Articoli Socci Archivi - Biblioteca http://bibliotecaneval.altervista.org/category/articoli-socci/ NEVAL Wed, 31 Dec 2014 21:00:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.2 http://bibliotecaneval.altervista.org/favicon.ico Articoli Socci Archivi - Biblioteca http://bibliotecaneval.altervista.org/category/articoli-socci/ 32 32 Le “grandi vittorie” di Bergoglio http://bibliotecaneval.altervista.org/le-grandi-vittorie-di-bergoglio/ Wed, 31 Dec 2014 21:00:11 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=12533   Antonio Socci pagina ufficiale   Pochi giorni fa i giornali laicisti hanno esaltato papa Bergopglio perfino per la ripresa delle relazioni diplomatiche fra Usa e Cuba. Cosa concretamente c'entri Bergoglio non è stato detto perché praticamente non c'entra nulla, ma l'attuale inquilino della Casa Bianca e Raul Castro hanno voluto omaggiarlo.  Avranno avuto i […]

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Pochi giorni fa i giornali laicisti hanno esaltato papa Bergopglio perfino per la ripresa delle relazioni diplomatiche fra Usa e Cuba. Cosa concretamente c'entri Bergoglio non è stato detto perché praticamente non c'entra nulla, ma l'attuale inquilino della Casa Bianca e Raul Castro hanno voluto omaggiarlo. 
Avranno avuto i loro motivi…
Quello che non si capisce è perché il Papa (che pure non muove foglia per le popolazioni cristiane minacc…

Altro…

Due settimane fa l'annuncio della riapertura delle relazioni diplomatiche tra…
REPUBBLICA.IT
 

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Leonardo Boff, teologo liberazionista, “consulente” del papa… http://bibliotecaneval.altervista.org/leonardo-boff-teologo-liberazionista-consulente-del-papa/ Tue, 30 Dec 2014 23:49:05 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=12524 ANTONIO SOCCI Il 17 dicembre l’Ansa ha battuto la notizia che papa Bergoglio ha chiesto a Leonardo Boff di inviargli il materiale per preparare la sua prossima enciclica sulle questioni sociali ed ecologiche.   C’è poco da ridere… Boff, che è stato fra i padri della Teologia della liberazione è un ex frate che nel 1984 ebbe […]

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ANTONIO SOCCI

Il 17 dicembre l’Ansa ha battuto la notizia che papa Bergoglio ha chiesto a Leonardo Boff di inviargli il materiale per preparare la sua prossima enciclica sulle questioni sociali ed ecologiche.

 

C'è poco da ridere...

C’è poco da ridere…

Boff, che è stato fra i padri della Teologia della liberazione è un ex frate che nel 1984 ebbe un pronunciamento negativo dalla Congregazione per la dottrina della fede, presieduta da Joseph Ratzinger. Nel 1992, a seguito di alcuni richiami e moniti di Giovanni Paolo II, lasciò l’abito religioso.

Per le sue posizioni fortemente impregnate di marxismo (poi anche vagamente new age) e la sua attività di leader noglobal – dopo aver sostenuto la candidatura di Lula alla presidenza brasiliana – lo ha avversato considerandolo troppo moderato.

Boff, che a suo tempo attaccò Giovanni Paolo II come restauratore, nei giorni scorsi si è scagliato contro Vittorio Messori, reo di aver espresso qualche perplessità sul pontificato di Bergoglio.

Dunque Bergoglio si abbevera alle idee di Boff per la sua prossima enciclica e Boff esalta Bergoglio attaccando chi – molto rispettosamente e timidamente – aveva espresso qualche dubbio.

Fonte: facebook.com

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MI HANNO CHIESTO CHI VORREI AL QUIRINALE. ECCO QUA… http://bibliotecaneval.altervista.org/mi-hanno-chiesto-chi-vorrei-al-quirinale-ecco-qua/ Tue, 30 Dec 2014 01:18:16 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=12515 Lo Straniero – Il blog di Antonio Socci   MI HANNO CHIESTO CHI VORREI AL QUIRINALE. ECCO QUA… Posted: 28 Dec 2014 10:06 AM PST C’è una signora di 71 anni, ignota ai grandi media, che – aiutata da pochi volontari e sostenitori – ha salvato la vita a 17.486 bambini dal 1984 ad oggi (solo […]

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Lo Straniero – Il blog di Antonio Socci

 

MI HANNO CHIESTO CHI VORREI AL QUIRINALE. ECCO QUA…

Posted: 28 Dec 2014 10:06 AM PST

C’è una signora di 71 anni, ignota ai grandi media, che – aiutata da pochi volontari e sostenitori – ha salvato la vita a 17.486 bambini dal 1984 ad oggi (solo nel 2013 sono stati 1.134)
Eppure pochi conoscono questa donna straordinaria che vive a Milano, in un normale condominio.
Io eleggerei lei, Paola Bonzi, al Quirinale.
Trent’anni fa ha fondato il Centro di aiuto alla vita della Mangiagalli. E’ un luogo dove accoglie povere donne indecise per diversi motivi se ricorrere all’aborto.
Lì hanno trovato un abbraccio che anzitutto non le ha fatte più sentire sole, ma le ha colmate di affetto, poi ha offerto loro la possibilità di avere ospitalità, un sostegno economico – 3/4 mila euro in 18 mesi – e tutto l’aiuto possibile umano, professionale e sanitario.
E’ bastato questo “poco” a migliaia di donne per decidere di far nascere i figli che già portavano in grembo.
Così ai 17.486 bambini scampati alla morte, Paola può aggiungere 17.486 mamme salvate da pesantissime ferite nelle anime e nei corpi (perché le donne sono le prime vittime dell’aborto).
Qualcuno obietterà: sì, una gran brava persona, ma cosa c’entra col Quirinale?
C’entra quanto Gino Strada che pure viene da molti candidato alla Presidenza della Repubblica.
Non ho nulla contro Strada per il suo benemerito lavoro di medico. Ma lui ha dalla sua un’organizzazione potente, il sostegno dei media e dei salotti d’élite, con idee politiche marcate (e opinabili).
Paola Bonzi sta salvando un numero eccezionale di vite nella (quasi) indifferenza generale. Non ha dietro di sé nessun grosso sostenitore economico (nemmeno la Chiesa), né organizzazioni potenti che facciano conoscere il suo Cav, nessuna visibilità mediatica, né sponsor politici.
Infatti oggi la sopravvivenza della sua opera è in forse per mancanza di mezzi.
La sua chiusura sarebbe una vergogna per Milano, per le sue istituzioni, per l’Italia e anzitutto per la Chiesa.
Paola è nata nel 1943, a casa dei nonni, in campagna, perché a Milano cadevano le bombe.
Quella Guerra, con 50 milioni di vittime, è stata definita dagli storici “l’evento più violento e distruttivo del XX secolo e forse della storia umana”.
Eppure secondo l’Organizzazione mondiale della sanità oggi l’aborto nel mondo fa lo stesso numero di vittime, 50 milioni, in un solo anno. E ogni anno.
Noi neanche ci rendiamo conto della tragedia in cui siamo immersi. E dell’orrore dei tempi.
L’opera di Paola è una delle poche luci nel buio. Vogliamo spegnerla? Io porterei lei al Colle più alto.

