{"id":12114,"date":"2014-11-23T22:40:29","date_gmt":"2014-11-23T22:40:29","guid":{"rendered":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/?p=12114"},"modified":"2014-11-23T22:40:29","modified_gmt":"2014-11-23T22:40:29","slug":"intervista-francesco-colafemmina-sulleffetto-francesco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/intervista-francesco-colafemmina-sulleffetto-francesco\/","title":{"rendered":"Intervista a Francesco Colafemmina sull\u2019\u00abeffetto Francesco\u00bb"},"content":{"rendered":"<header><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"R600x__Schermata 2014-11-17 a 18_29_19\" height=\"261\" src=\"https:\/\/bergoglionate.files.wordpress.com\/2014\/11\/r600x__schermata-2014-11-17-a-18_29_19.png?w=593&amp;h=261&amp;crop=1\" style=\"border:1px solid rgb(204, 204, 204);border-radius:4px;height:auto;\" width=\"593\" \/><\/p>\n<div>NOV 23 2014<\/div>\n<\/header>\n<div>\n<p><strong>Francesco Colafemmina, filologo saggista e scrittore pugliese con la passione per l&rsquo;arte e l&rsquo;architettura sacra. Gestisce il blog&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.fidesetforma.com\/\" sl-processed=\"1\" target=\"_blank\">Fides et Forma<\/a>&nbsp;Ha scritto:&nbsp;<em>La serpe tra gli ulivi<\/em>&nbsp;(romanzo);&nbsp;<em>Il mistero della chiesa di San Pio &ndash; Coincidenze e strategie esoteriche all&rsquo;ombra del grande Santo di Pietralcina; Dialoghi con un Persiano; Il matrimonio nella Grecia classica &ndash; Riti e tradizioni oltre le mistificazioni contemporanee, per un&rsquo;etica matrimoniale condivisa fra ellenismo e cristianesimo<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p><em>Partiamo dal fenomeno\/effetto Bergoglio: le sue parole, i suoi atti, rappresentano una contraddizione vivente: dinanzi a pronunciamenti dal deciso tenore cattolico (anche se su molti di essi dovrebbe riscontarsi una certa ovviet&agrave;, dal momento che a pronunciarli &egrave; un pontefice di Santa Romana Chiesa), ve ne seguono altri impregnati di ambiguit&agrave; e confusione sicch&eacute; sembra di assistere al classico &ldquo;un passo avanti e due indietro&rdquo;. Risultato: una Chiesa in preda a confusione e disorientamento con l&rsquo;effetto di distruggere tutto ci&ograve; che nei secoli &egrave; stato costruito. Che ne pensa?<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_1205\"><a href=\"https:\/\/bergoglionate.files.wordpress.com\/2014\/11\/francesco-colafemmina.jpg\" sl-processed=\"1\"><img decoding=\"async\" alt=\"Francesco Colafemmina\" src=\"https:\/\/bergoglionate.files.wordpress.com\/2014\/11\/francesco-colafemmina.jpg?w=213&amp;h=300\" style=\"border:1px solid rgb(204, 204, 204);height:auto;border-radius:4px;\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Francesco Colafemmina<\/strong><\/p>\n<\/p><\/div>\n<p>Francamente credo che il pontificato di Bergoglio coincida con un progetto chiarissimo: introdurre la Chiesa nella realt&agrave; del cosiddetto nuovo ordine mondiale. Non intendo dire con fare paranoico che ci sia una specie di &ldquo;complotto&rdquo;, quanto piuttosto una necessit&agrave; politica o geopolitica. Viviamo in un mondo sempre pi&ugrave; dominato dalle &eacute;lite finanziarie e dal potere della tecnologia. In questo mondo che ha cancellato la cultura classica, che non poggia pi&ugrave; sulle radici culturali dell&rsquo;Europa, ma sui diktat di un amorfo indifferentismo culturale e morale, la Chiesa ha due possibilit&agrave;, finire schiacciata dalla cultura dominante oppure cercare di sopravvivere e per farlo deve assumerne in una sorta di mimetismo esiziale le medesime caratteristiche: contraddizione, provvisoriet&agrave;, astoricit&agrave;, entropia. In