{"id":11792,"date":"2014-10-28T23:57:07","date_gmt":"2014-10-28T23:57:07","guid":{"rendered":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/?p=11792"},"modified":"2014-10-28T23:59:00","modified_gmt":"2014-10-28T23:59:00","slug":"ipartire-dai-poveri-ideologia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/ipartire-dai-poveri-ideologia\/","title":{"rendered":"Ripartire dai poveri, ma senza ideologia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-ripartire-dai-poveri-ma-senza-ideologia-10772.htm\">http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-ripartire-dai-poveri-ma-senza-ideologia-10772.htm<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<span style=\"font-size: 12.8000001907349px; line-height: 16.6399993896484px;\">29-10-2014 &nbsp;<\/span><\/p>\n<div>di <strong>Massimo Introvigne<\/strong><\/p>\n<div>\n<div>\n<div id=\"_atssh\">&nbsp;<\/div>\n<p><a><img decoding=\"async\" alt=\"Stampa\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img\/icone\/ico-print.gif\" style=\"border:none;float:left;\" title=\"Stampa\" \/><\/a><a><img decoding=\"async\" alt=\"Invia ad un amico\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img\/icone\/ico-inviaAdUnAmico.gif\" style=\"border:none;float:left;\" title=\"Invia ad un amico\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoliPdf-ripartire-dai-poveri-ma-senza-ideologia-10772.pdf\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" alt=\"Scarica il PDF\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img\/icone\/ico-pdf.gif\" style=\"border:none;float:left;\" title=\"Scarica il PDF\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/notizie-294.rss\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" alt=\"RSS\" src=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/fileCondivisi\/img\/icone\/ico-rss-small.png\" style=\"border:none;float:left;\" title=\"RSS\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<div>\n<p>Il 28 ottobre 2014 Papa Francesco ha incontrato i partecipanti a un incontro internazionale di &laquo;movimenti popolari&raquo; promosso dal Pontificio Consiglio Iustitia et Pax in collaborazione con la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, pronunciando un importante discorso in tema di dottrina sociale. Gi&agrave; prima dell&rsquo;incontro, la stampa italiana e internazionale si &egrave; soffermata particolarmente su chi fossero gli esponenti di questi &laquo;movimenti popolari&raquo;, citando la presenza del presidente della Bolivia, Evo Morales &ndash; i cui rapporti con l&rsquo;episcopato locale sono molto tesi, cos&igrave; da indurre la Sala &nbsp;Stampa vaticana a precisare con qualche imbarazzo che la sua presenza e il successivo incontro privato con il Papa sono avvenuti &laquo;al di fuori dei normali canali diplomatici&raquo; &#8211; e di gruppi italiani vicini ai Centri Sociali.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pu&ograve; darsi che si debba consigliare a consigli e accademie pontificie<\/strong>&nbsp;di essere pi&ugrave; attente negli inviti, coordinandosi magari con la Segreteria di Stato e con la prudente diplomazia vaticana. N&eacute; si pu&ograve; escludere che abbia dato una colorazione particolare e tipicamente sudamericana all&rsquo;evento un giro di amicizie del Pontefice che risalgono ai suoi anni argentini e, prima ancora della consacrazione episcopale, ai suoi interessi politici nell&rsquo;ambito del movimento peronista: i lettori pi&ugrave; attenti del nostro quotidiano ritroveranno temi e persino personaggi citati in un articolo pubblicato subito dopo l&rsquo;elezione a Pontefice di Papa Bergoglio (<a href=\"http:\/\/lanuovabq.it\/it\/articoli-padre-bergoglioe-la-guardia-di-ferro-6153.htm\" target=\"_blank\">leggi qui<\/a>).<\/p>\n<p><strong>Se tutto questo ha certamente un interesse,<\/strong>&nbsp;molto pi&ugrave; importante &egrave; il discorso del Papa, che ha denunciato con grande durezza le ingiustizie perpetrate ai danni dei poveri ma nello stesso tempo ha distinto fra la dottrina sociale della Chiesa, che affronta queste ingiustizie in modo concreto alla luce del Vangelo e della morale, e le ideologie che ricorrono a schemi astratti e finiscono per generare violenza.