Antonio Socci

Da “Libero”, 28 dicembre 2014
Facebook: “Antonio Socci pagina ufficiale”

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LO STRANO NATALE 2014. CON I MARTIRI IGNORATI E ABBANDONATI E BENIGNI COME PAPA http://bibliotecaneval.altervista.org/lo-strano-natale-2014-con-martiri-ignorati-e-abbandonati-e-benigni-come-papa/ Thu, 25 Dec 2014 02:42:32 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=12475   Antonio Socci pagina ufficiale Non c’è il Natale idilliaco e – dopo un po’ di tempo – il crudo e sanguinario dramma della Passione e della crocifissione.  Già all’inizio Gesù è “rifiutato” dal mondo (nasce in una grotta, fra escrementi di animali, al freddo) ed è subito braccato dai carnefici di Erode che – […]

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Antonio Socci pagina ufficiale

Non c’è il Natale idilliaco e – dopo un po’ di tempo – il crudo e sanguinario dramma della Passione e della crocifissione. 
Già all’inizio Gesù è “rifiutato” dal mondo (nasce in una grotta, fra escrementi di animali, al freddo) ed è subito braccato dai carnefici di Erode che – per ammazzare lui, il grande Perseguitato della storia – compiono una strage. 
Ieri come oggi, duemila anni dopo. La liturgia della Chiesa da secoli commemora santo Stefano, primo martire, proprio il giorno dopo il Natale perché i cristiani sempre sono chiamati a questa testimonianza. 
E il potere di questo mondo è sempre contro Gesù.
Ogni volta in modo nuovo, con nuove ideologie, nuova ferocia, nuovi sistemi di annientamento o di corruzione. Ad ogni epoca storica i cristiani devono saper individuare le diverse forme dell’odio e dell’anticristianesimo.
Anche lo strano Natale 2014 va decifrato.

IL MOMENTO CHE VIVIAMO

E’ in corso una guerra sanguinaria contro i cristiani in due terzi del pianeta: essi sono inermi vittime dell’islamismo, in Medio Oriente e in Africa, del comunismo in Asia e del nazionalismo indù in India. 
Migliaia di poveretti indifesi e abbandonati da tutti. Dall’Onu, dall’Europa, dagli Stati Uniti di Obama. E perfino trattati con reticenza dagli attuali vertici vaticani.
Poi c’è una persecuzione più sottile, ideologica, fatta di condizionamenti, di emarginazione e svuotamento dall’interno, che si è scatenata in Occidente, soprattutto dopo il crollo del Muro di Berlino.
La modalità di tale persecuzione fu intuita e spiegata da don Luigi Giussani una ventina di anni fa, agli inizi di questa era.
In un’intervista del 1992 parlò proprio di “persecuzione”. E spiegò profeticamente: “l’ira del mondo oggi non si alza dinanzi alla parola Chiesa, sta quieta anche dinanzi all’idea che uno si definisca cattolico, o dinanzi alla figura del Papa dipinto come autorità morale. Anzi c’è un ossequio formale, addirittura sincero. L’odio si scatena – a mala pena contenuto, ma presto tracimerà – dinanzi a cattolici che si pongono per tali, cattolici che si muovono nella semplicità della Tradizione”.
Il potere mondano non ha obiezioni, anzi applaude un cristianesimo “politically correct”, evirato delle sue abrasive verità, come nella comica parodia che ne fa Roberto Benigni che è perfino uno spettacolo divertente. 
C’è una parte del mondo ecclesiastico che si vuole benignizzare per farsi accettare e applaudire dal mondo. Infatti hanno avuto parole di ammirazione (oh se anche noi vescovi sapessimo proporci così), pare che ci sia stata addirittura una telefonata dal Vaticano… 
Basta svendere tutte le verità scomode, accantonandole come vecchi precetti da superare, per essere accettati e osannati nelle varie corti mondane (come folkloristici soprammobili).

GESU’ E PIETRO

Se Gesù avesse svuotato così la sua missione, riducendosi a inutile ornamento della mentalità dominante, sarebbe stato applaudito da tutti, avrebbe avuto per sé le copertine entusiaste dei magazine e gli editoriali dei giornali laici, sarebbe diventato un “fenomeno da baraccone” alla corte di Erode Antipa (Lc 23,8-9), con una lunga e comoda vita di successi davanti a sé.
Ma Gesù fece l’opposto. Infatti fu massacrato da giovane, dopo pochi mesi di predicazione. 
Perché annunciò la verità tutta intera, non cercò mai l’applauso del mondo, ma sempre e solo la volontà del Padre, venne “per rendere testimonianza alla verità” (lo proclama durante il processo, davanti a Pilato, il simbolo del potere). 
Annunciò la verità senza ridurla di uno iota, nemmeno dove più era scomoda, dove più feriva.
E sapeva benissimo, fin dall’inizio, che per questo sarebbe finito sul patibolo. Ma non indietreggiò di un passo, anzi offrì liberamente se stesso agli aguzzini e al boia per testimoniare la verità e l’amore.
All’inizio anche gli apostoli furono tentati di fare i furbi come gli ecclesiastici progressisti di oggi. Lo dimostra l’episodio del Vangelo in cui Gesù avverte i suoi apostoli che sarebbe stato ucciso: “Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: ‘Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai’. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: ‘Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!’ ” (Mt 16, 21-23). 
Questo episodio avviene pochi secondi dopo che Pietro aveva confessato “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” e Gesù gli aveva risposto conferendogli il primato (Mt 16, 16-19). 
Eppure, un minuto dopo questa solenne investitura (come primo papa), Gesù definisce “Satana!” quello stesso Pietro, perché non pensava secondo la logica di Dio (per piacere a Dio), ma secondo la logica degli uomini (per evitare l’ostilità del mondo).
Col tempo Pietro e gli altri apostoli capiranno, si convertiranno e infatti moriranno pressoché tutti come martiri. Ma per i successori degli apostoli, nei secoli, c’è sempre la tentazione di ragionare secondo la logica del mondo anziché secondo Dio.
Per opportunismo, per viltà, per subalternità culturale o inconsistenza spirituale o per furbizia, perché s’illudono di essere più saggi del Signore, talora anche credendo – come Pietro – di rendere così uno zelante servizio a Dio, evitandogli l’odio e l’assedio dei Nemici.
Ma Dio non vince nel mondo attraverso la furbizia di Pietro. Vince attraverso l’obbedienza di Cristo, verità crocifissa e agnello sacrificale: “Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini” (1Cor 1, 25).
Lo dimostra nel Novecento l’immane tragedia del comunismo.

LA RINASCITA

E’ stato il più colossale esperimento sociale di tutti i tempi, quello che ha promesso il paradiso in terra e ha prodotto il più vasto inferno.
L’ateismo non è un aspetto marginale del marxismo, ma il suo centro. La grande sfida prometeica stava tutta qui: sradicare Dio dall’anima umana e dalla terra, e sostituirsi a Lui.
Per questo il comunismo a tutte le latitudini ha fatto un oceano di vittime e in primis i cristiani. Si è tentato di cancellare Cristo dalla faccia della terra sterminando i cristiani. Il sistema comunista ha imposto il dominio totalitario del terrore a metà del pianeta. Avevano tutto il potere. Armati fino ai denti e spietati. Ma alla fine chi ha vinto?
Il grande vescovo József Mindszenty, nella prigione comunista in cui fu rinchiuso, teneva un’immagine di Cristo crocifisso con una piccola scritta: “Devictus Vincit” (sconfitto vince). 
In effetti la bandiera rossa dal Cremlino è stata ammainata il 25 dicembre del 1991: il giorno di Natale segna la fine dell’Unione Sovietica. Grazie al grande polacco, Papa Wojtyla, il crollo di questo impero del terrore è avvenuto senza lo spargimento di una goccia di sangue (un grandioso miracolo cristiano).
E coloro – anche dentro la Chiesa – i quali sprezzanti obiettavano a Giovanni Paolo II che all’Est aveva vinto piuttosto l’edonismo occidentale che il Cuore Immacolato di Maria devono assistere oggi all’inspiegabile rinascita cristiana dell’Est europeo.
I dati sono stupefacenti. I russi che si dicono cristiani sono quadruplicati passando dal 17 per cento del 1990 al 68 per cento di oggi. E così in quasi tutti i paesi dell’Est.
Un segno di questa commovente rinascita sono state le recenti immagini dell’arrivo della nostra Samantha Cristoforetti nella stazione spaziale internazionale. Dietro i tre astronauti russi che l’hanno accolta erano visibili alcune icone della Madonna e un crocifisso.
Intanto è stato il patriarca russo Kirill a fare appello al governo pakistano per salvare Asia Bibi ed è stato il governo russo a offrire quest’anno alla chiesa di Parigi, che non aveva i soldi, il grande albero di Natale da innalzare davanti alla cattedrale di Notre Dame. Luce dall’Est.

