{"id":12086,"date":"2014-11-23T20:14:45","date_gmt":"2014-11-23T20:14:45","guid":{"rendered":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/?p=12086"},"modified":"2014-11-23T20:14:45","modified_gmt":"2014-11-23T20:14:45","slug":"grazie-card-bagnasco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/grazie-card-bagnasco\/","title":{"rendered":"UN GRAZIE AL CARD. BAGNASCO"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Patrizia Stella<\/strong><\/p>\n<p>A nome di tutti coloro che difendono i cosiddetti &ldquo;valori non negoziabili&rdquo;, cattolici o meno, sentiamo il dovere di ringraziare non solo il Card. Bagnasco per essere intervenuto ufficialmente in difesa dell&rsquo;unica, vera famiglia, da lui definita: &ldquo;<em>cellula fondamentale della societ&agrave; umana, oggi maltrattata e disprezzata<\/em>&rdquo;, ma ringraziamo anche quei Cardinali coraggiosi, tra cui Burke, Muller, Caffarra, Pell e altri che, con i loro chiari interventi durante il Sinodo, hanno rinforzato quel baluardo di difesa dell&rsquo;unica famiglia voluta non dalla Costituzione e nemmeno dalla Chiesa, ma da Dio stesso fin dalla creazione, perch&eacute; fa parte intrinseca e costitutiva dell&rsquo;uomo e della donna.<\/p>\n<p>Anche se molti commentano: &ldquo;Ci mancherebbe altro che adesso la Chiesa decidesse di porre la famiglia naturale, quella tra uomo e donna in un patto vincolante che &egrave; il matrimonio, sullo stesso piano di qualunque altra tipologia di unione!&rdquo; <strong>Eppure c&rsquo;&egrave; in giro molta confusione anche a motivo di quella frase di papa Francesco &ldquo;Dio non teme ci&ograve; che &egrave; nuovo&rdquo;, perch&eacute; la si pu&ograve; intendere proprio nel senso che ci possono essere nuovi modi di pensare la famiglia. <\/strong>Forse che la legge sull&rsquo;eutanasia, ad esempio, o le manipolazioni genetiche, le fecondazioni assistite, le unioni gay, peggio ancora l&rsquo;idiozia del gender addirittura come obbligo scolastico&hellip; diventano lecite solo perch&eacute; rappresentano una novit&agrave; che tutti devono accettare, Chiesa compresa, come fatto ineluttabile, anzi, come &ldquo;segno di modernit&agrave;?&rdquo; Ges&ugrave; ci ha insegnato che la sua Chiesa deve essere &ldquo;segno di contraddizione&rdquo; nel mondo e non fucina di benedizioni per tutte le novit&agrave; anche patologiche o peccaminose che si presentano.<\/p>\n<p><strong>LA RELATIO SYNODI.<\/strong><\/p>\n<p>In effetti la &ldquo;Relatio Synodi&rdquo; della terza assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi, in mezzo a una buona esposizione di contenuti, presenta alcuni punti assai discutibili, se non addirittura pericolosi per la fede. <strong>Infatti emerge spesso qua e l&agrave; quel &ldquo;motivo di fondo&rdquo; sulla situazione disastrosa delle coppie e delle famiglie nel mondo, a tal punto che i Padri si domandano quanto sia utile per l&rsquo;umanit&agrave;, visto il disastro irreversibile ormai scoppiato, la chiusura della Chiesa su matrimonio, sessualit&agrave; e coppie di fatto, senza per&ograve; avere il coraggio di chiedersi per qual motivo siamo cos&igrave; ridotti.<\/strong><\/p>\n<p>Nessuno si chiede se tutto ci&ograve; sia la conseguenza di un lungo e martellante lavoro di demolizione dei tre valori fondanti &ldquo;uomo, famiglia, Chiesa&rdquo; da parte di certi poteri occulti nel chiaro intento di staccare l&rsquo;umanit&agrave; da Dio e i cristiani da Ges&ugrave; Cristo? E per raggiungere questo obiettivo non occorre seminare eresie sulla Santissima Trinit&agrave; perch&eacute; &egrave; sufficiente scardinare la Chiesa dall&rsquo;interno attraverso la corruzione dell&rsquo;uomo esaltando i rapporti sessuali liberi, anche contro natura, e presentandoli come il massimo dei beni e dei diritti da conquistare a qualunque prezzo.