{"id":1433,"date":"2012-05-31T07:13:24","date_gmt":"2012-05-31T07:13:24","guid":{"rendered":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/?p=1433"},"modified":"2012-08-30T08:07:25","modified_gmt":"2012-08-30T08:07:25","slug":"lettera-enciclica-fides-et-ratio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/lettera-enciclica-fides-et-ratio\/","title":{"rendered":"Lettera Enciclica Fides et Ratio"},"content":{"rendered":"<h1 align=\"center\">LETTERA ENCICLICA<br \/>\n<em>FIDES ET RATIO<\/em><br \/>\nDEL SOMMO PONTEFICE<br \/>\nGIOVANNI PAOLO II<br \/>\nAI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA<br \/>\nCIRCA I RAPPORTI<br \/>\nTRA FEDE E RAGIONE<\/h1>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venerati Fratelli nell&#8217;Episcopato,<br \/>\nsalute e Apostolica Benedizione!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s&#8217;innalza verso la contemplazione della verit\u00e0. E Dio ad aver posto nel cuore dell&#8217;uomo il desiderio di conoscere la verit\u00e0 e, in definitiva, di conoscere Lui perch\u00e9, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verit\u00e0 su se stesso (cfr <em>Es <\/em>33, 18; <em>Sal <\/em>27 [26], 8-9; 63 [62], 2-3; <em>Gv <\/em>14, 8; <em>1 Gv <\/em>3, 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>INTRODUZIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00ab CONOSCI TE STESSO \u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Sia in Oriente che in Occidente, \u00e8 possibile ravvisare un cammino che, nel corso dei secoli, ha portato l&#8217;umanit\u00e0 a incontrarsi progressivamente con la verit\u00e0 e a confrontarsi con essa. E un cammino che s&#8217;\u00e8 svolto \u2014 n\u00e9 poteva essere altrimenti \u2014 entro l&#8217;orizzonte dell&#8217;autocoscienza personale: pi\u00f9 l&#8217;uomo conosce la realt\u00e0 e il mondo e pi\u00f9 conosce se stesso nella sua unicit\u00e0, mentre gli diventa sempre pi\u00f9 impellente la domanda sul senso delle cose e della sua stessa esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto viene a porsi come oggetto della nostra conoscenza diventa per ci\u00f2 stesso parte della nostra vita. Il monito <em>Conosci te stesso <\/em>era scolpito sull&#8217;architrave del tempio di Delfi, a testimonianza di una verit\u00e0 basilare che deve essere assunta come regola minima da ogni uomo desideroso di distinguersi, in mezzo a tutto il creato, qualificandosi come \u00ab uomo \u00bb appunto in quanto \u00ab conoscitore di se stesso \u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un semplice sguardo alla storia antica, d&#8217;altronde, mostra con chiarezza come in diverse parti della terra, segnate da culture differenti, sorgano nello stesso tempo le domande di fondo che caratterizzano il percorso dell&#8217;esistenza umana: <em>chi sono? da dove vengo e dove vado? perch\u00e9 la presenza del male? cosa ci sar\u00e0 dopo questa vita? <\/em>Questi interrogativi sono presenti negli scritti sacri di Israele, ma compaiono anche nei Veda non meno che negli Avesta; li troviamo negli scritti di Confucio e Lao-Tze come pure nella predicazione dei Tirthankara e di Buddha; sono ancora essi ad affiorare nei poemi di Omero e nelle tragedie di Euripide e Sofocle come pure nei trattati filosofici di Platone ed Aristotele. Sono domande che hanno la loro comune scaturigine nella richiesta di senso che da sempre urge nel cuore dell&#8217;uomo: dalla risposta a tali domande, infatti, dipende l&#8217;orientamento da imprimere all&#8217;esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. La Chiesa non \u00e8 estranea, n\u00e9 pu\u00f2 esserlo, a questo cammino di ricerca. Da quando, nel Mistero pasquale, ha ricevuto in dono la verit\u00e0 ultima sulla vita dell&#8217;uomo, essa s&#8217;\u00e8 fatta pellegrina per le strade del mondo per annunciare che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 \u00ab la via, la verit\u00e0 e la vita \u00bb (<em>Gv <\/em>14, 6). Tra i diversi servizi che essa deve offrire all&#8217;umanit\u00e0, uno ve n&#8217;\u00e8 che la vede responsabile in modo del tutto peculiare: \u00e8 la <em>diaconia alla verit\u00e0<\/em>.