Antonio Socci

Da “Libero” 2014
www.antoniosocci.com

(nella foto tende dei profughi cristiani dell'Iraq sopra le quali hanno scritto che Gesù è il Salvatore)

LO STRANO NATALE 2014. CON I MARTIRI IGNORATI E ABBANDONATI E BENIGNI COME PAPA
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Non c’è il Natale idilliaco e – dopo un po’ di tempo – il crudo e sanguinario dramma della Passione e della crocifissione. 
Già all’inizio Gesù è “rifiutato” dal mondo (nasce in una grotta, fra escrementi di animali, al freddo) ed è subito braccato dai carnefici di Erode che – per ammazzare lui, il grande Perseguitato della storia – compiono una strage.  
Ieri come oggi, duemila anni dopo. La liturgia della Chiesa da secoli commemora santo Stefano, primo martire, proprio il giorno dopo il Natale perché i cristiani sempre sono chiamati a questa testimonianza. 
E il potere di questo mondo è sempre contro Gesù.
Ogni volta in modo nuovo, con nuove ideologie, nuova ferocia, nuovi sistemi di annientamento o di corruzione. Ad ogni epoca storica i cristiani devono saper individuare le diverse forme dell’odio e dell’anticristianesimo.
Anche lo strano Natale 2014 va decifrato. 

IL MOMENTO CHE VIVIAMO

E’ in corso una guerra sanguinaria contro i cristiani in due terzi del pianeta: essi sono inermi vittime dell’islamismo, in Medio Oriente e in Africa, del comunismo in Asia e del nazionalismo indù in India.  
Migliaia di poveretti indifesi e abbandonati da tutti. Dall’Onu, dall’Europa, dagli Stati Uniti di Obama. E perfino trattati con reticenza dagli attuali vertici vaticani.
Poi c’è una persecuzione più sottile, ideologica, fatta di condizionamenti, di emarginazione e svuotamento dall’interno, che si è scatenata in Occidente, soprattutto dopo il crollo del Muro di Berlino.
La modalità di tale persecuzione fu intuita e spiegata da don Luigi Giussani una ventina di anni fa, agli inizi di questa era.
In un’intervista del 1992 parlò proprio di “persecuzione”. E spiegò profeticamente: “l’ira del mondo oggi non si alza dinanzi alla parola Chiesa, sta quieta anche dinanzi all’idea che uno si definisca cattolico, o dinanzi alla figura del Papa dipinto come autorità morale. Anzi c’è un ossequio formale, addirittura sincero. L’odio si scatena – a mala pena contenuto, ma presto tracimerà – dinanzi a cattolici che si pongono per tali, cattolici che si muovono nella semplicità della Tradizione”.
Il potere mondano non ha obiezioni, anzi applaude un cristianesimo “politically correct”, evirato delle sue abrasive verità, come nella comica parodia che ne fa Roberto Benigni che è perfino uno spettacolo divertente. 
C’è una parte del mondo ecclesiastico che si vuole benignizzare per farsi accettare e applaudire dal mondo. Infatti hanno avuto parole di ammirazione (oh se anche noi vescovi sapessimo proporci così), pare che ci sia stata addirittura una telefonata dal Vaticano… 
Basta svendere tutte le verità scomode, accantonandole come vecchi precetti da superare, per essere accettati e osannati nelle varie corti mondane (come folkloristici soprammobili).

GESU’ E PIETRO

Se Gesù avesse svuotato così la sua missione, riducendosi a inutile ornamento della mentalità dominante, sarebbe stato applaudito da tutti, avrebbe avuto per sé le copertine entusiaste dei magazine e gli editoriali dei giornali laici, sarebbe diventato un “fenomeno da baraccone” alla corte di Erode Antipa (Lc 23,8-9), con una lunga e comoda vita di successi davanti a sé.
Ma Gesù fece l’opposto. Infatti fu massacrato da giovane, dopo pochi mesi di predicazione. 
Perché annunciò la verità tutta intera, non cercò mai l’applauso del mondo, ma sempre e solo la volontà del Padre, venne “per rendere testimonianza alla verità” (lo proclama durante il processo, davanti a Pilato, il simbolo del potere). 
Annunciò la verità senza ridurla di uno iota, nemmeno dove più era scomoda, dove più feriva.
E sapeva benissimo, fin dall’inizio, che per questo sarebbe finito sul patibolo. Ma non indietreggiò di un passo, anzi offrì liberamente se stesso agli aguzzini e al boia per testimoniare la verità e l’amore.
All’inizio anche gli apostoli furono tentati di fare i furbi come gli ecclesiastici progressisti di oggi. Lo dimostra l’episodio del Vangelo in cui Gesù avverte i suoi apostoli che sarebbe stato ucciso: “Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno. Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: ‘Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai’. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: ‘Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!’ ” (Mt 16, 21-23). 
Questo episodio avviene pochi secondi dopo che Pietro aveva  confessato “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” e Gesù gli aveva risposto conferendogli il primato (Mt 16, 16-19). 
Eppure, un minuto dopo questa solenne investitura (come primo papa), Gesù definisce “Satana!” quello stesso Pietro, perché non pensava secondo la logica di Dio (per piacere a Dio), ma secondo la logica degli uomini (per evitare l’ostilità del mondo).
Col tempo Pietro e gli altri apostoli capiranno, si convertiranno e infatti moriranno pressoché tutti come martiri. Ma per i successori degli apostoli, nei secoli, c’è sempre la tentazione di ragionare secondo la logica del mondo anziché secondo Dio.
Per opportunismo, per viltà, per subalternità culturale o inconsistenza spirituale o per furbizia, perché s’illudono di essere più saggi del Signore, talora anche credendo – come Pietro – di rendere così uno zelante servizio a Dio, evitandogli l’odio e l’assedio dei Nemici.
Ma Dio non vince nel mondo attraverso la furbizia di Pietro. Vince attraverso l’obbedienza di Cristo, verità crocifissa e agnello sacrificale: “Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini” (1Cor 1, 25).
Lo dimostra nel Novecento l’immane tragedia del comunismo. 

LA RINASCITA

E’ stato il più colossale esperimento sociale di tutti i tempi, quello che ha promesso il paradiso in terra e ha prodotto il più vasto inferno.
L’ateismo non è un aspetto marginale del marxismo, ma il suo centro. La grande sfida prometeica stava tutta qui: sradicare Dio dall’anima umana e dalla terra, e sostituirsi a Lui.
Per questo il comunismo a tutte le latitudini ha fatto un oceano di vittime e in primis i cristiani. Si è tentato di cancellare Cristo dalla faccia della terra sterminando i cristiani. Il sistema comunista ha imposto il dominio totalitario del terrore a metà del pianeta. Avevano tutto il potere. Armati fino ai denti e spietati. Ma alla fine chi ha vinto?
Il grande vescovo József Mindszenty, nella prigione comunista in cui fu rinchiuso, teneva un’immagine di Cristo crocifisso con una piccola scritta: “Devictus Vincit” (sconfitto vince).    
In effetti la bandiera rossa dal Cremlino è stata ammainata il 25 dicembre del 1991: il giorno di Natale segna la fine dell’Unione Sovietica. Grazie al grande polacco, Papa Wojtyla, il crollo di questo impero del terrore è avvenuto senza lo spargimento di una goccia di sangue (un grandioso miracolo cristiano).
E coloro – anche dentro la Chiesa – i quali sprezzanti obiettavano a Giovanni Paolo II che all’Est aveva vinto piuttosto l’edonismo occidentale che il Cuore Immacolato di Maria devono assistere oggi all’inspiegabile rinascita cristiana dell’Est europeo.
I dati sono stupefacenti. I russi che si dicono cristiani sono quadruplicati passando dal 17 per cento del 1990 al 68 per cento di oggi. E così in quasi tutti i paesi dell’Est.
Un segno di questa commovente rinascita sono state le recenti immagini dell’arrivo della nostra Samantha Cristoforetti nella stazione spaziale internazionale. Dietro i tre astronauti russi che l’hanno accolta erano visibili alcune icone della Madonna e un crocifisso.
Intanto è stato il patriarca russo Kirill a fare appello al governo pakistano per salvare Asia Bibi ed è stato il governo russo a offrire quest’anno alla chiesa di Parigi, che non aveva i soldi, il grande albero di Natale da innalzare davanti alla cattedrale di Notre Dame. Luce dall’Est.