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L&rsquo;ingiustizia non pu&ograve; essere, ha detto Papa Francesco, &laquo;passata sotto silenzio&raquo;.<\/strong>&nbsp;Coloro che in diversi continenti patiscono la fame e vivono nella miseria &laquo;non si accontentano di promesse illusorie, scuse o alibi. Non stanno neppure aspettando a braccia conserte l&rsquo;aiuto di Ong, piani assistenziali o soluzioni che non arrivano mai, o che, se arrivano, lo fanno in modo tale da andare nella direzione o di anestetizzare o di addomesticare&raquo; le aspirazioni dei poveri a una condizione diversa. &laquo;Non si pu&ograve; affrontare lo scandalo della povert&agrave; promuovendo strategie di contenimento che unicamente tranquillizzano e trasformano i poveri in esseri addomesticati e inoffensivi. Che triste vedere che, dietro a presunte opere altruistiche, si riduce l&rsquo;altro alla passivit&agrave;, lo si nega o, peggio ancora, si nascondono affari e ambizioni personali: Ges&ugrave; le definirebbe ipocrite&raquo;. &nbsp;Tanti poveri del mondo &laquo;esigono e soprattutto praticano quella solidariet&agrave; tanto speciale che esiste fra quanti soffrono, tra i poveri, e che la nostra civilt&agrave; sembra aver dimenticato, o quantomeno ha molta voglia di dimenticare&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Oggi, ha fatto notare il Pontefice, &laquo;solidariet&agrave; &egrave; una parola che non sempre piace<\/strong>; direi che alcune volte l&rsquo;abbiamo trasformata in una cattiva parola, non si pu&ograve; dire; ma una parola &egrave; molto pi&ugrave; di alcuni atti di generosit&agrave; sporadici. &Egrave; pensare e agire in termini di comunit&agrave;&raquo;. Solidariet&agrave; &egrave; parola impegnativa, perch&eacute; significa contestazione delle ingiustizie che sono frutto &laquo;dell&rsquo;Impero del denaro: i dislocamenti forzati, le emigrazioni dolorose, la tratta di persone, la droga, la guerra, la violenza&raquo;. &nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Papa ha ricordato che terra, casa e lavoro<\/strong>&nbsp;sono esigenze che si trovano nella dottrina sociale della Chiesa. Quando pronuncia queste parole, ha affermato Francesco, &laquo;per alcuni il Papa &egrave; comunista. Non si comprende che l&rsquo;amore per i poveri &egrave; al centro del Vangelo&raquo;. Non si comprende che la dottrina sociale &laquo;non risponde a un&rsquo;ideologia&raquo; ma alla realt&agrave;.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Pontefice ha svolto qualche considerazione su ciascuna delle tre parole:<\/strong>&nbsp;terra, casa e lavoro. &nbsp;&laquo;All&rsquo;inizio della creazione &ndash; ha detto &ndash;, Dio cre&ograve; l&rsquo;uomo custode della sua opera, affidandogli l&rsquo;incarico di coltivarla e di proteggerla&raquo;. &laquo;Vedo &ndash; ha aggiunto &ndash; &nbsp;che qui ci sono decine di contadini e di contadine e voglio felicitarmi con loro perch&eacute; custodiscono la terra&raquo;. Ma preoccupa &laquo;lo sradicamento di tanti fratelli contadini che soffrono per questo motivo e non per guerre o disastri naturali&raquo;. Questa &laquo;dolorosa separazione non &egrave; solo fisica ma anche esistenziale e spirituale, perch&eacute; esiste una relazione con la terra che sta mettendo la comunit&agrave; rurale e il suo peculiare stile di vita in palese decadenza e addirittura a rischio di estinzione&raquo;.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La crisi delle tradizionali culture contadine<\/strong>&nbsp;non &egrave; l&rsquo;ultima causa della piaga della fame. La fame non dipende solo da cause umane: ci sono responsabilit&agrave; e peccati. &laquo;Quando la speculazione finanziaria condiziona il prezzo degli alimenti trattandoli come una merce qualsiasi, milioni di persone soffrono e muoiono di fame. Dall&rsquo;altra parte si scartano tonnellate di alimenti. Ci&ograve; costituisce un vero scandalo. La fame &egrave; criminale, l&rsquo;alimentazione &egrave; un diritto inalienabile&raquo;.