{"id":10439,"date":"2014-07-22T20:06:21","date_gmt":"2014-07-22T20:06:21","guid":{"rendered":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/?p=10439"},"modified":"2014-07-22T20:06:21","modified_gmt":"2014-07-22T20:06:21","slug":"10439","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/10439\/","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cooperatoresveritatis.it\/it\/divorziati-e-risposati-arrivano-i-domenicani-su-kasper\">http:\/\/www.cooperatoresveritatis.it\/it\/divorziati-e-risposati-arrivano-i-domenicani-su-kasper<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<h2><cufon alt=\"Divorziati \"><cufontext><\/cufontext><\/cufon><cufon alt=\"e \"><canvas height=\"26\" width=\"32\"><\/canvas><cufontext><\/cufontext><\/cufon><cufon alt=\"risposati \"><canvas height=\"26\" width=\"98\"><\/canvas><cufontext><\/cufontext><\/cufon><cufon alt=\"arrivano \"><canvas height=\"26\" width=\"96\"><\/canvas><cufontext><\/cufontext><\/cufon><cufon alt=\"i \"><canvas height=\"26\" width=\"26\"><\/canvas><cufontext><\/cufontext><\/cufon><cufon alt=\"Domenicani \"><canvas height=\"26\" width=\"132\"><\/canvas><cufontext><\/cufontext><\/cufon><cufon alt=\"su \"><canvas height=\"26\" width=\"42\"><\/canvas><cufontext><\/cufontext><\/cufon><cufon alt=\"Kasper\"><canvas height=\"26\" width=\"76\"><\/canvas><cufontext><\/cufontext><\/cufon><\/h2>\n<\/div>\n<div>\n<div style=\"margin-left:auto;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/storage.onweb.it\/530fad18426e9\/files\/immagini\/0-domenicani-e-i-divorziati-1_53ce25fd25901.jpg\" style=\"border:1px solid rgb(255, 255, 255);vertical-align:baseline;\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<blockquote>\n<p align=\"left\">&quot;A tale riguardo scrivevo nella Lettera Enciclica&nbsp;<em><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/edocs\/ITA1216\/_INDEX.HTM\">Dominum et vivificantem<\/a><\/em>&nbsp;[LE 5192]: &laquo;La coscienza non &egrave; una fonte autonoma ed esclusiva per decidere ci&ograve; che &egrave; buono e ci&ograve; che &egrave; cattivo; invece, in essa &egrave; inscritto profondamente un principio di obbedienza nei riguardi della norma oggettiva, che fonda e condiziona la corrispondenza delle sue decisioni con i comandi e i divieti che sono alla base del comportamento umano&raquo;.<\/p>\n<p align=\"left\">E nell&rsquo;enciclica&nbsp;<em>Veritatis splendor<\/em>&nbsp;[LE 5521] ho aggiunto: &laquo;L&rsquo;autorit&agrave; della Chiesa, che si pronuncia sulle questioni morali, non intacca in nessun modo la libert&agrave; di coscienza dei cristiani.. . anche perch&eacute; il Magistero non porta alla coscienza cristiana verit&agrave; ad essa estranee, bens&igrave; manifesta le verit&agrave; che dovrebbe gi&agrave; possedere sviluppandole a partire dall&rsquo;atto originario della fede.<\/p>\n<p align=\"left\">La Chiesa si pone solo e sempre al servizio della coscienza, aiutandola a non essere portata qua e l&agrave; da qualsiasi vento di dottrina secondo l&rsquo;inganno degli uomini, a non sviarsi dalla verit&agrave; circa il bene dell&rsquo;uomo, ma, specialmente nelle questioni pi&ugrave; difficili, a raggiungere con sicurezza la verit&agrave; e a rimanere in essa&raquo;.&nbsp;<\/p>\n<p align=\"left\">Un atto aberrante dalla norma o dalla legge oggettiva &egrave;, dunque, moralmente riprovevole e come tale deve essere considerato: se &egrave; vero che l&rsquo;uomo deve agire in conformit&agrave; con il giudizio della propria coscienza, &egrave; altrettanto vero che il giudizio della coscienza non pu&ograve; pretendere di stabilire la legge; pu&ograve; soltanto riconoscerla e farla propria&quot;.