Antonio Socci

Da “Libero” 2014
www.antoniosocci.com

(nella foto tende dei profughi cristiani dell'Iraq sopra le quali hanno scritto che Gesù è il Salvatore)

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(Inaudite) cronache vaticane http://bibliotecaneval.altervista.org/inaudite-cronache-vaticane/ Tue, 23 Dec 2014 16:45:51 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=12458 Lo Straniero – Il blog di Antonio Socci     (Inaudite) cronache vaticane Posted: 22 Dec 2014 02:23 PM PST ( 1 ) GLI “AUGURI” (A SCHIAFFI) DI BERGOGLIO ALLA CURIA . E’ noto che lo sport prediletto di papa Bergoglio è bastonare i cattolici. Tanto è timido e accondiscendente con gli avversari (che siano islamici […]

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Lo Straniero – Il blog di Antonio Socci

 

 

(Inaudite) cronache vaticane

Posted: 22 Dec 2014 02:23 PM PST

( 1 )

GLI “AUGURI” (A SCHIAFFI) DI BERGOGLIO ALLA CURIA

.

E’ noto che lo sport prediletto di papa Bergoglio è bastonare i cattolici.
Tanto è timido e accondiscendente con gli avversari (che siano islamici o laicisti, che siano colonnelli argentini o comunisti) quanto è implacabile con i cristiani.
Ha cominciato “sistemando” così i suoi predecessori:
“I Capi della Chiesa spesso sono stati narcisi, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani. La corte è la lebbra del papato» (la Repubblica, 1 ottobre 2013).
A noi sembra che oggi lo stuolo di adulatori e cortigiani sia immensamente più vasto, servile e soffocante che nel passato, del resto negli anni scorsi i pontefici (uomini santi), oltre alle opposizioni interne, hanno dovuto sopportare la durissima ostilità del mondo. Hanno vissuto una vera Via Crucis. E questa è la prova dell’autenticità.
Ma papa Bergoglio non è molto propenso a praticare l’autocritica, pur consigliandola agli altri.
Infatti la fa fare quotidianamente a vescovi, cardinali e fedeli, randellati pressoché tutti i giorni, specie nelle omelie di Santa Marta.
Oggi è stata la volta della Curia che – nella tradizionale cerimonia degli auguri – ha bastonato a più non posso.
Ha cominciato dicendo che è “una Curia che non fa autocritica, che non si aggiorna, che non cerca di migliorarsi”, ha aggiunto che “è un corpo infermo”.
Poi ha evocato sarcasticamente la visita ai cimiteri dove ci sono tanti che “forse pensavano di essere immortali, immuni e indispensabili!”. Ha spiegato che è la malattia di coloro che “si trasformano in padroni e si sentono superiori a tutti”, malattia che “deriva spesso dalla patologia del potere, dal ‘complesso degli Eletti’, dal narcisismo”.
E’ andato avanti con questi simpatici complimenti per un bel po’…
In alcuni incontri personali di questi mesi ha pure invitato il suo interlocutore (dopo averlo randellato) a correggersi prendendo esempio da lui, cioè ha indicato se stesso come modello…
Oggi ha detto ai suoi ascoltatori che rischiano “un declino progressivo delle facoltà spirituali” che “causa gravi handicap alla persona” facendola vivere in “uno stato di assoluta dipendenza dalle sue vedute spesso immaginarie” e in una dipendenza dalle proprie “passioni, capricci e manie”.
Naturalmente papa Bergoglio sa bene che tutte queste gravi situazioni riguardano anche i prelati delle altre Curie, per esempio quelle argentine e sudamericane, che forse dovrebbero fare un’autocritica più pesante considerato il disastroso crollo in corso da decenni della fede cattolica in quel subcontinente.
Ma di questo papa Bergoglio non ama parlare. Anzi, in più occasioni ha mostrato di voler proporre proprio il “modello sudamericano” come stile di governo.
Sprezzante con i riti e i simboli della Chiesa Cattolica romana (cominciò il giorno della sua elezione, definendo “carnevalata” la mozzetta che doveva indossare come simbolo del martirio di Pietro), si è compiaciuto dello spettacolo imbandito la settimana scorsa in piazza San Pietro per il suo compleanno: centinaia di ballerini di tango che si sono esibiti…
Tutto questo va di pari passo con uno stile di governo che – stando a quanto riferiscono gli addetti ai lavori (e a quanto si nota dall’esterno) – fa regnare oltretevere un clima di autentico terrore (vedi articolo sottostante).
Che dire? Eviterò di fare commenti.
Solo voglio confessare che mi mancano infinitamente l’umiltà, la mitezza e la saggezza di Benedetto XVI e mi mancano il carisma e la grandezza d’animo di Giovanni Paolo II.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/guerra-francesco-ai-cardinali-rimozioni-e-sostituzioni-1077782.html

( 2 )

SCONCERTANTE…..

.