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sul tema delicato delle riforme agrarie<\/strong>&nbsp;il Pontefice ha citato il &laquo;Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa&raquo; per cui &laquo;in certi Paesi&raquo; &ndash; la precisazione non &egrave; priva d&rsquo;importanza, spettando alla prudenza esaminare la situazione Paese per Paese &ndash; &laquo;la riforma agraria diventa pertanto, oltre che una necessit&agrave; politica, un obbligo morale&raquo; (CDSC, 300). &laquo;Non lo dico solo io &ndash; ha insistito il Papa &ndash; ma sta scritto nel compendio della Dottrina sociale della Chiesa&raquo;, ricordando insieme che occorre &laquo;lottare per la dignit&agrave; della famiglia rurale&raquo;, senza separare la questione della famiglia da quella della terra.<\/p>\n<p><strong>Secondo punto: &laquo;una casa per ogni famiglia<\/strong>. Non bisogna mai dimenticare che Ges&ugrave; nacque in una stalla perch&eacute; negli alloggi non c&rsquo;era posto, che la sua famiglia dovette abbandonare la propria casa e fuggire in Egitto, perseguitata da Erode. Oggi ci sono tante famiglie senza casa, o perch&eacute; non l&rsquo;hanno mai avuta o perch&eacute; l&rsquo;hanno persa per diversi motivi. Famiglia e casa vanno di pari passo!&raquo;. Dove manca la casa, quasi fatalmente la famiglia stessa &egrave; in pericolo.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Non ogni &laquo;tetto&raquo;, ha detto Papa Francesco, &egrave; veramente una &laquo;casa&raquo;.<\/strong>&nbsp;&laquo;Oggi viviamo in immense citt&agrave; che si mostrano moderne, orgogliose e addirittura vanitose. Citt&agrave; che offrono innumerevoli piaceri e benessere per una minoranza felice ma si nega una casa a migliaia di nostri vicini e fratelli, persino bambini, e li si chiama, elegantemente, &ldquo;persone senza fissa dimora&rdquo;. &Egrave; curioso come nel mondo delle ingiustizie abbondino gli eufemismi&raquo;: &laquo;potrei sbagliarmi in qualche caso, ma in generale dietro un eufemismo c&rsquo;&egrave; un delitto&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Eppure, proprio &laquo;nei quartieri popolari dove molti di voi vivono<\/strong>&nbsp;sussistono valori ormai dimenticati nei centri arricchiti. Questi insediamenti sono benedetti da una ricca cultura popolare, l&igrave; lo spazio pubblico non &egrave; un mero luogo di transito ma un&rsquo;estensione della propria casa, un luogo dove generare vincoli con il vicinato&raquo;. &laquo;Anche nel loro disegno architettonico&raquo;, le citt&agrave; dovrebbero favorire la preservazione o il ritorno a relazioni a misura d&rsquo;uomo, combattendo la tentazione dell&rsquo;anonimato urbano, che porta solitudine e disperazione. L&rsquo;espressione &laquo;integrazione urbana&raquo; dovrebbe &laquo;sostituire completamente la parola sradicamento, ora, ma anche quei progetti che intendono riverniciare i quartieri poveri, abbellire le periferie e &ldquo;truccare&rdquo; le ferite sociali invece di curarle promuovendo un&rsquo;integrazione autentica e rispettosa&raquo;. Spesso si tratta solo di &laquo;architettura di facciata&raquo;, mentre una citt&agrave; integrata &egrave; una citt&agrave; dove &laquo;tutte le famiglie abbiano una casa e affinch&eacute; tutti i quartieri abbiano un&rsquo;infrastruttura adeguata (fognature, luce, gas, asfalto), e continuo: scuole, ospedali, pronto soccorso, circoli sportivi e tutte le cose che creano vincoli e uniscono, accesso alla salute &mdash; l&rsquo;ho gi&agrave; detto &mdash; all&rsquo;educazione e alla sicurezza della propriet&agrave;&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Terza parola: lavoro.