<\/p>\n<p align=\"left\">(Giovanni Paolo II&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/speeches\/1995\/february\/documents\/hf_jp-ii_spe_19950210_roman-rota_it.html\" target=\"_blank\">Discorso al Tribunale della Sacra Rota 10 febbraio 1995<\/a>)&nbsp;<\/p>\n<p align=\"left\">&nbsp;<\/p>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.iltimone.org\/31985,News.html\" target=\"_blank\">Da Il Timone 22 luglio 2014<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"left\">Dicevamo giorni fa che&nbsp;aumentano le voci autorevoli o autorevolissime che denunciano l&rsquo;inaccettabilit&agrave; del &ldquo;teorema Kasper&rdquo;, ossia la possibilit&agrave; per i divorziati risposati di accedere al sacramento dell&rsquo;Eucaristia, proposta illustrata dal cardinale Walter Kasper all&rsquo;ultimo concistoro e che sar&agrave; uno dei punti chiave del prossimo Sinodo sulla famiglia. Finora la lista (sommaria) comprendeva:<\/p>\n<p align=\"left\">il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Gerhard Ludwig M&uuml;ller; l&rsquo;ex presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, il cardinale Walter Brandm&uuml;ller; uno dei teologi pi&ugrave; impegnati e apprezzati da Giovanni Paolo II negli studi su matrimonio e famiglia, il cardinale Carlo Caffarra; uno dei pi&ugrave; stimati canonisti della Curia romana, il cardinale Velasio De Paolis; un astro nascente del collegio cardinalizio, come l&rsquo;ha definito Sandro Magister, ossia il cardinale Thomas Collins; una delle voci pi&ugrave; significative dell&rsquo;attuale teologia australiana, Adam G. Cooper, membro dell&rsquo;Associazione internazionale di studi patristici.<\/p>\n<p align=\"left\">A questi nomi va aggiunto un gruppo di otto teologi statunitensi di punta: sette domenicani, di cui sei docenti in quello che oggi &egrave; il migliore centro teologico dell&rsquo;Ordine dei Predicatori negli Usa, la Pontificia Facolt&agrave; dell&rsquo;Immacolata Concezione di Washington (si tratta dei padri&nbsp;John Corbett,&nbsp;&nbsp;Andrew Hofer,Dominic Langevin,&nbsp;Dominic Legge,&nbsp;Thomas Petri,&nbsp;Thomas Joseph White) uno, il padre&nbsp;Paul J. Keller, docente all&rsquo;Ateneo Cattolico dell&rsquo;Ohio (promosso dalla diocesi di Cincinnati); oltre a loro un laico, Kurt Martens, docente di diritto canonico alla Catholic University of America, sempre di Washington.<\/p>\n<p align=\"left\">Insieme hanno steso un importante testo che verr&agrave; pubblicato in agosto su&nbsp;<a href=\"http:\/\/nvjournal.net\/index.php\/about\/editorial-board\"><em>Nova et Vetera<\/em><\/a>, storica rivista teologica fondata nel 1926 e vicina al mondo domenicano. Il documento sar&agrave; diffuso in pi&ugrave; lingue, versioni che sono per&ograve; gi&agrave; filtrate su internet.&nbsp;<a href=\"http:\/\/nvjournal.net\/files\/essays-front-page\/Recenti-proposte-Una-valutazione-teologica.pdf\">Qui si pu&ograve; scaricare quella in italiano<\/a>. Una confutazione sintetica e magistrale, dal punto di vista dottrinale e storico, della tesi kasperiana.