Come sa chi conosca la tragica situazione di Asia Bibi, arrivare a parlare con questa povera donna è pressoché impossibile.
Così sabato mi sono stupito che “Vatican insider” lanciasse una sua intervista “esclusiva”. Uno scoop davvero mirabolante, mi sono detto.
Solo che se poi sono andato a leggere e non sapevo più se mettermi a ridere o a piangere.
Intanto si apprende subito che il giornalista di “Vatican insider” non ha incontrato né intervistato direttamente Asia Bibi, ma ha avuto le risposte tramite la “Renaissance Education Foundation di Lahore” che – dice – “si occupa oggi della sua famiglia e dell’assistenza legale”.
Dunque non si tratta di un’intervista raccolta direttamente dal giornalista.
Sono parole che quella “Fondazione” attribuisce ad Asia Bibi. Sono parole che a me sembrano surreali (parla come un libro stampato).
Ma giudichi ognuno per suo conto.
Secondo quanto si legge su “Vatican insider” sapete quel è l’unico bersaglio contro cui si scaglia questa povera donna che da cinque anni è stata strappata alla famiglia, ai cinque figli piccoli, rinchiusa in una lercia galera e condannata a morte?
Provate a indovinare.
Credete che possa avercela con quelle “brave musulmane” che l’hanno denunciata e immolata perché lei – che è cristiana – aveva osato bere allo stesso loro bicchiere?
Ma no!
Pensate che protesti contro la famigerata legge sulla blasfemia che in Pakistan, in pratica, commina la pena a morte a qualunque cristiano confessi la sua fede?
Nient’affatto.
Allora ritenete che Asia Bibi esprima il suo dolore per le sue disumane condizioni di detenzione, da cinque anni chiusa in una lercia e buia stanzetta senza aria?
Neanche per idea.
Forse voi allora immaginate che possa avercela con chi la sottopone da cinque anni a torture morali e fisiche, a sofferenze disumane, a minacce e umiliazioni?
Ebbene no.
Credete che ce l’abbia con i giudici che l’hanno fatta rinchiudere strappandola ai figli, che poi l’hanno condannata a morte in primo grado e poi in appello con due processi farsa, vergognosi e privi di ogni regolarità?
Ma nooo… niente di tutto questo! Non sono tali “quisquilie” che angustiano Asia Bibi, secondo “Vatican insider”.
Tanto meno – ovviamente! – ella è amareggiata perché i suoi appelli al papa non hanno neanche avuto risposta e perché il Capo della Chiesa, che l’ha sempre ignorata, non ha mosso un dito per lei né ha invitato a pregare per lei, ed è andato piuttosto a pregare in una moschea, indirizzando ai cari amici musulmani tanti messaggi di calorosi auguri di buon Ramadan…
Nooo. Non è certo di queste cose che Asia Bibi si rammarica. Queste son tutte cose belle e piacevoli, come chiunque può capire….
Dunque a giudicare dalla favolosa intervista di “Vatican insider” i bersagli contro cui Asia Bibi si scaglia sono “coloro che strumentalizzano il mio nome per il proprio tornaconto personale”.
Questo sarebbe ciò che l’angustia. Dobbiamo pensare davvero che ce l’abbia con coloro che si battono per lei, per liberarla, arrivando a dire loro: “lasciatemi in pace”?
Ora, io non so se in Pakistan c’è qualcuno che ha un tornaconto a “strumentalizzare” il nome di Asia Bibi. Ma so che di sicuro non siamo noi che denunciamo il dramma di Asia Bibi, noi che lanciamo appelli per questa povera donna e che siamo quattro gatti ignorati da tutti.
Poiché noi siamo stati ringraziati in passato, da lei e dai suoi, siamo tranquilli, con la coscienza a posto, e non riteniamo che Asia Bibi abbia mai rivolto a noi quell’attacco.
Anche se – a leggere la titolazione di Vatican insider (“Dio perdoni chi mi strumentalizza”) – sembrerebbe quasi che a doversi vergognare non sia chi tortura Asia Bibi e la vuole uccidere, ma noi che non la dimentichiamo e non l’abbandoniamo.
Ora veniamo al contenuto cosicché possiamo valutare bene questo mirabolante scoop. Sono risposte a dir poco sorprendenti…
Ecco la prima domanda-risposta dell’intervista a Vatican insider:
“D. Asia, com’è la sua salute e quali sono le sue condizioni in carcere?
R. Mi sento piuttosto bene, sto bene nel nome di Cristo, per quello che può essere una vita in prigione. In carcere si prendono cura di me e mi trattano bene credo anche perché il mio caso è noto a livello internazionale”.
Si resta basiti. A leggere “Vatican insider” sembra quasi che Asia Bibi stia in un Hotel a 5 stelle.
Sarà vero? Giudicate voi.
Ecco come, a una domanda analoga, rispondeva, pochi giorni fa, personalmente, Sardar Mushtaq Gill, l’avvocato di Asia Bibi, intervistato in Italia da “Tempi”:
“D. Asia Bibi è pronta a scontare altri due anni di carcere?
R. Suo marito l’ha incontrata settimana scorsa e l’ha trovata molto depressa. Quando le hanno detto che l’Alta corte aveva rigettato l’appello si sentiva frustrata, non capiva e ha perso ogni fiducia nei giudici. Sta male anche fisicamente e inizia a manifestare qualche problema di ordine psicologico. La sua prigione purtroppo è peggiore delle altre.
D. Perché?
R. Per lei è un doppio supplizio. La prigione è già una punizione in sé ma lei è in isolamento, perché si teme che qualcuno possa assassinarla, come avvenuto in altri casi in carcere per gli accusati di blasfemia. La sua cella poi è piccolissima, non c’è luce naturale ed è molto buia”.

Obiettivamente la contraddizione è stridente, totale, assoluta.
Andiamo avanti.
Secondo Vatican insider, nell’intervista fatta pervenire da quella fondazione, Asia Bibi – che non ha una sola parola aspra per i suoi aguzzini – se la prenderebbe curiosamente con chi lotta per lei dicendo: “Chiedo a tutti coloro che stanno strumentalizzando il mio nome per i propri calcoli personali: per favore lasciatemi in pace”.
Che ve ne pare?
Questo singolare attacco (non si è mai vista una vittima, chiusa in una galera, prendersela con chi lotta per liberarla) è in totale contraddizione con quanto Asia Bibi stessa, pochi giorni fa, ha fatto pervenire al giornale francese Le Figaro e alle autorità di Parigi, tramite il marito Ashiq:
«Dalla mia piccola cella senza finestre i giorni e le notti si assomigliano, ma se ho ancora speranza è grazie a tutti voi. Il mio cuore si scalda ogni volta che Ashiq mi mostra le foto di persone che non conosco e che bevono un bicchiere d’acqua pensando a me».
«Ho saputo che la città di Parigi ci vuole – conclude Asia Bibi – e voglio ringraziare tutte le persone di Parigi e il sindaco. Voi siete la mia sola possibilità di non morire in fondo a questa cella di isolamento. Vi prego, non lasciatemi cadere. Non ho mai commesso un atto di blasfemia».
Ognuno può giudicare facilmente da se stesso…
Mi pare sensato che una condannata a morte si aggrappi a chi, fuori dal Pakistan, vuole liberarla.
Oltretutto anche nella stessa prima domanda-risposta di Vatican insider le si attribuiscono queste parole: “mi trattano bene credo anche perché il mio caso è noto a livello internazionale”.
Significherebbe che dunque è stato bene far conoscere il suo caso nel mondo. Quindi come può poi aver biasimato chi si batte per lei?
Anche il suo appello alle autorità francesi del resto è in totale contraddizione con quanto viene attribuito ad Asia Bibi da “Vatican insider” dove pare che essa chieda solo preghiere, quasi che fosse deplorevole attivarsi per la sua liberazione.
Ecco infatti la domanda-risposta finale su Vatican insider:
“D. Cosa vuol dire a Papa Francesco e ai cristiani in tutto il mondo?
R. A Papa Francesco e a tutti i cristiani del mondo dico: vi prego, ricordatevi di me nelle vostre preghiere”.
Non contenti di una simile surreale risposta, quelli di “Vatican insider” hanno voluto presentare l’intervista con un incipit del giornalista che, pretendendo di riassumere l’intervista stessa, scrive testualmente: “A Papa Francesco non chiede appelli pubblici ma preghiere”.
Ora, è pur vero che è un testo surreale, dove sembra che Asia Bibi parli come una villeggiante che cita continuamente la Bibbia, ma nemmeno in questa intervista lei arriva a dire che non vuole appelli pubblici del papa a suo favore.
Giudicate voi tutto questo…
Da parte mia questo è il mio pensiero: Povera Asia Bibi…. Nel giorno del giudizio più d’uno tremerà a sentir pronunciare il tuo nome dal supremo Giudice…

