L'Angolo di Maria SS. Archivi - Biblioteca http://bibliotecaneval.altervista.org/category/langolo-di-maria-ss/ NEVAL Sat, 13 Dec 2014 00:42:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.2 http://bibliotecaneval.altervista.org/favicon.ico L'Angolo di Maria SS. Archivi - Biblioteca http://bibliotecaneval.altervista.org/category/langolo-di-maria-ss/ 32 32 La Vergine di Guadalupe http://bibliotecaneval.altervista.org/vergine-guadalupe/ Sat, 13 Dec 2014 00:42:50 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=12369 12 dicembre 2014  http://divinarivelazione.org/index.php?option=com_content&view=article&id=650%3Ala-vergine-di-guadalupe&catid=149&lang=it&Itemid=922   Il codice dell’amore di Dio   In un tempo in cui nell’Europa occidentale milioni di fedeli lasciavano la Chiesa cattolica entrando in quella protestante, la Vergine Maria appare in Messico, ad un indio di nome Juan Diego. Il numero di conversioni conseguenti a questa storia, in cui la protagonista è […]

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12 dicembre 2014 

Il codice dell’amore di Dio
 
la-madonna-di-guadalupeIn un tempo in cui nell’Europa occidentale milioni di fedeli lasciavano la Chiesa cattolica entrando in quella protestante, la Vergine Maria appare in Messico, ad un indio di nome Juan Diego. Il numero di conversioni conseguenti a questa storia, in cui la protagonista è la Madre di Dio, bilanciò le ferite alla Chiesa di Suo Figlio che avvenivano costantemente nell’Europa continentale. 
 
La storia dell’apparizione della Vergine di Guadalupe fu il grande impulso per la conversione delle Americhe, ma è ancora oggi per tutti noi, una grande lezione di Evangelizzazione.
 
Secondo il più antico resoconto scritto in Nahuatl, da Nican Mophua, la Vergine di Guadalupe apparve il 12 dicembre 1531 a Juan Diego consegnandogli un messaggio per il vescovo Juan de Zumàrraga. La richiesta di Maria era la costruzione di un nuovo santuario in Suo onore in cima alla collina del Tepeyac. È proprio in questo luogo, che la Vergine di Guadalupe fece crescere delle rose – ricordiamoci che era inverno- e chiese a “Juanito, il più piccolo dei suoi figli”, di trasportare le rose nella sua tilma al Vescovo. Fu proprio quando Juan Diego consegnò le rose al Vescovo che l’immagine della Vergine, impressa sulla tilma dell’indio, fu scoperta.Questa tilma era fatta da fibre d’ agave che normalmente durano al massimo 20 anni. Tuttavia oggi, la tilma miracolosa, con la sua incredibile immagine della Vergine Maria, è rimasta intatta nel suo stato originale da 500 anni. 
 
Per gli indigeni era molto importante il linguaggio dei segni e i loro codici che venivano usati per comunicare. Santa Maria di Guadalupe viene ad evangelizzarci, viene per portarci Cristo attraverso il linguaggio universale dei segni. Secondo gli esperti, l’immagine della Vergine di Guadalupe, ha un significato particolare.
 
L’immagine della Vergine di Guadalupe è quella di una ragazza messicana. Indossa una tunica rosa e un manto turchese dal bordo dorato decorato con stelle a loro volta dorate. Le sue mani sono giunte. È circondata dal sole ed è in piedi sopra la luna che è sorretta da un angelo. La Vergine di Guadalupe è un’icona della fede cattolica.
 
“Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.” (Ap 12,1-2) La Vergine di Guadalupe si trova in piedi davanti al sole perché lei è la madre della Luce del Mondo. I messicani a quel tempo adoravano il dio Huitzilopochtli, il cui simbolo erano i raggi del sole e anche il dio della notte simboleggiato ovviamente con la luna. Questa donna in piedi davanti al sole e sopra la luna voleva significare per i messicani che era più potente dei loro falsi dei.
 
Il mantello turchese della Vergine simboleggia per gli indiani la regalità e la verginità e l’angelo ai suoi piedi la nobilita, poiché solo una regina può essere portata sulle spalle. Il manto è decorato con una brillante costellazione. Nel 1980 gli studiosi Mario Rojas Sanchez e Juan Homero Hernandez Illescas studiarono queste stelle e scoprirono che la costellazione presente nel manto della Vergine è la stessa della mattina del 12 dicembre 1531, ovvero del giorno in cui apparve. Questo significa che Maria è la Regina dell’Universo.
 
nostra-signora-di-guadalupeIl volto della Madonna e quello dell’angelo sotto i suoi piedi è quello tipico dei meticci, le persone nate dalle unioni con gli europei dopo la scoperta dell’America. Questo mostra come la Fede Cattolica sia per tutti! La Vergine ha uno sguardo affabile rivolto verso il basso; verso coloro che la mirano. Gli dei indigeni venivano tradizionalmente dipinti con uno sguardo inquietante dritto verso gli spettatori, i quali conseguentemente ne venivano intimoriti. La Vergine di Guadalupe guarda invece verso il basso, ma verso di noi, per ricordarci che l’Amore Misericordioso di Dio è per tutti gli uomini. Per questo dice a Juan Diego “Non sono forse io tua madre?”.
 
La Madonna è incinta e la cinta che le cinge i fianchi simboleggia la sua verginità perché lei è la sempre Vergine Madre di Dio. Il fiore rappresentato all’altezza del suo grembo per gli indigeni significava “sempre in movimento e l’Infinito”. Questo significa che Lei è la madre del Dio Eterno.
 
La Vergine è in piedi sopra la luna che è usata dall’uomo per calcolare il tempo e questo significa che lei è “fuori dal tempo”, risiede infatti nell’Eternità! L’angelo sotto la luna ha tre ali colorate simili a quelle di un’aquila che simboleggiano la fondazione del Messico.
 
Molti scienziati hanno analizzato l’immagine della Vergine di Guadalupe e sono tutti arrivati alla stessa conclusione. Dicono che si tratta di un’immagine archetipa (cioè non è stata realizzata da mani umane) mentre gli esperti di arte la considerano un lavoro realizzato prima del 1531. Ma né nella creatività dei più grandi artisti rinascimentali, né nel talento dei restauratori è mai comparso un uso dei colori e una tecnica così affascinante come in quest’immagine. È un lavoro che cresce in fascino, fama e devozione per i suoi ammiratori e per coloro che guardano a lei ricordandosi le Sue parole: “Non sono forse io tua madre?”.
 
