{"id":5689,"date":"2013-07-31T21:53:30","date_gmt":"2013-07-31T21:53:30","guid":{"rendered":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/?p=5689"},"modified":"2014-07-18T10:46:13","modified_gmt":"2014-07-18T10:46:13","slug":"caro-saviano-ecco-dove-risorge-luomo-paolo-borsellino-lo-sapeva","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/caro-saviano-ecco-dove-risorge-luomo-paolo-borsellino-lo-sapeva\/","title":{"rendered":"Caro Saviano, ecco dove risorge l&#8217;uomo (Paolo Borsellino lo sapeva)"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"line-height: 17.27272605895996px;\">&nbsp; &nbsp;<\/span><\/p>\n<\/p>\n<table id=\"yiv7540213543itemcontentlist\" style=\"line-height:17.27272605895996px;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"line-height:1.4em;\">\n<p>Posted:&nbsp;30 Jul 2013 04:33 AM PDT<\/p>\n<p>di <strong>Antonio Socci<\/strong><\/p>\n<div>\n<p>Le favelas brasiliane sono posti fra i pi&ugrave; pericolosi. E il Papa si &egrave; avventurato da solo dentro le baracche, a Rio de Janeiro, senza particolari protezioni, pronto ad abbracciare tutti, ad ascoltare ciascuno.<\/p>\n<p>Francesco non ha paura degli esseri umani. Guarda tutti con simpatia e compassione, soprattutto i pi&ugrave; miseri. La sorella ha riferito che gi&agrave; da cardinale Bergoglio andava da solo nelle favelas a far visita al popolo delle baracche, senza alcuna precauzione. Non gli &egrave; mai accaduto niente.<\/p>\n<p>La gente lo accoglieva come avrebbe accolto Ges&ugrave;. I poveri sanno che Ges&ugrave; &egrave; Dio che si china sulle loro piaghe e piange con loro e li soccorre con potenza.<\/p>\n<p>Con lo stesso cuore Francesco ha parlato ai ragazzi tossicodipendenti (molti dei quali provengono dalle favelas) che sono accolti e curati da tanti uomini di Dio.<\/p>\n<p>Ha ricordato loro che la droga &egrave; morte e li porta all&rsquo;autodistruzione (per questo &egrave; inaccettabile la sua liberalizzazione). Poi li ha esortati a scegliere la vita: &ldquo;Oggi, in questo luogo di lotta&rdquo; ha detto &ldquo;vorrei abbracciare ciascuno e ciascuna di voi, voi che siete la carne di Cristo. Abbracciare! Abbiamo tutti bisogno di imparare ad abbracciare (&hellip;). Ma abbracciare non &egrave; sufficiente. Tendiamo la mano a chi &egrave; in difficolt&agrave; (&hellip;) a chi &egrave; caduto e diciamogli: puoi rialzarti&hellip; Cari Amici non siete mai soli (&hellip;) Guardate con fiducia (&hellip;). Vi affido alla Vergine fino al 2017, quando torner&ograve;&rdquo;.<\/p>\n<p>L&igrave; in Brasile, come in Europa, come in Asia, la Chiesa &egrave; la grande misericordiosa, l&rsquo;abbraccio di madre che si china su tutte le sofferenze degli uomini e li aiuta. Come si fa a non commuoversi, a non partire anzitutto da questo bene presente? Dovrebbero interrogarsi anche gli intellettuali.<\/p>\n<p>Roberto Saviano che pure nelle sue terre di Gomorra ha incontrato questa stessa presenza &ndash; rimanendone affascinato &ndash; nella persona di don Peppino Diana, ucciso dalla camorra, ha sentito il bisogno di &ldquo;spiegare&rdquo; al Papa che si sbaglia e che dovrebbe piuttosto predicare la liberalizzazione della droga.<\/p>\n<p>Ha scritto su twitter: &ldquo;Il proibizionismo ha gi&agrave; fatto troppi danni, sarebbe importante se anche su questi temi il Papa superasse il dogmatismo della Chiesa&rdquo;.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tE ancora: &ldquo;Liberalizzare non &egrave; un inno al consumo, ma l&rsquo;unico modo per sottrarre mercato ai narcotrafficanti che difatti sostengono il proibizionismo&rdquo;.