Foto: SCONCERTANTE</p><br /><br /><br /><br /><p>Come sa chi conosca la tragica situazione di Asia Bibi, arrivare a parlare con questa povera donna è pressoché impossibile.<br /><br /><br /><br /><br />Così sabato mi sono stupito che “Vatican insider” lanciasse una sua intervista “esclusiva”. Uno scoop davvero mirabolante, mi sono detto.<br /><br /><br /><br /><br />Solo che se poi sono andato a leggere e non sapevo più se mettermi a ridere o a piangere.<br /><br /><br /><br /><br />Intanto si apprende subito che il giornalista di “Vatican insider” non ha incontrato né intervistato direttamente Asia Bibi, ma ha avuto le risposte tramite la “Renaissance Education Foundation di Lahore” che – dice - “si occupa oggi della sua famiglia e dell’assistenza legale”.<br /><br /><br /><br /><br />Dunque non si tratta di un’intervista raccolta direttamente dal giornalista.<br /><br /><br /><br /><br />Sono parole che quella “Fondazione” attribuisce ad Asia Bibi. Sono parole che a me sembrano surreali (parla come un libro stampato).<br /><br /><br /><br /><br />Ma giudichi ognuno per suo conto.<br /><br /><br /><br /><br />Secondo quanto si legge su “Vatican insider” sapete quel è l’unico bersaglio contro cui si scaglia questa povera donna che da cinque anni è stata strappata alla famiglia, ai cinque figli piccoli, rinchiusa in una lercia galera e condannata a morte?<br /><br /><br /><br /><br />Provate a indovinare.<br /><br /><br /><br /><br />Credete che possa avercela con quelle “brave musulmane” che l’hanno denunciata e immolata perché lei – che è cristiana – aveva osato bere allo stesso loro bicchiere?<br /><br /><br /><br /><br />Ma no!<br /><br /><br /><br /><br />Pensate che protesti contro la famigerata legge sulla blasfemia che in Pakistan, in pratica, commina la pena a morte a qualunque cristiano confessi la sua fede?<br /><br /><br /><br /><br />Nient’affatto.<br /><br /><br /><br /><br />Allora ritenete che Asia Bibi esprima il suo dolore per le sue disumane condizioni di detenzione, da cinque anni chiusa in una lercia e buia stanzetta senza aria?<br /><br /><br /><br /><br />Neanche per idea.<br /><br /><br /><br /><br />Forse voi allora immaginate che possa avercela con chi la sottopone da cinque anni a torture morali e fisiche, a sofferenze disumane, a minacce e umiliazioni?<br /><br /><br /><br /><br />Ebbene no.<br /><br /><br /><br /><br />Credete che ce l’abbia con i giudici che l’hanno fatta rinchiudere strappandola ai figli, che poi l’hanno condannata a morte in primo grado e poi in appello con due processi farsa, vergognosi e privi di ogni regolarità?<br /><br /><br /><br /><br />Ma nooo… niente di tutto questo! Non sono tali “quisquilie” che angustiano Asia Bibi, secondo “Vatican insider”.<br /><br /><br /><br /><br />Tanto meno – ovviamente! – ella è amareggiata perché i suoi appelli al papa non hanno neanche avuto risposta e perché il Capo della Chiesa, che l’ha sempre ignorata, non ha mosso un dito per lei né ha invitato a pregare per lei, ed è andato piuttosto a pregare in una moschea, indirizzando ai cari amici musulmani tanti messaggi di calorosi auguri di buon Ramadan…<br /><br /><br /><br /><br />Nooo. Non è certo di queste cose che Asia Bibi si rammarica. Queste son tutte cose belle e piacevoli, come chiunque può capire….<br /><br /><br /><br /><br />Dunque a giudicare dalla favolosa intervista di “Vatican insider” i bersagli contro cui Asia Bibi si scaglia sono “coloro che strumentalizzano il mio nome per il proprio tornaconto personale”.<br /><br /><br /><br /><br />Questo sarebbe ciò che l’angustia. Dobbiamo pensare davvero che ce l’abbia con coloro che si battono per lei, per liberarla, arrivando a dire loro: “lasciatemi in pace”?<br /><br /><br /><br /><br />Ora, io non so se in Pakistan c’è qualcuno che ha un tornaconto a “strumentalizzare” il nome di Asia Bibi. Ma so che di sicuro non siamo noi che denunciamo il dramma di Asia Bibi, noi che lanciamo appelli per questa povera donna e che siamo quattro gatti ignorati da tutti.<br /><br /><br /><br /><br />Poiché noi siamo stati ringraziati in passato, da lei e dai suoi, siamo tranquilli, con la coscienza a posto, e non riteniamo che Asia Bibi abbia mai rivolto a noi quell’attacco.<br /><br /><br /><br /><br />Anche se – a leggere la titolazione di Vatican insider (“Dio perdoni chi mi strumentalizza”) – sembrerebbe quasi che a doversi vergognare non sia chi tortura Asia Bibi e la vuole uccidere, ma noi che non la dimentichiamo e non l’abbandoniamo.<br /><br /><br /><br /><br />Ora veniamo al contenuto cosicché possiamo valutare bene questo mirabolante scoop. Sono risposte a dir poco sorprendenti…<br /><br /><br /><br /><br />Ecco la prima domanda-risposta dell’intervista a Vatican insider:<br /><br /><br /><br /><br />“D. Asia, com'è la sua salute e quali sono le sue condizioni in carcere?<br /><br /><br /><br /><br />R. Mi sento piuttosto bene, sto bene nel nome di Cristo, per quello che può essere una vita in prigione. In carcere si prendono cura di me e mi trattano bene credo anche perché il mio caso è noto a livello internazionale”.<br /><br /><br /><br /><br />Si resta basiti. A leggere “Vatican insider” sembra quasi che Asia Bibi stia in un Hotel a 5 stelle.<br /><br /><br /><br /><br />Sarà vero? Giudicate voi.<br /><br /><br /><br /><br />Ecco come, a una domanda analoga, rispondeva, pochi giorni fa, personalmente, Sardar Mushtaq Gill, l’avvocato di Asia Bibi, intervistato in Italia da “Tempi”:<br /><br /><br /><br /><br />“D. Asia Bibi è pronta a scontare altri due anni di carcere?<br /><br /><br /><br /><br />R. Suo marito l’ha incontrata settimana scorsa e l’ha trovata molto depressa. Quando le hanno detto che l’Alta corte aveva rigettato l’appello si sentiva frustrata, non capiva e ha perso ogni fiducia nei giudici. Sta male anche fisicamente e inizia a manifestare qualche problema di ordine psicologico. La sua prigione purtroppo è peggiore delle altre.<br /><br /><br /><br /><br />D. Perché?<br /><br /><br /><br /><br />R. Per lei è un doppio supplizio. La prigione è già una punizione in sé ma lei è in isolamento, perché si teme che qualcuno possa assassinarla, come avvenuto in altri casi in carcere per gli accusati di blasfemia. La sua cella poi è piccolissima, non c’è luce naturale ed è molto buia”.</p><br /><br /><br /><br /><p>Obiettivamente la contraddizione è stridente, totale, assoluta.<br /><br /><br /><br /><br />Andiamo avanti.<br /><br /><br /><br /><br />Secondo Vatican insider, nell’intervista fatta pervenire da quella fondazione, Asia Bibi – che non ha una sola parola aspra per i suoi aguzzini – se la prenderebbe curiosamente con chi lotta per lei dicendo: “Chiedo a tutti coloro che stanno strumentalizzando il mio nome per i propri calcoli personali: per favore lasciatemi in pace”.<br /><br /><br /><br /><br />Che ve ne pare?<br /><br /><br /><br /><br />Questo singolare attacco (non si è mai vista una vittima, chiusa in una galera, prendersela con chi lotta per liberarla) è in totale contraddizione con quanto Asia Bibi stessa, pochi giorni fa, ha fatto pervenire al giornale francese Le Figaro e alle autorità di Parigi, tramite il marito Ashiq:<br /><br /><br /><br /><br />«Dalla mia piccola cella senza finestre i giorni e le notti si assomigliano, ma se ho ancora speranza è grazie a tutti voi. Il mio cuore si scalda ogni volta che Ashiq mi mostra le foto di persone che non conosco e che bevono un bicchiere d’acqua pensando a me».<br /><br /><br /><br /><br />«Ho saputo che la città di Parigi ci vuole – conclude Asia Bibi – e voglio ringraziare tutte le persone di Parigi e il sindaco. Voi siete la mia sola possibilità di non morire in fondo a questa cella di isolamento. Vi prego, non lasciatemi cadere. Non ho mai commesso un atto di blasfemia».<br /><br /><br /><br /><br />Ognuno può giudicare facilmente da se stesso...<br /><br /><br /><br /><br />Mi pare sensato che una condannata a morte si aggrappi a chi, fuori dal Pakistan, vuole liberarla.<br /><br /><br /><br /><br />Oltretutto anche nella stessa prima domanda-risposta di Vatican insider le si attribuiscono queste parole: “mi trattano bene credo anche perché il mio caso è noto a livello internazionale”.<br /><br /><br /><br /><br />Significherebbe che dunque è stato bene far conoscere il suo caso nel mondo. Quindi come può poi aver biasimato chi si batte per lei?<br /><br /><br /><br /><br />Anche il suo appello alle autorità francesi del resto è in totale contraddizione con quanto viene attribuito ad Asia Bibi da “Vatican insider” dove pare che essa chieda solo preghiere, quasi che fosse deplorevole attivarsi per la sua liberazione.<br /><br /><br /><br /><br />Ecco infatti la domanda-risposta finale su Vatican insider:<br /><br /><br /><br /><br />“D. Cosa vuol dire a Papa Francesco e ai cristiani in tutto il mondo?<br /><br /><br /><br /><br />R. A Papa Francesco e a tutti i cristiani del mondo dico: vi prego, ricordatevi di me nelle vostre preghiere”.<br /><br /><br /><br /><br />Non contenti di una simile surreale risposta, quelli di “Vatican insider” hanno voluto presentare l’intervista con un incipit del giornalista che, pretendendo di riassumere l’intervista stessa, scrive testualmente: “A Papa Francesco non chiede appelli pubblici ma preghiere”.<br /><br /><br /><br /><br />Ora, è pur vero che è un testo surreale, dove sembra che Asia Bibi parli come una villeggiante che cita continuamente la Bibbia, ma nemmeno in questa intervista lei arriva a dire che non vuole appelli pubblici del papa a suo favore.<br /><br /><br /><br /><br />Giudicate voi tutto questo...<br /><br /><br /><br /><br />Da parte mia questo è il mio pensiero: Povera Asia Bibi…. Nel giorno del giudizio più d’uno tremerà a sentir pronunciare il tuo nome dal supremo Giudice…

