GMG 2013/2016 Archivi - Biblioteca http://bibliotecaneval.altervista.org/category/gmg/ NEVAL Thu, 03 Jul 2014 22:58:31 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.2 http://bibliotecaneval.altervista.org/favicon.ico GMG 2013/2016 Archivi - Biblioteca http://bibliotecaneval.altervista.org/category/gmg/ 32 32 Ecco il logo e la preghiera della Gmg di Cracovia 2016 http://bibliotecaneval.altervista.org/ecco-il-logo-e-la-preghiera-della-gmg-di-cracovia-2016/ Thu, 03 Jul 2014 22:56:44 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=10197 3/07/2014        IL LOGO UFFICIALE DELLA GMG 2016     Presentati oggi dal cardinale Dziwisz. Nella simbologia si coniugano tre elementi: il luogo, i principali protagonisti e il tema della celebrazione REDAZIONE ROMA   Sono stati presentati oggi a Cracovia dall'arcivescovo cardinale Stanislao Dziwisz il logo e la preghiera ufficiali della 31/ma Giornata […]

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3/07/2014 

 

 

Il logo ufficiale della Gmg 2016

 

IL LOGO UFFICIALE DELLA GMG 2016

 

 

Presentati oggi dal cardinale Dziwisz. Nella simbologia si coniugano tre elementi: il luogo, i principali protagonisti e il tema della celebrazione

REDAZIONE
ROMA

 

Sono stati presentati oggi a Cracovia dall'arcivescovo cardinale Stanislao Dziwisz il logo e la preghiera ufficiali della 31/ma Giornata Mondiale della Gioventù, che si svolgerà nella città polacca nel 2016.

 

Nella simbologia del logo si coniugano tre elementi: il luogo, i principali protagonisti e il tema della celebrazione. Esso illustra il brano di Matteo – «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» – scelto come tema dell'incontro. L'immagine, nei colori rosso, blu e giallo-arancio che richiamano i colori ufficiali di Cracovia e del suo stemma, è composta dai contorni geografici della Polonia, dentro i quali si trova la Croce. Un cerchio giallo-arancio segna la posizione di Cracovia nella mappa del Paese ed è anche simbolo dei giovani. Dalla Croce esce la fiamma della Divina Misericordia.

Il logo è stato creato da Monika Rybczynska, una giovane di 28 anni proveniente da Ostreszow, piccola città della Polonia centro-occidentale. Monika è designer ed editrice di video, laureata in comunicazione sociale all'Università di Varsavia, e ha disegnato il logo in Vaticano subito dopo la canonizzazione di Giovanni Paolo II, come intercessione del santo nella sua vita professionale. Un'altra giovane grafica, Emilia Pyza, 26 anni, ha collaborato alla fase di perfezionamento.

Durante la conferenza stampa, oggi è stata presentata anche la preghiera ufficiale della Gmg di Cracovia 2016. È composta di tre parti: nella prima si affida l'umanità e specialmente i giovani alla misericordia divina; nella seconda parte si chiede al Signore la grazia di un animo misericordioso; nella terza si chiede l'intercessione della Vergine Maria e di San Giovanni Paolo II, patrono delle Gmg

 

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Gmg, ecco i numeri finali http://bibliotecaneval.altervista.org/gmg-ecco-i-numeri-finali/ Wed, 31 Jul 2013 22:00:28 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=5693 31/07/2013  RAGAZZI ALLA GMG Tre milioni e mezzo di partecipanti, in maggioranza donne (55%) con un’età compresa tra i 19 e i 34 anni. Il ringraziamento dell’arcivescovo Tempesta REDAZIONE DI VATICAN INSIDER ROMA Più di 3,5 milioni di persone. Brasile, Argentina, Usa, Cile, Italia, Venezuela, Francia, Paraguay, Perù e Messico tra i paesi più rappresentati. […]

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31/07/2013 
Ragazzi alla Gmg

RAGAZZI ALLA GMG

Tre milioni e mezzo di partecipanti, in maggioranza donne (55%) con un’età compresa tra i 19 e i 34 anni. Il ringraziamento dell’arcivescovo Tempesta

REDAZIONE DI VATICAN INSIDER
ROMA

Più di 3,5 milioni di persone. Brasile, Argentina, Usa, Cile, Italia, Venezuela, Francia, Paraguay, Perù e Messico tra i paesi più rappresentati. Il 55 per cento dei partecipanti era donna, il 45% uomini. Il 60 per cento dei presenti aveva un’età compresa tra i 19 e i 34 anni.E poi: 60mila volontari, 6500 giornalisti accreditati da 57 paesi. Ben 644 vescovi, fra i quali 28 cardinali. Quattro milioni di ostie consacrate. Secondo il Ministero del turismo gli ospiti hanno speso 1,8 bilioni di reais (un reale corrisponde a 0,328 euro). Sono alcuni dei numeri della Gmg brasiliana appena conclusasi. Cifre rese note nel corso di una conferenza stampa dell’arcivescovo di Rio, Orani Tempesta.

«E’ Dio che conduce, è Dio che fa le cose. Noi – ha detto il cardinale – abbiamo avuto dei cambiamenti dall’annuncio che la Gmg si sarebbe tenuta a Rio. Anche il Papa ha cambiato qualche programma, ma abbiamo organizzato una bellissima Gmg  a servizio di tutti i giovani».

L’arcivescovo ha ringraziato per la loro dedizione i volontari, le famiglie ospitanti e tutti coloro che si son coinvolti con la Gmg. Tempesta ha inoltre sottolineato l’accoglienza riservata dai brasiliani ai tutti i pellegrini

«Copacabana –  ha detto  – non ha mai visto così tante persone in pace, felici e desiderose  di costruire un mondo migliore. Si è trattato di un evento senza violenze, furti. Segni positivi che ci hanno mostrato come la gioventù debba perseverare. Vogliamo che questi giovani, ispirati dalla Gmg , restino protagonisti di un mondo nuovo.

