{"id":12358,"date":"2014-12-10T23:56:35","date_gmt":"2014-12-10T23:56:35","guid":{"rendered":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/?p=12358"},"modified":"2014-12-10T23:56:35","modified_gmt":"2014-12-10T23:56:35","slug":"gli-schiavi-ci-perche-ce-peccato","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/gli-schiavi-ci-perche-ce-peccato\/","title":{"rendered":"Gli schiavi ci sono ancora, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 ancora il peccato"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<span style=\"font-size: 12.8000001907349px; line-height: 16.6399993896484px;\">11-12-2014&nbsp;<\/span><\/p>\n<div>di <strong>Massimo Introvigne<\/strong><\/p>\n<div><img decoding=\"async\" alt=\"Tratta di esseri umani\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img-_innerArt-_tratta1.jpg?t=\" style=\"border:none;\" title=\"Tratta di esseri umani\" \/><\/p>\n<div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-gli-schiavi-ci-sono-ancora-perche-ce-ancora-il-peccato-11191.htm#\" title=\"Facebook\">Share on facebook<\/a><a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-gli-schiavi-ci-sono-ancora-perche-ce-ancora-il-peccato-11191.htm#\" title=\"Tweet\">Share on twitter<\/a><\/p>\n<div style=\"clear:both;\">&nbsp;<\/div>\n<\/p><\/div>\n<p>\t\t\t<a><img decoding=\"async\" alt=\"Stampa\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img\/icone\/ico-print.gif\" style=\"border:none;float:left;\" title=\"Stampa\" \/><\/a><a><img decoding=\"async\" alt=\"Invia ad un amico\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img\/icone\/ico-inviaAdUnAmico.gif\" style=\"border:none;float:left;\" title=\"Invia ad un amico\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoliPdf-gli-schiavi-ci-sono-ancora-perche-ce-ancora-il-peccato-11191.pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" alt=\"Scarica il PDF\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img\/icone\/ico-pdf.gif\" style=\"border:none;float:left;\" title=\"Scarica il PDF\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/notizie-294.rss\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" alt=\"RSS\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img\/icone\/ico-rss-small.png\" style=\"border:none;float:left;\" title=\"RSS\" \/><\/a><\/div>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 10 dicembre 2014 Papa Francesco ha reso noto il Messaggio per la 48&ordf; Giornata Mondiale della pace, che cadr&agrave; il 1&deg; gennaio 2015, formalmente datato 8 dicembre 2014. Il messaggio, dal titolo &laquo;Non pi&ugrave; schiavi ma fratelli&raquo;, esamina le diverse manifestazioni contemporanee della schiavit&ugrave;, che derivano tutte dalla &laquo;tentazione di comportarci in modo non degno della nostra umanit&agrave;&raquo; e dal peccato.<\/p>\n<p><strong>In diversi modi, &laquo;la sempre diffusa piaga dello sfruttamento dell&rsquo;uomo<\/strong>&nbsp;da parte dell&rsquo;uomo ferisce gravemente la vita di comunione e la vocazione a tessere relazioni interpersonali improntate a rispetto, giustizia e carit&agrave;. Tale abominevole fenomeno, che conduce a calpestare i diritti fondamentali dell&rsquo;altro e ad annientarne la libert&agrave; e dignit&agrave;, assume molteplici forme&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Il Papa ricorda che il superamento della schiavit&ugrave;,<\/strong>&nbsp;che certo non era parte del progetto originario di Dio per l&#39;uomo e che fu introdotta nella storia dalla &laquo;realt&agrave; negativa del peccato&raquo;, si deve al cristianesimo. Chi &egrave; cristiano supera il peccato e il male, e quindi la schiavit&ugrave;. &laquo;Non si diventa per&ograve; cristiani, figli del Padre e fratelli in Cristo, per una disposizione divina autoritativa, senza l&rsquo;esercizio della libert&agrave; personale, cio&egrave; senza convertirsi liberamente a Cristo&raquo;. &nbsp;Fin dall&#39;inizio il Vangelo della libert&agrave; si mostr&ograve; &laquo;capace di redimere le relazioni tra gli uomini, compresa quella tra uno schiavo e il suo padrone, mettendo in luce ci&ograve; che entrambi hanno in comune: la filiazione adottiva e il vincolo di fraternit&agrave; in Cristo&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Con il cristianesimo furono dunque poste le basi dottrinali per negare e superare la schiavit&ugrave;.