<\/p>\n<p>Per fortuna la maggior parte dei Padri sinodali ha respinto i paragrafi pi&ugrave; problematici della prima parte voluti dai cardinali Marx e Schonborn con l&rsquo;adesione del segretario aggiunto Mons. Bruno Forte, dove si manifestava una certa apertura alle unioni gay fino a individuare una &ldquo;tensione positiva verso il bene&rdquo;. Ma ci&ograve; che la dottrina non accetta in via ufficiale, viene invece accolto nella prassi, forse nell&rsquo;attesa di essere sancito dal prossimo Sinodo, dopo un ben mirato lavaggio del cervello che porti la gente all&rsquo;accettazione incondizionata di tutte le &ldquo;novit&agrave;&rdquo; esistenti nel campo sessuale!<\/p>\n<p><strong>Se tutte le persone vanno rispettate nella loro dignit&agrave;, qualunque sia il loro orientamento sessuale, questo non ci dispensa dal dovere di essere chiari nei confronti di chi pratica l&rsquo;omosessualit&agrave; e &ldquo;annessi&rdquo;, altrimenti non solo li inganniamo confermandoli ingiustamente in una situazione che, essendo contro natura, danneggia corpo e psiche, ma quel che &egrave; peggio, rischiamo di precludere loro le porte del Regno dei Cieli<\/strong>.<\/p>\n<p>Infatti oltre al Magistero perenne della Chiesa e alle famose invettive di S. Paolo contro tutti gli impuri e i sodomiti, anche S. Agostino nelle Confessioni dichiara che &ldquo;I<em> peccati dei sodomiti devono essere condannati sempre e ovunque e quand&rsquo;anche tutti gli uomini li commettessero, verrebbero tutti coinvolti nella stessa condanna divina<\/em>. (Confessioni c.III, p.8).<\/p>\n<p><strong>Se interroghiamo inoltre la Sacra Scrittura vediamo che Dio perdona ogni peccato, anche grave se c&rsquo;&egrave; vero pentimento (es. la vicenda del re David), mentre invece lascia cadere la sua collera sull&rsquo;umanit&agrave; solo davanti alla presenza di due peccati gravissimi: idolatria e sodomia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>SERIA PERPLESSITA&rsquo;.<\/strong> I paragrafi da evidenziare sono ad esempio il 25, 39, 45. &nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il paragrafo n. 25<\/strong> recita cos&igrave;: &ldquo;<strong><em>In ordine ad un approccio pastorale verso le persone che hanno contratto matrimonio civile, che sono divorziati e risposati, o che semplicemente convivono, compete alla Chiesa rivelare loro la divina pedagogia della grazia nelle loro vite e aiutarle a raggiungere la pienezza del piano di Dio in loro. Seguendo lo sguardo di Cristo, la cui luce rischiara ogni uomo, la Chiesa si volge con amore a coloro che partecipano alla sua vita in modo incompiuto, riconoscendo che &ldquo;la grazia di Dio opera anche nelle loro vite&rdquo; dando loro il coraggio per compiere il bene, &ldquo;per prendersi cura con amore l&rsquo;uno dell&rsquo;altro ed essere a servizio della comunit&agrave; nella quale vivono e lavorano<\/em><\/strong><em>&rdquo;.<\/em><\/p>\n<p>La Chiesa ha sempre accolto tutti, come afferma il card. Bagnasco, anche i peccatori, soprattutto in vista di una loro conversione ma non per confermarli nel loro peccato. <em>Ma cosa significa partecipare alla vita della Chiesa &ldquo;in modo incompiuto&rdquo;? Cosa significa &ldquo;prendersi cura con amore l&rsquo;uno dell&rsquo;altro ed essere a servizio della comunit&agrave;&hellip;&rdquo;?<\/em> Vuol forse dire che &egrave; sufficiente fare qualche opera buona in parrocchia pur continuando tranquillamente a vivere da adulteri? Ormai si vedono divorziati, conviventi ecc. che vanno a fare le letture durante la Messa e anche la Comunione e che sono additati come esempio! Solo Dio giudica, &egrave; vero, tuttavia abbiamo anche il dovere morale di non creare scandalo, ci avverte il Signore, di non sovvertire i valori, di non offuscare la verit&agrave;.