La Santa Madre Chiesa è intervenuta nella storia della Vergine di Guadalupe nominandola, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, patrona delle Americhe, e patrona di tutti i bambini non nati.
 
Fissiamo ora lo sguardo sulla Vergine di Guadalupe e chiediamole una protezione speciale in quest’anno della Fede in modo che lei, che è la fontana della fede, possa rinforzare la nostra fede e quella del mondo intero. Santa Vergine di Guadalupe, aumenta la nostra fede.

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La bellezza che salverà il mondo http://bibliotecaneval.altervista.org/bellezza-salvera-mondo/ Mon, 08 Dec 2014 12:14:06 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=12327 http://www.interris.it/ Di Giovanni D'Ercole     08 Dec 2014 /    Maria Immacolata, di cui si celebra la festa l’8 dicembre, è segno, per volontà di Dio, di perfezione assoluta in una creatura umana: nessuna persona si avvicina alle sue altezze di bontà e nessuno, neppure tutti gli angeli e i santi messi insieme, hanno maggior potere d’intercessione […]

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Di Giovanni D'Ercole 

 
 08 Dec 2014 / 

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mons-dercoleMaria Immacolata, di cui si celebra la festa l’8 dicembre, è segno, per volontà di Dio, di perfezione assoluta in una creatura umana: nessuna persona si avvicina alle sue altezze di bontà e nessuno, neppure tutti gli angeli e i santi messi insieme, hanno maggior potere d’intercessione sull’Onnipotente. In Lei rifulge l’immensa bellezza e splendore di Dio. Maria è specchio terso dell’armonia divina. Proprio per questo, a Maria Immacolata occorre guardare oggi con speranza poiché il mondo è malato, e assistiamo ogni giorno alle spaventose degenerazioni di questa patologia, che si possono sintetizzare in un’unica espressione: si è perso il gusto della bellezza. Gli uomini sono spesso costretti a una vita brutta, senza dignità, senza responsabilità, senza creatività.

E questa mancanza non può essere vinta con qualche particolare “aggiustamento”: un impegno buonista che rompa per qualche istante la logica devastante dell’egoismo imperante, qualche momento di solidarietà che riduca la forza diabolica dell’odio e della violenza, qualche sussulto di legalità che vinca l’insidia della corruzione e del malaffare. Le cronache quotidiane disegnano con tinte sempre più fosche la nostra società ferita da fatti criminosi e da ingiustizie dilaganti. Il male sembra trionfare sul bene, la cattiveria e l’odio distruttore sulla solidarietà. Come reagire? Da dove ripartire? La festa dell’Immacolata Concezione offre ai credenti un’indicazione molto chiara e rianima la speranza in un’era migliore. Dio non è venuto per qualche aggiustamento. Scegliendo Maria, tutta Santa, come madre del suo Figlio unigenito, Agnello immacolato immolato per la salvezza dell’umanità, ha voluto ricostruire tra gli uomini e per gli uomini quella bellezza che “sola salverà il mondo”.
La purezza divina, che l’avvolge, diviene tangibile possibilità per noi di ritrovare l’armonia perduta con il peccato originale e sperimentare che, malgrado la fragilità della natura umana, “l’uomo è circondato dal grande mistero dell’ordine e dell’armonia”, come osserva lo scrittore russo F. Dostoevskji nel romanzo “l’Idiota”. Per tale ragione è proprio all’Immacolata, Madre di Dio, che occorre rivolgersi in questi tempi di apostasia e di corruzione, d’incertezza e di confusione, implorando che il suo Cuore Immacolato trionfi presto e ottenga per il mondo il dono della pace. La Sua festa diventa per noi cristiani provvidenziale occasione per ripensare alla nostra missione in questo tempo. I principi cristiani sembrano pericolosamente crollare e nelle società occidentali anche i comandamenti che Dio consegnò a Mosè sono calpestati: le Tavole della Legge sono sostituite con le tavole del culto all’uomo e dei suoi “diritti”, che invece di liberarlo lo conducono sempre più nell’abisso della solitudine e della disperazione.

Soltanto l’Innocenza pura, ovvero la Vergine Immacolata, può venire in soccorso di tanta bruttura, che con pericolose infiltrazioni nell’educazione dei ragazzi, è capace di contaminare anche l’età dell’innocenza. Privilegiata per eccellenza, l’Immacolata è dolcezza e quiete inenarrabili. E’ il «Paradiso di Dio», come la definisce mirabilmente san Luigi Grignion de Montfort: «Non c’è e non ci sarà mai creatura in cui Dio sia più grande – al di fuori di se stesso e in se stesso – che nella divina Maria. Maria è il paradiso di Dio e il suo mondo ineffabile, in cui il Figlio di Dio è entrato per operarvi meraviglie, per custodirlo e compiacersi. Ha fatto un mondo per l’uomo pellegrino: è il nostro; ha fatto un mondo per l’uomo beato, il paradiso; ma ne ha fatto un altro per sé e gli ha dato il nome di Maria”. In Maria, Vergine Immacolata, vediamo il segno certo e il sostegno valido della nostra speranza.

Mons. Giovanni D’Ercole
Vescovo di Ascoli Piceno

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L’IMMACOLATA CONNESSA ALL’UMANITA’ http://bibliotecaneval.altervista.org/limmacolata-connessa-allumanita/ Mon, 08 Dec 2014 11:35:54 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=12325 http://www.interris.it/   Di Hortensia Honorati /    08 Dec 2014 /  Non possiamo elencare la moltitudine di eventi e apparizioni mariane, ma un dato importante è che esse avvengono sempre nei momenti più difficili della storia dell’umanità. Sul tema sono stati scritti libri sufficienti a riempire una biblioteca: quasi 230 il numero di apparizioni mariane che si possono contare, […]

