{"id":1753,"date":"2012-08-29T20:31:03","date_gmt":"2012-08-29T20:31:03","guid":{"rendered":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/?p=1753"},"modified":"2014-07-18T10:54:25","modified_gmt":"2014-07-18T10:54:25","slug":"il-caso-giuda-di-giovanna-busolini","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/il-caso-giuda-di-giovanna-busolini\/","title":{"rendered":"IL CASO \u201cGIUDA\u201d"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Giovanna Busolini<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: medium;\">Nell&rsquo;Osservatore Romano del 28 agosto 2012 &egrave; comparso un articolo su quanto aveva detto il Papa la domenica precedente dopo la recita dell&rsquo;Angelus e subito &egrave; scoppiato una specie di &ldquo;caso Giuda&rdquo; &nbsp;mal interpretando anche, tra l&rsquo;altro, quanto detto dal S. Padre o da chi per lui. Sappiamo bene infatti che non tutti i discorsi che vengono messi in bocca ai Papi sono poi veramente stati scritti personalmente da loro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: medium;\">Per corretta informazione riporto quindi l&rsquo;articolo dell&rsquo;Osservatore Romano col &nbsp;discorso di &nbsp;Benedetto XVI e poi l&rsquo;articolo scritto il giorno dopo da Antonio Socci:<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><em><span style=\"text-decoration: underline;\">All&#39;Angelus Benedetto XVI parla del tradimento di Giuda e ricorda <\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em><span style=\"text-decoration: underline;\">che la sua colpa pi&ugrave; grave fu la falsit&agrave;<\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Il marchio del diavolo<\/strong><\/p>\n<p><em>La falsit&agrave; &egrave; &quot;il marchio del diavolo&quot;. Lo ha detto il Papa all&#39;Angelus di domenica 26 agosto, parlando della vicenda del tradimento di Giuda. Egli &#8211; ha ricordato Benedetto XVI rivolgendosi ai fedeli riuniti nel cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo &#8211; &quot;avrebbe potuto andarsene, come fecero molti discepoli&quot;. Invece &quot;rimase con Ges&ugrave; non per fede, non per amore, ma con il segreto proposito di vendicarsi del Maestro&quot;. Per questo la sua colpa pi&ugrave; grave fu proprio la falsit&agrave;.<\/em><\/p>\n<p>\n\tCari fratelli e sorelle!<br \/>\n\tNelle scorse domeniche abbiamo meditato il discorso sul &quot;pane della vita&quot;, che Ges&ugrave; pronunci&ograve; nella sinagoga di Cafarnao dopo aver sfamato migliaia di persone con cinque pani e due pesci. Oggi, il Vangelo presenta la reazione dei discepoli a quel discorso, una reazione che fu Cristo stesso, consapevolmente, a provocare. Anzitutto, l&#39;evangelista Giovanni &#8211; che era presente insieme agli altri Apostoli &#8211; riferisce che &quot;da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano pi&ugrave; con lui&quot; (Gv 6, 66). Perch&eacute;? Perch&eacute; non credettero alle parole di Ges&ugrave; che diceva: Io sono il pane vivo disceso dal cielo, chi mangia la mia carne e beve il mio sangue vivr&agrave; in eterno (cfr. Gv 6, 51.54); veramente parole in questo momento difficilmente accettabili, comprensibili. Questa rivelazione &#8211; come ho detto &#8211; rimaneva per loro incomprensibile, perch&eacute; la intendevano in senso materiale, mentre in quelle parole era preannunciato il mistero pasquale di Ges&ugrave;, in cui Egli avrebbe donato se stesso per la salvezza del mondo: la nuova presenza nella Sacra Eucaristia.<br \/>\n\tVedendo che molti dei suoi discepoli se ne andavano, Ges&ugrave; si rivolse agli Apostoli dicendo: &quot;Volete andarvene anche voi?