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<div><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.cooperatoresveritatis.it\/misc\/admin\/images\/files\/pdf.png\" style=\"border:0px;vertical-align:baseline;\" \/><\/div>\n<div style=\"margin-left:60px;\">Divorziati-risposati una valutazione teologica<br \/>\n\t\tI Domenicani scendono in campo e rispondono alle stravaganti affermazioni di Kasper<br \/>\n\t\tRecenti-proposte-Una-valutazione-teologica (1).pdf [101.45 KB]<br \/>\n\t\t<a href=\"http:\/\/www.cooperatoresveritatis.it\/it\/download\/recenti-proposte-una-valutazione-teologica--1-_53ce29ddb44f3.pdf\">Download<\/a><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<p>Alcuni passi del testo:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&quot;La proibizione del divorzio e di un nuovo matrimonio &egrave; chiara gi&agrave; nei pi&ugrave; antichi pronunciamenti ufficiali della Chiesa cattolica . Dalla Riforma, inoltre, i papi l&rsquo;hanno ripetutamente riaffermata.&nbsp;<br \/>\n\t\tPer esempio, nel 1595 papa Clemente VIII eman&ograve; un&rsquo;istruzione sui cattolici di rito orientale in Italia, sottolineando che i vescovi non dovevano in alcun modo tollerare il divorzio.&nbsp;<br \/>\n\t\tAltri insegnamenti come questo, sull&rsquo;impossibilit&agrave; del divorzio per i cattolici di rito orientale, furono ribaditi da Urbano VIII (1623-1644) e Benedetto XIV (1740- 1758) .&nbsp;<br \/>\n\t\tNella Polonia del XVIII secolo, l&rsquo;abuso di sentenze di nullit&agrave; era particolarmente diffuso, il che spinse Benedetto XIV ad inviare ai vescovi polacchi tre lettere apostoliche dai toni piuttosto forti per porvi rimedio.&nbsp;<br \/>\n\t\tNella seconda di queste, nel 1741, il Pontefice eman&ograve; la costituzione Dei miseratione, in cui si richiede un difensore canonico del vincolo per ciascun caso matrimoniale .&nbsp;<br \/>\n\t\tNel 1803, Pio VII ricord&ograve; ai vescovi tedeschi che i sacerdoti non potevano in alcun modo celebrare seconde nozze, anche se era loro richiesto dalla legge civile, poich&eacute; con ci&ograve; &ldquo;tradiranno il loro sacro ministero&rdquo;. Quindi decret&ograve;: &ldquo;Finch&eacute; perdura l&rsquo;impedimento [derivante da un precedente vincolo matrimoniale], se un uomo si unisce ad una donna &egrave; adulterio&rdquo; . Pratiche permissive poste in essere dai vescovi di rito orientale in Transilvania diedero origine ad un decreto del 1858 della Congregazione de Propaganda Fide, in cui si sottolinea l&rsquo;indissolubilit&agrave; del matrimonio sacramentale .&nbsp;<br \/>\n\t\tInfine, l&rsquo;insegnamento di Leone XIII contro il divorzio nel 1880, in Arcanum, la sua enciclica sul matrimonio, non potrebbe essere pi&ugrave; incisivo.<br \/>\n\t\tCome questo excursus storico dimostra, l&rsquo;affermazione dell&rsquo;insegnamento di Cristo sull&rsquo;adulterio e sul divorzio &egrave; sempre stata complicata e richiama ogni epoca alla conversione. Che sia cos&igrave; anche nel nostro tempo non deve sorprendere. Una ragione di pi&ugrave;, per la Chiesa, per testimoniare tale verit&agrave; ancora oggi&quot;.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<div style=\"margin-left:13px;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/storage.onweb.it\/530fad18426e9\/files\/immagini\/0-domenicani-e-i-divorziati-2_53ce2cfab3c34.jpg\" style=\"border:1px solid rgb(255, 255, 255);vertical-align:baseline;\" \/><\/div>\n<p>La castit&agrave; e&#39; un dogma della dottrina proclamata ed insegnata da Ges&ugrave; Cristo<\/p>\n<p>&quot;L&rsquo;indissolubilit&agrave; di questa unione non solo &egrave; fondamentale per il progetto divino di Dio per l&rsquo;uomo e per la donna (Mt 19, 3-10), bens&igrave; consente all&rsquo;amore perpetuo e fedele tra loro di servire come segno sacramentale dell&rsquo;amore di Cristo e della Sua fedelt&agrave; per la Sua sposa, la Chiesa (Ef 5, 32).