<\/strong>&nbsp;Ma la schiavit&ugrave; non spar&igrave; rapidamente, n&eacute; dovunque. Per molti anni in diversi Paesi &laquo;il diritto stesso ammetteva che alcune persone potevano o dovevano essere considerate propriet&agrave; di un&rsquo;altra persona, la quale poteva liberamente disporre di esse; lo schiavo poteva essere venduto e comprato, ceduto e acquistato come se fosse una merce&raquo;. Oggi la schiavit&ugrave; &egrave; stata abolita, almeno &laquo;formalmente&raquo;, dovunque, e &laquo;il diritto di ogni persona a non essere tenuta in stato di schiavit&ugrave; o servit&ugrave; &egrave; stato riconosciuto nel diritto internazionale come norma inderogabile&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Ma questo solo in teoria:<\/strong>&nbsp;&laquo;Malgrado la comunit&agrave; internazionale abbia adottato numerosi accordi al fine di porre un termine alla schiavit&ugrave; in tutte le sue forme e avviato diverse strategie per combattere questo fenomeno, ancora oggi milioni di persone &ndash; bambini, uomini e donne di ogni et&agrave; &ndash; vengono private della libert&agrave; e costrette a vivere in condizioni assimilabili a quelle della schiavit&ugrave;&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Non si tratta solo dei Paesi &#8211; per fortuna pochi<\/strong>&nbsp;&#8211; dove ci sono ancora schiavi chiamati con questo nome. Ci sono &laquo;lavoratori e lavoratrici, anche minori&raquo; trattati pi&ugrave; come schiavi che come persone libere, &laquo;tanto nei Paesi in cui la legislazione del lavoro non &egrave; conforme alle norme e agli standard minimi internazionali, quanto, sia pure illegalmente, in quelli la cui legislazione tutela il lavoratore&raquo;. Ci sono migranti trattati come schiavi dai trafficanti sui barconi, &laquo;privati &nbsp;dei loro beni o abusati fisicamente e sessualmente&raquo;, o ancora&laquo;detenuti in condizioni a volte disumane&raquo; nei Paesi di approdo o sfruttati come lavoratori clandestini.&nbsp;<\/p>\n<p>\t\t\t<strong>Ci sono persone di ambo i sessi che non si prostituiscono per scelta<\/strong>&nbsp;ma sono &laquo;costrette a prostituirsi, tra cui ci sono molti minori&raquo;, una situazione comune anche &laquo;alle schiave e agli schiavi sessuali; alle donne forzate a sposarsi, a quelle vendute in vista del matrimonio o a quelle trasmesse in successione ad un familiare alla morte del marito senza che abbiano il diritto di dare o non dare il proprio consenso&raquo;. Ci sono casi orribili di &laquo;minori e adulti [che] sono fatti oggetto di traffico e di mercimonio per l&rsquo;espianto di organi, per essere arruolati come soldati, per l&rsquo;accattonaggio, per attivit&agrave; illegali come la produzione o vendita di stupefacenti, o per forme mascherate di adozione internazionale&raquo;. Infine, assomiglia alla schiavit&ugrave; la condizione di &laquo;tutti coloro che vengono rapiti e tenuti in cattivit&agrave; da gruppi terroristici, asserviti ai loro scopi come combattenti o, soprattutto per quanto riguarda le ragazze e le donne, come schiave sessuali. Tanti di loro spariscono, alcuni vengono venduti pi&ugrave; volte, seviziati, mutilati, o uccisi&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Perch&eacute; accade tutto questo? Perch&eacute; la schiavit&ugrave;?<\/strong>&nbsp;&Egrave; certamente legittimo e necessario che politologi e sociologi si interroghino sulle cause di ogni singolo fenomeno. Ma la Chiesa chiama le cose con il loro nome e insegna che la causa ultima della schiavit&ugrave; &egrave; il peccato. &laquo;Oggi come ieri, alla radice della schiavit&ugrave; si trova una concezione della persona umana che ammette la possibilit&agrave; di trattarla come un oggetto. Quando il peccato corrompe il cuore dell&rsquo;uomo e lo allontana dal suo Creatore e dai suoi simili, questi ultimi non sono pi&ugrave; percepiti come esseri di pari dignit&agrave;, come fratelli e sorelle in umanit&agrave;, ma vengono visti come oggetti. La persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio, con la forza, l&rsquo;inganno o la costrizione fisica o psicologica viene privata della libert&agrave;, mercificata, ridotta a propriet&agrave; di