particolare quest&rsquo;ultima che a dire di un grande sociologo quale Zygmut Bauman &egrave; la chiave di volta della &ldquo;cultura&rdquo; delle &eacute;lite finanziarie. L&rsquo;entropia, il caos, l&rsquo;imprevedibilit&agrave; sono il sale dei mercati azionari, il sale della politica, il sale degli speculatori. Ecco, il discorso va ormai ben oltre l&rsquo;annosa querelle fra tradizionalisti e progressisti in seno alla Chiesa. Lei crede davvero che la Chiesa Cattolica con tutte le sue propriet&agrave;, con le sue ambasciate, con la diffusione capillare dei propri ministri in tutto il mondo possa essere sottovalutata dai poteri di questo mondo? Niente affatto. La Chiesa viene perseguitata quando continua a proporre l&rsquo;etica e la logica del &ldquo;vecchio ordine mondiale&rdquo;, ma improvvisamente riceve solo applausi quando si piega alla logica hegeliana, quando mette in discussione se stessa, aprendo l&rsquo;abisso sulla sua storia, sulla verit&agrave; oggettiva e immutabile, sulla stessa natura del bene e del male. Bergoglio non &egrave; che l&rsquo;espressione di un&rsquo;ampia fetta di cardinali, vescovi e soprattutto diplomatici che hanno compreso al termine del pontificato di Giovanni Paolo II che per sopravvivere la Chiesa non aveva altre opzioni se non quella di definire un &ldquo;decente compromesso&rdquo; col mondo, secondo la definizione calzante del controverso, ma profetico, gesuita Malachi Martin.<\/p>\n<p><em>Pare che il binomio progressisti\/conservatori rappresenti nei fatti un qualcosa di superato: oggi siamo in una nuova era, quella che taluni chiamano del postconcilio, tal altri quella che addirittura chiamano del Vaticano III. Ci&ograve; che &egrave; certo &egrave; che siamo al di l&agrave; del progressisimo\/tradizionalismo, in tempi in cui si assiste da una parte ad una vera e propria massificazione dei fedeli e dall&rsquo;altra ad uno sparuto gruppetto di persone che intendono, costi quel che costi, rimanere fedeli a ci&ograve; che la Chiesa ha sempre insegnato. E&rsquo; cos&igrave;?<\/em><\/p>\n<p>S&igrave;, ma si tratta di un processo assai pi&ugrave; grande. Pensi ad esempio al surreale dibattito sulla scuola italiana e la sopravvivenza del liceo classico. Perch&eacute; il liceo classico &egrave; sotto attacco? Perch&eacute; rappresenta un residuato di quel vecchio ordine mondiale della cultura e della morale, financo della societ&agrave;. Ormai l&rsquo;insegnamento dei classici &egrave; considerato obsoleto perch&eacute; non &ldquo;educa&rdquo; ad una post-societ&agrave; fondata sulla regalit&agrave; dell&rsquo;individuo, bens&igrave; ad una societas, una aggregazione di uomini e donne che hanno s&igrave; una loro intrinseca dignit&agrave;, ma necessitano sempre di un miglioramento morale spirituale culturale. Allo stesso modo all&rsquo;interno della Chiesa papa Bergoglio si affanna ogni giorno dal pulpito di Santa Marta (una struttura che gi&agrave; &egrave; segno dell&rsquo;orizzontalit&agrave; del suo messaggio) nel colpire soprattutto i cattolici che definirei coerenti. Cattolici come i miei nonni che hanno lottato nella vita per mantenersi coerenti col Vangelo. Cattolici come tanti preti anonimi che giorno per giorno hanno accompagnato bambini, fidanzati, sposi, anziani, malati, sulla via di Ges&ugrave; Cristo. Questi cattolici non sono n&eacute; farisei n&eacute; sepolcri imbiancati, eppure cos&igrave; vengono apostrofati da Bergoglio che &ndash; pago del successo mondano che lo avvolge &ndash; si sente al di sopra di tutti, e pur non giudicando chi vive in stato di peccato grave, trova ogni giorno nuove parole per vilipendere chi si mantiene aderente al Vangelo e al magistero. Tutto ci&ograve; &egrave; davvero inaccettabile, ma ce ne facciamo una ragione perch&eacute; sappiamo qual &egrave; il quadro generale nel quale si inserisce l&rsquo;azione di Francesco.