(1) Questa missione, da una parte, rende la comunit\u00e0 credente partecipe dello sforzo comune che l&#8217;umanit\u00e0 compie per raggiungere la verit\u00e0; (2) dall&#8217;altra, la obbliga a farsi carico dell&#8217;annuncio delle certezze acquisite, pur nella consapevolezza che ogni verit\u00e0 raggiunta \u00e8 sempre solo una tappa verso quella piena verit\u00e0 che si manifester\u00e0 nella rivelazione ultima di Dio: \u00ab Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscer\u00f2 perfettamente \u00bb (<em>1 Cor <\/em>13, 12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. Molteplici sono le risorse che l&#8217;uomo possiede per promuovere il progresso nella conoscenza della verit\u00e0, cos\u00ec da rendere la propria esistenza sempre pi\u00f9 umana. Tra queste emerge la <em>filosofia<\/em>, che contribuisce direttamente a porre la domanda circa il senso della vita e ad abbozzarne la risposta: essa, pertanto, si configura come uno dei compiti pi\u00f9 nobili dell&#8217;umanit\u00e0. Il termine filosofia, secondo l&#8217;etimologia greca, significa \u00ab amore per la saggezza \u00bb. Di fatto, la filosofia \u00e8 nata e si \u00e8 sviluppata nel momento in cui l&#8217;uomo ha iniziato a interrogarsi sul perch\u00e9 delle cose e sul loro fine. In modi e forme differenti, essa mostra che il desiderio di verit\u00e0 appartiene alla stessa natura dell&#8217;uomo. E una propriet\u00e0 nativa della sua ragione interrogarsi sul perch\u00e9 delle cose, anche se le risposte via via date si inseriscono in un orizzonte che rende evidente la complementarit\u00e0 delle differenti culture in cui l&#8217;uomo vive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forte incidenza che la filosofia ha avuto nella formazione e nello sviluppo delle culture in Occidente non deve farci dimenticare l&#8217;influsso che essa ha esercitato anche nei modi di concepire l&#8217;esistenza di cui vive l&#8217;Oriente. Ogni popolo, infatti, possiede una sua indigena e originaria saggezza che, quale autentica ricchezza delle culture, tende a esprimersi e a maturare anche in forme prettamente filosofiche. Quanto questo sia vero lo dimostra il fatto che una forma basilare di sapere filosofico, presente fino ai nostri giorni, \u00e8 verificabile perfino nei postulati a cui le diverse legislazioni nazionali e internazionali si ispirano nel regolare la vita sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. \u00c8, comunque, da rilevare che dietro un unico termine si nascondono significati differenti. Un&#8217;esplicitazione preliminare si rende pertanto necessaria. Spinto dal desiderio di scoprire la verit\u00e0 ultima dell&#8217;esistenza, l&#8217;uomo cerca di acquisire quelle conoscenze universali che gli consentono di comprendersi meglio e di progredire nella realizzazione di s\u00e9. Le conoscenze fondamentali scaturiscono dalla <em>meraviglia <\/em>suscitata in lui dalla contemplazione del creato: l&#8217;essere umano \u00e8 colto dallo stupore nello scoprirsi inserito nel mondo, in relazione con altri suoi simili dei quali condivide il destino. Parte di qui il cammino che lo porter\u00e0 poi alla scoperta di orizzonti di conoscenza sempre nuovi. Senza meraviglia l&#8217;uomo cadrebbe nella ripetitivit\u00e0 e, poco alla volta, diventerebbe incapace di un&#8217;esistenza veramente personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La capacit\u00e0 speculativa, che \u00e8 propria dell&#8217;intelletto umano, porta