Non dimenticare mai che Dio conosce i vostri destini, ma il destino lo fate voi.
Egli non violenta la vostra libertà d’azione.
a cura di GIovanna Busolini.
(Sottolineature e grasssetti sono i miei)
17 settembre 1943.
Dice Gesù,
«[…] È detto nell’Ecclesiastico cap. 33 v. 11‑15 che diversi sono i destini dell’uomo.
Chi segna il vostro destino? Questo è un grande punto da stabilirsi per non cadere in errore. Errore che può essere cagione di pensiero blasfemo e anche di morte dell’anima. L’uomo dice delle volte: “Posto che il destino lo fa Iddio, Dio fu ingiusto e malvagio con costui perché lo ha colpito da sventure”.
No, figlia. Dio non è mai malvagio e non è mai ingiusto. Voi siete dei miopi e non vedete che molto malamente e solo le cose che sono vicine alla vostra pupilla. Come potete voi allora sapere il perché ‑ scritto nel Libro del Signore ‑ del destino vostro? Come potete voi, dalla Terra, granello di polvere turbinante nello spazio, comprendere ciò che è la verità vera delle cose e che è scritta in Cielo? Come dare un nome giusto ad una cosa che vi accade?
Il bambino al quale la madre porge una medicina piange, chiama brutta e cattiva la madre, cerca respingere quel farmaco che a lui appare inutile e ripugnante. Ma la madre sa che essa fa ciò non per cattiveria, ma per bontà, sa che nella autorità che dispiega in quel momento per farsi ubbidire essa non è brutta, ma anzi si riveste di una maestà che l’abbellisce, essa sa che quella medicina è utile alla sua creatura e con carezze o con voce severa la obbliga a prenderla. Se la madre potesse prenderla lei per guarire il suo piccino malato, quanta ne prenderebbe!
Anche voi siete dei bambini rispetto al Padre buono che avete nei cieli. Egli vede le vostre malattie e non vuole che rimaniate ammalati. Vi vuole sani e forti, il vostro Padre d’amore. E vi dà i farmachi per rendere robuste le vostre anime, per raddrizzarle, guarirle, per renderle non solo sane ma anche belle.
Se Egli potesse farne a meno, di farvi piangere, credete che lo farebbe, Egli il cui Cuore tutto amore è rigato dalle lacrime dei suoi figli? Ma a ognuno il suo tempo. Egli ha fatto tutto per voi, per portarvi alla salute eterna. Si è persino esiliato dai Cieli, ha persino spremuto il suo Sangue fino all’ultima goccia per darvelo, farmaco santissimo che sana ogni piaga, vince ogni malattia, rinforza ogni debolezza.
Ora è il vostro tempo. Poiché, nonostante la Parola scesa dai Cieli a darvi la guida della Vita e nonostante il Sangue profuso per redimervi, voi non avete saputo staccarvi dal peccato e in esso sempre ricadete, Egli, l’Eterno che vi ama, vi dà un castigo di dolore, più o meno grande a seconda dell’altezza a cui vuole portarvi o del punto fino al quale vuole farvi espiare quaggiù il vostro debito di figli disertori.
Vi sono, è vero, creature che hanno il dolore per divenire splendenti di doppia luce nell’altra vita. Ma vi sono altre creature che devono avere il dolore per detergere la loro stola macchiata e raggiungere la luce. Sono la grande maggioranza. Ma ‑ è un controsenso ma è vero ‑ ma sono proprio costoro che più si ribellano al dolore e dicono ingiusto Iddio e cattivo perché li abbevera di dolore.
Sono i più malati e si credono i più sani.
Quanto più uno è nella Luce e tanto più accetta, ama, desidera il dolore.
Accetta quando è una volta nella Luce.
Ama quando è nella Luce due volte.
Desidera e chiede il dolore quando è tre volte nella Luce, immerso in essa e vivente di essa.
Mentre invece, quanto più uno è nelle tenebre e più fugge, odia, si ribella al dolore.
Fugge: le anime deboli che non hanno forza di compiere il gran male e il bene ma vivacchiano una povera vita spirituale avvolta nelle caligini della tiepidezza e delle colpe veniali, hanno una paura incoercibile per ogni pena, di qualunque natura sia. Sono spiriti senza scheletro, senza forza.
Odia: i viziosi ai quali il dolore è ostacolo a seguire i vizi d’ogni natura, odiano questo grande maestro di vita spirituale.