<\/p>\n<p><strong>S. Tommaso afferma che chi &egrave; in peccato mortale, pur rimanendo figlio di Dio per il Battesimo, ha perduto la grazia di Dio, cio&egrave; ha interrotto la Comunione con Dio, quindi non partecipa pi&ugrave; alla Vita divina<\/strong>. (In 4 Sent. d.16, q.2) Nessuno &egrave; senza peccato, dice la Scrittura, ed &egrave; vero, ciascuno di noi ha il suo &ldquo;campo di battaglia&rdquo;, per&ograve; un conto sono le cadute sporadiche con la consapevolezza che &egrave; male e il proposito di rialzarsi al pi&ugrave; presto chiedendo perdono, (non solo nel campo sessuale, ma anche per tutti gli altri Comandamenti: calunnia, furto, ricettazione, imbroglio, frode dei poveri, ingiustizie, falsit&agrave;, inganno, invidia ecc.) e ben altra cosa &egrave; l&rsquo;accettazione passiva, ammantata di normalit&agrave; e benemerenza, di &ldquo;stati di peccato gravi&rdquo;. Un conto &egrave; rubare, e poi pentirsi e restituire, per fare un esempio, ben altro &egrave; voler vivere in quella situazione.<\/p>\n<p>E&rsquo; vero che esiste per tutti anche la &ldquo;<strong>grazia attuale<\/strong>&rdquo; cio&egrave; quella sorta di &ldquo;spinta occasionale&rdquo; alla conversione che il Signore concede a tutti indistintamente, anche ai miscredenti, la quale &ldquo;<em>previene, prepara e suscita la libera risposta dell&rsquo;uomo<\/em>&rdquo; (Compendio n. 423\/425), tuttavia bisogna volerla e cercarla la grazia e la conversione, attraverso la preghiera, le opere buone e il desiderio di fuggire il peccato, perch&eacute; Dio &egrave; misericordioso ma &egrave; anche Giusto e non violenta mai la nostra libert&agrave;, nemmeno quando l&rsquo;uomo si impegna, con &ldquo;piena avvertenza e deliberato consenso&rdquo; a voler andare in inferno a tutti i costi.<\/p>\n<p><strong>IL CAVALLO DI TROIA. Pertanto, come ha ribadito sia il card. Bagnasco ad Assisi, che il card. Geoge Pell <\/strong>in un&rsquo;intervista televisiva al &ldquo;Catholic New Service&rdquo;, tutti questi tentativi di alcuni padri sinodali di voler, da una parte, concedere la comunione ai divorziati e dall&rsquo;altra, di riconoscere giuridicamente le unioni gay, non sono altro che &ldquo;cavalli di Troia&rdquo; per indebolire l&rsquo;unica, vera, famiglia, quella fondata sul matrimonio indissolubile, aperta alla vita e giuridicamente protetta dalla Costituzione come bene sociale oltre che santificata dal Sacramento del matrimonio voluto da Ges&ugrave; Cristo. <strong>Quel Sacramento che conferisce appunto &ldquo;la grazia sacramentale&rdquo;<\/strong> <strong>perch&eacute; deriva dai Sacramenti: &ldquo;Battesimo, Cresima, Eucaristia, Confessione, Unzione dei malati, Ordine Sacro e Matrimonio&rdquo; che sono aiuti speciali, cio&egrave; interventi diretti di Ges&ugrave; Cristo, vero Dio, nelle varie tappe della vita dell&rsquo;uomo, dalla nascita alla morte, per aiutarlo a santificarsi in questo cammino irto di difficolt&agrave; e di inganni, e soprattutto allo scopo di realizzare quella sua promessa &ldquo;Io sar&ograve; con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo&rdquo;. <\/strong><\/p>\n<p><strong>PARAGRAFO N. 39 <\/strong>&nbsp;Si riferisce per lo pi&ugrave; alla necessit&agrave; di &ldquo;<em>programmi specifici per la preparazione prossima al matrimonio che siano vera esperienza di partecipazione alla vita ecclesiale e approfondiscano i viversi aspetti della vita familiare&rdquo;.