<\/p>\n<p><em>Un clero in evidente stato di confusione in quanto a dottrina e Liturgia concorre allo sciagurato messaggio modernista: la vita sembra esaurirsi su questa terra, dove la grande assente &egrave; l&rsquo;anima: nessuno pi&ugrave; ne parla (come su altre verit&agrave; di fede quali l&rsquo;Inferno, il Purgatorio, i Novissimi&hellip;) ma tutto &egrave; riconducibile ad una visione rigorosamente orizzontale che prevede l&rsquo;esasperazione dei diritti senza i doveri, la realizzazione delle proprie voglie e la cacciata delle proprie responsabilit&agrave;, il libertinaggio considerato libert&agrave;, il male perfino ostentato e il bene perseguitato. Qual &egrave; l&rsquo;urgenza per un cattolico al giorno d&rsquo;oggi?<\/em><\/p>\n<p>Come ripeteva il mio amato professore di letteratura cristiana antica il nostro obiettivo oggi &egrave; quello di &ldquo;salvare la semente&rdquo;. Non importa quanti semi salveremo e di che tipo, l&rsquo;importante &egrave; darsi da fare per salvarli. Ognuno ha il suo carisma e la sua testimonianza da offrire. Non sappiamo come e quando potranno spuntare dei nuovi germogli da semi dormienti, sappiamo solo che prima o poi si risveglieranno perch&eacute; la fede e il sacrificio di molti non &egrave; stato invano. Il cattolico oggi dovrebbe cercare di ragionare con distacco. Ignorare i proclami vaticani e le beghe fra cardinali ed occuparsi della santificazione della propria anima. E per farlo purtroppo oggi occorre tornare all&rsquo;antico, perch&eacute; &egrave; facile per un attimo perdersi sulla strada delle ideologie sociali e delle utopie new age. Cosa &egrave; pi&ugrave; facile oggi? Donare un pacco di pasta alla Caritas o migliorare se stessi, esercitarsi al contenimento delle proprie passioni, dei propri scoppi di egoismo? Tutti ci ripetono che &egrave; bello e santo fare la prima cosa &ndash; un&rsquo;azione encomiabile, per carit&agrave;, ma inutile se mossa dalla pura gratificazione di s&eacute; &ndash; nessuno ci parla pi&ugrave; di virt&ugrave; e vizio, di peccato e redenzione, di &ldquo;ascesi&rdquo;, una parola nobile, l&rsquo;esercizio, la fatica, la difficolt&agrave; di rinascere uomini nuovi in Cristo.<\/p>\n<p><em>Sul suo sito Fides Et Forma II ha scritto: &ldquo;Oggi viviamo in una convulsa societ&agrave; occidentale decadente e smemorata. Viviamo in un mondo dove la bellezza &egrave; un semplice guizzo, un momento destinato a svanire, ad esser risucchiato nel magma delle immagini, delle sensazioni, delle emozioni che scolorano il quotidiano in una pellicola gi&agrave; vista, noiosa e ripetitiva&rdquo;. Si parla tanto di bellezza, ma cos&rsquo;&egrave; la bellezza? E quale correlazione sussiste tra la bellezza e il cristianesimo? Quale ruolo riveste (o dovrebbe rivestire) la Chiesa cattolica in questa &ldquo;societ&agrave; occidentale decadente e smemorata&rdquo;?<\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_1206\"><a href=\"https:\/\/bergoglionate.files.wordpress.com\/2014\/11\/d2748346-4bca-30ad-bda7-0fb542d968e5.jpg\" sl-processed=\"1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Papa Francesco (23 novembre 2014)\" height=\"186\" src=\"https:\/\/bergoglionate.files.wordpress.com\/2014\/11\/d2748346-4bca-30ad-bda7-0fb542d968e5.jpg?w=300&amp;h=186\" style=\"border:1px solid rgb(204, 204, 204);height:auto;border-radius:4px;\" width=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Papa Francesco (23 novembre 2014)<\/p>\n<\/p><\/div>\n<p>Un tempo la Chiesa coincideva con la bellezza, ma la bellezza