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Di  / 

  08 Dec 2014 / 
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Non possiamo elencare la moltitudine di eventi e apparizioni mariane, ma un dato importante è che esse avvengono sempre nei momenti più difficili della storia dell’umanità. Sul tema sono stati scritti libri sufficienti a riempire una biblioteca: quasi 230 il numero di apparizioni mariane che si possono contare, dalla prima a Saragozza dell’apostolo Giacomo alle ultime, registrate a San Bonico (nella provincia di Piacenza, in Italia) nel 2004. La prima domanda da porsi è: chi è Maria? E’ una ragazza appartenente alla tribù di Giuda. Figlia, secondo la tradizione, di Gioacchino ed Anna e sposa di un falegname di nome Giuseppe in un piccolo paese della Galilea chiamato Nazareth. Il Vangelo di Matteo ci viene in soccorso in questi ultimi passaggi della storia e dopo un lungo elenco di genealogia dettagliata leggiamo: “Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo”. Dunque Maria è la madre di Gesù. Potrebbe essere un dettaglio, ma questo tratto della storia ha reso Myriam – il suo nome in ebraico – una donna capace di cambiare le sorti dell’umanità. La sua presenza nella storia si è manifestata in moltissimi modi, tra questi le “apparizioni” ne sono una parte. La prima di cui si ha notizia risale al 352 quando la Vergine sarebbe apparsa contemporaneamente ad una coppia della nobiltà patrizia e a Papa Liberio. Nel sogno Maria avrebbe indicato con un miracolo il luogo dove sarebbe sorta la chiesa. Quando al mattino i coniugi si recarono con il Pontefice sul Colle Esquilino trovarono il campo coperto di neve in piena estate. Furono prese le misure e si ordinò di costruire quella che oggi è la Basilica di Santa Maria Maggiore.

Facendo un salto in avanti nel tempo arriviamo al 9 dicembre 1531, sulle colline della Città del Messico. Ci troviamo di fronte a un popolo che, dopo l’arrivo degli spagnoli, aveva visto tramontare la sua civiltà. Qui un contadino del villaggio, Juan Diego, ebbe un apparizione della Vergine, la quale avrebbe chiesto di erigere un tempio in suo onore. Alla notizia il vescovo chiese un segno che ne dimostrasse la veridicità. Tornato sul colle il contadino trovò dei bellissimi fiori di Castiglia, sbocciati fuori stagione in una desolata pietraia, ne raccolse un mazzo e avvolti in un mantello li portò al vescovo. Giunto al cospetto del presule apre il mantello e all’istante sulla tilma si sarebbe impressa e resa manifesta l’immagine di Maria. Di fronte a tale prodigio il vescovo cadde in ginocchio. In quel luogo oggi sorge la Cattedrale di Nostra Signora di Guadalupe.

Molte ancora sono le apparizioni della Madre di Dio che lasciano traccia di un legame con l’umanità indistruttibile da quando pronunciò il suo “fiat”, perché da allora Maria non ha mai smesso di essere una mamma e ha continuato a generare la Vita nelle periferie dell’esistenza. Nel 1858 appare a una giovane contadina di nome Bernadette, località Lourdes. Il contesto storico definito “età dell’oro” è quello del razionalismo, scientismo, liberalismo secolarizzato, socialismo e tutti gli “ismo” che hanno il risultato di mettere l’uomo al posto di Dio e hanno posto le basi per i più grandi conflitti mondiali e stermini di massa. Anche qui le apparizioni hanno lo scopo principale di riavvicinare l’uomo alla fede e di confermare la dottrina cattolica. Nel caso di Lourdes, la giovane contadina chiese alla signora che vedeva vicino alla grotta di presentarsi e questa rispose, in dialetto guascone di essere “l’Immacolata Concezione”, lo stesso nome che Papa Pio IX aveva usato per proclamare 4 anni prima l’ultimo dogma di fede.

Una dinamica simile si verificò per le apparizioni ai tre pastorelli di Fatima nel 1917, alle soglie dei grandi conflitti del XX secolo dove Maria, oltre a chiedere preghiere per affrettare la conclusione della prima guerra mondiale, chiese di consacrare la Russia al suo Cuore Immacolato. Fu Papa Giovanni Paolo II a cogliere l’invito della Vergine e l’8 dicembre 1991 una serie di eventi segnò la fine dell’Urss e del Partito Comunista Sovietico.

L’avvenimento mariologico più complesso e duraturo nella storia delle apparizioni è, però, quello di Medjugorje che si verifica, per la prima volta, il 24 giugno 1981. Sei veggenti in un luogo sperduto della Bosnia Erzegovina affermano di vedere la Madonna. Seguiranno persecuzioni, forti perplessità da una parte della Chiesa gerarchica e, simultaneamente, un crescendo di interesse e devozione che, ancora oggi, dopo 33 anni non accenna a spegnersi. Secondo la testimonianza di queste donne, infatti, le presunte apparizioni proseguirebbero tuttora. Il caso è al vaglio della Chiesa Cattolica mentre per i devoti non sussiste alcun dubbio circa la presenza della Vergine.

In tutti questi fenomeni la dottrina cattolica ha dato conferme dopo un lungo periodo di investigazioni, avvalendosi di supporti tecnico scientifici, nel suo compito non di dichiarare la certezza dell’apparizione ma di sancire il culto e riconoscere la devozione a Maria testimoniata da frutti di conversione, pace e guarigione nei pellegrini, segno tangibile dell’aiuto Materno nella storia dell’umanità.

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Medjgorje 9 novembre 2014 – messaggio straordinario a Vicka. http://bibliotecaneval.altervista.org/medjgorje-9-novembre-2014-messaggio-straordinario-vicka/ Mon, 10 Nov 2014 22:13:13 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=11941 Antonio Socci pagina ufficiale    10 novembre 2014       ATTENZIONE!!!!! DA MEDJUGORJE STA ARRIVANDO UN ALLARME !!! Ieri, 9 novembre, c'è stato un messaggio straordinario dato a Vicka. Una persona mi scrive: "E' la prima volta che la Madonna a Medjugorje in 33 anni dice di pregare per la Chiesa, fino ad ora […]

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 10 novembre 2014

 

 

 

ATTENZIONE!!!!! DA MEDJUGORJE STA ARRIVANDO UN ALLARME !!!

Ieri, 9 novembre, c'è stato un messaggio straordinario dato a Vicka. Una persona mi scrive: "E' la prima volta che la Madonna a Medjugorje in 33 anni dice di pregare per la Chiesa, fino ad ora aveva chiesto di pregare per i sacerdoti ma mai direttamente di pregare per la Chiesa".