Tempesta ha anche evidenziato due momenti particolari della visita papale. Secondo l’arcivescovo quando ha sorvolato con l’elicottero il Corcovado papa Francesco ha pregato e ha osservato ammirato la statua del Cristo redentore. In un'altra occasione il pontefice ha abbracciato un bambino mentre si dirigeva a bordo della papa mobile al palazzo del Comune di Rio. “Quel bimbo piangeva molto e ha detto al papa: “Santo Padre, ti auguro tutto il bene del mondo”.

«Questo gesto – ha dichiarato l’arcivescovo – ha commosso Francesco e ha mostrato l’amore che tutti i brasiliani hanno per lui»

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Brasile, 5mila ragazzi si offrono per la vita consacrata http://bibliotecaneval.altervista.org/brasile-5mila-ragazzi-si-offrono-per-la-vita-consacrata/ Wed, 31 Jul 2013 21:35:48 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=5687 31/07/2013  KIKO ARGÜELLO, LEADER DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE Dopo la Gmg un incontro vocazionale internazionale del Cammino Neocatecumenale durante il quale 3mila ragazzi e 2mila ragazze hanno detto il loro “sì” REDAZIONE DI VATICAN INSIDER ROMA   Lunedì 31 luglio si è tenuto a Rio de Janeiro un Incontro Vocazionale organizzato dal Cammino Neocatecumenale, al quale […]

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31/07/2013 
Kiko Argüello, leader del Cammino Neocatecumenale

KIKO ARGÜELLO, LEADER DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

Dopo la Gmg un incontro vocazionale internazionale del Cammino Neocatecumenale durante il quale 3mila ragazzi e 2mila ragazze hanno detto il loro “sì”

REDAZIONE DI VATICAN INSIDER
ROMA

 

Lunedì 31 luglio si è tenuto a Rio de Janeiro un Incontro Vocazionale organizzato dal Cammino Neocatecumenale, al quale hanno partecipato circa 50.000 giovani da tutto il mondo. Dopo ogni Giornata Mondiale della Gioventù, questa realtà ecclesiale realizza tali eventi, mossa dal desiderio di voler raccogliere alcuni dei frutti dell’evento.

All’incontro, presieduto dall’ arcivescovo di Rio, Orani Tempesta, hanno partecipato cinque cardinali: l’arcivescovo di Vienna, Christoph Schönborn; l’arcivescovo di Cracovia, Stanisław Dziwisz; l’arcivescovo di Boston, Sean O’malley; l’arcivescovo di Sidney, George Pell e l’arcivescovo di San Paolo, Odilo Scherer. Erano presenti 75 vescovi e arcivescovi e molti catechisti itineranti di questa iniziazione cristiana per adulti.

L’incontro, al quale hanno partecipato persone provenienti da ogni parte del mondo, ha avuto luogo nel Centro dei Congressi di Riocentro alle ore 14,30 di Rio ed è stato coordinato dagli iniziatori e responsabili a livello mondiale del Cammino Neocatecumenale, Kiko Argüello, Carmen Hernández e il presbitero Mario Pezzi. I pellegrini più numerosi sono stati coloro che sono giunti dallo stesso Brasile, dagli Stati Uniti, dall’Italia e dalla Spagna.

Dopo la presentazione dei cardinali e degli altri prelati, Argüello ha continuato l’incontro annunciando il kerigma, e al termine, lo stesso Argüello ha fatto  le chiamate vocazionali per inviare sacerdoti missionari in Asia. 3.000 sono stati i ragazzi che hanno risposto alla chiamata per entrare in seminario e 2.000 ragazze alla chiamata per la vita consacrata. “Questi ragazzi inizieranno, nei propri Paesi, un processo  – hanno spiegato gli organizzatori – che li aiuterà a discernere se è questa la vocazione alla quale Dio li chiama”.

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«Siate rivoluzionari, fate scelte definitive» http://bibliotecaneval.altervista.org/siate-rivoluzionari-fate-scelte-definitive/ Mon, 29 Jul 2013 22:52:00 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=5668  30-07-2013 di Massimo Introvigne     Papa Francesco è tornato in Italia dopo avere salutato i volontari della GMG e averli ancora una volta ammoniti a superare la «cultura del provvisorio». Condividendo con i giovani la storia della sua vocazione sacerdotale, il Papa ha affermato che «Dio chiama a scelte definitive». Se alcuni – ancora […]

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 30-07-2013

di Massimo Introvigne

giovani ascoltano il Papa alla Gmg di Rio

 

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Papa Francesco è tornato in Italia dopo avere salutato i volontari della GMG e averli ancora una volta ammoniti a superare la «cultura del provvisorio». Condividendo con i giovani la storia della sua vocazione sacerdotale, il Papa ha affermato che «Dio chiama a scelte definitive». Se alcuni – ancora oggi, anche se percepire la chiamata di Dio si è fatto più difficile – sono chiamati al sacerdozio e alla vita religiosa, altri «sono chiamati a santificarsi costituendo una famiglia mediante il Sacramento del matrimonio. C’è chi dice che oggi il matrimonio è “fuori moda”. E' fuori moda? [No…]. Nella cultura del provvisorio, del relativo, molti predicano che l’importante è “godere” il momento, che non vale la pena di impegnarsi per tutta la vita, di fare scelte definitive, “per sempre”, perché non si sa cosa riserva il domani. Io, invece, vi chiedo di essere rivoluzionari, vi chiedo di andare contro corrente; sì, in questo vi chiedo di ribellarvi a questa cultura del provvisorio, che, in fondo, crede che voi non siate in grado di assumervi responsabilità, crede che voi non siate capaci di amare veramente». E in un'intervista alla radio diocesana di Rio Francesco ha aggiunto che «la famiglia è importante, è necessaria per la sopravvivenza dell’umanità. Se non c’è la famiglia, è a rischio la sopravvivenza culturale dell’umanità. La famiglia, ci piaccia o no, è la base».