&quot; (Gv 6, 67). Come in altri casi, &egrave; Pietro a rispondere a nome dei Dodici: &quot;Signore, da chi andremo? &#8211; Anche noi possiamo riflettere: da chi andremo? &#8211; Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio&quot; (Gv 6, 68-69). Su questo passo abbiamo un bellissimo commento di sant&#39;Agostino, che dice, in una sua predica su Giovanni 6: &quot;Vedete come Pietro, per grazia di Dio, per ispirazione dello Spirito Santo, ha capito? Perch&eacute; ha capito? Perch&eacute; ha creduto. Tu hai parole di vita eterna. Tu ci dai la vita eterna offrendoci il tuo corpo [risorto] e il tuo sangue [Te stesso]. E noi abbiamo creduto e conosciuto. Non dice: abbiamo conosciuto e poi creduto, ma abbiamo creduto e poi conosciuto. Abbiamo creduto per poter conoscere; se, infatti, avessimo voluto conoscere prima di credere, non saremmo riusciti n&eacute; a conoscere n&eacute; a credere. Che cosa abbiamo creduto e che cosa abbiamo conosciuto? Che tu sei il Cristo Figlio di Dio, cio&egrave; che tu sei la stessa vita eterna, e nella carne e nel sangue ci dai ci&ograve; che tu stesso sei&#8221; (Commento al Vangelo di Giovanni, 27, 9). Cos&igrave; ha detto sant&#8217;Agostino in una predica ai suoi credenti. Infine, Ges&ugrave; sapeva che anche tra i dodici Apostoli c&#8217;era uno che non credeva: Giuda. Anche Giuda avrebbe potuto andarsene, come fecero molti discepoli; anzi, avrebbe forse dovuto andarsene, se fosse stato onesto. Invece rimase con Ges&ugrave;. Rimase non per fede, non per amore, ma con il segreto proposito di vendicarsi del Maestro. Perch&eacute;? Perch&eacute; Giuda si sentiva tradito da Ges&ugrave;, e decise che a sua volta lo avrebbe tradito. Giuda era uno zelota, e voleva un Messia vincente, che guidasse una rivolta contro i Romani. Ges&ugrave; aveva deluso queste attese. Il problema &egrave; che Giuda non se ne and&ograve;, e la sua colpa pi&ugrave; grave fu la falsit&agrave;, che &egrave; il marchio del diavolo. Per questo Ges&ugrave; disse ai Dodici: &#8220;Uno di voi &egrave; un diavolo!&#8221; (Gv 6, 70). Preghiamo la Vergine Maria, che ci aiuti a credere in Ges&ugrave;, come san Pietro, e ad essere sempre sinceri con Lui e con tutti. [&#8230;]<br \/>\n\t<em>&nbsp;<\/em><br \/>\n\t<strong>(&copy;L&#39;Osservatore Romano &#8211; 28 agosto 2012)<\/strong><\/p>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>&nbsp; TRAPPOLA AL PAPA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">GIUDA E IL GIALLO DEL TRADIMENTO PER CAUSA POLITICA<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>&nbsp;di Antonio Socci<\/strong><\/p>\n<p>Rischia di scoppiare un &laquo;caso Giuda&raquo; del tutto inesistente. Forse dovuto solo alla confusione della Curia. In breve, ecco i fatti. Molto spesso papa Benedetto XVI scrive lui i suoi discorsi, considerando la catechesi al popolo di Dio la sua principale missione. E le cose uscite dalla sua penna sono abbastanza riconoscibili per la bellezza, la sapienza, la profondit&agrave; e la finezza. Ma ovviamente non sempre pu&ograve; farlo in prima persona, visti i suoi impegni e la quantit&agrave; di discorsi che deve pronunciare. &Egrave; il caso dei brevi messaggi che legge ogni domenica all&rsquo;Angelus. Probabilmente lui d&agrave; una scaletta di due o tre punti e poi ci sono dei monsignori della Segreteria di Stato che stendono materialmente il testo.<\/p>\n<p>Deve essere successo cos&igrave; pure domenica scorsa. Ed essendo tempo di ferie agostane, la mano che concretamente ha scritto forse &egrave; stata di quelle frettolose, che tagliano con l&rsquo;accetta questioni complesse e delicate invece di distinguere e riflettere con attenzione critica. Cos&igrave; il caso di Giuda, l&rsquo;apostolo che trad&igrave; Ges&ugrave;, &egrave; stato affrontato in maniera sorprendentemente perentoria. Il discorsetto dell&rsquo;Angelus di domenica lo presenta infatti &ndash; senza mistero e senza problematicit&agrave; &ndash; come uno che &laquo;avrebbe dovuto andarsene&raquo; e che invece &laquo;rimase non per fede, non per amore, ma con il segreto proposito di vendicarsi del Maestro (&hellip;) perch&eacute; Giuda si sentiva tradito da Ges&ugrave;, e decise che a sua volta lo avrebbe tradito. Giuda era uno zelota, e voleva un Messia vincente, che guidasse una rivolta contro i Romani. Ges&ugrave; aveva deluso queste attese&raquo;.