Io non so se è davvero la prima volta (dal controllo che hanno fatto persone esperte sembra proprio che sia così). Ma certamente la Madonna in questo messaggio (sobrio, realistico, ben concreto e materno, si sente che è autentico) si mostra molto, molto preoccupata per la Chiesa.
Va presa molto sul serio. Ecco il messaggio:

"Cari figli ho ancora da darvi tanti messaggi, ma intanto iniziate a vivere i messaggi che vi ho già dato!
Aprite i vostri cuori e PREGATE PER LA CHIESA. LA CHIESA E' TANTO BISOGNOSA DELLE VOSTRE PREGHIERE. 
Andate nella Pace del Signore cari figli miei".

La situazione della Chiesa evidentemente allarma la Madonna.
C'è qualcuno che La ascolta veramente? In quanti preghiamo con questo Suo cuore?

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“La Madonna schiaccia il diavolo” http://bibliotecaneval.altervista.org/madonna-schiaccia-diavolo/ Tue, 28 Oct 2014 23:18:17 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=11785   Associazione Cattolica Gesù e Maria Ave Maria! http://www.youtube.com/watch?v=Z_gfHMvdffk

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Ave Maria!

http://www.youtube.com/watch?v=Z_gfHMvdffk

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Mese di maggio: mese di Maria http://bibliotecaneval.altervista.org/mese-di-maggio-mese-di-maria/ Sun, 01 Jun 2014 23:27:48 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=9854 Published on 31 May 2014   DON LEONARDO MARIA POMPEI       L'importanza della figura di Maria nella scoperta della grandezza della nostra vocazione cristiana. Maria SS.ma perfetta conoscitrice di Gesù. Il libero arbitrio rispettato sempre, anche se con "dolore", sia da Dio che dalla Madonna. Omelia 31 Maggio 2014, solenne conclusione del mese […]

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Published on 31 May 2014

 

DON LEONARDO MARIA POMPEI

 

 

 

L'importanza della figura di Maria nella scoperta della grandezza della nostra vocazione cristiana. Maria SS.ma perfetta conoscitrice di Gesù. Il libero arbitrio rispettato sempre, anche se con "dolore", sia da Dio che dalla Madonna. Omelia 31 Maggio 2014, solenne conclusione del mese dedicato alla Madonna.

 

http://www.youtube.com/watch?v=Ul1BAUjezo0&feature=youtu.be

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Maria Donna nuova: in Lei possiamo rinascere in Cristo uomo nuovo… http://bibliotecaneval.altervista.org/maria-donna-nuova-in-lei-possiamo-rinascere-in-cristo-uomo-nuovo/ Fri, 30 May 2014 22:08:25 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=9829 da: Omelie di Don Leonardo Maria  Pompei MARIA DONNA NUOVA: IN LEI TUTTI POSSIAMO RINASCERE IN CRISTO UOMO NUOVO E ABBANDONARE COMPLETAMENTE I VIZI E I PECCATI DELL'UOMO VECCHIO Maria Vergine donna nuova. La teologia paolina dell'uomo vecchio e dell'uomo nuovo. Gettarsi in Maria per essere da Lei trasformati e rinnovati. Lunedì 12 Maggio 2014 […]

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da: Omelie di Don Leonardo Maria  Pompei

MARIA DONNA NUOVA: IN LEI TUTTI POSSIAMO RINASCERE IN CRISTO UOMO NUOVO E ABBANDONARE COMPLETAMENTE I VIZI E I PECCATI DELL'UOMO VECCHIO

Maria Vergine donna nuova. La teologia paolina dell'uomo vecchio e dell'uomo nuovo. Gettarsi in Maria per essere da Lei trasformati e rinnovati. Lunedì 12 Maggio 2014

Dowload mp3 omelia:
http://www.parrocchiasanmichele.eu/download/category/148-omelie-messe-in-onore-della-madonna.html?download=3191%3Amaria-donna-nuova

 

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12 dicembre: Nostra Signora di Guadalupe http://bibliotecaneval.altervista.org/12-dicembre-nostra-signora-di-guadalupe/ Thu, 12 Dec 2013 20:33:28 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=8007 Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.                   La Vergine di Guadalupe Nostra Signora di Guadalupe è l'appellativo con cui i cattolici venerano Maria in seguito a una apparizione avvenuta in Messico nel1531. Secondo il racconto tradizionale, Maria sarebbe apparsa a Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un azteco convertito al cristianesimo, sulla collina del Tepeyac a nord di Città del Messico, più volte tra il 9 e […]

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Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
 
               

La Vergine di Guadalupe

Nostra Signora di Guadalupe è l'appellativo con cui i cattolici venerano Maria in seguito a una apparizione avvenuta in Messico nel1531.

Secondo il racconto tradizionale, Maria sarebbe apparsa a Juan Diego Cuauhtlatoatzin, un azteco convertito al cristianesimo, sulla collina del Tepeyac a nord di Città del Messico, più volte tra il 9 e il 12 dicembre 1531. Il nome Guadalupe sarebbe stato dettato da Maria stessa a Juan Diego: alcuni hanno ipotizzato che sia la trascrizione in spagnolo dell'espressione azteca Coatlaxopeuh, "colei che schiaccia il serpente" (cfr. Genesi 3,14-15).

A memoria dell'apparizione, sul luogo fu subito eretta una cappella, sostituita dapprima nel 1557 da un'altra cappella più grande, e poi da un vero e proprio santuario consacrato nel 1622. Infine nel 1976 è stata inaugurata l'attuale Basilica di Nostra Signora di Guadalupe.

Nel santuario è conservato il mantello (tilmàtli) di Juan Diego, sul quale è raffigurata l'immagine di Maria, ritratta come una giovane indiana: per la sua pelle scura ella è chiamata dai fedeli Virgen morenita ("Vergine meticcia"). Nel 1921 Luciano Pèrez, un attentatore inviato dal governo, nascose una bomba in un mazzo di fiori posti ai piedi dell'altare; l'esplosione danneggiò la basilica, ma il mantello ed il vetro che lo proteggeva rimasero intatti[1].