Che cosa resta della GMG? Il primo dato su cui riflettere è quello quantitativo. Nella sociologia della religione i numeri sono sempre importanti: è un campo dove – come ama dire il mio amico e maestro Rodney Stark – «chi non conta non conta», chi trascura il dato numerico finisce per fare affermazioni irrilevanti. Nessuno oggi in Occidente – il mondo islamico, l'India, anche le Filippine cattoliche hanno talora numeri ancora più grandi – è in grado di radunare tre milioni di persone. E la Chiesa alla GMG le ha radunate per la preghiera e la Messa, non per un concerto rock. Piaccia o no, in un momento di crisi che non è solo economica, alla fine la Chiesa appare come l'unica presenza credibile.

A ogni GMG assistiamo alla solita litania di commenti giornalistici secondo cui tutto questo non cambia niente, si va a vedere il Papa come una qualunque superstar della musica o dello sport, tornati a casa questi giovani continueranno a vivere da pagani, a non andare in chiesa e a infischiarsi della morale cattolica. Sono commenti vecchi. Trascurano decine di studi sociologici su come, particolarmente in Italia,  la «generazione Giovanni Paolo II» – quella delle grandi GMG – abbia effettivamente invertito le statistiche e i numeri, frenando l'emorragia di presenze giovanili nelle chiese e regalando alla Chiesa un gran numero di giovani non solo presenti, ma impegnati. È certamente possibile che fra quei tre milioni di persone ci fossero dei semplici curiosi. Ma ci sono state anche migliaia di confessioni. Certo, le GMG non hanno alcun effetto magico o miracoloso. Perché cambino la Chiesa e la società – per esempio, perché da questo consenso intorno alla Chiesa nascano anche conseguenze  politiche che portino a contrastare leggi immorali come quelle sull'aborto, le unioni omosessuali, l'omofobia – occorrono infinite mediazioni, ed è necessaria una classe politica cattolica ben formata che, come ebbe a dire Benedetto XVI, «non s'improvvisa». Tuttavia un intellettuale molto critico nei confronti del cristianesimo come Alain de Benoist a proposito dell'oceanica «Manif pour tous» in Francia ha affermato che quelle folle – non convocate da nessuno, e i cui numeri restano un mistero per molti commentatori – erano in gran parte le «generazioni GMG», salvo criticarle perché, in quanto cristiane e non violente, si sono lasciate malmenare dai poliziotti anziché, come avrebbe preferito lui, attaccare le caserme della polizia.

Il Papa è consapevole dei rischi, ma anche delle possibilità. Ha ripetuto che la GMG non è finita, comincia ora. Ha proposto ai giovani una «rivoluzione copernicana»: rovesciare il tavolo della post-modernità, dove la cultura dominante ci seduce sussurrandoci che è giusto mettere al centro «io», cambiare tutto e mettere invece al centro Dio. E «uscire», uscire, uscire – un verbo ripetuto cento volte da Papa Francesco -, smetterla di rimanere nelle parrocchie, nei movimenti, nelle riunioni senza fine di Conferenze Episcopali che soffrono di «elefantiasi» per andare a evangelizzare la maggioranza che in chiesa non ci va più. Perché anche tre milioni sono pochi, rispetto alle decine di milioni di lontani dalla Chiesa.

Nel discorso più importante fra quelli che ha finora pronunciato nel suo pontificato, ai vescovi latino-americani del CELAM, Francesco ha affermato che il tempo dell'evangelizzazione può essere solo il presente. Ha criticato l'utopismo di chi vive in improbabili futuri, chiede i preti sposati, le donne prete e la comunione ai divorziati e non si accorge che non sono questi i temi che davvero interessano all'immenso popolo dei disperati, lasciati soli dalla globalizzazione che pure – ha detto Francesco – ha anche «aspetti positivi». E ha criticato anche l'utopia del passato, che pensa sia possibile tornare indietro a un'epoca che non c'è più. Con un riferimento storico certo suscettibile di approfondimenti, Papa Francesco ha definito l'utopia progressista del futuro «gnostica» e quella ultra-conservatrice del passato «pelagiana». Non è immediatamente evidente come il riferimento all'eresia di Pelagio (360-420), il monaco irlandese che riteneva possibile salvarsi solo con il proprio sforzo intellettuale e le buone opere, senza bisogno della grazia, sia pertinente per gli ultra-conservatori di oggi. Ma è possibile che Francesco lo desuma dal cardinale Joseph Ratzinger il quale aveva parlato anche lui di pelagianesimo con riferimento a  coloro che nella Chiesa cercano «non speranza ma sicurezza. Con un duro rigorismo di esercizi religiosi, con preghiere e azioni, essi vogliono procurarsi un diritto alla beatitudine». 

Al di là dei riferimenti storici, dobbiamo essere attenti a cogliere l'essenziale del messaggio di Francesco, senza metterci alla sequela improvvida di chi cerca nelle parole del Papa un sostegno alla sua fazione o corrente, o al contrario si sente preso di mira e si risente. Quando poniamo la nostra fiducia nella nostra scienza e nel nostro sapere anziché nella dottrina della Chiesa siamo tutti gnostici, e quando pensiamo di salvarci con le nostre opere e le nostre certezze – fossero pure «tradizionali» – anziché ripetere a noi stessi tutti giorni che solo la grazia di Dio salva siamo tutti pelagiani. E nell'uno e nell'altro caso continueremo a parlarci addosso, a considerare fondamentali cose che interessano solo a noi e a pochi altri, mentre là fuori c'è tutto un mondo disperato da evangelizzare. Rimanendo nelle nostre conventicole autoreferenziali – non importa di quale segno ideologico – non riusciremo a «uscire», che è quanto il Papa ci chiede. E lo zelo amaro non ci renderà felici. «Abbiate il coraggio di essere felici», ha detto Francesco ai giovani. È la lezione più profonda della GMG. 