<br \/>\n\t\tLa Chiesa rappresenta ormai una delle poche voci rimaste, nella cultura occidentale, a proclamare fedelmente la verit&agrave; a proposito del matrimonio. La sua teologia, il suo diritto e la sua pratica liturgica sottolineano l&rsquo;importanza del matrimonio e della famiglia nella societ&agrave; e nella Chiesa medesima. Le coppie sposate collaborano con Dio nella creazione di nuove vite, sono le prime maestre della fede e dunque generano nuovi figli e figlie adottivi a Dio, destinati a condividerne l&rsquo;eredit&agrave; eterna. Nella loro fedelt&agrave;, i coniugi sono testimoni pubblici dell&rsquo;incrollabile fedelt&agrave; di Cristo al Suo popolo&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Il cuore delle recenti proposte &egrave; una sfiducia sulla castit&agrave;. In effetti, l&rsquo;eliminazione dell&rsquo;obbligo della castit&agrave; per i divorziati costituisce la principale innovazione delle proposte medesime, dato che la Chiesa permette gi&agrave; ai divorziati risposati, che per un motivo grave (come la crescita dei figli) continuano a vivere insieme, di ricevere la Comunione qualora accettino di vivere come fratello e sorella e se non vi &egrave; pericolo di scandalo. Sia Giovanni Paolo II che Benedetto XVI si sono espressi chiaramente su tale aspetto.<\/p>\n<p>L&rsquo;assunto delle attuali proposte, ad ogni modo, &egrave; che tale castit&agrave; sia impossibile per i divorziati. Forse che ci&ograve; non evidenzia una velata disperazione nei confronti della castit&agrave; e del potere della grazia di sconfiggere il peccato ed il vizio? Cristo chiama ognuno alla castit&agrave; secondo la propria condizione di vita, sia essa quella di persona non sposata, celibe, sposata o separata. Egli promette la grazia di vivere castamente. Nei Vangeli, Ges&ugrave; ribadisce questa chiamata e questa promessa, insieme con un fermo avvertimento: ci&ograve; che causa il peccato dovrebbe essere &ldquo;tagliato&rdquo; e &ldquo;gettato via&rdquo; perch&eacute; &ldquo;conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna&rdquo; (Mt 5:27-32). Infatti, nel Discorso della Montagna, la castit&agrave; &egrave; il cuore e l&rsquo;anima dell&rsquo;insegnamento di Ges&ugrave; sul matrimonio, sul divorzio e sull&rsquo;amore coniugale.<\/p>\n<p>Tale castit&agrave; &egrave; frutto della grazia e non una mortificazione o una privazione. Essa si riferisce non alla repressione della propria sessualit&agrave;, bens&igrave; al suo corretto utilizzo. La castit&agrave; &egrave; la virt&ugrave; attraverso cui si sottomettono i desideri sessuali alla ragione, cosicch&eacute; la propria sessualit&agrave; sia al servizio della propria reale finalit&agrave; anzich&eacute; della lussuria. Da ci&ograve; consegue che la persona casta domina le proprie passioni pi&ugrave; che esserne asservita e diviene, quindi, capace di un dono di s&eacute; totale e continuo. In breve, la castit&agrave; &egrave; indispensabile per seguire la via di Cristo, la quale &egrave; l&rsquo;unica strada per la gioia, la libert&agrave; e la felicit&agrave;&quot;.<\/p>\n<p>&quot;La cultura contemporanea sostiene che la castit&agrave; non sia solamente impossibile, ma addirittura dannosa. Questo dogma secolare si oppone direttamente all&rsquo;insegnamento del Signore. Se lo accettassimo, sarebbe arduo non domandarsi perch&eacute; esso dovrebbe applicarsi solamente ai divorziati. Non sarebbe ugualmente irrealistico chiedere alle persone celibi di rimanere caste fino al matrimonio? Non dovrebbero essere ammesse anch&rsquo;esse alla Santa Comunione? Gli esempi potrebbero essere molteplici.