L'apparizione di Guadalupe è stata riconosciuta dalla Chiesa cattolica e Juan Diego è stato proclamato santo da papa Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002. Secondo la dottrina cattolica queste apparizioni appartengono alla categoria delle rivelazioni private.[2]

La Madonna di Guadalupe è venerata dai cattolici come patrona e regina del continente americano. La sua festa si celebra il 12 dicembre, giorno dell'ultima apparizione. In Messico il 12 dicembre è festa di precetto.[3

Il racconto delle apparizioni  

Secondo il racconto tradizionale, espresso in náhuatl nel testo conosciuto come Nican Mopohua, Juan Diego avrebbe visto per la prima volta la Madonna la mattina del 9 dicembre 1531, sulla collina del Tepeyac vicino a Città del Messico. Ella gli avrebbe chiesto di far erigere un tempio in suo onore ai piedi del colle: Juan Diego corse a riferire il fatto al vescovo Juan de Zumarrága, ma questi non gli credette. La sera, ripassando sul colle, Juan Diego avrebbe visto per la seconda volta Maria, che gli avrebbe ordinato di tornare dal vescovo l'indomani. Il vescovo lo ascoltò di nuovo e gli chiese un segno che provasse la veridicità del suo racconto.

Juan Diego tornò quindi sul Tepeyac ove avrebbe visto per la terza volta Maria, la quale gli avrebbe promesso un segno per l'indomani. Il giorno dopo, però, Juan Diego non poté recarsi sul luogo delle apparizioni in quanto dovette assistere un suo zio, gravemente malato. La mattina dopo, 12 dicembre, lo zio appariva moribondo e Juan Diego uscì in cerca di un sacerdote che lo confessasse. Ma Maria gli sarebbe apparsa ugualmente, per la quarta e ultima volta, lungo la strada: gli avrebbe detto che suo zio era già guarito e lo avrebbe invitato a salire di nuovo sul colle a cogliere dei fiori. Qui Juan Diego trovò il segno promesso: dei bellissimi fiori di Castiglia, fioriti fuori stagione in una desolata pietraia. Egli ne raccolse un mazzo nel proprio mantello e andò a portarli al vescovo.

Di fronte al vescovo e ad altre sette persone presenti, Juan Diego aprì il mantello per mostrare i fiori: ed ecco, all’istante sulla tilma si sarebbe impressa e resa manifesta alla vista di tutti l'immagine della S. Vergine Maria. Di fronte a tale presunto prodigio, il vescovo cadde in ginocchio, e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego accompagnò il presule al Tepeyac, per indicargli il luogo in cui la Madonna avrebbe chiesto Le fosse innalzato un tempio e l'immagine venne subito collocata nella cattedrale.

                                                  

L'immagine sul mantello 

A causa della sua origine miracolosa, l'immagine della Madonna di Guadalupe è oggetto di devozione paragonabile a quella rivolta alla Sindone. La sua fama si sparse rapidamente anche al di fuori del Messico: nel 1571 l'ammiraglio Gianandrea Doria ne possedeva una copia, dono del re Filippo II di Spagna, che portò con sé sulla propria nave nella battaglia di Lepanto. Negli anni venti del XX secolo i Cristeros, cattolici messicani che si erano ribellati al governo anticlericale, portavano in battaglia l'immagine della Virgen morenitasulle proprie bandiere.

Il mantello è del tipo chiamato tilma: si tratta di due teli di ayate (fibra d'agave) cuciti insieme. L'immagine di Maria è di grandezza lievemente inferiore al naturale, alta 143 cm. Le sue fattezze sono quelle di una giovane meticcia: la carnagione è scura. Maria è circondata dai raggi del sole e ha la luna sotto i piedi; indossa una cintura di colore viola che, tra gli aztechi, indicava lo stato di gravidanza; sotto la luna vi è un angelo dalle ali colorate di bianco, rosso e verde (i colori dell'attuale bandiera messicana), che sorregge la Vergine.

La disposizione delle stelle sul manto non sembra casuale ma rispecchierebbe quelle che in cielo, da Città del Messico, era possibile vedere nel dicembre 1531[4].

La figura ha caratteristiche particolari che la ricollegano a divinità della religione azteca. Il mantello verde e blu con cui la Madonna appare iconografata era anche un simbolo della divinità chiamata Ometeotl. La Luna è un simbolo ricorrente nelle raffigurazioni mariane e pagane, quasi sempre associato alle divinità femminili. Elemento non trascurabile è il luogo dell'apparizione, ovvero la collina di Tepeyac, sulla quale sorgeva un tempio dedicato ad una dea locale la cui pianta sacra era proprio l'agave associata all'apparizione mariana.

Alcuni autori, che hanno eseguito degli studi scientifici sul mantello, sostengono che effettivamente l'immagine non sarebbe dipinta, ma acheropita (non realizzata da mano umana); essa presenterebbe inoltre caratteristiche particolari difficili da spiegare naturalmente. Altri autori sostengono il contrario.

Alcuni dati portati a sostegno dell'ipotesi miracolosa:

  • Già nel 1666 la tilma fu esaminata da un gruppo di pittori e di medici per verificarne la presunta natura miracolosa: essi asserirono che era impossibile che l'immagine, così nitida, fosse stata dipinta sulla tela senza alcuna preparazione di fondo, e inoltre che nei 135 anni trascorsi dall'apparizione, nell'ambiente caldo e umido in cui era conservata, essa avrebbe dovuto distruggersi. Nel 1788, per provare sperimentalmente questo fatto, venne eseguita una copia sullo stesso tipo di tessuto: esposta sull'altare del santuario, già dopo soli otto anni era rovinata. Al contrario l'immagine originale, dopo quasi 500 anni, è ancora sostanzialmente intatta.
  • Nel 1791 si rovescia accidentalmente acido muriatico sul lato superiore destro della tela. In un lasso di 30 giorni, senza nessun trattamento, si sarebbe ricostituito miracolosamente il tessuto danneggiato.
  • Nel 1936 il chimico Richard Kuhn esaminò due fili del tessuto, non trovandovi alcuna traccia di coloranti.
  • Nel 1979 Philip Serna Callahan scattò una serie di fotografie all'infrarosso. L'esame di queste foto rivelò che, mentre alcune parti dell'immagine erano dipinte (potrebbero essere state aggiunte in un secondo momento), la figura di Maria era impressa direttamente sulle fibre del tessuto; solo le dita delle mani apparivano ritoccate per ridurne la lunghezza.
  • Nel 1951 il fotografo José Carlos Salinas Chávez dichiarò che in entrambe le pupille di Maria, fortemente ingrandite, si vedeva riflessa la testa di Juan Diego.
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  •                                              
  • Nel 1977 l'ingegnere peruviano José Aste Tonsmann analizzò al computer le fotografie ingrandite di 2500 volte e affermò che si vedono ben cinque figure: Juan Diego nell'atto di aprire il proprio mantello, il vescovo Juan de Zumárraga, due altri uomini (uno dei quali sarebbe quello originariamente identificato come Juan Diego) e una donna. Al centro delle pupille si vedrebbe inoltre un'altra scena, più piccola, anche questa con diversi personaggi. Nella puntata di Voyager del 12 ottobre 2009, viene detto che i personaggi fino a quel momento trovati sono 13.