ad elaborare, mediante l&#8217;attivit\u00e0 filosofica, una forma di pensiero rigoroso e a costruire cos\u00ec, con la coerenza logica delle affermazioni e l&#8217;organicit\u00e0 dei contenuti, un sapere sistematico. Grazie a questo processo, in differenti contesti culturali e in diverse epoche, si sono raggiunti risultati che hanno portato all&#8217;elaborazione di veri sistemi di pensiero. Storicamente ci\u00f2 ha spesso esposto alla tentazione di identificare una sola corrente con l&#8217;intero pensiero filosofico. E per\u00f2 evidente che, in questi casi, entra in gioco una certa \u00ab superbia filosofica \u00bb che pretende di erigere la propria visione prospettica e imperfetta a lettura universale. In realt\u00e0, ogni <em>sistema <\/em>filosofico, pur rispettato sempre nella sua interezza senza strumentalizzazioni di sorta, deve riconoscere la priorit\u00e0 del <em>pensare <\/em>filosofico, da cui trae origine e a cui deve servire in forma coerente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso \u00e8 possibile riconoscere, nonostante il mutare dei tempi e i progressi del sapere, un nucleo di conoscenze filosofiche la cui presenza \u00e8 costante nella storia del pensiero. Si pensi, solo come esempio, ai principi di non contraddizione, di finalit\u00e0, di causalit\u00e0, come pure alla concezione della persona come soggetto libero e intelligente e alla sua capacit\u00e0 di conoscere Dio, la verit\u00e0, il bene; si pensi inoltre ad alcune norme morali fondamentali che risultano comunemente condivise. Questi e altri temi indicano che, a prescindere dalle correnti di pensiero, esiste un insieme di conoscenze in cui \u00e8 possibile ravvisare una sorta di patrimonio spirituale dell&#8217;umanit\u00e0. E come se ci trovassimo dinanzi a una <em>filosofia implicita <\/em>per cui ciascuno sente di possedere questi principi, anche se in forma generica e non riflessa. Queste conoscenze, proprio perch\u00e9 condivise in qualche misura da tutti, dovrebbero costituire come un punto di riferimento delle diverse scuole filosofiche. Quando la ragione riesce a intuire e a formulare i principi primi e universali dell&#8217;essere e a far correttamente scaturire da questi conclusioni coerenti di ordine logico e deontologico, allora pu\u00f2 dirsi una ragione retta o, come la chiamavano gli antichi, <em>orth\u00f2s logos, recta ratio<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. La Chiesa, da parte sua, non pu\u00f2 che apprezzare l&#8217;impegno della ragione per il raggiungimento di obiettivi che rendano l&#8217;esistenza personale sempre pi\u00f9 degna. Essa infatti vede nella filosofia la via per conoscere fondamentali verit\u00e0 concernenti l&#8217;esistenza dell&#8217;uomo. Al tempo stesso, considera la filosofia un aiuto indispensabile per approfondire l&#8217;intelligenza della fede e per comunicare la verit\u00e0 del Vangelo a quanti ancora non la conoscono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facendo pertanto seguito ad analoghe iniziative dei miei Predecessori, desidero anch&#8217;io rivolgere lo sguardo a questa peculiare attivit\u00e0 della ragione. Mi ci spinge il rilievo che, soprattutto ai nostri giorni, la ricerca della verit\u00e0 ultima appare spesso offuscata. Senza dubbio la filosofia moderna ha il grande merito di aver concentrato la sua attenzione sull&#8217;uomo. A partire da qui, una ragione carica di interrogativi ha sviluppato ulteriormente il suo desiderio di conoscere sempre di pi\u00f9 e sempre pi\u00f9 a fondo. Sono stati cos\u00ec costruiti sistemi di pensiero complessi, che hanno dato i loro frutti nei diversi ambiti del sapere, favorendo lo sviluppo della cultura e della storia. L&#8217;antropologia, la logica, le scienze della natura, la storia, il linguaggio&#8230;, in qualche