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Gmg, in 3 milioni alla Messa finale. Il Papa: diffondete la gioia della fede. A Cracovia il raduno 2016 http://bibliotecaneval.altervista.org/gmg-in-3-milioni-alla-messa-finale-il-papa-diffondete-la-gioia-della-fede-a-cracovia-il-raduno-2016/ Mon, 29 Jul 2013 20:25:46 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=5657 29-07-2013 Con il Papa rientrato in Vaticano, restano negli occhi i tre milioni di persone che ieri mattina, a Rio de Janeiro, hanno partecipato alla Messa finale della Gmg. Agli oltre due milioni di giovani che hanno trascorso la notte sulla spiaggia di Rio dopo la Veglia, si sono aggiunte altre centinaia di migliaia di […]

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29-07-2013


Con il Papa rientrato in Vaticano, restano negli occhi i tre milioni di persone che ieri mattina, a Rio de Janeiro, hanno partecipato alla Messa finale della Gmg. Agli oltre due milioni di giovani che hanno trascorso la notte sulla spiaggia di Rio dopo la Veglia, si sono aggiunte altre centinaia di migliaia di persone in arrivo dalla metropoli carioca e da tutto il Brasile. A concelebrare col Papa 1.500 vescovi e 15 mila i sacerdoti, mentre fra le autorità spiccavano i presidenti di Brasile, Argentina, Bolivia e Suriname. All'Angelus, il Papa ha poi annunciato la città della prossima Gmg. Da Rio, il nostro inviato Roberto Piermarini:RealAudioMP3 

“Queridos jovens, temos encontro marcado na próxima Jornada Mundial…"
“Cari giovani, abbiamo un appuntamento nella prossima Giornata Mondiale della Gioventù, nel 2016, a Cracovia, in Polonia. Per l’intercessione materna di Maria – ha detto il Papa tra l’ovazione dei pellegrini polacchi – chiediamo la luce dello Spirito Santo sul cammino che ci porterà a questa nuova tappa di gioiosa celebrazione della fede e dell’amore di Cristo. All’Angelus, ultimo atto della Gmg di Rio, il Papa ha invocato la Vergine affinché i giovani, tornando nelle proprie case, non abbiano mai paura di essere generosi con Cristo. “Vale la pena – ha detto – uscire e andare con coraggio e generosità, perché ogni uomo e ogni donna possa incontrare il Signore”. Un’invocazione che ha ripreso i temi dell’omelia del Papa per la Messa a conclusione della Gmg a Copacabana nella splendida cornice di Rio: 

"Jesus lhe chama a ser um discípulo em missão!…"
“Gesù ci chiama ad essere discepolo in missione”. Per farlo, Papa Francesco ha indicato ai giovani tre parole: Andate, senza paura, per servire. “Andate… e fate discepoli tutti i popoli” per trasmettere ai loro coetanei l’esperienza della Gmg di Rio, per condividere e testimoniare l’esperienza di fede. “E’ un comando – ha affermato – che non nasce però dalla volontà di dominio o di potere, ma dalla forza dell’amore”. Gesù ci invia a tutti. Il Vangelo è per tutti e non per alcuni ha sottolineato il Papa:

“Não tenham medo de ir e levar Cristo para todos os ambientes…"
“Non abbiate paura di andare e portare Cristo in ogni ambiente, fino alle periferie esistenziali, anche a chi sembra più lontano, più indifferente. Il Signore cerca tutti, vuole che tutti sentano il calore della sua misericordia e del suo amore”. 

Papa Francesco ha poi invitato i giovani a evangelizzare i loro coetanei. Facendolo “Senza paura”, perché è Cristo che ci precede e ci guida. Gesù non ci lascia soli, ci accompagna sempre, accompagna la Chiesa intera. Cristo infatti non ha chiamato gli Apostoli a vivere da soli, ma li ha chiamati a formare una comunità. Per questo, il Papa ha invitato i sacerdoti presenti ad accompagnare i giovani affinché non si sentano mai soli. Di qui, l'“andate, senza paura”, “per servire”, lasciando che la nostra vita si identifichi con quella di Gesù che è stata una vita per gli altri. “E’ una vita di servizio” ha detto il Papa. “Evangelizzare è testimoniare in prima persona l'amore di Dio, è superare i nostri egoismi”. Infine ha indicato ai giovani l’importanza di annunciare il Vangelo:

“Llevar el evangelio es llevar la fuerza de Dios para arrancar y arrasar el mal …
“Portare il Vangelo è portare la forza di Dio per sradicare e demolire il male e la violenza; per distruggere e abbattere le barriere dell'egoismo, dell'intolleranza e dell’odio; per edificare un mondo nuovo. Gesù Cristo conta su di voi! La Chiesa conta su di voi! Il Papa conta su di voi!”. 
Al termine della Messa il mandato missionario a 10 giovani dei cinque continenti. Particolarmente toccante quando, come segno di accoglienza e offerta a Dio della vita, all’offertorio il Papa ha voluto abbracciare una piccolissima bimba nata anencefala, in braccio ai genitori che hanno rifiutato di abortire nonostante la legge brasiliana glielo permettesse. 

Nel "Campus Fidei" di Guaratiba, l’immensa spianata dove doveva svolgersi la conclusione della Gmg, inagibile per il maltempo, per volere della Chiesa e del Comune di Rio, saranno costruiti alloggi per 20mila poveri, mentre la Croce di 33 metri costruita sul grande podio papale, rimarrà come segno di questa Giornata indimenticabile per Rio e per il Brasile. Per le Gmg l’appuntamento è a Cracovia nel 2016.

Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/07/29/gmg,_in_3_milioni_alla_messa_finale._il_papa:_diffondete_la_gioia/it1-715030 
del sito Radio Vaticana 

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Padre Lombardi: “Francesco grande comunicatore di contenuti profondi” http://bibliotecaneval.altervista.org/padre-lombardi-francesco-grande-comunicatore-di-contenuti-profondi/ Sun, 28 Jul 2013 21:12:32 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=5625 28/07/2013    LA CONFERENZA STAMPA FINALE DI PADRE LOMBARDI L' incontro finale con la stampa del portavoce vaticano che esprime grande soddisfazione per lo svolgimento complessivo della Gmg LUCA ROLANDI RIO DE JANIERO Alla messa di questa mattina erano presenti ''piu' di 3 milioni di persone'': lo ha detto il portavoce vaticano, Federico Lombardi. ''E' […]

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28/07/2013 

 

La conferenza stampa finale di Padre Lombardi

LA CONFERENZA STAMPA FINALE DI PADRE LOMBARDI

L' incontro finale con la stampa del portavoce vaticano che esprime grande soddisfazione per lo svolgimento complessivo della Gmg

LUCA ROLANDI
RIO DE JANIERO

Alla messa di questa mattina erano presenti ''piu' di 3 milioni di persone'': lo ha detto il portavoce vaticano, Federico Lombardi. ''E' un segno di vitalita' della Chiesa'', ha precisato, tracciando ''un bilancio estremamente positivo'' della Gmg".

Vedendo il Papa agire "nel suo continente, nella sua 'casa'" si riesce a capire meglio come "la Chiesa dell'America latina puo' contribuire alla vita della Chiesa universale" ha sottolineato il portavoce del Vaticano. La Chiesa latino-americana, ha aggiunto, puo' offrire "la sua ricchezza specifica, il suo dinamismo giovanile, il suo punto di vista sui problemi della chiesa", dando cosi' "un contributo di rinnovamento ed entusiasmo" per il futuro.

Secondo Lombardi, "il Papa si proponeva di vivere un incontro con la gioventu', come inserita nella societa' e nella Chiesa nel suo insieme". Un obiettivo raggiunto, rileva il gesuita, sottolineando che "il viaggio ha ottenuto pienamente il suo successo e le sue finalita': Francesco ha parlato alla gioventu' del mondo riunita qui a Rio, ma ha anche parlato molto al Brasile e al continente latinoamericano".

 "Abbimo visto il Papa – ha quindi proseguito ancora Lombardi – nel suo ambiente, nella sua terra, parlando spontaneamente la sua lingua, assolutamente inserito in un ambiente, con cui era perfettamente capace di interagire, di colloquiare e di lanciare dei messaggi forti".

"Ora – ha aggiunto il portavoce – con i discorsi che ha fatto, con gli altri atti che ha compiuto, sia di attenzione per i poveri e le persone in difficolta', i giovani in difficolta', sia anche con la societa' sociale, abbia veramente intessuto un dialogo con una realta' molto ampia, in cui i giovani sono inseriti". Dunque "un discorso per i giovani, ma anche un discorso per tutti noi".

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“La Chiesa sia semplice se vuole scaldare i cuori” http://bibliotecaneval.altervista.org/la-chiesa-sia-semplice-se-vuole-scaldare-i-cuori/ Sun, 28 Jul 2013 21:09:09 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=5620 28/07/2013  GIOVANI A COPACABANA Bergoglio ai vescovi: siate coraggiosi, camminate con chi è lontano ANDREA TORNIELLI INVIATO A RIO DE JANIERO La mattina incontra la classe dirigente del Brasile e chiede una politica che realizzi partecipazione e «sradichi la povertà». A pranzo consegna ai vescovi del Brasile un discorso che suona come un manifesto programmatico […]

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28/07/2013 
La folla di Copacabana

GIOVANI A COPACABANA

Bergoglio ai vescovi: siate coraggiosi, camminate con chi è lontano

ANDREA TORNIELLI
INVIATO A RIO DE JANIERO

La mattina incontra la classe dirigente del Brasile e chiede una politica che realizzi partecipazione e «sradichi la povertà». A pranzo consegna ai vescovi del Brasile un discorso che suona come un manifesto programmatico di una Chiesa che smette di «essere fredda» e «prigioniera dei propri rigidi linguaggi», e torna a mettersi in cammino con la gente seguendo la «grammatica della semplicità». La sera, nella veglia di Copacabana, davanti al mare di ragazzi che affollano la spiaggia più famosa del mondo, indica la strada per costruire una civiltà più giusta e fraterna.

Nel Teatro municipale di Rio, Francesco parla ai politici e spiega che «il futuro esige una visione umanista dell’economia e una politica che realizzi sempre più la partecipazione della gente, eviti gli élitarismi e sradichi la povertà». Cita il profeta Amos e l’avvertimento di Dio a coloro che «calpestano come polvere della terra la testa dei poveri». Invita i leader a «scegliere la più giusta delle opzioni» partendo «dalla propria responsabilità e dall’interesse per il bene comune». Spiega che tra «l’indifferenza egoista e la protesta violenta c’è un’opzione sempre possibile: il dialogo». Il dialogo è «l’unico modo di crescere per una persona, una famiglia, una società».

Ma il testo più importante della giornata è quello ai cardinali e vescovi brasiliani. Una scossa che segna un passo in avanti nel cammino del pontificato e fa emergere come non era mai accaduto in modo così compiuto il messaggio del nuovo Papa. La Chiesa, dice, «non può allontanarsi dalla semplicità», perché così facendo finisce per perdere «coloro che non ci capiscono» più. Bisogna recuperare «la grammatica della semplicità». Francesco parla di coloro che si sono allontanati, delle persone che «dopo essersi lasciate illudere da altre proposte», ritengono che ormai la Chiesa non possa più offrire qualcosa di significativo e di importante». La Chiesa stessa, aggiunge, «forse è apparsa troppo debole, forse troppo lontana dai loro bisogni, forse troppo povera per rispondere alle loro inquietudini, forse troppo fredda nei loro confronti, forse troppo autoreferenziale, forse prigioniera dei propri rigidi linguaggi».