Si ribella: il grande peccatore, venduto totalmente a Satana, accumula delitto a delitto spirituale attingendo le vette della ribellione che sono bestemmia e suicidio o omicidio, pur di vendicarsi (almeno egli lo crede) della sofferenza. Su questo, l’opera paterna di Dio si tramuta in fermentazione di male, perché esso gran peccatore è impastato col Male come farina impastata col lievito. E il Male, come lievito sotto la lavorazione del dolore, gonfia in essi e li rende pane per l’Inferno.
A quale hai appartenuto di queste tre categorie? A quale appartieni ora? In quale vuoi restare? Non occorre la risposta. La so. È per questo che ti parlo e sono con te.
Altre volte l’uomo dice: “Se ognuno ha un destino segnato è inutile arrabattarsi e lottare. Lasciamoci andare, tanto tutto è segnato”.
Altro pernicioso errore. Il destino è conosciuto da Dio, sì. Ma voi lo conoscete? No. Non lo conoscete ora per ora.
Ti porto un esempio. Pietro mi rinnegò. Nel suo destino era segnato che egli conoscesse questo errore. Ma egli si pentì di avermi rinnegato e Dio lo perdonò e lo fece suo Pontefice. Se egli avesse persistito nel suo errore, avrebbe potuto divenire il mio Vicario?
Non dire: era destinato. Non dimenticare mai che Dio conosce i vostri destini, ma il destino lo fate voi. Egli non violenta la vostra libertà d’azione. Vi dà i mezzi e i consigli, vi dà gli avvertimenti per rimettervi sulla via buona, ma se voi non ci volete stare su quella via, Egli non vi ci forza a restare.
Siete liberi. Vi ha creati maggiorenni. Gioia di Dio è se voi rimanete nella casa del Padre, ma se dite: “Voglio andarmene” Egli non vi trattiene. Piange su voi e si accora sul vostro destino. E di più non vuole fare, ché facendo di più vi leverebbe quella libertà che vi ha dato. Gioia di Dio quando, comprendendo, sotto il morso della carestia, che solo nella casa del Padre è gioia, voi tornate a Lui. Gioia e riconoscenza di Dio a coloro che col loro sacrificio e le loro preghiere, soprattutto queste due cose, e poi con le loro parole, riescono a rendermi un figlio. Ma di più no.
Però sappi che coloro che nella mia mano sono come molle argilla nella mano del vasaio, sono i prediletti del Cuore mio. La mia mano è su loro dolce come una carezza. Le mie carezze li modellano dando ad essi la mia impronta e somiglianza di mitezza, umiltà, carità, purezza, e la più bella di tutte le somiglianze: la mia di Redentore.
Perché sono queste le anime che continuano la mia missione di Redentore ed alle quali Io dico un continuo “grazie” che è la più protettrice delle benedizioni. E se il velo della Veronica è sacro perché porta la mia effigie, che saranno queste anime che sono la mia vera effigie?
Animo, Maria! La mia Pace è con te. Io sono con te. Non temere.»
18 settembre 1943.
Dice Gesù:
«Ho detto ieri: “Il destino ve lo fate voi”. Ora aggiungo: Il destino ve lo fate voi. Ma quando uno fa la Volontà che il Padre gli propone è sicuro di farsi un destino di luce, mentre quando uno si chiude le orecchie e gli occhi per non sentire e non vedere la Volontà del Padre e chiude l’anima all’amore che porta all’ubbidienza, seguendo non la voce dello spirito, ma quella della carne e del sangue, attizzati da Satana, quest’uno si crea un destino di tenebre la cui fine è la morte dello spirito.
Ora, se rifletti come nella vostra vita colui che ama ‑ sia figlio, fratello, sposo, allievo, inferiore, sia chi sia ‑ cerca sempre di accontentare l’amato, puoi intuire agevolmente come coloro che amano molto Dio seguano i desideri di Dio, quali essi siano; coloro che lo amano poco li seguano meno e seguono solo quei desideri che costano ad essi non troppa fatica; infine coloro che non lo amano affatto non lo seguono affatto nei desideri della sua santa Volontà, ma anzi si ribellano gettandosi sul sentiero che porta agli antipodi della mèta che Dio consiglia e si allontanano dal Padre bestemmiandolo.
Si potrebbe concludere perciò, senza tema di errare, che la misura con cui una creatura ama il suo Creatore è data dalla misura con cui essa sa ubbidire ai desideri del suo Signore e Padre. Mentisce colui che dice di amare Iddio e poi non sa seguire la sua Voce che gli parla con amore per condurlo nella sua dimora.