 

 

 

 

 

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Medjugorje e la lettera del nunzio Viganò http://bibliotecaneval.altervista.org/medjugorje-e-la-lettera-del-nunzio-vigano/ Fri, 15 Nov 2013 11:13:53 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=7530 13/11/2013  LA CHIESA DI SAN GIACOMO A MEDJUGORJE La Santa Sede avverte i vescovi Usa dopo aver appreso che il veggente Ivan Dragičević avrebbe guidato incontri nelle chiese previsti nell’orario in cui solitamente egli afferma di avere le apparizioni GUIDO VILLA ZAGABRIA Sulla lettera che il nunzio apostolico Carlo Maria Viganò, ha scritto il 21 ottobre […]

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13/11/2013 

La Chiesa di San Giacomo a Medjugorje

LA CHIESA DI SAN GIACOMO A MEDJUGORJE

La Santa Sede avverte i vescovi Usa dopo aver appreso che il veggente Ivan Dragičević avrebbe guidato incontri nelle chiese previsti nell’orario in cui solitamente egli afferma di avere le apparizioni

GUIDO VILLA
ZAGABRIA

Sulla lettera che il nunzio apostolico Carlo Maria Viganò, ha scritto il 21 ottobre scorso alla Conferenza episcopale degli Stati Uniti con riferimento a un ciclo di incontri previsti in quel Paese dal veggente di Medjugorje Ivan Dragičević, si è scritto e parlato molto in questi ultimi giorni. Il più delle volte, purtroppo, ciò è avvenuto manifestando pressapochismo e scarsa conoscenza delle norme e delle linee di condotta che guidano la Chiesa in tali circostanze, tanto da trasformare una lettera quasi di routine in un presunto segno di opposizione della Santa Sede sulle apparizioni di Medjugorje.

In realtà, dopo quasi trentatrè anni di apparizioni, questa lettera non è la prima – e probabilmente non sarà neppure l'ultima – del suo tipo, anzi, nel tono e nei contenuti, è assai più blanda e misurata di certe missive inviate in passato dai due vescovi, Žanić e Perić, succedutisi alla guida delle diocesi di Mostar, in Bosnia-Erzegovina, cui appartiene la parrocchia di Medjugorje, dall'inizio delle apparizioni nel 1981.

Non è quindi difficile ricostruire il motivo che ha portato all'invio di questa lettera. Il veggente Ivan Dragičević – il quale tra l’altro non è bosniaco, come riportato da alcuni commentatori, ma croato – è stato invitato a una serie di incontri di preghiera, alcuni dei quali erano previsti nell’orario in cui solitamente egli afferma di avere le apparizioni e di vedere la Madonna, da tenersi anche in locali parrocchiali e in chiese. Ciò è stato notato da qualcuno che ha provveduto ad avvertire il vescovo locale, e da questi, attraverso i canali ufficiali consueti, la notizia è giunta alla Santa Sede, la quale, attraverso il nunzio negli Stati Uniti, ha avvertito i vescovi locali che chierici e i fedeli «non possono partecipare ad incontri, conferenze, o celebrazioni pubbliche in cui la credibilità di queste “apparizioni” venga data per certa».

Il “dare per certo” la veridicità delle apparizioni è rappresentato dal fatto che gli incontri vengano tenuti in chiese o edifici di proprietà della Chiesa, poiché significherebbe dare un avallo ufficiale agli avvenimenti stessi, cosa che, per quanto riguarda Medjugorje, al momento non è possibile.

Aiuta a comprendere meglio questa situazione un episodio avvenuto a Civitavecchia dopo l’inizio delle lacrimazioni della statuetta di gesso, proveniente da Medjugorje, nel giardino della famiglia Gregori nel 1995. A Fabio Gregori che desiderava che la statuina fosse portata in chiesa, il parroco, don Pablo Martin, oppose un netto rifiuto, poiché ciò avrebbe dato l’impressione che la Chiesa avallasse la soprannaturalità degli avvenimenti, cosa ancora tutta da accertare. Per lo stesso motivo l’allora vescovo di Civitavecchia, monsignor Girolamo Grillo, ordinò subito al parroco di non tenere la statuina neppure in casa sua e di disfarsene subito.

Il contenuto della lettera, quindi, non rappresenta un’anticipazione del giudizio negativo della Santa Sede su Medjugorje, bensì la riproposizione della linea di condotta che la Chiesa ha sempre tenuto su questo tipo di fatti.

La stessa dichiarazione di Zara del 1991 dell’allora Conferenza Episcopale Jugoslava, non rappresenta una bocciatura definitiva degli avvenimenti di Medjugorje. In questa dichiarazione si affermava che «sulla base delle ricerche che sono state condotte, non è possibile affermare che ci siano state apparizioni o rivelazioni». Ma non furono vietati i pellegrinaggi in sé, bensì solamente quelli ufficiali, né fu vietato a sacerdoti di andarci o di partecipare come assistenti spirituali in pellegrinaggi organizzati a titolo privato, fermo restando che, come dice la dichiarazione, essi promuovessero «una sana devozione verso la Beata Vergine Maria, in armonia con l'insegnamento della Chiesa».