<\/em><\/p>\n<p>Questo aspetto &egrave; di basilare importanza e spesso &egrave; anche uno dei motivi principali delle separazioni, cio&egrave; la mancanza di un&rsquo;adeguata preparazione non solo spirituale, ma pedagogica, psicologica, umana, su cui far leva nei momenti di gravi difficolt&agrave;, che sono inevitabili, soprattutto considerando la fragilit&agrave; delle nuove generazioni, spesso provenienti da coppie di separati e divorziati, e privi oltretutto anche di un vero entroterra di catechesi e preparazione spirituale. Qualche studioso ha affermato che per sanare la famiglia, occorre prima risanare l&rsquo;uomo, cio&egrave; aiutarlo a rendersi conto di chi &egrave;, della sua dignit&agrave; di figlio di Dio, dei suoi doveri morali dentro e fuori la famiglia vissuti con responsabilit&agrave;, del suo destino eterno ecc. altrimenti &egrave; come se si volesse costruire una casa usando la paglia.<\/p>\n<p><strong>Soprattutto va ribadito che per vivere la fedelt&agrave; matrimoniale non &egrave; indispensabile l&rsquo;esistenza dell&rsquo;attrazione fisica, anche se &egrave; importante soprattutto come base di partenza, ma si deve far leva soprattutto sulla volont&agrave; e sulla responsabilit&agrave; di mantenere una parola data davanti a Dio e alla societ&agrave;,<\/strong> anche quando il cammino diventa difficile e tentazioni di &ldquo;false sirene&rdquo; si affacciano all&rsquo;orizzonte della vita. Non si pu&ograve; buttare via un matrimonio, spesso dopo interi decenni, appellandosi a quella frase &ldquo;Mi sono innamorato\/a di un altro\/a&rdquo; come se la presenza di una nuova &ldquo;attrattiva fisica&rdquo; in ufficio, a scuola, all&rsquo;ospedale ecc. giustificasse il &ldquo;diritto&rdquo; di distruggere tutto un edificio costruito con impegno e con amore assieme al coniuge e ai figli. <strong>La vita dell&rsquo;uomo sulla terra &egrave; una milizia, dicono i santi, e vince chi sa battagliare con coraggio e lealt&agrave; per mantenersi fedele fino in fondo, condizione anche per la nostra felicit&agrave;. <\/strong><\/p>\n<p><strong>PARAGRAFO N. 45.<\/strong> Sempre in merito a separazione e divorzi, il Sinodo si esprime cos&igrave;: &ldquo;<em>I Padri sinodali hanno avvertito l&rsquo;urgenza di cammini pastorali nuovi, che partano dall&rsquo;affettivit&agrave; reale delle fragilit&agrave; familiari, sapendo che esse spesso, sono pi&ugrave; &ldquo;subite&rdquo; con sofferenza che scelte in piena libert&agrave;<\/em>&rdquo;. &nbsp;E&rsquo; vero che in tutte le separazioni si dovrebbe evidenziare chi dei due vuole a tutti i costi il divorzio da chi invece &egrave; costretto a subirlo, tuttavia questa umiliante situazione di &ldquo;divorziato\/a costretto&rdquo; non impedisce di continuare ad essere fedele, nella certezza che il Signore premia sempre questa fedelt&agrave; eroica, talvolta anche col ritorno del coniuge.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E&rsquo; altrettanto vero comunque che ormai le separazioni sono date per scontate, sono diventate di moda, tanto che ci si libera facilmente del marito o della moglie per dei motivi futili, quali la routine per il 40% dice l&rsquo;Istat, per poi aggrapparsi con tutte le forze, per paura di rimanere soli, al secondo compagno o compagna nonostante i loro difetti siano spesso ben pi&ugrave; grossi ed evidenti di quelli del vero coniuge. <\/strong><\/p>\n<p>Ma il peggio &egrave; che, davanti ai primi segnali conflittuali di rottura, la prassi comune da parte di parenti, psicologi o sacerdoti non &egrave; quella di aiutare i coniugi a trovare motivi per sanare il loro rapporto, ma &egrave; quella di incoraggiare i due interessati a compiere il grande passo, adducendo le solite motivazioni. <em>&ldquo;Tanto, che male c&rsquo;&egrave;? E&rsquo; inevitabile! Bisogna prendere atto pacificamente della rottura del matrimonio come di un evento tra gli altri, e bisogna farlo in maniera civile, con serenit&agrave;, nel reciproco rispetto del coniuge e delle leggi!