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Abbattere tutti i muri? http://bibliotecaneval.altervista.org/abbattere-tutti-muri/ Mon, 22 Dec 2014 23:37:13 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=12441 ABBATTERE TUTTI I MURI ? VA BENE, PAPA BERGOGLIO, COMINCIAMO A SPAZZAR VIA IL “MURO DI SILENZIO” DELLA SISTINA, FACENDO EMERGERE LA VERITA’ SUL CONCLAVE… Posted: 21 Dec 2014 08:36 AM PST Fu il cardinale Giuseppe Siri, trent’anni fa, a proporre l’abolizione del segreto del Conclave, quello che sono tenuti a mantenere sotto giuramento tutti i […]

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ABBATTERE TUTTI I MURI ? VA BENE, PAPA BERGOGLIO, COMINCIAMO A SPAZZAR VIA IL “MURO DI SILENZIO” DELLA SISTINA, FACENDO EMERGERE LA VERITA’ SUL CONCLAVE…

Posted: 21 Dec 2014 08:36 AM PST

Fu il cardinale Giuseppe Siri, trent’anni fa, a proporre l’abolizione del segreto del Conclave, quello che sono tenuti a mantenere sotto giuramento tutti i porporati sull’elezione di un papa nella Cappella Sistina.
Lo propose perché – lungi ormai dal tutelare le cose sacre – quella norma rischiava (e rischia) di diventare la copertura di cose profane (il prelato aggiunse allora – anni Ottanta – che si sarebbe dovuto pregare molto per i conclavi del futuro perché non arrivasse fin lì l’influenza esterna di qualche setta).
E’ paradossale che una proposta così innovativa e democratica sia stata avanzata dal prelato che era considerato il leader dei “conservatori”. E che in questi trent’anni nessun prelato ritenuto “progressista” l’abbia ripresa e fatta sua.

TRASPARENZA

Oggi, se papa Bergoglio la recuperasse, se cioè abolisse il segreto, avrebbe la possibilità di dimostrare con i fatti quanto è davvero desideroso di trasparenza e di apertura nella vita della Chiesa, liberandola da obsolete proibizioni.
Il papa che viene osannato come “rivoluzionario” sarà meno innovatore di un cardinale “conservatore” come Siri? Vorrà continuare a tenere in piedi il “muro della Sistina”, dopo che ha chiesto al mondo l’abbattimento di tutti i muri (Cuba e non solo)?
Oltretutto papa Bergoglio ogni giorno tuona contro quei moderni “scribi e farisei” che vogliono mummificare tutte le vecchie regole e le vecchie leggi e proibizioni, opponendosi al cambiamento, alla trasparenza e all’apertura al mondo.
Vediamo se alle parole farà seguire i fatti, almeno in queste norme che sono del tutto modificabili, perché leggi ecclesiastiche (mentre non sono modificabili nemmeno dal Papa – perché sono Parola di Dio – le materie che all’ultimo Sinodo si è cercato di mettere in discussione da parte modernista).
Si sente particolarmente la necessità di abbattere il “muro della Sistina” – e con urgenza – soprattutto in riferimento al Conclave del 2013, su cui le voci e le domande aumentano anziché dissolversi.

IL GIALLO DEL 2013

Come dimostra il caso scoppiato in Inghilterra – e da lì rimbalzato in America e in Italia – relativo alle rivelazioni di Austen Ivereigh nel libro “The Great Reformer”.
Il volume, una biografia di Bergoglio, peraltro positiva verso il papa argentino, contiene alcune righe che hanno fatto scalpore. Bisogna tener presente che Ivereigh non è affatto l’ultimo arrivato essendo stato l’uomo stampa del cardinale Murphy O’Connor e avendo ricoperto ruoli di responsabilità nei media cattolici inglesi.
Dunque egli ha parlato dell’esistenza di un “Team Bergoglio”, costituito appunto dai cardinali O’Connor, Kasper, Daneels e Lehmann per portare il prelato argentino al papato. L’operazione, che sarebbe partita dopo la rinuncia di Benedetto XVI, avrebbe avuto il consenso dello stesso Bergoglio.
E’ scoppiato un caso, anche perché c’è stato chi ha sostenuto che tutto questo metterebbe in dubbio la validità dell’elezione del 13 marzo. Ne sono seguite polemiche, precisazioni e smentite che hanno coinvolto pure padre Lombardi, portavoce del papa.
A mio avviso i fatti riferiti dal libro dell’inglese non mettono in discussione di per sé la legittimità dell’elezione.
Casomai fanno emergere qualcosa della lotta che si è svolta dietro le quinte nel 2013 (dalla rinuncia di Benedetto all’elezione di Francesco) e dei suoi protagonisti.
Ma fa riflettere che per una vicenda simile siano divampate tante polemiche. Forse è solo la punta di un iceberg? Ci sono altri misteri? Fra varie voci e boatos, per esempio, resta tuttora non spiegato l’inedito ritardo del saluto di papa Bergoglio alla loggia di San Pietro.

MISTERIOSO RITARDO

Dalla fumata bianca alla sua comparsa è passato infatti un lasso di tempo doppio rispetto a Benedetto XVI. Perché? Cosa è accaduto? E quello strano episodio confidato da Bergoglio a Scalfari e da questi riportato nella sua intervista del 1° ottobre 2013 ?
Bergoglio dichiarò: “quando il Conclave mi elesse Papa, prima dell’accettazione chiesi di potermi ritirare per qualche minuto nella stanza accanto a quella con il balcone sulla piazza. La mia testa era completamente vuota e una grande ansia mi aveva invaso. Per farla passare e rilassarmi chiusi gli occhi e scomparve ogni pensiero, anche quello di rifiutarmi ad accettare la carica come del resto la procedura liturgica consente. Chiusi gli occhi e non ebbi più alcuna ansia o emotività”.
Finché, proseguì Bergoglio, “io m’alzai di scatto e mi diressi nella stanza dove mi attendevano i cardinali e il tavolo su cui era l’atto di accettazione. Lo firmai, il cardinal Camerlengo lo controfirmò e poi sul balcone ci fu l’‘Habemus Papam’ ”.
Sarebbe interessante capire perché la fumata bianca fu data alle 19.06, circa un’ora prima dell’Habemus papam che avvenne alle 20.12: di certo tale fumata non poteva e non doveva precedere l’accettazione, in quanto il papa c’è solo dopo l’avvenuta accettazione ed essa deve essere libera, dunque non condizionata da una fumata anticipata.
Sarebbe interessante anche capire il perché e il come di quell’accettazione dal momento che, in quanto gesuita, Bergoglio aveva fatto il voto di non accettare.
L’intervista a Scalfari sopra citata è stata di fatto confermata dallo stesso Bergoglio che l’ha ripubblicata in volume un mese fa. Perché dunque tali circostanze non si possono chiarire serenamente, lasciando parlare i testimoni e risolvendo così tante domande? Non c’è nulla da temere dalla trasparenza.