<\/p>\n<p>Ora, che Giuda fosse uno Zelota &ndash; cio&egrave; un partigiano della resistenza armata nazionalista all&rsquo;invasione romana (tipo l&rsquo;Ira irlandese) &nbsp;&ndash; &egrave; affermato con assoluta certezza storica dal discorsetto dell&rsquo;Angelus, ma in realt&agrave; &egrave; del tutto ipotetico. E soprattutto &egrave; altamente improbabile, non avendo aggancio nei Vangeli, che sia stata proprio la passione politica a motivare il tradimento. Infatti papa Benedetto XVI, in alcuni testi sicuramente suoi, come i volumi su &laquo;Ges&ugrave; di Nazaret&raquo; o il ritratto degli apostoli fatto nel corso di alcune udienze generali, non ha mai dato al tradimento &nbsp;di Giuda questa motivazione politica (oltretutto in modo cos&igrave; certo e univoco). &nbsp;Peraltro la motivazione nazionalistica &ndash; pur restando ignobile il tradimento dell&rsquo;amico e Maestro &#8211; avrebbe in fondo una sua connotazione idealistica (o almeno ideologica). Dai Vangeli per&ograve; questo idealismo di Giuda non traspare mai.<\/p>\n<p>Dunque Ratzinger cosa scrive nei suoi due volumi su &laquo;Ges&ugrave; di Nazaret&raquo;? Nel primo enuncia s&igrave; la possibilit&agrave; che Giuda &ndash; insieme a un altro apostolo, Simone zelota &ndash; venisse appunto dal partito zelota. Ma la nota resta nel novero delle possibilit&agrave;. Nel secondo volume &ndash; quando approfondisce il suo tradimento &ndash; Ratzinger non fa menzione di ideali politici. Anzi, cita l&rsquo;evangelista Giovanni per il quale &ndash; quel tradimento &ndash; &laquo;non &egrave; psicologicamente spiegabile&raquo;. Giovanni infatti fornisce due flash che vanno in direzione tutta diversa da quella politica. Nel primo dice che &laquo;Giuda, come tesoriere del gruppo dei discepoli, avrebbe sottratto il loro denaro (cfr. 12, 6)&raquo;. Dettaglio che rimanda a un uomo moralmente misero, non certo a un idealista. Gli stessi trenta denari avuti dalle autorit&agrave; del tempio per il tradimento vanno in questa direzione, non portano verso il fanatismo zelota. Nel secondo flash Giovanni dice che dopo lo scambio di battute con Ges&ugrave;, da parte di Giuda, &laquo;satana entr&ograve; in lui (13,27)&raquo;. Significa &ndash; commenta Ratzinger &ndash; che Giuda &laquo;&egrave; finito sotto il dominio di qualcun altro: chi rompe l&rsquo;amicizia con Ges&ugrave; (&hellip;) non giunge alla libert&agrave;, non diventa libero, ma diventa invece schiavo di altre potenze &ndash; o piuttosto: il fatto che egli tradisce questa amicizia deriva ormai dall&rsquo;intervento di un altro potere. Al quale si &egrave; aperto&raquo;.<\/p>\n<p>Poi Ratzinger accenna a quell&rsquo;attimo di pentimento di Giuda nel quale torna a restituire il denaro ai suoi mandanti, ma anche alla &laquo;seconda sua tragedia&raquo;, la disperazione di non credere possibile il perdono di Ges&ugrave; (motivo per cui si suicid&ograve;). Il Papa &egrave; stato ancora pi&ugrave; esplicito nel 2006 quando dedic&ograve; alcune udienze del mercoled&igrave; a tracciare un ritratto di ognuno degli apostoli e nell&rsquo;udienza del 18 ottobre 2006 tocc&ograve; a Giuda (questo ciclo di discorsi &egrave; poi stato raccolto in volume). Ebbene, in quell&rsquo;occasione &ndash; nella quale approfond&igrave; molto il mistero dell&rsquo;apostolo traditore &ndash; scarta apertamente l&rsquo;ipotesi zelota: &laquo;perch&eacute; egli trad&igrave; Ges&ugrave;? La questione &#8211; disse il Papa &#8211; &laquo;&egrave; oggetto di varie ipotesi. Alcuni ricorrono al fattore &nbsp;della sua cupidigia di danaro; altri sostengono una spiegazione di ordine messianico: Giuda sarebbe stato deluso nel vedere che Ges&ugrave; non inseriva nel suo programma la liberazione politico-militare del proprio Paese. In realt&agrave; &#8211; riprese il Pontefice &nbsp;-i testi evangelici insistono su un altro aspetto: Giovanni dice espressamente