{"id":11787,"date":"2014-10-28T23:25:48","date_gmt":"2014-10-28T23:25:48","guid":{"rendered":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/?p=11787"},"modified":"2014-10-28T23:25:48","modified_gmt":"2014-10-28T23:25:48","slug":"zucca-se-moda-rimane-sempre-zucca","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/zucca-se-moda-rimane-sempre-zucca\/","title":{"rendered":"Una zucca, anche se di moda, rimane sempre una zucca"},"content":{"rendered":"<div data-tid=\"tabinbox\" data-title=\"In arrivo\" id=\"inboxcontainer\" role=\"main\">\n<div aria-label=\"Pannello messaggio\" id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_1095\" role=\"main\" tabindex=\"0\" title=\"Pannello messaggio\">\n<div id=\"msg-preview\">\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_7967\">\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_8129\">\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_7968\" role=\"presentation\" tabindex=\"0\">\n<div id=\"yiv5285641162\">\n<div dir=\"ltr\" id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_8128\">\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_8127\">\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_8133\">\n<h5 id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_8132\">&nbsp;<\/h5>\n<h6 id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_8134\"><span style=\"font-size:20px;\">Il cardinale Mauro Piacenza spiega il significato liturgico e religioso della Festa di tutti i Santi e della Commemorazione dei defunti<\/span><\/h6>\n<p id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_8141\"><em>Di<strong> Antonio Gaspari<\/strong><\/em><\/p>\n<div id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_8143\">\n<p id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_8142\">CITTA&#39; DEL VATICANO, 27 Ottobre 2014 (<a href=\"http:\/\/www.zenit.org\/?utm_campaign=quotidiano&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=dispatch\" rel=\"nofollow\" target=\"_blank\">Zenit.org<\/a>) &#8211; &Egrave; vero che nella commemorazione dei defunti &egrave; possibile ottenere l&rsquo;indulgenza Plenaria? Le indulgenze valgono per s&eacute;, per l&rsquo;anima del defunto o anche per amici e parenti? E come si fa a contenere gli effetti negativi della festa di Halloween?<\/p>\n<p id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_8144\">Queste e altre domande ZENIT le ha rivolte al cardinale Mauro Piacenza, Penitenziere Maggiore del Tribunale della Penitenzieria Apostolica.<\/p>\n<p id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_8146\"><strong><span id=\"yui_3_16_0_1_1414537781999_8145\">Eminenza, nei prossimi giorni si celebrer&agrave; la Festa di tutti i Santi e la Commemorazione dei defunti. Il Popolo di Dio sente molto questi giorni, che sono anche occasione di riflessione e di preghiera. &egrave; ancora valida la pratica delle indulgenze per i defunti?<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Certamente s&igrave;! Nel giorno del 2 novembre, visitando un cimitero ed avendo assolto alle consuete condizioni (essere confessati, comunicati, recitare il Credo e pregare secondo le intenzioni del Santo Padre), &egrave; possibile ottenere l&rsquo;indulgenza plenaria, applicabile ad un fedele defunto.<\/p>\n<p><strong>Solo in quel giorno &egrave; possibile farlo?<\/strong><\/p>\n<p>No, in quel giorno &egrave; possibile farlo in modo particolare e visitando un campo santo, ma ogni altro giorno dell&rsquo;anno, &egrave; possibile lucrare l&rsquo;indulgenza plenaria, ottemperando alle varie opere di piet&agrave;, contenute nell&rsquo;<em>Enchiridion Indulgentiarium<\/em>&nbsp;(la raccolta delle modalit&agrave; con cui &egrave; possibile ottenere la cancellazione delle pene dovute per i peccati), e scegliere di applicarla a se stessi, oppure ad un fedele defunto. L&rsquo;unica &ldquo;limitazione&rdquo; a questa pia pratica &egrave; che essa pu&ograve; essere compiuta una sola volta al giorno; si pu&ograve; lucrare, quindi, una sola indulgenza al giorno, applicabile a se stessi, o ad un fedele defunto.<\/p>\n<p><strong>Talvolta, in alcune immaginette, ci sono delle preghiere con sotto la dicitura: 100 giorni di indulgenza, 300 giorni di indulgenza. Come si devono interpretare tali iscrizioni?