<\/p>\n<p>Ora, Saviano sa bene che la droga in s&eacute; &egrave; intrinsecamente devastante. Lo sa tanto bene che in una intervista di qualche tempo fa spieg&ograve; che non proponeva la liberalizzazione &ldquo;a cuor leggero&rdquo;, anzi riconosceva che&nbsp;<strong>&ldquo;sul piano morale, &egrave; un&rsquo;opzione schifosa&rdquo;<\/strong>, ma a lui sembra l&rsquo;unica per battere la mafia che si arricchisce sul narcotraffico.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tMa &egrave; proprio cos&igrave;? La liberalizzazione &egrave; davvero un male minore necessario a battere il male maggiore della mafia, oppure &egrave; un male devastante che si andrebbe ad aggiungere alla criminalit&agrave;?<\/p>\n<p>Dalle comunit&agrave; terapeutiche &ndash; come quelle di don Antonio Mazzi &ndash; &egrave; arrivato un netto no. Loro dicono che la scorciatoia della liberalizzazione &egrave; illusoria e alla fine disastrosa. L&rsquo;unica via &egrave; quella, dura e paziente, della prevenzione e dell&rsquo;educazione.<\/p>\n<p>Ma la risposta pi&ugrave; autorevole sulla mafia &egrave; quella di un&rsquo;autentica autorit&agrave;: Paolo Borsellino. C&rsquo;&egrave; una perla preziosa, nascosta nel mare magnum di Youtube. E&rsquo; la registrazione di un lunghissimo incontro del magistrato palermitano con gli studenti di Bassano del Grappa, il 26 gennaio 1989.<\/p>\n<p>Se si arriva al minuto 59&deg; della videoripresa, si potr&agrave; ascoltare la domanda di una ragazza che interroga Borsellino proprio sulla liberalizzazione della droga come mezzo per vincere la mafia.<\/p>\n<p>Ebbene, la sua risposta &egrave; un no drastico e motivato: &ldquo;La legalizzazione degli stupefacenti&rdquo; spieg&ograve; il magistrato (poi ucciso da Cosa nostra) &ldquo;non pu&ograve; rappresentare un momento per combattere la mafia, anzitutto perch&eacute; &ndash; come mi sembra di aver chiarito &ndash; non bisogna stabilire un&rsquo;equazione assoluta tra mafia e traffico di sostanze stupefacenti&rdquo;.<\/p>\n<p>La mafia &ldquo;esisteva prima di tale traffico e continuer&agrave; a esistere anche dopo&rdquo;. Infatti &ldquo;i primi trafficanti di stupefacenti in Italia non furono i mafiosi. Furono i contrabbandieri di tabacchi lavorati esteri&hellip; Fu in un secondo tempo che la mafia, accortasi dell&rsquo;importanza del business, coopt&ograve; dentro di s&eacute; questi contrabbandieri&hellip; addirittura forse li costringe ad entrare nell&rsquo;organizzazione mafiosa per impossessarsi di questo traffico&rdquo;.<\/p>\n<p>Borsellino prosegu&igrave;: &ldquo;Oggi &egrave; vero che il business pi&ugrave; importante della mafia &egrave; il traffico delle sostanze stupefacenti e qualcuno ha sostenuto: &lsquo;beh se noi eliminiamo il traffico clandestino e legalizziamo il consumo di droga abbiamo contemporaneamente levato dalle mani alla mafia la possibilit&agrave; di ottenere tutti questi guadagni illeciti ed essere cos&igrave; potente&rsquo;. Tuttavia forse non si riflette che la legalizzazione del consumo di droga non elimina affatto il mercato clandestino, anzi avviene che le categorie pi&ugrave; deboli e meno protette saranno le prime ad essere investite dal mercato clandestino&rdquo;.<\/p>\n<p>Fece un esempio: &ldquo;io non riesco ad immaginarmi una legalizzazione che consenta al minore di entrare in farmacia e andarsi a comprare la sua dose di eroina&hellip; Perch&eacute; una legislazione del genere tra l&rsquo;altro in Italia alla luce dei nostri principi costituzionali non &egrave; possibile. &Egrave; chiaro quindi che ci sarebbe questa fascia di minori che sarebbe immediatamente investita dal residuo traffico clandestino&rdquo;.