che &ldquo;il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo&rdquo; (Gv 13,2); analogamente scrive Luca: &ldquo;Allora satana entr&ograve; in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici&rdquo; (Lc 22,3). In questo modo, si va oltre le motivazioni storiche e si spiega la vicenda in base alla responsabilit&agrave; personale di Giuda, il quale cedette miseramente ad una tentazione del Maligno. Il tradimento di Giuda rimane, in ogni caso, un mistero. Ges&ugrave; lo ha trattato da amico (cfr Mt 26,50), per&ograve;, nei suoi inviti a seguirlo sulla via delle beatitudini, non forzava le volont&agrave; n&eacute; le premuniva dalle tentazioni di Satana, rispettando la libert&agrave; umana. In effetti &#8211; concluse il Santo Padre &#8211; le possibilit&agrave; di perversione del cuore umano sono davvero molte. L&rsquo;unico modo di ovviare ad esse consiste nel non coltivare una visione delle cose soltanto individualistica, autonoma, ma al contrario nel mettersi sempre di nuovo dalla parte di Ges&ugrave;, assumendo il suo punto di vista&raquo;.<\/p>\n<p>Come si vede questi insegnamenti di Benedetto XVI sono molto pi&ugrave; profondi, suggestivi e complessi rispetto alla spiegazione politica di domenica scorsa. Il cui semplicismo non sembra davvero appartenere a Benedetto XVI. Piuttosto l&rsquo;insieme delle osservazioni del Papa che ho riferito troverebbe piena e perfetta conferma in quella grandiosa e misteriosa opera mistica che &egrave; &laquo;L&rsquo;Evangelo come mi &egrave; stato rivelato&raquo; di Maria Valtorta, che ebbe in dono da Ges&ugrave; di rivivere tutta la sua vita pubblica. In quelle meravigliose pagine viene descritta dettagliatamente &ndash; giorno per giorno &ndash; la tragica vicenda di Giuda, il suo equivoco iniziale e poi il progressivo scivolamento, come pure l&rsquo;instancabile misericordia di Ges&ugrave; che &ndash; pur conoscendo cosa sarebbe accaduto &ndash; tent&ograve; fino all&rsquo;ultimo di salvarlo.<\/p>\n<p>L&rsquo;Opera valtortiana presenta Giuda non come zelota, ma come proveniente dal potente &laquo;partito&raquo; del Tempio (che &egrave; pi&ugrave; coerente poi con l&rsquo;esito finale). Soprattutto Giuda appare fin dall&rsquo;inizio mosso da ambizione smodata, da cieca sete di potere e di affermazione personale (&egrave; qui la radice della sua delusione e del suo tradimento).<\/p>\n<p>Questa tentazione &egrave; decisamente universale, appartiene a tutti, ecclesiastici inclusi (in fin dei conti Giuda era un &ldquo;cardinale&rdquo;).<\/p>\n<hr \/>\n<p><!--nextpage--><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: medium;\">Le risposte a questi quesiti sono tutte state date, oltre che nell&#39;<em>Evangelo come mi &egrave; stato rivelato<\/em>) personalmente da Ges&ugrave; a Maria Valtorta gi&agrave; in un dettato del gennaio 1944, nel quale tra l&rsquo;altro ci viene anche chiaramente descritto che cosa sia il regno dell&rsquo;Inferno ed i suoi tormenti e ci viene data la spiegazione del perch&eacute; Giuda non si pu&ograve; essere salvato.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: medium;\">(I<\/span><em>&nbsp;grassetti e le sottolineature sono nostre<\/em><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: medium;\">):<\/span><\/p>\n<p>15 &#8211; 1 &#8211; 1944.<\/p>\n<p>Dice Ges&ugrave;:<\/p>\n<p>&quot;Una volta ti ho fatto vedere il Mostro d&#39;abisso. Oggi ti parler&ograve; del suo regno. Non ti posso sempre tenere in paradiso. <strong>Ricordati che tu hai la missione di richiamare delle verit&agrave; ai fratelli che troppo le hanno dimenticate. <\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\">E da queste dimenticanze, che sono in realt&agrave; sprezzi per delle verit&agrave; eterne, provengono tanti mali agli uomini.<\/span><\/p>\n<p>Scrivi dunque questa pagina dolorosa. Dopo sarai confortata. E&#39; la notte del venerd&igrave;. Scrivi guardando al tuo Ges&ugrave; che <strong>&egrave; morto sulla croce fra tormenti tali che sono paragonabili a quelli dell&#39;inferno<\/strong>, e che l&#39;ha voluta, tale morte, per salvare gli uomini dalla Morte.