Che la Dichiarazione di Zara, citata nella lettera del nunzio non rappresenti una bocciatura definitiva delle apparizioni di Medjugorje, lo attesta la nuova commissione incaricata da Benedetto XVI di studiare il fenomeno, guidata dal cardinale Ruini. E viene confermato anche dalla vita di tutti i giorni. L’emittente della parrocchia di Medjugorje Radio Mir Medjugorje è partner ufficiale dell’emittente radiofonica della Conferenza episcopale croata Hrvatski katolički Radio; il settimanale ufficioso dell’arcidiocesi di Zagabria Glas Koncila, venduto in tutte le chiese della Croazia e della Bosnia-Erzegovina, pubblica di tanto in tanto notizie di pellegrinaggi a Medjugorje, e in occasione del trentesimo anniversario delle apparizioni, vi ha dedicato le sue due pagine centrali. Ciò è segno che pur non approvando (ancora) le apparizioni, la Chiesa croata segue con interesse questi avvenimenti che la maggioranza dei fedeli cattolici croati ritiene essere stati decisivi per l’acquisto della libertà dal comunismo e per la salvezza della Croazia nel corso della Guerra per la Patria a difesa dell’aggressione serba, che fu profetizzata dalla Regina della Pace che ebbe il suo primo colloquio con i veggenti il 25 giugno 1981, dieci anni prima che, la stessa data, iniziasse la guerra nella ex-Jugoslavia.

In realtà quest’ansia di avere quanto prima una decisione definitiva sugli avvenimenti di Medjugorje è presente solamente nei tifosi (nel senso deleterio del termine) e negli avversari delle apparizioni. La Chiesa procede sempre con estrema prudenza nel valutare questi fatti, tant’è che non sono state ancora approvate le apparizioni del 1948 della Vergine della Rivelazione a Bruno Cornacchiola presso le Tre Fontane a Roma, viste con favore dalle più alte autorità ecclesiastiche, ivi incluso Papa Pio XII; dopo un lungo periodo di ostilità dei vescovi locali, e nell’attesa di un’approvazione definitiva, a Fontanelle, nei pressi di Montichiari (Brescia) e a Schio (Vicenza) è stato autorizzato, così come avviene ormai da anni alle Tre Fontane, l’esercizio del culto e l’accompagnamento pastorale ufficiale dei numerosissimi pellegrini che vi si recano.

Considerati questi precedenti, non è escluso che anche per Medjugorje non vi sarà a breve alcun riconoscimento né alcun disconoscimento ufficiale delle apparizioni, e che la Santa Sede avocherà a sé attraverso un delegato apostolico la gestione e il controllo della pastorale ai pellegrini che vi si recano. Ciò rappresenterebbe in verità una netta smentita dei desiderata del vescovo di Mostar, il quale vorrebbe che le apparizioni venissero bollate come non soprannaturali, e una limitazione dei suoi poteri, se non sulla parrocchia di Medjugorje, almeno sulla gestione della cura pastorale dei pellegrini.

Un criterio per esprimere un giudizio sulla soprannaturalità degli avvenimenti di Medjugorje è rappresentato certamente dai frutti spirituali. Pur non mancando, come sempre quando ci sono di mezzo esseri umani, situazioni negative – ad esempio l’eccessiva commercializzazione del luogo (che del resto non manca neppure a Lourdes e a Fatima) e la dolorosissima defezione di fra Tomislav Vlašić – i frutti sono da considerarsi estremamente positivi.

In questi decenni a Medjugorje, sono avvenute conversioni di sacerdoti che vivevano il proprio ministero attaccati al denaro, famiglie sull’orlo della rottura si sono riconciliate, giovani che vivevano nel peccato se ne sono distaccati giovani scapestrati hanno riconosciuto la vocazione religiosa e sacerdotale, atei incalliti e bestemmiatori professionisti si sono trasformati in persone che non cessano di pregare.
 

 
 

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Due Papi e il mondo tra i misteri di Fatima http://bibliotecaneval.altervista.org/due-papi-e-il-mondo-tra-i-misteri-di-fatima/ Mon, 14 Oct 2013 08:59:14 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=7080 DUE PAPI E IL MONDO TRA I MISTERI DI FATIMA Posted: 13 Oct 2013 12:58 AM PDT Papa Francesco fa culminare l’ “Anno della fede” indetto dal suo predecessore con la veglia di preghiera mariana di ieri e, oggi, in piazza San Pietro, con una cerimonia molto significativa: rinnoverà la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato […]

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DUE PAPI E IL MONDO TRA I MISTERI DI FATIMA

Posted: 13 Oct 2013 12:58 AM PDT

Papa Francesco fa culminare l’ “Anno della fede” indetto dal suo predecessore con la veglia di preghiera mariana di ieri e, oggi, in piazza San Pietro, con una cerimonia molto significativa: rinnoverà la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria ai piedi della statua della Madonna di Fatima, fatta arrivare direttamente dal santuario portoghese.

Potrebbe sembrare una questione che interessa solo i “devoti”. Ma in realtà non è solo una preghiera (non è nemmeno una sorta di rito magico).

Casomai è un grande esorcismo sul mondo e sull’umanità del nostro tempo.

Per la sua natura e le sue conseguenze è un avvenimento assai significativo anche per i laici. Cercherò di spiegarne i motivi.

LE PROFEZIE

Anzitutto quelle di Fatima sono, fra le apparizioni, le più profetiche in riferimento alla storia umana. O le più “politiche”, per usare il gergo sciocco dei giornali.

Infatti furono fortemente avversate – fin dall’inizio – dal sistema mediatico e dalle forze marxiste perché ritenute “rozzamente anticomuniste”.

E’ vero che furono una grandiosa e veritiera profezia sul comunismo e sul XX secolo dei totalitarismi e dei genocidi, ma di rozzo non ci fu proprio nulla (se non la reazione dei “mangiapreti”).

Avvennero fra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917, durante la prima guerra mondiale.

La Madonna apparve il 13 di ogni mese: il 13 luglio fece vedere ai tre pastorelli l’inferno, lamentando che molti uomini finissero in quell’orrore (così mostrava qual era l’esito tragico di una modernità che aveva deciso di fare a meno di Dio).

Per scongiurare questa perdizione di massa chiese che l’umanità tornasse a Dio attraverso la devozione al suo Cuore Immacolato.

La Madonna volle dunque mostrare l’enorme potere della preghiera, superiore a quello di eserciti, governi e potenze mondane, chiedendo ai tre bambini di pregare e offrire i loro sacrifici per la fine della guerra (e la guerra finì di lì a poco, come aveva predetto).

Ma la Madre di Dio avvertì pure che stava per prepararsi qualcosa di peggio: l’avvento del comunismo in Russia, cosa che si verificò puntualmente tre mesi dopo, con la “Rivoluzione d’ottobre”.