<\/em>&rdquo; affermano tutti con fare incoraggiante come quando si deve affrontare un difficile intervento chirurgico per poi godere dei benefici della guarigione. &nbsp;Ma quale guarigione? Quale intervento a fin di bene? Quale nuova vita da impostare?<\/p>\n<p><strong>La rottura del matrimonio, anche nel migliore dei casi, costituisce sempre un evento cos&igrave; traumatico per entrambi i coniugi e per tutto il circondario familiare, figli in primis, che difficilmente si risolve senza l&rsquo;aiuto di psichiatri e di psico-farmaci<\/strong> per il fatto che il matrimonio &egrave; talmente parte intrinseca della persona, della natura umana, della famiglia naturale, (&ldquo;I due saranno una sola carne&rdquo; dice Ges&ugrave;) che la sua rottura provoca un&rsquo;autentica lacerazione a livello psico-fisico con traumi incancellabili per tutto il resto della vita.<\/p>\n<p>Infatti, da quella data nefasta, 1975, che ha sancito il divorzio come legge sono aumentati i disperati, i nevrotici, i psicopatici, i pazzi, gli omicidi, i suicidi, i drogati, i depressi fin dall&rsquo;adolescenza ecc. Senza dire che tutto questo ha provocato nelle nuove generazioni una grande sfiducia verso lo stesso istituto del matrimonio a tal punto che adesso neppure si vuole convivere, ma si preferisce la libert&agrave; di stare ciascuno a casa propria e avere rapporti occasionali per non impegnarsi con nessuno, in una sorta di avvilimento della persona priva di solide relazioni, di vero amore e di speranza, come d&rsquo;altronde vuole la cultura criminale del &ldquo;gender&rdquo; che ha perfino annullato i nomi dolcissimi di &ldquo;mamma e pap&agrave;&rdquo; per obbligarci a vivere da disperati, allo sbando e senza punti di riferimento!<\/p>\n<p><strong>Eminenza Reverendissima Card. Bagnasco, a questo punto assai preoccupante della questione, mi permetto di invitarla,<\/strong> a nome di molti credenti, a prendere come riferimento per le sue prossime battaglie in favore della famiglia, non solo o non tanto la &ldquo;Relatio Synodi&rdquo; e i discorsi di Papa Bergoglio, come da sue parole, ma di andare a &ldquo;riesumare&rdquo; con coraggio anche e soprattutto la bellezza e la profondit&agrave; del Magistero dei due Papi precedenti, Benedetto XVI e San Giovanni Paolo II, che su tale argomento si sono pi&ugrave; volte espressi in maniera chiara e inconfutabile, nella fedelt&agrave; al Magistero perenne della Chiesa e all&rsquo;evidenza della Legge Naturale visibile a tutti, anche a coloro che si rifiutano caparbiamente di guardare.<\/p>\n<p>Noi laici ci aspettiamo molto da Lei, da Voi, pochi Cardinali, &ldquo;piccolo resto di una Chiesa in rovina&rdquo; ma pi&ugrave; che sufficiente per vincere la nostra battaglia in nome di Ges&ugrave; Cristo che aspetta forse questi nostri piccoli passi per intervenire poi Egli stesso a fare luce con la sua forza prorompente.<\/p>\n<p>La ringrazio molto e in ginocchio le chiedo la Sua benedizione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-left: 212.4pt;\"><a href=\"mailto:patrizia@patriziastella.com\">patrizia@patriziastella.com<\/a><\/p>\n<p style=\"margin-left:212.4pt;\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Patrizia Stella A nome di tutti coloro che difendono i cosiddetti &ldquo;valori non negoziabili&rdquo;, cattolici o meno, sentiamo il dovere di ringraziare non solo il Card. 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