Che cosa fare, allora, con i lontani? Non bisogna aver paura «di uscire nella loro notte», di «intercettare la loro strada». L’atteggiamento giusto, di fronte a questa situazione, non può essere quello del lamento che «finisce per aumentare l’infelicità». Oggi non servono lamentazioni, ma una Chiesa «in grado di far compagnia, che accompagna mettendosi in cammino con la gente». La domanda del Papa è drammatica: «Siamo ancora una Chiesa capace di riscaldare il cuore?». Nel mondo di oggi si rincorre ciò che è più veloce, e «tuttavia si avverte una disperata necessità di calma, vorrei dire di tenerezza». Serve una Chiesa che non sia «travolta dalla frenesia dell’efficienza», ma che sappia essere «lenta», per «ascoltare, nella pazienza, per ricucire e ricomporre». E sia «capace ancora di ridare cittadinanza a tanti suoi figli che camminano come in un esodo».

Per essere missionari, per raggiungere i lontani «serve una Chiesa capace di riscoprire – afferma – le viscere materne della misericordia. Senza la misericordia c’è poco da fare oggi per inserirsi in un mondo di “feriti” che hanno bisogno di comprensione, di perdono, di amore». Non dunque di condanne e freddi richiami dottrinali.

Francesco afferma che è importante «rinforzare» la famiglia, i giovani e le donne, «che hanno un ruolo fondamentale nel trasmettere la fede». «Non riduciamo l’impegno delle donne nella Chiesa, bensì promuoviamo il loro ruolo attivo nella comunità», perché «perdendo le donne la Chiesa rischia la sterilità». Non è questione di strutture, non servono le burocrazie ecclesiastiche, «bisogna far crescere la collegialità e la solidarietà». E c’è anche il richiamo all’ambiente e al creato nel discorso ai vescovi. «Non si va in Amazzonia per andarsene dopo averla sfruttata», dice il Papa che aggiunge: «Il creato non può essere sfruttato selvaggiamente». Infine la sera, durante la veglia, Francesco accenna ai «giovani che in tante parti del mondo sono usciti per le strade per esprimere il desiderio di una civiltà più giusta e fraterna». Da dove cominciare? La risposta la trova in Madre Teresa di Calcutta. Quando le chiesero «che cosa doveva cambiare nella Chiesa, rispose: tu ed io!».

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La veglia dei Papa boys: “Non ci ruberete i sogni” http://bibliotecaneval.altervista.org/la-veglia-dei-papa-boys-non-ci-ruberete-i-sogni/ Sun, 28 Jul 2013 21:03:56 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=5618 28/07/2013  GIOVANI ALLA GMG DI RIO Tende, coperte, chitarre e computer sulla spiaggia di Copacabana GIACOMO GALEAZZI INVIATO A RIO DE JANEIRO Esserci per contare, stare insieme per non rassegnarsi alle ingiustizie». Impegno, solidarietà, dialogo sono le parole d’ordine della gioventù di Francesco. Colossali riflettori illuminano a giorno la veglia notturna dei Bergoglio-boys. L’esercito disarmato […]

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28/07/2013 
Giovani alle Gmg di Rio

GIOVANI ALLA GMG DI RIO

Tende, coperte, chitarre e computer sulla spiaggia di Copacabana

GIACOMO GALEAZZI
INVIATO A RIO DE JANEIRO

Esserci per contare, stare insieme per non rassegnarsi alle ingiustizie». Impegno, solidarietà, dialogo sono le parole d’ordine della gioventù di Francesco. Colossali riflettori illuminano a giorno la veglia notturna dei Bergoglio-boys. L’esercito disarmato del «Papa degli ultimi» (come recita uno striscione davanti al palco) vuole cambiare il mondo e fin dal mattino sommerge di canti e colori Avenida Atlantica. In extremis le autorità consentono di campeggiare sulla spiaggia fino alla messa conclusiva di oggi. E così il litorale più famoso del pianeta si trasforma in un infinito serpentone di ragazzi in festa, arrivati a Copacabana dai cinque continenti e decisi a lasciare il segno.

L’identikit dei protagonisti di Rio 2013 smentisce l’immagine di ragazzini in gita parrocchiale consegnata alle cronache dalle passate kermesse. Quasi tutti hanno alle spalle esperienze di volontariato, masticano di politica più dei loro coetanei rimasti a casa e condividono in larga parte la protesta degli «indignados». Rischiano di essere la «generazione senza occupazione» descritta da Bergoglio, perciò si ribellano all’indifferenza delle istituzioni. Il Pontefice ha dato la scossa: «Fate casino, disturbate». Studiano o fanno lavori precari quindi per pagarsi il lungo viaggio hanno risparmiato un paio d’anni. Da lontano il colpo d’occhio è impressionante, simile a un maxiconcerto rock poi, nel contatto diretto, i casi singoli svelano il mosaico di una generazione in cerca di opportunità.

Centonovanta Paesi, una Babele di lingue e tradizioni orientata da Francesco al Vangelo sociale. Individualità mai banali che si compongono in una folla rumorosissima, entusiasta e quasi incredula di aver trovato nel «Papa venuto dalla fine del mondo» il portavoce di un disagio senza confini geografici. Hanno storie e provenienze diversissime, ma «fanno squadra» contro la «globalizzazione dell’indifferenza». Sotto il cielo agitato dell’inverno tropicale una distesa sterminata di materassi, tende, coperte, chitarre. Molti pellegrini, ricorda il Pontefice, sono «nativi digitali» e in effetti maneggiano quasi tutti aggeggi hi-tech e sono spesso indaffarati a riversare in Rete una Gmg parallela e fai-date di immagini e voci condivise.