<\/p>\n<p><strong>Gli uomini di questo tempo non credono pi&ugrave; all&#39;esistenza dell&#39;Inferno.<\/strong> Si sono congegnati un al di l&agrave; a loro gusto e tale da essere meno terrorizzante alla loro coscienza meritevole di molto castigo. Discepoli pi&ugrave; o meno fedeli dello Spirito del Male, sanno che la loro coscienza arretrerebbe da certi misfatti, se realmente credesse all&#39;Inferno cos&igrave; come la Fede insegna che sia; sanno che la loro coscienza, a misfatto compiuto, avrebbe dei ritorni in se stessa e nel rimorso troverebbe il pentimento, nella paura troverebbe il pentimento e col pentimento la via per tornare a Me.<\/p>\n<p>La loro malizia, istruita da Satana, al quale sono servi o schiavi (a seconda della loro aderenza ai voleri e alle suggestioni del Maligno) non vuole questi arretramenti e questi ritorni. Annulla perci&ograve; la fede nell&#39;Inferno quale realmente &egrave; e ne fabbrica un altro, se pure se lo fabbrica, il quale non &egrave; altro che una sosta per prendere lo slancio ad altre, future elevazioni. <span style=\"text-decoration: underline;\">Spinge questa sua opinione sino a credere sacrilegamente che il pi&ugrave; grande di tutti i peccatori dell&#39;umanit&agrave;, il figlio diletto di Satana, colui che era ladro come &egrave; detto nel Vangelo, che era concupiscente e ansioso di gloria umana come dico Io, l&#39;Iscariota, che per fame della triplice concupiscenza si &egrave; fatto mercante del Figlio di Dio e per trenta monete e col segno di un bacio &mdash; un valore monetario irrisorio e un valore affettivo infinito &mdash; mi ha messo nelle mani dei carnefici possa redimersi e giungere a Me passando per fasi successive.<\/span><\/p>\n<p><strong>No. Se egli fu il sacrilego per eccellenza, Io non lo sono. <\/strong><strong>Se egli fu l&#39;ingiusto per eccellenza, Io non lo sono. Se egli fu colui che sparse con sprezzo il mio Sangue, Io non lo sono. E perdonare a Giuda sarebbe sacrilegio alla mia Divinit&agrave; da lui tradita, sarebbe ingiustizia verso tutti gli altri uomini<\/strong>, sempre meno colpevoli di lui e che pure sono puniti per i loro peccati, sarebbe sprezzo al mio Sangue, sarebbe infine venire meno alle mie leggi.<\/p>\n<p><strong>Ho detto, Io Dio Uno e Trino, che ci&ograve; che &egrave; destinato all&#39;Inferno dura in esso per l&#39;eternit&agrave;, perch&eacute; da quella morte non si esce a nuova resurrezione.<\/strong> Ho detto che quel fuoco &egrave; eterno e che in esso saranno accolti tutti gli operatori di scandali e di iniquit&agrave;. N&eacute; crediate che ci&ograve; sia sino al momento della fine del mondo. <strong>No, ch&eacute; anzi, dopo la tremenda rassegna, pi&ugrave; spietata si far&agrave; quella dimora di pianto e tormento,<\/strong> poich&eacute; ci&ograve; che ancora &egrave; concesso ai suoi ospiti di avere per loro infernale sollazzo &mdash; il poter nuocere ai viventi e il veder nuovi dannati precipitare nell&#39;abisso &mdash; pi&ugrave; non sar&agrave;, e <strong>la porta del regno nefando di Satana sar&agrave; ribattuta, inchiavardata dai miei angeli, per sempre, per sempre, per sempre<\/strong>, un sempre il cui numero di anni non ha numero e rispetto al quale, se anni divenissero i granelli di rena di tutti gli oceani della terra, sarebbero meno di un giorno di questa mia eternit&agrave; immisurabile, fatta di luce e di gloria nell&#39;alto per i benedetti, fatta di tenebre e orrore per i maledetti nel profondo.<\/p>\n<p><strong>Ti ho detto che il Purgatorio &egrave; fuoco di amore. <\/strong><strong>L&#39;Inferno &egrave; fuoco di rigore.