intesa alla maniera del vecchio ordine mondiale: simmetria e perfezione. Di qui l&rsquo;arte, l&rsquo;architettura, la musica, la stessa liturgia che &egrave; in s&eacute; un&rsquo;arte e che possiede queste nobili caratteristiche perch&eacute; anela all&rsquo;immutabile alla somma perfezione, a ci&ograve; che non &egrave; piagato dal tempo e dall&rsquo;individualit&agrave;. A questa dinamica verticale si &egrave; sostituita una dinamica orizzontale ed emotiva nella quale la ricerca di quella perfezione che avvicina al Creatore &egrave; stata soppiantata dallo spasmodico consumo delle emozioni, degli stati d&rsquo;animo. La costante ricerca del singolare, la trasformazione della liturgia da universale a particolare, il personalismo oggi incarnato persino da un Papa, la fanno da padroni. Comprende bene che cos&igrave; la Chiesa &egrave; stata depotenziata. In ci&ograve; concordo con un intellettuale marxista come Pasolini che nel 1974 si esprimeva in questi termini: &ldquo;In una prospettiva radicale, forse utopistica, o, e\u0300 il caso di dirlo, millenaristica, e\u0300 chiaro dunque cio\u0300 che la Chiesa dovrebbe fare per evitare una fine ingloriosa. Essa dovrebbe passare all&rsquo;opposizione. E, per passare all&rsquo;opposizione, dovrebbe prima di tutto negare se stessa. Dovrebbe passare all&rsquo;opposizione contro un potere che l&rsquo;ha cosi\u0300 cinicamente abbandonata, progettando, senza tante storie, di ridurla a puro folclore. Dovrebbe negare se stessa, per riconquistare i fedeli (o coloro che hanno un &laquo;nuovo&raquo; bisogno di fede) che proprio per quello che essa e\u0300 l&rsquo;hanno abbandonata. Riprendendo una lotta che e\u0300 peraltro nelle sue tradizioni (la lotta del Papato contro l&rsquo;Impero), ma non per la conquista del potere, la Chiesa potrebbe essere la guida, grandiosa ma non autoritaria, di tutti coloro che rifiutano (e parla un marxista, proprio in quanto marxista) il nuovo potere consumistico che e\u0300 completamente irreligioso; totalitario; violento; falsamente tollerante, anzi, piu\u0300 repressivo che mai; corruttore; degradante (mai piu\u0300 di oggi ha avuto senso l&rsquo;affermazione di Marx per cui il capitale trasforma la dignita\u0300 umana in merce di scambio)&rdquo;. Pasolini aveva compreso che nella lotta fra &eacute;lites e Chiesa quelle avrebbero trionfato, eppure era consapevole del dirompente potere spirituale della Chiesa che se espresso con coerenza avrebbe minacciato la sopravvivenza stessa di quella &ldquo;societ&agrave; dei consumi&rdquo; che nel 1974 irrompeva e che oggi, dopo 40 anni non smette di mostrare tutte le conseguenze del suo degrado. Tuttavia Pasolini pretendeva che la Chiesa passasse &ldquo;all&rsquo;opposizione&rdquo; rinunciando proprio all&rsquo;elemento chiave dell&rsquo;opposizione, ossia l&rsquo;auctoritas. Una Chiesa senza auctoritas &egrave; la Chiesa privata del catechon di cui spesso parla il filosofo Cacciari, &egrave; infatti la Chiesa di Bergoglio. Nondimeno sono convinto che un certo tipo di progressisti e molti tradizionalisti, ma anche tanti cattolici semplici, che non si collocano in alcuna categoria, oggi si trovino dinanzi ad un nemico comune solo che gli uni non riescono a intravvedere la sudditanza della Chiesa al mondo e si accontentano se Bergoglio viaggia in Ford Focus (senza guardare agli 8,6 milioni di euro in consulenze spesi dallo Ior lo scorso anno), gli altri invece continuano a combattere il progressismo sociale, la propaganda degli anni &rsquo;60 e &rsquo;70, senza sforzarsi di comprendere e far comprendere ai propri fratelli che il nemico odierno ha una natura completamente diversa e va combattuto insieme. Penso ad esempio