qualcuno; viene trattata come un mezzo e non come un fine&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Questa &egrave; la &laquo;causa ontologica&raquo; della schiavit&ugrave;,<\/strong>&nbsp;che non nega ma spiega le cause sociologiche, economiche e politiche, che spesso rimandano alle forme pi&ugrave; gravi di miseria, &laquo;Non di rado, le vittime di traffico e di asservimento sono persone che hanno cercato un modo per uscire da una condizione di povert&agrave; estrema, spesso credendo a false promesse di lavoro, e che invece sono cadute nelle mani delle reti criminali che gestiscono il traffico di esseri umani. Queste reti utilizzano abilmente le moderne tecnologie informatiche per adescare giovani e giovanissimi in ogni parte del mondo&raquo;.&nbsp;Anche &laquo;la corruzione di coloro che sono disposti a tutto per arricchirsi va annoverata tra le cause della schiavit&ugrave;&raquo;: coinvolge la politica, e rimanda al peccato.<\/p>\n<p><strong>Che fare, allora, contro la schiavit&ugrave;?<\/strong>&nbsp;Studiando questo dramma, spesso &laquo;si ha l&rsquo;impressione che esso abbia luogo nell&rsquo;indifferenza generale&raquo;. Va per&ograve; ricordato&nbsp;&laquo;l&rsquo;enorme lavoro silenzioso che molte congregazioni religiose, specialmente femminili, portano avanti da tanti anni in favore delle vittime&raquo; e che coinvolge tutta la Chiesa, anche laddove la schiavit&ugrave; in senso proprio esiste ancora. Ma la Chiesa non pu&ograve; rispondere alle tante forme di schiavit&ugrave; da sola: &laquo;Come le organizzazioni criminali utilizzano reti globali per raggiungere i loro scopi, cos&igrave; l&rsquo;azione per sconfiggere questo fenomeno richiede uno sforzo comune e altrettanto globale da parte dei diversi attori che compongono la societ&agrave;&raquo;, Stati, organizzazioni internazionali, ONG, imprese e anche consumatori, che dovrebbero imparare a rifiutare i prodotti nella cui fabbricazione sono stati impiegati lavoratori schiavi.<\/p>\n<p><strong>Mentre svolge da anni un ruolo di coordinamento,<\/strong>&nbsp;la Chiesa non rinuncia a denunciare il peccato come causa profonda della schiavit&ugrave; e a ricordare come ogni azione di contrasto debba &laquo;partire dalla verit&agrave; sull&rsquo;uomo&raquo;. La Chiesa non pu&ograve; limitarsi a considerazioni sociali, ma &laquo;ha il compito di mostrare a tutti il cammino verso la conversione&raquo;. Per quanto riguarda in particolare la schiavit&ugrave; la Chiesa ha canonizzato santa Giuseppina Bakhita, una &laquo;santa originaria della regione del Darfur in Sudan, rapita da trafficanti di schiavi e venduta a padroni feroci fin dall&rsquo;et&agrave; di nove anni, e diventata poi, attraverso dolorose vicende, &ldquo;libera figlia di Dio&rdquo; mediante la fede vissuta nella consacrazione religiosa e nel servizio agli altri, specialmente i piccoli e i deboli&raquo;. Santa Giuseppina Bakhita &egrave; vissuta fra il XIX e il XX secolo, ma &laquo;&egrave; anche oggi testimone esemplare di speranza per le numerose vittime della schiavit&ugrave; e pu&ograve; sostenere gli sforzi di tutti coloro che si dedicano alla lotta contro questa piaga nel corpo dell&rsquo;umanit&agrave; contemporanea, una piaga nella carne di Cristo&raquo;.<\/p>\n<p><strong>&laquo;Sappiamo &#8211; conclude il Messaggio &#8211; che Dio chieder&agrave; a ciascuno di noi:<\/strong>&nbsp;&ldquo;Che cosa hai fatto del tuo fratello?&rdquo; (cfr Gen 4,9-10). La globalizzazione dell&rsquo;indifferenza, che oggi pesa sulle vite di tante sorelle e di tanti fratelli, chiede a tutti noi di farci artefici di una globalizzazione della solidariet&agrave; e della fraternit&agrave;, che possa ridare loro la speranza e far loro riprendere con coraggio il cammino attraverso i problemi del nostro tempo e le prospettive nuove che esso porta con s&eacute;, e che Dio pone nelle nostre mani&raquo;.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;11-12-2014&nbsp; di Massimo Introvigne Share on facebookShare on twitter &nbsp; &nbsp; Il 10 dicembre 2014 Papa Francesco ha reso noto il Messaggio per la 48&ordf; Giornata Mondiale della pace, che cadr&agrave; il 1&deg; gennaio 2015, formalmente datato 8 dicembre 2014. 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