<\/p>\n<p>Non solo. &ldquo;Resisterebbe poi un ulteriore traffico clandestino che &egrave; quello delle droghe micidiali, che per le stesse ragioni lo Stato non potrebbe mai liberalizzare. C&rsquo;&egrave; questa famosa droga che si va diffondendo in America che rischia di uccidere anche alla prima assunzione, che si chiama crack. &Egrave; chiaro che lo Stato cos&igrave; come non pu&ograve; liberalizzare l&rsquo;uso di stricnina non potr&agrave; legalizzare il commercio del crack e quindi si incrementeranno queste droghe proibite&rdquo;.<\/p>\n<p>Infine &ldquo;ci sar&agrave; un ulteriore parte del mercato clandestino dovuto a tutti coloro che per qualsiasi ragione non vorranno ricorrere al mercato ufficiale: per non essere schedati, per non essere individuati, per ragioni sociali, eccetera&hellip;&rdquo;.<\/p>\n<p>Dunque cosa accadrebbe?<\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_57_1375306558167_131\">&ldquo;Resterebbe una residua fetta di mercato clandestino che diventerebbe estremamente pi&ugrave; pericoloso, perch&eacute; diretto a coloro che per ragioni di et&agrave; non possono entrare nel mercato ufficiale, quindi alle categorie pi&ugrave; deboli e pi&ugrave; da proteggere. E verrebbe ad alimentare inoltre le droghe pi&ugrave; micidiali, cio&egrave; quelle che non potrebbero essere vendute in farmacia non fosse altro perch&eacute; i farmacisti a buon diritto si rifiuterebbero di vendere. Conseguentemente&rdquo; spieg&ograve; Borsellino &ldquo;mi sembra che sia da dilettanti di criminologia quello di pensare che liberalizzando il traffico di droga sparirebbe del tutto il traffico clandestino e si leverebbero queste unghia all&rsquo;artiglio della mafia&rdquo;.<\/p>\n<p>D&rsquo;altra parte se &ldquo;per assurda ipotesi questa liberalizzazione, che gi&agrave; produrrebbe danni enormi di altro genere, potesse levare dalle mani della mafia quest&rsquo;artiglio, siccome la mafia non &egrave; soltanto il traffico delle sostanze stupefacenti, riconvertirebbe immediatamente la sua attivit&agrave; e pesantemente ad altri settori&rdquo;.<\/p>\n<p>Infatti oggi &ldquo;stiamo vivendo un momento in cui&hellip; sono diminuiti i proventi provenienti dal traffico, perch&eacute; oggi la mafia che prima raffinava e poi vendeva, non raffina pi&ugrave;&rdquo;.<\/p>\n<p>Ma &ldquo;&egrave; avvenuto che la mafia ha perso di potenza? Quando mai! Si &egrave; riversata pesantemente nel campo degli appalti, nel campo dell&rsquo;edilizia&rdquo;.<\/p>\n<p>Certo, anche Borsellino era un cattolico convinto e praticante (monsignor Tonini prospett&ograve; perfino il processo di beatificazione per lui). Ma il suo argomentare non pare davvero &ldquo;dogmatismo&rdquo;. E&rsquo; competenza e realismo. E s&rsquo;incontra con ci&ograve; che ha detto a Rio papa Francesco. L&igrave; troviamo la risposta a Saviano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p id=\"yui_3_7_2_57_1375306558167_127\">Da &ldquo;Libero&rdquo; 27 luglio 2013<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Posted:&nbsp;30 Jul 2013 04:33 AM PDT di Antonio Socci Le favelas brasiliane sono posti fra i pi&ugrave; pericolosi. E il Papa si &egrave; avventurato da solo dentro le baracche, a Rio de Janeiro, senza particolari protezioni, pronto ad abbracciare tutti, ad ascoltare ciascuno. 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