<\/strong>&nbsp;&laquo;Non esiste peggiore povert&agrave; materiale&raquo;, ha sottolineato Francesco, &laquo;di quella che non permette di guadagnarsi il pane e priva della dignit&agrave; del lavoro. La disoccupazione giovanile, l&rsquo;informalit&agrave; e la mancanza di diritti lavorativi non sono inevitabili, sono il risultato di una previa opzione sociale, di un sistema economico che mette i benefici al di sopra dell&rsquo;uomo, se il beneficio &egrave; economico, al di sopra dell&rsquo;umanit&agrave; o al di sopra dell&rsquo;uomo, sono effetti di una cultura dello scarto che considera l&rsquo;essere umano di per s&eacute; come un bene di consumo, che si pu&ograve; usare e poi buttare&raquo;. I vecchi discorsi sullo sfruttamento sono diventati perfino anacronistici rispetto a situazioni nuove, a una nuova &laquo;sfumatura grafica e dura dell&rsquo;ingiustizia sociale; quelli che non si possono integrare, gli esclusi sono scarti, &ldquo;eccedenze&rdquo;&raquo;. Questo avviene quando si dimentica che &laquo;al centro di ogni sistema sociale o economico deve esserci la persona, immagine di Dio, creata perch&eacute; fosse il denominatore dell&rsquo;universo. Quando la persona viene spostata e arriva il dio denaro si produce questo sconvolgimento di valori&raquo;.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Pontefice ha citato da un testo rabbinico medievale<\/strong>&nbsp;un episodio relativo alla Torre di Babele e al grande sforzo per preparare i mattoni e portarli verso la parte alta della torre. &laquo;Se cadeva un mattone &mdash; era costato tanto con tutto quel lavoro &mdash;, era quasi una tragedia nazionale. Colui che l&rsquo;aveva lasciato cadere veniva punito o cacciato, o non so che cosa gli facevano, ma se cadeva un operaio non succedeva nulla. Questo accade quando la persona &egrave; al servizio del dio denaro; e lo raccontava un rabbino ebreo nell&rsquo;anno 1200&raquo;.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ai movimenti sociali il Papa ha detto che<\/strong>&nbsp;&laquo;dobbiamo anche essere un po&rsquo; attenti a quanto accade nella nostra societ&agrave;&raquo;. Qualche volta questi movimenti rischiano di non vedere che &laquo;si scartano i bambini (&#8230;) perch&eacute; vengono uccisi prima di nascere: scarto di bambini&raquo; con l&rsquo;aborto. E &laquo;si scartano gli anziani perch&eacute; non servono, non producono; n&eacute; bambini n&eacute; anziani producono, allora con sistemi pi&ugrave; o meno sofisticati li si abbandona lentamente&raquo; o li si sopprime con l&rsquo;eutanasia. Non si possono trascurare i drammi dei bambini e degli anziani &laquo;scartati&raquo; con l&rsquo;aborto e l&rsquo;eutanasia. Si rischierebbe di non comprendere che lo &laquo;scarto dei giovani&raquo;, con una disoccupazione che talora non &egrave; una calamit&agrave; ma corrisponde a scelte economiche contro la persona e contro la famiglia, deriva dalla stessa cultura che scarta i bambini non nati o i vecchi considerati ormai inutili.<\/p>\n<p><strong>&Egrave;, in fondo, la stessa cultura che nega altri diritti.<\/strong>&nbsp;La dottrina sociale della Chiesa insegna che &laquo;ogni lavoratore, faccia parte o meno del sistema formale del lavoro stipendiato, ha diritto a una remunerazione degna, alla sicurezza sociale e a una copertura pensionistica&raquo;. E finalmente la cultura dello scarto minaccia la pace e l&rsquo;equilibrio ecologico. In verit&agrave;, &laquo;non ci pu&ograve; essere terra, non ci pu&ograve; essere casa, non ci pu&ograve; essere lavoro se non abbiamo pace e se distruggiamo il pianeta&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Papa Francesco ripete che &laquo;stiamo vivendo la terza guerra mondiale,<\/strong>&nbsp;<strong>ma a pezzi<\/strong>. Ci sono sistemi economici che per sopravvivere devono fare la guerra. Allora si fabbricano e si vendono armi e cos&igrave; i bilanci delle economie che sacrificano l&rsquo;uomo ai piedi dell&rsquo;idolo del denaro ovviamente vengono sanati. E non si pensa ai bambini affamati nei campi profughi, non si pensa ai dislocamenti forzati, non si pensa alle case distrutte, non si pensa neppure a tante vite spezzate&raquo;. Nello stesso tempo, &laquo;in sistema economico incentrato sul dio denaro ha anche bisogno di saccheggiare la natura, saccheggiare la natura per sostenere il ritmo frenetico di consumo che gli &egrave; proprio&raquo;. Questi temi, ha detto Francesco, saranno approfonditi nell&rsquo;enciclica sull&rsquo;ecologia in preparazione.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Chiesa non offre soluzioni tecniche, ma morali.