<\/strong><\/p>\n<p>Il Purgatorio &egrave; luogo in cui, pensando a Dio, la cui Essenza vi &egrave; brillata nell&#39;attimo del particolare giudizio e vi ha riempito di desiderio di possederla, voi espiate le mancanze di amore per il Signore Dio vostro. Attraverso l&#39;amore conquistate l&#39;amore, e per gradi di carit&agrave; sempre pi&ugrave; accesa lavate la vostra veste sino a renderla candida e lucente per entrare nel regno della luce i cui fulgori ti ho mostrato giorni sono.<br \/>\n\tL&#39;inferno &egrave; luogo in cui il pensiero di Dio, il ricordo del Dio intraveduto nel particolare giudizio non &egrave;, come per i purganti, santo desiderio, nostalgia accorata ma piena di speranza, speranza piena di tranquilla attesa, di sicura pace che raggiunger&agrave; la perfezione quando diverr&agrave; conquista di Dio, ma che gi&agrave; d&agrave; allo spirito purgante un&#39;ilare attivit&agrave; purgativa perch&eacute; ogni pena, ogni attimo di pena, li avvicina a Dio, loro amore; ma <strong>&egrave; rimorso, &egrave; rovello, &egrave; dannazione, &egrave; odio. Odio verso Satana, odio verso gli uomini, odio verso se stessi.<\/strong><br \/>\n\tDopo averlo adorato, Satana, nella vita, al posto Mio, ora che lo possiedono e ne vedono il vero aspetto, non pi&ugrave; celato sotto il maliardo sorriso della carne, sotto il lucente brillio dell&#39;oro, sotto il potente segno della supremazia, lo odiano perch&eacute; causa del loro tormento.<\/p>\n<p>Dopo avere, dimenticando la loro dignit&agrave; di figli di Dio, adorato gli uomini sino a farsi degli assassini, dei ladri, dei barattieri, dei mercanti d&#39;immondezze per loro, adesso che ritrovano i loro padroni per i quali hanno ucciso, rubato, truffato, venduto il proprio onore e l&#39;onore di tante creature infelici, deboli, indifese, facendone strumento al vizio che le bestie non conoscono &ndash; alla lussuria, attributo dell&#39;uomo avvelenato da Satana &ndash; adesso li odiano perch&eacute; causa del loro tormento.<\/p>\n<p>Dopo avere adorato se stessi dando alla carne, al sangue, ai sette appetiti della loro carne e del loro sangue tutte le soddisfazioni, calpestando la Legge di Dio e la legge della moralit&agrave;, ora si odiano perch&eacute; si vedono causa del loro tormento.<\/p>\n<p><strong>La parola &quot;Odio&quot; tappezza quel regno smisurato<\/strong>; rugge in quelle fiamme; urla nei cachinni dei demoni; singhiozza e latra nei lamenti dei dannati; suona, suona some una eterna campana a martello, squilla come una eterna buccina di morte; empie di s&eacute; i recessi di quella carcere; &egrave;, di suo, tormento, perch&eacute; rinnovella ad ogni suo suono il ricordo dell&#39;Amore per sempre perduto, il rimorso di averlo voluto perdere, il rovello di non poterlo mai pi&ugrave; rivedere.<\/p>\n<p><strong>L&#39;anima morta, fra quelle fiamme, come quei corpi gettati nei roghi o in un forno crematorio, si contorce e stride come animata di nuovo da un movimento vitale e si risveglia per comprendere il suo errore, e muore e rinasce ad ogni momento con sofferenze atroci, perch&eacute; il rimorso la uccide in una bestemmia e l&#39;uccisione la riporta al rivivere per un nuovo tormento.<\/strong> Tutto il delitto di aver tradito Dio nel tempo sta di fronte all&#39;anima nell&#39;eternit&agrave; ; tutto l&#39;errore di aver ricusato Dio nel tempo sta per suo tormento presente ad essa per l&#39;eternit&agrave;.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Nel fuoco le fiamme simulano le larve di ci&ograve; che adorarono in vita, le passioni si dipingono in roventi pennellate coi pi&ugrave; appetitosi aspetti, e stridono, stridono il loro memento: &quot;Hai voluto il fuoco delle passioni. <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">Ora abbiti il fuoco acceso da Dio il cui santo Fuoco hai deriso&quot;.<\/span><\/p>\n<p>Fuoco risponde a fuoco. In Paradiso &egrave; fuoco d&#39;amore perfetto. In Purgatorio &egrave; fuoco d&#39;amore purificatore. In Inferno &egrave; fuoco d&#39;amore offeso. Poich&eacute; gli eletti amarono alla perfezione, l&#39;Amore a loro si dona nella Sua Perfezione. Poich&eacute; i purganti amarono tiepidamente, l&#39;Amore si fa fiamma per portarli alla Perfezione. Poich&eacute; i maledetti arsero di tutti i fuochi, men che del Fuoco di Dio, il Fuoco dell&#39;ira di Dio li arde in eterno. <strong>E nel fuoco &egrave; gelo.