E chi vuole ingannare con la sua menzogna? Dio? Dio non si inganna. Le vostre parole hanno il vero significato che hanno, e non quello che voi ad esse date, e quel significato vero Dio lo comprende. Ora se voi dite d’amare il Signore e poi gli rifiutate l’ubbidienza, che è una delle prove basilari dell’amore, Egli non può che chiamarvi ipocriti e mentitori e trattarvi per tali.
Volete forse ingannare Satana, usufruendo dei comodi accomodamenti di coscienza che vi suggerisce e nello stesso tempo significargli che voi volete godere in questa vita, ma godere anche nell’altra vita, barcamenando fra Dio e Satana, fra Cielo e Inferno? O stolti! L’Astuto non si inganna e, meno paziente di Dio, esige immediato compenso e occorre pagarlo subito, perché egli non accorda dilazione. E in verità vi dico che il suo giogo non è ala, ma è pesante macigno che schiaccia e sprofonda nel fango e nel buio.
Volete forse ingannare voi stessi dicendovi che non è che una necessità della terra quella che vi spinge a fare la vostra volontà ma che, in fondo, voi vorreste fare quella di Dio perché la preferite? Ipocriti, ipocriti, ipocriti.
In voi è un giudice che non conosce sonno, ed è il vostro spirito. Anche se voi lo ferite a morte e lo condannate a perire, esso grida in voi, finché siete di questa terra, grida le sue ansie di Cielo. Voi lo gravate e imbavagliate per renderlo immobile e muto, ma esso si agita fin a liberarsi del vostro bavaglio e getta il suo grido nel silenzio desolato del vostro cuore. E, come il grido del mio Precursore, è tanto tormentosa per voi quella voce, che cercate di spegnerla per sempre. Non ci riuscirete mai. Finché vivrete la udrete e nell’al di là griderà più forte rimproverandovi il vostro delitto di omicidi della vostra anima.
La chiave di certe aberrazioni umane che crescono sempre più e portano l’individuo a mostruose delinquenze, è in questa voce della coscienza che voi cercate attutire con nuovi balzi di ferocia, così come l’intossicato cerca di dimenticare la sua voluta sventura attossicandosi sempre più, fino all’ebetimento.
Siate dei figli, creature mie. Amate, amate il nostro buon Padre che è nei Cieli. Amatelo per quanto potete. Facile vi sarà, allora, seguire la sua benedetta Volontà e farvi un destino di gloria eterna.
Io, che l’ho amato alla perfezione, l’ho accontentato sino al sacrificio della mia divinità che per trentatré anni si è esiliata dai Cieli e della mia vita distrutta col più atroce martirio di carne, di mente, di cuore, di spirito.
Mia Madre, che fu seconda a Me nel saper amare e che amò con tutta la perfezione possibile alla creatura ‑ perché, sia detto per incidenza e a risposta ad una obbiezione che t’è stata fatta, perché Maria possedeva la pienezza di ogni virtù e attributo, sempre e naturalmente come creatura, perfetta ma sempre creatura umana. Avendo in sé la pienezza della Grazia, ossia possedendo Dio come Lei sola lo ha posseduto, è ovvio che la sua perfezione raggiungesse altezze soltanto inferiori a quelle di Dio. ‑ Ebbene, Maria, che fu seconda a Me nel saper amare, ha aderito alla Volontà di Dio sino al sacrificio della sua vocazione, che era di dedicarsi unicamente alle contemplazioni di Dio, e del suo cuore che le fu chiesto da Dio per essere stritolato.
La divina Maternità di Maria è la prova viva della sua adesione alla Volontà di Dio. Io, il Figlio che non ha levato alla Madre il suo candore di giglio inviolato, sono la testimonianza della condiscendenza di Maria ai voleri di Dio.
Ella ha sfidato l’opinione del mondo, il giudizio dello sposo, oltre che abbracciato il suo patibolo di Madre del Redentore, senza esitare. Garantita che Dio non respingeva il dono del suo candore, disse il più alto “fiat” detto da labbra mortali e non ebbe timori: la sua forza era Dio e a Lui Ella fidava il suo onore, il suo futuro, tutto, senza riserve.
Ecco i vostri modelli: Io e Maria. Seguiteci e vi farete un destino quale Iddio desidera per ogni sua creatura. Seguiteci e possederete la Pace, perché possederete Dio che è Pace e sentirete il benessere del vostro spirito.
Le beatitudini che ho proclamato le avete già da questa terra se fate la Volontà del Padre vostro. Poi, nel Cielo, esse saranno settanta volte più grandi perché nulla ostacolerà, allora, il vostro fondersi in Dio.»
da: Maria Valtorta, I Quaderni del 1943, ed. CEV.