<\/strong>&nbsp;Afferma che le ingiustizie, le guerre, i disastri ecologici si verificano perch&eacute; &laquo;la persona umana &egrave; stata tolta dal centro ed &egrave; stata sostituita da un&rsquo;altra cosa. Perch&eacute; si rende un culto idolatrico al denaro. Perch&eacute; si &egrave; globalizzata l&rsquo;indifferenza!&raquo;. Ma ultimamente si verificano &laquo;perch&eacute; il mondo si &egrave; dimenticato di Dio, che &egrave; Padre; &egrave; diventato orfano perch&eacute; ha accantonato Dio&raquo;.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Pontefice ha rilevato che nell&rsquo;incontro dei &laquo;movimenti popolari&raquo;<\/strong>&nbsp;si sono sentite tante voci. E ha invitato a lottare contro le ingiustizie &laquo;con tenacia, ma senza fanatismo. Con passione, ma senza violenza. E tutti insieme, affrontando i conflitti senza rimanervi intrappolati, cercando sempre di risolvere le tensioni per raggiungere un livello superiore di unit&agrave;, di pace e di giustizia&raquo;. I movimenti che si battono per cause concrete offrono una prospettiva che &laquo;trascende i procedimenti logici della democrazia formale&raquo;. &Egrave; apprezzabile, anche se ogni movimento spontaneo si trova di fonte al rischio che qualcuno cerchi &laquo;di assorbirlo, di dirigerlo, di dominarlo&raquo;. E al rischio che i governi si approprino di queste istanze e le trasformino in forme di &laquo;assistenzialismo paternalista&raquo;, del tutto inadeguate ai problemi reali.<\/p>\n<p><strong>Qualche commentatore italiano si &egrave; gi&agrave; affrettato a scrivere<\/strong>&nbsp;&ndash; per applaudirlo o per condannarlo &ndash; che Papa Francesco ha rivalutato la &laquo;teologia della liberazione&raquo; a suo tempo condannata dal cardinale Ratzinger. Forse anticipava questi commenti la battuta ironica del Pontefice secondo cui qualcuno scambia il Papa per un comunista, mentre la scelta per i poveri e il metodo di partire dai loro problemi reali &egrave; in verit&agrave; agli antipodi dell&rsquo;ideologia. Il comunismo parla di una liberazione astratta, il Papa parla in modo molto concreto di acqua corrente, scuole e ospedali che mancano in troppe periferie di megalopoli e perfino &laquo;fognature&raquo;. Ricorda che non &egrave; credibile chi condanna altre ingiustizie e non condanna l&rsquo;aborto &ndash; o peggio non capisce che la logica dell&rsquo;ingiustizia sociale e dell&rsquo;aborto &egrave; la stessa. &nbsp;Rifiuta l&rsquo;&laquo;assistenzialismo&raquo; come soluzione.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Teologia della liberazione?<\/strong>&nbsp;Forse si &egrave; dimenticato l&rsquo;insegnamento dei due documenti &ndash; perch&eacute; sono due, uno del 1984 e uno del 1986 &ndash; della Congregazione per la Dottrina della Fede, allora guidata dal cardinale Joseph Ratzinger, sul tema. Il primo condannava come rovinosa per la Chiesa, per la societ&agrave; e per gli stessi poveri che a parole affermava di voler aiutare una teologia della liberazione ideologica, subalterna al marxismo e al socialismo. Il secondo cercava di promuovere una vera teologia della liberazione cristiana dei poveri, che guarda in faccia le ingiustizie e le denuncia con toni non meno fermi di quelli usati dalle ideologie, ma nello stesso tempo denuncia anche le stesse ideologie come parte del problema e non come soluzione. L&rsquo;amore per i poveri e l&rsquo;impegno molto concreto per risolvere i loro problemi &ndash; fognature comprese &ndash; non sono ideologia: sono, semplicemente, cristianesimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-ripartire-dai-poveri-ma-senza-ideologia-10772.htm &nbsp;29-10-2014 &nbsp; di Massimo Introvigne &nbsp; &nbsp; Il 28 ottobre 2014 Papa Francesco ha incontrato i partecipanti a un incontro internazionale di &laquo;movimenti popolari&raquo; promosso dal Pontificio Consiglio Iustitia et Pax in collaborazione con la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, pronunciando un importante discorso in tema di dottrina sociale. 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