Santo Rosario. Si inizia con:

   *Padre Nostro

   *Ave Maria

   *Credo

 
    
Sui grani del Padre Nostro si recita la seguente preghiera:

 
   
*Eterno Padre, Ti offro il Corpo, il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo

   *in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.


   Sui grani dell'Ave Maria si recita la seguente preghiera:
   
 

   *Per la Sua dolorosa Passione

   *abbi misericordia di noi e del mondo intero.

   
   Al termine si prega tre volte:
   
 

   *Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale

   *abbi pietà di noi e del mondo intero.

 

   Nono giorno (Sabato in Albis) 

   Parole di nostro Signore:

   'Oggi portami le anime tiepide e immergile nell’oceano della mia Misericordia.
   Sono esse che feriscono il mio Cuore nella maniera più dolorosa.
   Nell’Orto degli ulivi la mia anima provò verso di loro una grande avversione.
   Fu per causa loro che pronunciai quelle parole:
   "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà"    Il ricorso alla mia Misericordia resta per loro l’ultima àncora di salvezza"

   Dai Quaderni di Maria Valtorta, 12 agosto sera 1943

   Dice Gesù:
   «Anima mia, ascolta la parabola della perla.
   Un granello di arena mosso dalle onde del mare viene inghiottito dalle valve del mollusco. Un sassolino greggio e spregevole, un frammento minuscolo di roccia, una scheggia di pomice, tutte cose che non meritano lo sguardo di un uomo.
   Quel granello di rena inghiottito così rimpiange certo, nel primo tempo, le sconfinate praterie del mare dove rotolava libero sotto la spinta delle correnti e dove vedeva tante cose belle, create dal Padre mio. Ma dopo qualche tempo intorno al grigio e ruvido granellino si fa una pellicola bianca, sempre più bella più soda, più regolare. E il sassolino non rimpiange più la libertà selvaggia di prima, ma benedice il momento in cui1 fu precipitato, da un volere superiore alla sua intenzione, fra le valve di quel mollusco. Se il granellino potesse parlare direbbe: "Sia benedetto quel momento in cui ho perduto la libertà! Sia benedetta la forza che la libertà mi ha levato e di me, povero e brutto, ha fatto una preziosa margarita!"
   L’anima è un sassolino di sua natura grezzo. Porta il segno della creazione divina, ma si è così mal ridotto, rotolandosi in basso, che è divenuto sempre più scabro e sempre più grigio. La grazia, come una corrente celeste, lo sospinge per gli sconfinati spazi dell’universo, verso il Cuore di Dio che sta aperto per ricevere le sue creature. Sta col Cuore aperto il vostro Dio desiderando voi, povere creature.
   Ma sovente voi resistete alle correnti della grazia e all’invito di Dio che desidera chiudervi nel suo Cuore. Credete d’esser più felici, più liberi, più padroni di voi stessi rimanendo fuori. No, poveri figli miei. Felicità, libertà, padronanza sono dentro al Cuore di Dio. Fuori c’è l’insidia della carne, l’insidia del mondo, l’insidia di Satana.
   Credete essere liberi, ma siete legati come schiavi al remo. Credete di esser felici, ma le sollecitudini, esse sole, sono già infelicità. E poi c’è tutto il resto. Credete d’esser padroni, ma siete servi di tutti, servi di voi stessi nella parte inferiore, e non ve ne viene gioia anche se lavorate per darvi gioia.
   Io do la gioia perché do la Pace, perché do la continenza, perché do la rassegnazione, la pazienza, ogni virtù.
   Beate quelle anime che non fanno troppa dura opposizione alla grazia che le sospinge verso di Me. Beatissime quelle che non solo si lasciano portare a Me, ma a Me vengono con l’ansia del desiderio per essere inghiottite dal mio Cuore.
   Esso non respinge nessuno per meschino e grezzo che sia. Esso accoglie tutti, e più siete miseri, ma insieme convinti che Io vi posso far belli, e più Io lavoro la vostra meschinità, la rivesto di veste nuova, preziosa, pura. I miei meriti ed il mio amore operano la metamorfosi. Entrate creature e uscite, alla Luce del Giorno di Dio, perle preziosissime.
   L’anima qualche volta rimpiange la prima libertà. Specie nei primi tempi, poiché il mio lavoro è severo pur sotto veste d’amore. Ma quanto più l’anima è volonterosa e tanto più presto comprende. Tanto più l’anima rinuncia ad ogni desiderio di falsa libertà e preferisce la regale schiavitù dell’amore, e tanto più presto gusta la beatitudine della sua prigionia in Me ed accelera il prodigio santificante dell’amore.
   Il mondo perde ogni attrattiva per quell’anima felice che vive chiusa in Me come perla nello scrigno. Tutte le ricchezze della terra, tutti gli effimeri soli, tutte le insincere gioie e le pseudo- libertà perdono luce e voce e resta sola la volontà, sempre più vasta e profonda, del nostro reciproco amore, del nostro volere essere uno per l’altro, uno nell’altro, uno dell’altro.
   Oh! troppo poco conosciuta beatitudine delle beatitudini, vivere con Me che so amare! Che se Pietro esclamò sul Tabor, solo per vedermi trasfigurato: "Signore, è bene per noi lo stare qui", che dovrebbe dire l’anima che è trasfigurata essa stessa divenendo molecola del mio Cuore di Dio?
   Ma pensa, Maria. Chi vive in Me diventa parte di Me2. Capisci? Di Me Gesù Figlio del Dio vero, Sapienza del Padre, Redentore del mondo, Giudice eterno e Re del secolo futuro, Re in eterno. Tutto questo diviene l’anima che vive sprofondata nel mio Cuore. Parte integrante e viva del Cuore di un Dio, vivrà eterna come Dio nella Luce, nella Pace, nella Gloria della mia Divinità

   in cui è nostra correzione da che 

   2 Nel senso spiegato nei dettati del 17 agosto (p. 93), del 1° ottobre (p.247), del 7 ottobre (p. 271), del 10 ottobre (p. 279).

Ave Maria, Madre di Gesù e nostra, noi ci affidiamo a Te!

Divin Cuore di Gesù, noi ci abbandoniamo e confidiamo in Te!