modo l&#8217;intero universo del sapere \u00e8 stato abbracciato. I positivi risultati raggiunti non devono, tuttavia, indurre a trascurare il fatto che quella stessa ragione, intenta ad indagare in maniera unilaterale sull&#8217;uomo come soggetto, sembra aver dimenticato che questi \u00e8 pur sempre chiamato ad indirizzarsi verso una verit\u00e0 che lo trascende. Senza il riferimento ad essa, ciascuno resta in balia dell&#8217;arbitrio e la sua condizione di persona finisce per essere valutata con criteri pragmatici basati essenzialmente sul dato sperimentale, nell&#8217;errata convinzione che tutto deve essere dominato dalla tecnica. E cos\u00ec accaduto che, invece di esprimere al meglio la tensione verso la verit\u00e0, la ragione sotto il peso di tanto sapere si \u00e8 curvata su se stessa diventando, giorno dopo giorno, incapace di sollevare lo sguardo verso l&#8217;alto per osare di raggiungere la verit\u00e0 dell&#8217;essere. La filosofia moderna, dimenticando di orientare la sua indagine sull&#8217;essere, ha concentrato la propria ricerca sulla conoscenza umana. Invece di far leva sulla capacit\u00e0 che l&#8217;uomo ha di conoscere la verit\u00e0, ha preferito sottolinearne i limiti e i condizionamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne sono derivate varie forme di agnosticismo e di relativismo, che hanno portato la ricerca filosofica a smarrirsi nelle sabbie mobili di un generale scetticismo. Di recente, poi, hanno assunto rilievo diverse dottrine che tendono a svalutare perfino quelle verit\u00e0 che l&#8217;uomo era certo di aver raggiunte. La legittima pluralit\u00e0 di posizioni ha ceduto il posto ad un indifferenziato pluralismo, fondato sull&#8217;assunto che tutte le posizioni si equivalgono: \u00e8 questo uno dei sintomi pi\u00f9 diffusi della sfiducia nella verit\u00e0 che \u00e8 dato verificare nel contesto contemporaneo. A questa riserva non sfuggono neppure alcune concezioni di vita che provengono dall&#8217;Oriente; in esse, infatti, si nega alla verit\u00e0 il suo carattere esclusivo, partendo dal presupposto che essa si manifesta in modo uguale in dottrine diverse, persino contraddittorie tra di loro. In questo orizzonte, tutto \u00e8 ridotto a opinione. Si ha l&#8217;impressione di un movimento ondivago: la riflessione filosofica mentre, da una parte, \u00e8 riuscita a immettersi sulla strada che la rende sempre pi\u00f9 vicina all&#8217;esistenza umana e alle sue forme espressive, dall&#8217;altra, tende a sviluppare considerazioni esistenziali, ermeneutiche o linguistiche che prescindono dalla questione radicale circa la verit\u00e0 della vita personale, dell&#8217;essere e di Dio. Di conseguenza, sono emersi nell&#8217;uomo contemporaneo, e non soltanto presso alcuni filosofi, atteggiamenti di diffusa sfiducia nei confronti delle grandi risorse conoscitive dell&#8217;essere umano. Con falsa modestia ci si accontenta di verit\u00e0 parziali e provvisorie, senza pi\u00f9 tentare di porre domande radicali sul senso e sul fondamento ultimo della vita umana, personale e sociale. E venuta meno, insomma, la speranza di poter ricevere dalla filosofia risposte definitive a tali domande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. Forte della competenza che le deriva dall&#8217;essere depositaria della Rivelazione di Ges\u00f9 Cristo, la Chiesa intende riaffermare la necessit\u00e0 della riflessione sulla verit\u00e0. E per questo motivo che ho deciso di rivolgermi a voi, Venerati Confratelli nell&#8217;Episcopato, con i quali condivido la missione di annunziare \u00ab apertamente la verit\u00e0 \u00bb (<em>2 Cor <\/em>4, 2), come pure ai teologi e ai filosofi a cui spetta il dovere di indagare sui diversi aspetti della verit\u00e0, ed anche alle persone che sono in ricerca, per partecipare alcune riflessioni sul cammino che conduce alla vera sapienza, affinch\u00e9 chiunque ha nel cuore l&#8217;amore per essa possa intraprendere la giusta strada per raggiungerla e trovare in essa riposo alla sua fatica e gaudio spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi spinge a questa iniziativa, anzitutto, la consapevolezza che viene espressa dalle parole del Concilio Vaticano II, quando afferma che i Vescovi sono \u00ab testimoni della divina e cattolica verit\u00e0 \u00bb.