<\/strong><\/p>\n<p>Oh! che sia l&#39;Inferno non potete immaginare. <span style=\"text-decoration: underline;\">Prendete tutto quanto &egrave; tormento dell&#39;uomo sulla terra: fuoco, fiamma, gelo, acque che sommergono, fame, sonno, sete, ferite, malattie, piaghe, morte, e fatene un&#39;unica somma e moltiplicatela milioni di volte. Non avrete che una larva di quella tremenda verit&agrave;.<\/span><br \/>\n\t<strong>Nell&#39;ardore insostenibile sar&agrave; commisto il gelo siderale. <\/strong>I dannati arsero di tutti i fuochi umani avendo unicamente gelo spirituale per il Signore Iddio loro. E gelo li attende per congelarli dopo che il fuoco li avr&agrave; salati come pesci messi ad arrostire su una fiamma. Tormento nel tormento questo passare dall&#39;ardore che scioglie al gelo che condensa.<\/p>\n<p>Oh! non &egrave; un linguaggio metaforico, poich&eacute; Dio pu&ograve; fare che le anime, pesanti delle colpe commesse, abbiano sensibilit&agrave; uguale a quelle di una carne, anche prima che quella carne rivestano. Voi non sapete e non credete. Ma <strong>in verit&agrave; vi dico che vi converrebbe di pi&ugrave; subire tutti i tormenti dei miei martiri anzich&eacute; un&#39;ora di quelle torture infernali.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#39;oscurit&agrave; sar&agrave; il terzo tormento. <\/strong><strong>Oscurit&agrave; materiale e oscurit&agrave; spirituale<\/strong>. Esser per sempre nelle tenebre dopo aver visto la luce del paradiso ed esser nell&#39;abbraccio della Tenebra dopo aver visto la Luce che &egrave; Dio! Dibattersi in quell&#39;orrore tenebroso in cui si illumina solo, al riverbero dello spirito arso, il nome del peccato per cui sono in esso orrore confitti! Non trovare appiglio, in quel rimest&igrave;o di spiriti che si odiano e nuocciono a vicenda, altro che nella disperazione che li rende folli e sempre pi&ugrave; maledetti. Nutrirsi di essa, appoggiarsi ad essa, uccidersi con essa. La morte nutrir&agrave; la morte, &egrave; detto. La disperazione &egrave; morte e nutrir&agrave; questi morti per l&#39;eternit&agrave;.<\/p>\n<p><strong>Io ve lo dico, Io che pur l&#39;ho creato quel luogo: quando sono sceso in esso per trarre dal Limbo coloro che attendevano la mia venuta, ho avuto orrore, Io, Dio, di quell&#39;orrore; e, se cosa fatta da Dio non fosse immutabile perch&eacute; perfetta, avrei voluto renderlo meno atroce, perch&eacute; sono l&#39;Amore e di quell&#39;orrore ho avuto dolore.<\/strong><\/p>\n<p>E voi ci volete andare.<\/p>\n<p>Meditate, o figli, questa mia parola. Ai malati viene data amara medicina, agli affetti da cancri viene cauterizzato e reciso il male. Questa &egrave; per voi, malati e cancerosi, medicina e cauterio di chirurgo. Non rifiutatela. Usatela per guarirvi. La vita non dura per questi pochi giorni della terra. La vita comincia quando vi pare finisca, e non ha pi&ugrave; termine.<\/p>\n<p>Fate che per voi scorra l&agrave; dove la luce e la gioia di Dio fanno bella l&#39;eternit&agrave; e non dove Satana &egrave; l&#39;eterno Suppliziatore. &quot; <strong>(Maria Valtorta &#8211; I Quaderni del 1944 &nbsp;&#8211; 15 gennaio &#8211; &nbsp;ed. CEV)<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: medium;\"><!--nextpage-->A maggior chiarimento della frase: &ldquo;<strong>quando sono sceso in esso<\/strong><strong>&rdquo;<\/strong> (frase che tra l&rsquo;altro appare nel Credo o Simbolo Apostolico (e precisamente: &quot;discese agli inferi) leggiamo anche questa nota di Maria Valtorta e la relativa risposta di Ges&ugrave;:<\/span><\/p>\n<p>Mi permetto anche di ripetere a Ges&ugrave;, presente e buonissimo, una domanda che mi fu fatta da qualche Padre Servita, non so di preciso chi, ma mi sembra P. Berti, non so se per propria iniziativa o per suggerimento di altri,<span style=\"text-decoration: underline;\"> circa la discesa di Ges&ugrave; all&rsquo;Inferno<\/span>, e che incidentalmente ho ritrovata accennata in data 15\u20111\u201144 e che sembra abbia urtato qualcuno.