<\/strong><\/p>\n<p>Fino alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, era possibile incontrare indicazioni di questo tipo. Il corretto approfondimento teologico ci porta a ritenere che, essendo l&rsquo;eternit&agrave; fuori dal tempo e non un &ldquo;tempo prolungato&rdquo;, non sia propriamente opportuna l&rsquo;indicazione specifica della pena temporale e della relativa indulgenza. Pertanto, oggi si parla unicamente di due tipi di indulgenza: plenaria, quando tutte le pene dovute per i peccati vengono cancellate, o parziale, quando solo in parte vengono condonate.<\/p>\n<p><strong>Ma non basta l&rsquo;assoluzione sacramentale? Non basta confessarsi?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente la prima grande Riconciliazione, &egrave; l&rsquo;evento della Morte e Risurrezione di Nostro Signore Ges&ugrave; Cristo! In Cristo, tutte le promesse del Padre sono diventate un &ldquo;s&igrave;&rdquo; (<em>2Cor<\/em>&nbsp;1,20). Egli &egrave; la fonte della misericordia, il fine della misericordia e la misericordia stessa. Papa Francesco non cessa di ricordare alla Chiesa come questa realt&agrave; della misericordia,sia determinante per l&rsquo;annuncio e per la sequela cristiana. A ben vedere, il monito &ldquo;Non abbiate paura&rdquo; di San Giovanni Paolo II &egrave; sulla stessa linea della misericordia. Anche perch&eacute; come potrebbe l&rsquo;uomo non avere paura, se non ci fosse la possibilit&agrave; della misericordia? E come potrebbe la misericordia essere reale esperienza vissuta, e non soltanto parola proclamata, se non determinasse, nella concreta esistenza di ciascuno, la effettiva possibilit&agrave; di vincere ogni paura grazie alla certezza della verit&agrave;, alla serenit&agrave; del bene e, ultimamente, alla vittoria di Cristo su tutte le brutture della storia umana? Come ogni atto umano, anche i peccati hanno delle conseguenze. Il sacramento della Riconciliazione assolve i peccati, ma non ne elimina tutte le relative conseguenze. Attraverso le indulgenze, la Chiesa madre attinge generosamente al tesoro della divina misericordia, offrendo ai fedeli la possibilit&agrave; della remissione non solo delle colpe, ma anche delle pene ad esse relative. Per esempio, se un uomo percuote un altro uomo, i due si possono riconciliare, ma nulla potr&agrave; cancellare il dolore e il segno dello schiaffo sulla guancia. Le indulgenze cancellano anche quel segno.&nbsp; Si comprende bene come il tesoro dal quale la Chiesa attinge costituisca la sua pi&ugrave; vera e preziosa ricchezza.&nbsp; Quella &egrave; la banca pi&ugrave; sicura e consolante che esista e i suoi azionisti sono veramente fortunati!<\/p>\n<p><strong>Lei ha detto, Eminenza, che le indulgenze possono essere applicate a se stessi, o a un fedele defunto. Perch&eacute; non ad un altro fedele, per il quale si prega? Al proprio marito, alla propria moglie, ai propri figli?<\/strong><\/p>\n<p>Questo non &egrave; possibile per il grande mistero della libert&agrave;, che ci fa immagine e somiglianza di Dio e che Dio stesso rispetta profondamente. Ciascuno, finch&eacute; &egrave; in vita, cio&egrave; finch&eacute; &egrave; nel tempo, pu&ograve; cambiare le proprie scelte esistenziali, pu&ograve; decidere personalmente di convertirsi e in questo senso nessuno pu&ograve; sostituirsi alla libert&agrave; dell&rsquo;altro. Pertanto ciascuno pu&ograve; lucrare le indulgenze e applicarle a se stesso. Certamente si pu&ograve; pregare per la conversione dei fratelli, per la conversione dei peccatori, ma l&rsquo;indulgenza, per sua natura, &egrave; gi&agrave; un pio esercizio, per compiere il quale sono necessari veri atti di conversione, primo tra i quali la Riconciliazione sacramentale. Per quanto riguarda i defunti, essi con la morte sono usciti dal tempo ed &egrave; cessato per loro il dono della libert&agrave;. Per questa ragione, &egrave; sempre importante che la nostra libert&agrave; sia orientata al bene e non &egrave; affatto prudente permanere a lungo in stato di peccato mortale. Non potendo le anime dei defunti fare pi&ugrave; nulla per la propria purificazione, in forza della comunione dei santi, cio&egrave; dell&rsquo;unit&agrave; profonda di tutti i battezzati in Cristo, noi, che siamo ancora in cammino, possiamo compiere la straordinaria opera di misericordia spirituale in suffragio delle anime, e ci&ograve; a beneficio loro e, nel contempo, anche a beneficio nostro.