(3) Testimoniare la verit\u00e0 \u00e8, dunque, un compito che \u00e8 stato affidato a noi Vescovi; ad esso non possiamo rinunciare senza venir meno al ministero che abbiamo ricevuto. Riaffermando la verit\u00e0 della fede, possiamo ridare all&#8217;uomo del nostro tempo genuina fiducia nelle sue capacit\u00e0 conoscitive e offrire alla filosofia una provocazione perch\u00e9 possa recuperare e sviluppare la sua piena dignit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ulteriore motivo mi induce a stendere queste riflessioni. Nella Lettera enciclica <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/encyclicals\/documents\/hf_jp-ii_enc_06081993_veritatis-splendor_it.html\"><em>Veritatis splendor<\/em><\/a>, ho richiamato l&#8217;attenzione su \u00ab alcune verit\u00e0 fondamentali della dottrina cattolica che nell&#8217;attuale contesto rischiano di essere deformate o negate \u00bb.(4) Con la presente Lettera, desidero continuare quella riflessione concentrando l&#8217;attenzione sul tema stesso della <em>verit\u00e0 <\/em>e sul suo <em>fondamento <\/em>in rapporto alla <em>fede<\/em>. Non si pu\u00f2 negare, infatti, che questo periodo di rapidi e complessi cambiamenti esponga soprattutto le giovani generazioni, a cui appartiene e da cui dipende il futuro, alla sensazione di essere prive di autentici punti di riferimento. L&#8217;esigenza di un fondamento su cui costruire l&#8217;esistenza personale e sociale si fa sentire in maniera pressante soprattutto quando si \u00e8 costretti a costatare la frammentariet\u00e0 di proposte che elevano l&#8217;effimero al rango di valore, illudendo sulla possibilit\u00e0 di raggiungere il vero senso dell&#8217;esistenza. Accade cos\u00ec che molti trascinano la loro vita fin quasi sull&#8217;orlo del baratro, senza sapere a che cosa vanno incontro. Ci\u00f2 dipende anche dal fatto che talvolta chi era chiamato per vocazione a esprimere in forme culturali il frutto della propria speculazione, ha distolto lo sguardo dalla verit\u00e0, preferendo il successo nell&#8217;immediato alla fatica di una indagine paziente su ci\u00f2 che merita di essere vissuto. La filosofia, che ha la grande responsabilit\u00e0 di formare il pensiero e la cultura attraverso il richiamo perenne alla ricerca del vero, deve recuperare con forza la sua vocazione originaria. E per questo che ho sentito non solo l&#8217;esigenza, ma anche il dovere di intervenire su questo tema, perch\u00e9 l&#8217;umanit\u00e0, alla soglia del terzo millennio dell&#8217;era cristiana, prenda pi\u00f9 chiara coscienza delle grandi risorse che le sono state concesse, e s&#8217;impegni con rinnovato coraggio nell&#8217;attuazione del piano di salvezza nel quale \u00e8 inserita la sua storia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/LETTERA-ENCICLICA-FIDES-ET-RATIO.pdf\">Scarica il documento PDF<\/a> &gt;&gt;&gt;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Copyright \u00a9 Libreria Editrice Vaticana<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LETTERA ENCICLICA FIDES ET RATIO DEL SOMMO PONTEFICE GIOVANNI PAOLO II AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA CIRCA I RAPPORTI TRA FEDE E RAGIONE \u00a0 Venerati Fratelli nell&#8217;Episcopato, salute e Apostolica Benedizione! 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