all&rsquo;opposizione fiera dei cattolici tradizionalisti al Cammino Neocatecumenale. Credo che invece il Cammino, nonostante le derive leaderistiche dei suoi &ldquo;capi&rdquo; e tanti altri aspetti da me per primo criticati, sia stata una creazione strategica di Giovanni Paolo II nel tentativo di difendere la famiglia cattolica. Una legione di famiglie numerose e prolifiche alle quali occorrer&agrave; spiegare i cambiamenti che Bergoglio intendeva introdurre con il Sinodo di ottobre e che, a mio avviso, certamente riuscir&agrave; ad introdurre nel Sinodo del prossimo anno. D&rsquo;altro canto l&rsquo;ha detto lui: &ldquo;Io sono furbo&rdquo;. Come spiegare altrimenti i due recenti messaggi &ndash; peraltro marginali &ndash; contro aborto eutanasia e a favore di famiglie con padre e madre se non come il tentativo di un &ldquo;furbo&rdquo; di arginare le critiche di tutto il mondo pro-life per la cacciata del Cardinal Burke?<\/p>\n<p><em>In tempi in cui la famiglia e dunque il matrimonio sono sotto attacco, ha scritto un libro dal titolo &ldquo;Il matrimonio nella Grecia Classica con un sottotitolo pungente: Riti e tradizioni oltre le mistificazioni contemporanee, per un&rsquo;etica matrimoniale condivisa fra ellenismo e cristianesimo&rdquo;. Qual &egrave; l&rsquo;obiettivo di questo scritto?<\/em><\/p>\n<p>L&rsquo;obiettivo era quello di testimoniare che la cultura classica non &egrave; un unicum o un reperto museale, e che in molti casi non vi &egrave; stata una reale opposizione fra cristianesimo e cultura greco romana. Non a caso Ges&ugrave; &egrave; venuto al mondo proprio in quell&rsquo;epoca storica in cui Augusto inaugurava un impero fondato su un&rsquo;etica molto stringente e nondimeno minacciata da fenomeni di incontenibile deriva morale. Questo mondo ha molto da offrirci perch&eacute;, specialmente nella Grecia classica, la vita si svolgeva a mio parere in una dimensione pi&ugrave; a misura d&rsquo;uomo ed era vitale una autentica societ&agrave; fatta di&nbsp;<em>polites<\/em>&nbsp;e non di&nbsp;<em>idiotes<\/em>. Quando ho scritto questo saggio ero certo che prima o poi l&rsquo;istituto matrimoniale sarebbe stato esteso a relazioni che con il matrimonio non hanno nulla a che fare. Relazioni che tuttavia necessitano dell&rsquo;imitazione dell&rsquo;istituto matrimoniale per sentirsi &ldquo;normali&rdquo; e per essere percepite come tali. E&rsquo; come se lo Stato-Matrigna pur di soddisfare i suoi figli che si credono adulti li dotasse tutti di baffi. Ma il discorso &egrave; troppo complesso perch&eacute; in questa realt&agrave; contemporanea siamo tutti vittime di pochi spregiudicati carnefici. E invece di aiutare i nostri fratelli che sono nel peccato a riconoscere l&rsquo;identit&agrave; dei loro carnefici e il peso dei loro peccati, li incentiviamo a valorizzare la propria condizione di peccato. Un modo per dire che il peccato non esiste. E invece io che sono un peccatore il peccato lo sento e ci combatto e proprio perch&eacute; so quanto minaccia la nostra anima non chiedo, ma pretendo che la Chiesa aiuti me e tutti i miei fratelli e sorelle a riconoscere i nostri peccati, a migliorarci, a vivere in Cristo e salvare le nostre anime. Ma chi parla pi&ugrave; di anima?<\/p>\n<p><em>&copy;&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.corsiadeiservi.it\/it\/default1.asp?page_id=1046#.VHHCXTy9Nq4.facebook\" sl-processed=\"1\" target=\"_blank\">Corsia dei Servi<\/a>&nbsp;(Bari, novembre 2014)<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NOV 23 2014 Francesco Colafemmina, filologo saggista e scrittore pugliese con la passione per l&rsquo;arte e l&rsquo;architettura sacra. 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