<\/p>\n<p><strong>&Egrave; questa la ragione per cui la solennit&agrave; di Ognissanti e la commemorazione di tutti i fedeli defunti sono cos&igrave; ravvicinate? Il primo e il due novembre?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente la Chiesa, fin dalle origini, ha pregato per i fedeli defunti appartenenti alle prime comunit&agrave; cristiane. Che essi fossero martiri, o comuni fedeli morti di morte naturale, la comunit&agrave; ha inteso da subito il suffragio per i defunti come una dimensione strutturale della propria vita, della propria preghiera e, soprattutto, della celebrazione Eucaristica. Come a significare che l&rsquo;unit&agrave; profonda con Cristo e in Cristo, creatasi con il Battesimo, e la condivisione della medesima Eucaristia, vissuta nella comunit&agrave; cristiana, non potessero essere spezzati nemmeno dalla morte. Del resto, a ben pensarci, se la morte &egrave; stata sconfitta da Cristo, chi &egrave; rinato in Cristo non pu&ograve; pi&ugrave; essere separato da nulla, nemmeno da quella morte che Cristo ha gi&agrave; sconfitto! La Solennit&agrave; di tutti i Santi mette in luce proprio la verit&agrave; della&nbsp;<em>communio sanctorum<\/em>, dell&rsquo;unione di tutti i battezzati. Come ci ha ricordato pi&ugrave; volte Papa Francesco: &ldquo;il tempo prevale sullo spazio&rdquo;. Pertanto l&rsquo;unione nel tempo di tutti i battezzati, dai primissimi cristiani, fino a coloro che domani mattina riceveranno il Battesimo e fino alla fine della storia, &egrave; un unione che nulla potr&agrave; mai scalfire e che determina quel camminare della Chiesa nel tempo che &egrave; reale anticipazione, qui sulla terra, del Regno dei Cieli. Noi apparteniamo all&rsquo;unico Corpo ecclesiale che, ininterrottamente, da Ges&ugrave; Cristo, dalla Beata Vergine Maria e dagli Apostoli, giunge fino a noi, ed &egrave; per questa ragione che la Chiesa celeste &egrave; molto pi&ugrave; numerosa, molto pi&ugrave; interessante, molto pi&ugrave; dotta e molto pi&ugrave; &ldquo;influente&rdquo; della Chiesa terrestre.<\/p>\n<p><strong>Nella notte che procede la Solennit&agrave; dei Santi, da un decennio circa, si &egrave; diffusa anche in Europa la moda di Halloween. A che cosa &egrave; dovuto questo fenomeno? Che cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>Come Lei ha ben detto, si tratta di una moda, che certamente ha dei risvolti comunque seri e non solo di ordine consumistico. Mi pare di poter dedurre che la stragrande maggioranza dei ragazzi, che organizzano feste in maschera in quella occasione, sono vittime inconsapevoli sia della moda, sia di chi, a tutti i costi, deve vendere dei prodotti commerciali, manipolando realt&agrave; spirituali. Trovo il fenomeno talmente irrazionale da diventare la reale cifra della societ&agrave; contemporanea: chi non crede nella verit&agrave; finisce per credere a qualunque cosa, comprese le zucche! Non mi sfugge, peraltro, che in taluni casi questo tipo di manifestazioni abbiano origine spiritistica e perfino satanica e, pertanto, alimentarle e non correggerle pu&ograve; trasformarci in inconsapevoli alimentatori di quel &ldquo;fumo di satana&rdquo;, che gi&agrave; troppo intossica il mondo. Dobbiamo stare tutti attenti a non respirare fumi tossici; talvolta ci&ograve; accade quasi inavvertitamente. Ricordiamoci che una zucca, anche se benedetta, rimane sempre una zucca. Quelle di Halloween non sono nemmeno benedette!<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<div style=\"clear:both;\">&nbsp;<\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il cardinale Mauro Piacenza spiega il significato liturgico e religioso della Festa di tutti i Santi e della Commemorazione dei defunti Di Antonio Gaspari CITTA&#39; DEL VATICANO, 27 Ottobre 2014 (Zenit.org) &#8211; &Egrave; vero che nella commemorazione dei defunti &egrave; possibile ottenere l&rsquo;indulgenza Plenaria? 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