Un’autogestione di contenuti personalizzatiche collega Rio ai mille gruppi in patria. «Abbiamo 130 ragazzi dall’Italia e 900 dal Paraguay», censisce Daniele Venturi, presidente dell’associazionePapa-boys.Dalle diocesi italiane ne sono arrivati altri ottomila e, spiega Venturi, «l’età media è sui 25 anni, quindi superiore alle altre edizioni». Inoltre «hanno una maggiore consapevolezza della necessità di impegnarsi in prima persona per fermare il declino e condividono la battaglia di Francesco contro l’immobilismo nella Chiesa e nella politica». Insomma «non fanno più sconti alle élite politiche ed ecclesiastiche che si arroccano come caste per impedire il cambiamento».

Sulla stessa lunghezza d’onda Matteo, studente ventenne di Ancona: «C’è bisogno di fede autentica, non dello Ior e delle auto costose dei cardinali». Per Emanuele, lucchese ospitato all’ostello Casa Italia, prima le difficoltà per acquistare il biglietto aereo, poi un piccolo impiego trovato a giugno, compromettevano la sua presenza a Rio. «Tutto si è risolto e a questo punto penso proprio che dovevo essere qui», sorride. Di alberghi neppure a parlarne («costano troppo») dunque l’ospitalità a Rio si è rivelata un’avventura «global».

Alla parrocchia di São Paulo Apóstolo, padre Paulo Rodrigues ha seminato Papa-boys europei in decine di famiglie. La romana Carolina e la spagnola Carmen, due volontarie internazionali, sono finite nell’appartamentino di Aparecida, una devota 86enne.

A Gianluca, Fabio e Joao hanno aperto le porte Lenize e Gjl, una coppia di avvocati con tre figli. Daniele si è arrangiato da Marcos e Silvia, disposti a dormire su un materasso per terra pur di accogliere un pellegrino. Come affluenti al mare si sono ritrovati tutti ad ascoltare sulla spiaggia l’uomo vestito di bianco che dice loro: «Non fatevi rubare i sogni».

Allo «ShowdoFuturoBrasil», lo spettacolo che ha preceduto l’intervento del Pontefice, il più applaudito è stato un prete-popstar d’origine italiana, padre Marcelo Rossi, primo in classifica per dischi venduti. L’unico sul palco acclamato dai Papa boys con la maglia verdeoro. Ma, quanto a popolarità continentale e rivalità calcistica, a ristabilire le gerarchie ci ha pensato subito dopo un cartellone esposto dai fedeli argentini: «Bergoglio come Messi».

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Da Rio a Cracovia nel 2016, nel ricordo di Giovanni Paolo II http://bibliotecaneval.altervista.org/da-rio-a-cracovia-nel-2016-nel-ricordo-di-giovanni-paolo-ii/ Sun, 28 Jul 2013 20:49:52 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=5610 28.07.2013   I GIOVANI POLACCHI ALLA JMJ   Francesco ha annunciato la prossima sede della Giornata Mondiale della Gioventu', in Polonia 25 anni dopo quella di Czestochowa LUCA ROLANDI RIO DE JANIERO   Alla fine della oceanica messa di Copacabana papa Francesco ha annunciato la sede della prossima della GMG con queste parole: "Cari giovani, […]

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28.07.2013
I giovani polacchi alla JMJ

 

I GIOVANI POLACCHI ALLA JMJ

 

Francesco ha annunciato la prossima sede della Giornata Mondiale della Gioventu', in Polonia 25 anni dopo quella di Czestochowa

LUCA ROLANDI
RIO DE JANIERO

 

Alla fine della oceanica messa di Copacabana papa Francesco ha annunciato la sede della prossima della GMG con queste parole: "Cari giovani, abbiamo un appuntamento nella prossima Giornata Mondiale della Gionventu', nel 2016 a Cracovia in Polonia. Per l'intercessione materna di Maria, chiediamo la luce dello Spirito Santo sul cammino che ci portera' a questa tappa di gioiosa celebrazione  della fede e dell'amore di Cristo.

I circa 2000 giovani polacchi, guidati dall'ex segretario del papa polacco Stanislao Dziwisz, hanno esultato per poi raccogliere dalle mani dei giovani brasiliani la Croce della Gmg che porteranno con loro nella terra del Papa santo Giovanni Paolo II.

La seconda volta della Polonia, la prima dopo Wojtyla

La Giornata Mondiale della Gioventu' torna nella terra del beato e futuro santo Giovanni Paolo II.  La Polonia vide nel 1991 lo svolgimento della VI edizione della GMG.  Il tema dell'evento fu "Avete ricevuto uno spirito da figli" (Rm 16,15) e si tenne dal 10 al 15 agosto  (i primi tre giorni con le catechesi e gli ultimi due come incontro col Papa). 

Per la prima volta parteciparono oltre un milione di giovani.  La VI GMG di Czestochowa (Polonia) vide il primo grande incontro tra i giovani dell’Est e dell’Ovest europei dopo la caduta del muro di Berlino.

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Il Papa : vescovi e preti non sottomettano i laici http://bibliotecaneval.altervista.org/il-papa-vescovi-e-preti-non-sottomettano-i-laici-iframeiframe/ Sun, 28 Jul 2013 20:48:08 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=5608 28/07/2013  IL PAPA CON I VESCOVI DEL CELAM Nel discorso al Celam il Papa parla della tentazione del «clericalismo» e chiede ai pastori di essere poveri e misericordiosi ANDREA TORNIELLI INVIATO DA RIO DE JANIERO   Il viaggio di Francesco in Brasile si conclude con un secondo ampio discorso programmatico che il Papa lascia al […]

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28/07/2013 

Il Papa con i vescovi del Celam

IL PAPA CON I VESCOVI DEL CELAM

Nel discorso al Celam il Papa parla della tentazione del «clericalismo» e chiede ai pastori di essere poveri e misericordiosi

ANDREA TORNIELLI
INVIATO DA RIO DE JANIERO

 
Il viaggio di Francesco in Brasile si conclude con un secondo ampio discorso programmatico che il Papa lascia al comitato di coordinamento del Celam, l'organismo che riunisce gli episcopati dell'America Latina. Anche in questo caso, però, le parole di Bergoglio sono destinate ad avere un'eco al di là dei confini del continente latinoamericano.
 