<br \/>\n\t\tAlcune coppie risposate civilmente provano davvero a vivere in castit&agrave; come fratello e sorella. Esse possono anche trovarlo difficile, magari cadere di tanto in tanto, e tuttavia, mosse dalla grazia, si rialzano, si confessano e ricominciano. Se le proposte in oggetto venissero accettate, quante di queste coppie si arrenderebbero nella lotta per rimanere caste?<\/p>\n<p>D&rsquo;altro canto, molti divorziati risposati non vivono castamente. Ci&ograve; che li distingue da coloro che tentano di farlo (e non sempre vi riescono) &egrave; che i primi non riconoscono ancora l&rsquo;incontinenza come un problema serio, o almeno non hanno ancora intenzione di vivere in castit&agrave;. Se si permette loro di ricevere l&rsquo;Eucaristia, anche se prima si sono recate in confessionale, pur con l&rsquo;intenzione di continuare a vivere in modo non casto (una palese contraddizione), vi &egrave; il serio pericolo che essi siano confermati nel proprio vizio presente. E&rsquo; improbabile, infatti, che essi crescano nella consapevolezza dell&rsquo;obiettiva immoralit&agrave; e gravit&agrave; della loro comportamento non casto. E&rsquo; lecito domandarsi, piuttosto, se la condotta morale di costoro, anzich&eacute; migliorare, non verrebbe pi&ugrave; verosimilmente perturbata o addirittura deformata.<\/p>\n<p>Cristo insegna che la castit&agrave; &egrave; possibile, persino nei casi pi&ugrave; difficili, poich&eacute; la grazia di Dio &egrave; pi&ugrave; potente del peccato. La pastorale dei divorziati dovrebbe essere basata su tale promessa. Se i divorziati stessi non udranno la Chiesa proclamare le parole di speranza di Cristo, e cio&egrave; che essi possono realmente essere casti, non tenteranno mai di esserlo&quot;.<\/p>\n<p>Chiarimenti sulla prassi ortodossa mai accettata dalla Chiesa<\/p>\n<p>&quot;Inoltre, la Chiesa cattolica ha pi&ugrave; volte ribadito di non poter ammettere la prassi ortodossa.<\/p>\n<p>Il Secondo Concilio di Lione (1274), che si indirizzava nello specifico alla consuetudine della Chiesa ortodossa d&rsquo;oriente, proclam&ograve; che &ldquo;non &egrave; permesso a un uomo di avere contemporaneamente pi&ugrave; mogli, n&eacute; a una donna di avere pi&ugrave; mariti. Sciolto invece il matrimonio per la morte dell&rsquo;uno o dell&rsquo;altro dei coniugi, essa [la Chiesa romana] dice che sono lecite successivamente le seconde e quindi le terze nozze&rdquo; .<\/p>\n<p>In pi&ugrave;, le proposte pi&ugrave; recenti invocano ci&ograve; che neanche gli ortodossi d&rsquo;oriente accetterebbero: la Comunione per coloro che contraggono unioni civili non consacrate (adulterine). Nella Chiesa ortodossa si ammettono alla Comunione i divorziati risposati solo se, per questi ultimi, le nozze successive alla prima sono state benedette nel rito della medesima Chiesa.<\/p>\n<p>In altre parole, ammettere alla Comunione richiederebbe inevitabilmente che la Chiesa cattolica riconoscesse e benedicesse i secondi matrimoni dopo il divorzio, il che &egrave; evidentemente contrario alla dottrina cattolica gi&agrave; stabilita e a quanto espressamente insegnato da Cristo&quot;.<\/p>\n<p>&quot;E&rsquo; semplicemente impossibile ammettere alla Santa Comunione coloro che perseverano nell&rsquo;adulterio e allo stesso tempo affermare queste dottrine conciliari. Le definizioni tridentine di adulterio, giustificazione (il che implica la carit&agrave; cos&igrave; come la fede)&nbsp;oppure il significato e l&rsquo;importanza dell&rsquo;Eucaristia sarebbero altrimenti modificate.