<\/p>\n<p>Mi risponde&#8230; Giunge ora la lettera di P. Berti che mi chiede di fare un pro\u2011memoria da presentarsi al S. Padre. E Ges&ugrave; sorridendo, tutto luminoso, mi dice appena mi viene portata la lettera: &ldquo;Aprila e leggila&rdquo;. Cosa che faccio, rimanendo sbalordita come tutte le volte che c&rsquo;&egrave; rispondenza fra le parole di Ges&ugrave; e ci&ograve; che succede. Ges&ugrave;, sempre sorridendo, dice: &ldquo;Ecco perch&eacute; proprio ora, dopo quattro mesi, ti accontento e per questo Padre, al quale ti ho detto gi&agrave; che potevi comunicare <em>questo <\/em>punto. Per gli altri punti, sai a chi devi e quando e come notificarli. E ora ascolta, ch&eacute; ripeto il principio&rdquo;.<\/p>\n<p>Dice Ges&ugrave;:<\/p>\n<p>&laquo;Darai queste parole a P. Berti, ormai sai che &egrave; lui che te ne chiese:<\/p>\n<p>Quando alla mia Maria ho dettato il dettato del 15-1-44 e ho detto: &quot;quando sono sceso in esso per trarre dal limbo coloro che attendevano la mia venuta ho avuto orrore di quell&#39;orrore e, se cosa fatta da Dio non fosse immutabile perch&eacute; perfetta, avrei voluto renderlo meno atroce perch&eacute; sono l&#39;Amore e di quell&#39;orrore ho avuto dolore&quot;, <strong>ho voluto parlare dei diversi luoghi d&#39;oltre tomba, dove erano i trapassati, presi in generale, e <span style=\"text-decoration: underline;\">detti &quot;inferno&quot; per opposizione al Paradiso<\/span> dove &egrave; Dio.<\/strong><\/p>\n<p>Quando, nel sovrabbondare del mio gaudio dopo la consumazione del Sacrificio, Io ho potuto aprire il Limbo ai giusti e trarre dal Purgatorio moltissimi spiriti, ho fremuto di orrore contemplando nel mio pensiero che solo per il luogo di dannazione non c&#39;era redenzione n&eacute; mutazione di orrore. <strong>Ma non entrai in esso. Non era giusto e utile farlo.<\/strong><\/p>\n<p>Vi stupisce che abbia tratto anche dal Purgatorio molte anime? Pensate: se una S. Messa pu&ograve; liberare un penante, e sempre serve ad abbreviare e addolcire la purgazione, cosa non sar&agrave; stato il reale Sacrificio dell&#39;Agnello divino per i purganti? Io, Sacerdote e Vittima, ho ad essi applicato i miei meriti e il mio Sangue, ed Esso ha fatto bianche le stole non ancor totalmente fatte candide dal bianco fuoco della carit&agrave; purgativa.&quot; <strong>(I Quaderni del 1945-50 , <\/strong><strong>31\u20111\u201147. <\/strong><strong>ed.&nbsp;<\/strong><strong style=\"line-height: 19px;\">CEV).<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><span style=\"font-family: 'trebuchet ms', geneva; font-size: medium;\">Dopo questi doverosi chiarimenti, penso che si possa concordare anche noi con quanto detto dall&rsquo;amico Antonio Socci che, avendo umilmente e sapientemente creduta ispirata l&rsquo;Opera di Maria Valtorta, ha anche potuto &ldquo;credere e quindi comprendere&rdquo; il mistero del tradimento di Giuda. A chi fosse interessato a conoscere questo &ldquo;mistero&rdquo; rimando quindi alla lettura dell&rsquo;<em>Evangelo come mi &egrave; stato rivelato<\/em>, e soprattutto al nono volume dove si tratta della Passione e Morte di Ges&ugrave; e quindi sono egregiamente riportati tutti i fatti che di questo tradimento parlano.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Giovanna Busolini Nell&rsquo;Osservatore Romano del 28 agosto 2012 &egrave; comparso un articolo su quanto aveva detto il Papa la domenica precedente dopo la recita dell&rsquo;Angelus e subito &egrave; scoppiato una specie di &ldquo;caso Giuda&rdquo; &nbsp;mal interpretando anche, tra l&rsquo;altro, quanto detto dal S. Padre o da chi per lui. 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