Predisse quindi la diffusione nel mondo di quella peste atea e totalitaria, lo scatenarsi di persecuzioni, orrori e genocidi specie per l’esplosione di un secondo (e peggiore) conflitto mondiale.

Per ottenere “la conversione della Russia” e scongiurare tutto questo la Vergine chiese alcune cose che non le vennero concesse. Così quell’orrore si compì esattamente come lei aveva profetizzato.

IL TERZO SEGRETO

Durante la seconda guerra, suor Lucia, l’unica dei pastorelli rimasta in vita, su indicazione della Madonna, mise nero su bianco anche la terza parte di quel messaggio profetico del 13 luglio 1917 e lo consegnò al vescovo di Leiria-Fatima facendogli promettere – come voleva la Vergine – che sarebbe stato pubblicato nel 1960.

Era il famoso e misterioso “terzo segreto di Fatima”, che alimenterà suggestioni apocalittiche per decenni. Perché Pio XII e il cardinale Ottaviani lo fecero portare a Roma e, nel 1960, Angelo Roncalli, divenuto papa col nome di Giovanni XXIII, decise di non renderlo noto essendo incerto sulla sua origine soprannaturale.

In realtà si capì che non fu reso noto perché conteneva la profezia di cose spaventose o per la sorte dell’umanità (per esempio guerre atomiche) o per il futuro della Chiesa (una situazione di crisi e smarrimento apocalittici).

Paolo VI decise anch’egli di non renderlo noto. Mentre Giovanni Paolo II, che lo ritenne certamente proveniente dalla Madonna, lo fece pubblicare nell’anno santo del 2000.

E’ la celebre visione del “vescovo vestito di bianco” che, in una città devastata, si china su un mare di vittime e, infine, salendo un monte con una croce, va incontro a un feroce martirio, insieme a tanti altri ecclesiastici e semplici fedeli.

Fu suggerito che quel martirio potesse riferirsi all’attentato a papa Wojtyla, avvenuto proprio il 13 maggio 1981, ricorrenza della prima apparizione di Fatima (Giovanni Paolo II andò personalmente in pellegrinaggio al santuario per ringraziare la Madonna di averlo salvato).

Tuttavia se è vero che la salvezza del papa fu effettivamente inspiegabile e miracolosa, è anche vero che quella visione in cui un “vescovo vestito di bianco” e una quantità di altri cristiani morivano, non sembrava avere nulla a che fare con l’attentato dell’81.

L’ULTIMO MISTERO

Del resto era noto che, insieme alla descrizione della visione, doveva esserci il testo delle parole della Madonna che spiegavano quelle immagini.

Molte cose inducevano a pensare che in quell’anno 2000 fosse stata rivelata solo una parte del “terzo segreto”, ma non quella più “esplosiva”, che presumibilmente conteneva le parole di Maria e che aveva scioccato Giovanni XXIII (il quale decise di segretare tutto).

L’iter stesso che aveva portato alla pubblicazione del 2000, che aveva visto fra i protagonisti l’allora monsignor Bertone, appariva pieno di contraddizioni.

Lo stesso Bertone – divenuto nel frattempo cardinale e Segretario di Stato – si fece in quattro, con un libro e vari interventi, per proclamare che tutto era stato rivelato, che tutta la profezia contenuta in quel segreto si era avverata nel XX secolo e che questa era l’interpretazione ufficiale della Chiesa.

Ma era stato proprio il suo superiore, il cardinale Ratzinger, a precisare che non c’era nessuna interpretazione ufficiale della Chiesa e poi – da papa – fu sempre lui, Benedetto XVI, a smentirlo clamorosamente con un improvviso pellegrinaggio a Fatima nel maggio 2010, durante il quale – tra l’altro – dichiarò che si illudeva chi credeva che la profezia di Fatima si riferisse solo a cose del passato, perché essa ha invece attinenza con il presente e con il futuro.

RIGUARDA NOI

Quel pellegrinaggio e quelle sue parole erano anche il segno che papa Ratzinger, per qualche ignoto motivo, era tornato a meditare profondamente su quella profezia.

Ed è per questo che nel gennaio di quest’anno, alla vigilia delle sue dimissioni, ha deciso che l’ “Anno della fede” doveva essere coronato dalla consacrazione del mondo ai piedi della Madonna di Fatima.

Papa Francesco, eletto a marzo, ha confermato questa decisione del predecessore e, anzi, il 13 maggio scorso, ha chiesto che i vescovi portoghesi, riuniti nel Santuario, consacrassero il suo stesso pontificato alla Madonna di Fatima.

E’ sempre misterioso il legame esistente fra la preghiera e gli eventi che accadono. Ma un atto forte come la consacrazione del mondo fatta dal papa, in unione con tutta la Chiesa, ha una tale forza mistica che, con uno sguardo attento ed evangelico, è possibile coglierne le poderose conseguenze storiche.

E’ accaduto così sia per la consacrazione del mondo che fece Pio XII nel 1942, sia per quella di Giovanni Paolo II del 25 marzo 1984.

Non bisogna infatti dimenticare che Colei che ha chiesto tale consacrazione, essendo stata pubblicamente sfidata dalle autorità e dalla stampa laicista portoghese del tempo, fin dal 13 maggio 1917, a dare un segno visibile a tutti della sua presenza, promise che lo avrebbe dato e, nell’ultima apparizione, quella del 13 ottobre 1917 (di cui oggi ricorre l’anniversario), ben 70 mila persone accorse a Fatima poterono vedere quel segno, constatando il potere di quella Regina.

Erano presenti infatti giornalisti della stampa laica, intellettuali scettici, autorità, tutti convinti che sarebbero stati sbugiardati i tre pastorelli.

Invece assisterono a un evento che li riempì di terrore, perché – come riportarono le cronache dei giornali del 14 ottobre 1917 – il sole cominciò a vorticare paurosamente e si fece di mille colori mentre sembrava che dovesse precipitare sulla terra. Il fenomeno fu visto anche dalle zone vicine a Fatima ed è un evento certo e documentato.

Quel giorno i potenti di questo mondo si trovarono di fronte a un potere infinitamente più forte del loro. Il potere di chi “abbatte i potenti dai troni e innalza gli umili”.

 

Antonio Socci

 

Da “Libero”, 13 ottobre 2013

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