<\/p>\n<p>La Chiesa, inoltre, non pu&ograve; trattare il matrimonio come un affare privato, n&eacute; permettere che esso ricada sotto la giurisdizione dello Stato e neppure che esso sia qualcosa di risolvibile in base ad arbitrari giudizi di coscienza. Dopo un lungo dibattito, tali questioni sono state chiaramente risolte all&rsquo;interno di un concilio ecumenico e nel modo pi&ugrave; solenne. Queste dichiarazioni sono state poi pi&ugrave; volte ribadite dal Magistero contemporaneo, anche nel Concilio Vaticano II e nel Catechismo della Chiesa Cattolica&quot; .<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Conclusione<\/p>\n<p>&quot;La Chiesa &egrave; sostenuta in ogni epoca dallo Spirito Santo, che le &egrave; stato promesso da Cristo stesso (Gv 15, 26). Perci&ograve;, ogniqualvolta si trova ad affrontare grandi sfide nell&rsquo;evangelizzazione, essa sa anche che Dio le conceder&agrave; certamente le grazie necessarie per la sua missione. Molti uomini e donne della nostra epoca si trovano a dover subire grandi sofferenze.<\/p>\n<p>La rivoluzione sessuale ha provocato milioni di vittime. Tanti hanno profonde ferite, difficili da guarire. Per quanto problematica sia tale situazione, essa rappresenta altres&igrave; un importante opportunit&agrave; apostolica per la Chiesa. L&rsquo;essere umano &egrave; spesso consapevole dei propri fallimenti e pure delle proprie colpe, ma non del rimedio offerto dalla grazia e dalla misericordia di Cristo. Soltanto il Vangelo pu&ograve; realmente soddisfare i desideri del cuore umano e guarire le gravissime ferite presenti oggi nella nostra cultura.<\/p>\n<p>L&rsquo;insegnamento della Chiesa sul matrimonio, sul divorzio, sulla sessualit&agrave; umana e sulla castit&agrave; &egrave; certamente difficile da accogliere. Cristo stesso ne era consapevole quando l&rsquo;ha proclamato. Tuttavia, questa verit&agrave; porta con s&eacute; un autentico messaggio di libert&agrave; e speranza: esiste una via d&rsquo;uscita dal vizio e dal peccato. Esiste una via che conduce verso la felicit&agrave; e l&rsquo;amore. Richiamando queste verit&agrave;, la Chiesa pu&ograve; accettare il compito dell&rsquo;evangelizzazione nel nostro tempo con gioia e speranza&quot;.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.cooperatoresveritatis.it\/it\/divorziati-e-risposati-arrivano-i-domenicani-su-kasper &nbsp; &quot;A tale riguardo scrivevo nella Lettera Enciclica&nbsp;Dominum et vivificantem&nbsp;[LE 5192]: &laquo;La coscienza non &egrave; una fonte autonoma ed esclusiva per decidere ci&ograve; che &egrave; buono e ci&ograve; che &egrave; cattivo; invece, in essa &egrave; inscritto profondamente un principio di obbedienza nei riguardi della norma oggettiva, che fonda e condiziona la corrispondenza delle sue [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[57,73],"tags":[],"class_list":["post-10439","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-evangelizzazione","category-recensioni-stampa"],"avopt_banners_inside_post":true,"avopt_banners_on_page":true,"av_copy_from":"","av_sharing_message":"","av_sharing_allowed":true,"av_sharing_on":{"fb":[]},"av_allow_affiliate_banner":false,"av_allow_affiliate_multi_banner":false,"av_show_affiliation_buy_button":false,"av_post_rating":true,"av_have_post_rating_value":false,"av_is_artificial_intelligence_content":false,"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>- Biblioteca<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/bibliotecaneval.altervista.org\/10439\/\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:title\" content=\"- Biblioteca\" \/>\n<meta name=\"twitter:description\" content=\"http:\/\/www.cooperatoresveritatis.it\/it\/divorziati-e-risposati-arrivano-i-domenicani-su-kasper &nbsp; 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