Il Papa chiede innanzitutto di convertire in chiave missionaria le attività abituali delle Chiese locali e spiega che ogni «riforma delle strutture ecclesiali (da caduche a nuove) non è frutto di uno studio sull'organizzazione» degli organismi ecclesiali, ma «è conseguenza della dinamica della missione». Francesco ricorda che Aparecida – l'assemblea generale dell'episcopato latinoamericano che si è celebrata nel 2007 – ha proposto come necessaria «la conversione pastorale». Per questo Bergoglio pone alcune domande ai vescovi: «Facciamo in modo che il nostro lavoro» e quello dei nostri preti «sia più pastorale che amministrativo?». Chi è il principale beneficiario del lavoro ecclesiale, «la Chiesa come organizzazione o il popolo di Dio nella sua totalità?». 
 
Ancora, il Papa pone domande precise sui laici e su come vengono valorizzati: «Nella pratica, rendiamo partecipi della missione i fedeli laici?»; come vescovi e preti diamo ai laici «la libertà perché vadano discernendo, conformemente al loro cammino di discepoli, la missione che il Signore affida loro? Li appoggiamo e accompagniamo, superando qualsiasi tentazione di manipolazione o indebita sottomissione?». Parole che fotografano la realtà della Chiesa in diversi Paesi, anche nel vecchio continente.
 
Per quanto riguarda il rapporto con il mondo, Francesco cita il Concilio per spiegare che il fondamento del dialogo con la società contemporanea: «Le gioie, le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini del nostro tempo, soprattutto dei poveri e di quanti soffrono, sono a loro volta gioie e speranze, tristezze e angosce dei discepoli di Cristo». Bisogna prestare attenzione – spiega il Papa – ai nuovi linguaggi, agli «scenari e aeropaghi più svariati». «Se noi rimaniamo nei parametri della "cultura di sempre", il risultato finirà con l'annullare la forza dello Spirito Santo. Dio sta in tutte le parti: bisogna saperlo scoprire per poterlo annunciare nell'idioma di ogni cultura; e ogni realtà, ogni lingua, ha un ritmo diverso».
 
Francesco parla quindi di alcune «tentazioni» contro questo essere missionari. La prima è «l'ideologizzazione del messaggio evangelico», che si presenta in quattro diverse modalità. Il «riduzionismo socializzante», una «pretesa interpretativa» fondata sulle scienze sociali, che comprende i campi più svariati: «dal liberismo di mercato fino alle categorizzazioni marxiste». L'ideologizzazione «psicologica», una tentazione elitaria, basata soprattutto sulla spiritualità e sui ritiri spirituali, che «finisce col risultare un atteggiamento immanente e autoreferenziale». Poi c'è la «proposta gnostica»: gruppi o élites «con una proposta di spiritualità superiore, abbastanza disincarnata. «Volgarmente li si chiama "cattolici illuminati"». Infine, c'è «la proposta pelagiana», che appare «sotto forma di restaurazione». Davanti ai mali della Chiesa «si cerca una soluzione solo disciplinare, nella restaurazione di condotte e forme superate che, neppure culturalmente, hanno capacità di essere significative». In America Latina «si verifica in piccoli gruppi, in alcune nuove congregazioni religiose, in tendenze alla "sicurezza" dottrinale o disciplinare».
 
Altre due tentazioni sono rappresentate dal «funzionalismo», cioè da una concezione «che non tollera il mistero» e «va all'efficacia». «Riduce la realtà della Chiesa a una ONG. Ciò che vale è il risultato constatabile e le statistiche. Da qui si va a tutte le modalità imprenditoriali della Chiesa». L'ultima tentazione – certamente non confinata solo in America Latina – è il «clericalismo». Si tratta, spiega il Papa, di «una complicità peccatrice: il parroco clericalizza e il laico gli chiede per favore che lo clericalizzi… Il fenomeno del clericalismo spiega, in gran parte, la mancanza di maturità e libertà cristiana in buona parte del laicato latinoamericano». Francesco indica la pietà popolare come una dimensione di maggiore autonomia del laicato, insieme alla proposta dei gruppi biblici e delle comunità ecclesiali di base.
 
Il Papa dopo aver messo in guardia dalla «proiezione utopica» verso il futuro e dalla proiezione «restaurazionista» verso il passato, spiega che «Dio è reale e si manifesta nell'oggi». La Chiesa quando «si erige in "centro" si funzionalizza e si trasforma in una ONG», allora pretende di avere luce propria, diventa più autoreferenziale e «si indebolisce la sua necessità di essere missionaria». Finisce per essere «amministratrice; da serva si trasforma in "controllore"». Esistono, aggiunge Francesco, pastorali «lontane», pastorali disciplinari che «privilegiano i principi, le condotte, i procedimenti organizzativi… ovviamente senza vicinanza, senza tenerezza, senza carezza. Si ignora la "rivoluzione della tenerezza" che provocò l'incarnazione del Verbo. Per il Papa una pietra di paragone per calibrare la vicinanza e la capacità d'incontro, sono le omelie. «Ci avviciniamo all'esempio di nostro Signore, che "parlava come chi ha autorità" o sono meramente precettive, lontane, astratte?».
 
Il Papa conclude citando il discorso fatto ai nunzi lo scorso giugno, ribadendo che i i vescovi devono «essere pastori vicini alla gente»¸ pazienti e misericordiosi. Devono amare la povertà, anche quella esteriore come «semplicità e austerità di vita», senza avere la «psicologia da prìncipi» e senza essere ambiziosi.
 

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