LA VERITA’ VI FARA’ LIBERI

Abolendo – con un semplice tratto di penna – il segreto per i cardinali, papa Bergoglio darebbe un magnifico esempio di apertura, spazzando via tutti i dubbi sulla regolarità delle procedure seguite quel 13 marzo 2013.
Sarebbe la prova che non c’è nulla da passare sotto silenzio (quantomeno se tutto si è svolto secondo le norme).
Per quanto mi riguarda sarei lietissimo di dirmi soddisfatto dei chiarimenti, se ci fossero dati. Ma purtroppo sono quasi tre mesi che è uscito il mio libro “Non è Francesco” e in questi tre mesi non c’è stato un solo cardinale (fra quelli presenti al Conclave) che abbia dichiarato in pubblico o mi abbia fatto sapere in privato che i fatti del Conclave non si sono svolti nel modo descritto dal mio libro. Anzi…
Del resto mi sono basato sul libro di Elisabetta Piqué, biografa e amica di Bergoglio.
La stessa Piqué (che nei giorni scorsi ha firmato una lunga intervista al papa) ha confermato la sua versione su “La Nacion” recensendo il mio libro, dopo che già tale versione era stata confermata da “alcuni cardinali” sentiti dal “Corriere della sera”. E nemmeno è stata smentita la tesi che proprio il papa, che non è vincolato al segreto, sia stato la fonte della giornalista argentina.
Infine non c’è stato nemmeno un autorevole canonista che abbia dimostrato che le procedure seguite sono state corrette e quindi che l’elezione di papa Francesco è canonicamente ineccepibile.
Se non lo fosse non avremmo un papa, ma un “vescovo vestito di bianco” e non sarebbero validi neanche i suoi atti di governo.

RIBALTONE ?

Il problema si ripropone adesso che papa Bergoglio ha annunciato la creazione di 10 nuovi cardinali il 15 febbraio prossimo. Che si aggiungono ai 19 creati nel febbraio 2013.
Perché così tante nomine ravvicinate? Per ribaltare la tendenza “ratzingeriana” maggioritaria nel collegio cardinalizio?
C’è una certa inquietudine nel mondo ecclesiastico perché si sospetta che gli ambienti progressisti della Curia, oggi al potere, premano per avere un futuro Conclave spostato verso la sinistra modernista.
Al di là dei 78 anni del papa ci sono anche le frequenti voci di un suo ritiro. Prima che ciò avvenga forse qualcuno vuole il ribaltone progressista nel collegio cardinalizio.
Esso infatti nel 2013 non era affatto “progressista” ed elesse Bergoglio solo perché si fece credere che fosse in continuità con Benedetto XVI e Giovanni Paolo II. Non a caso poi, al recente Sinodo, Bergoglio è andato clamorosamente in minoranza.
Dunque sta arrivando il ribaltone per il futuro Conclave?

Antonio Socci

Da “Libero”, 21 dicembre 2014
Facebook: “Antonio Socci pagina ufficiale”

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«Il Signore degli Anelli»: da 60 anni è cattolico eppure ancora non si vergogna. Ricordiamolo a… http://bibliotecaneval.altervista.org/il-signore-degli-anelli-da-60-anni-e-cattolico-eppure-ancora-non-si-vergogna-ricordiamolo/ Wed, 17 Dec 2014 17:09:29 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=12389   Antonio Socci pagina ufficiale ha condiviso un link. 15 dicembre http://www.iltimone.org/32527,News.html «Il Signore degli Anelli»: da 60 anni è cattolico eppure ancora non si vergogna. Ricordiamolo a… www.iltimone.org 60 anni fa esatti approdava in libreria uno dei maggiori capolavori letterari di tutti i tempi: "Il Signore degli Anelli" di J.R.R. Tolkienm. Sì:…

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Il Papa e il Dalai Lama http://bibliotecaneval.altervista.org/il-papa-e-il-dalai-lama/ Sun, 14 Dec 2014 17:58:15 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=12381 http://Antonio Socci pagina ufficiale  14 dicembre 2014 Com'è noto papa Bergoglio in questi giorni non ha ricevuto in udienza il Dalai Lama per evitare l'irritazione del regime comunista cinese che, avendo invaso e occupato il Tibet, considera il leader buddista un nemico. Ognuno può avere le sue opinioni, ma anche la prudenza del Papa (e […]

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Antonio Socci pagina ufficialehttp://Antonio Socci pagina ufficiale

 14 dicembre 2014

Com'è noto papa Bergoglio in questi giorni non ha ricevuto in udienza il Dalai Lama per evitare l'irritazione del regime comunista cinese che, avendo invaso e occupato il Tibet, considera il leader buddista un nemico.
Ognuno può avere le sue opinioni, ma anche la prudenza del Papa (e del Vaticano) può avere le sue ragioni. 
Quello che invece non si capisce (ed è patetico) è la corsa di certe guardie svizzere dell'informazione a fare gli scudieri e i sacrestani di papa Bergoglio tirando sempre per la tonaca Ratzinger per giustificare il papa argentino. 
Dando così l'impressione, imbarazzante, che quest'ultimo debba cercare autorevolezza altrove, ovvero nel predecessore.
Per esempio sulla vicenda del Dalai Lama costoro hanno scritto che anche Benedetto XVI evitò l'udienza col leader buddista.
Così però rendono un pessimo servizio a Bergoglio, perché Ratzinger non dette udienza pubblica, ma ricevette il Dalai Lama in udienza privata. 
Dunque evocando Benedetto XVI di fatto inducono a chiedersi: "perché papa Bergoglio non ha fatto lo stesso ricevendo il Dalai Lama almeno in udienza privata?".
In sostanza: evocare Benedetto XVI è stato un autogol.
Del resto perché evocare solo Benedetto XVI e non i predecessori? Infatti il Dalai Lama ha incontrato papa Paolo VI nel 1973 e Giovanni Paolo II più volte (nel 1980, 1982, 1986, 1988 e 1990).
Dunque era meglio evitare l'argomento…
Consiglierei a papa Bergoglio di fare a meno di certi zelanti paladini…

(nelle foto gli incontri del Dalai Lama con Paolo VI e con Giovanni Paolo II)

foto di Antonio Socci pagina ufficiale.
foto di Antonio Socci pagina ufficiale.

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Infallibile http://bibliotecaneval.altervista.org/infallibile/ Wed, 10 Dec 2014 23:37:24 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=12354   Lo Straniero – Il blog di Antonio Socci Infallibile Posted: 09 Dec 2014 06:58 AM PST A parte le questioni che ho sollevato col mio libro “Non è Francesco” e al di là delle domande che lì ho posto, anche relative al Conclave (a cui non ho ancora avuto risposta), vorrei ricordare una questione di […]

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Lo Straniero – Il blog di Antonio Socci

Infallibile

Posted: 09 Dec 2014 06:58 AM PST

A parte le questioni che ho sollevato col mio libro “Non è Francesco” e al di là delle domande che lì ho posto, anche relative al Conclave (a cui non ho ancora avuto risposta), vorrei ricordare una questione di principio valida sempre e per tutti i papi.
Molti continuano a evocare a sproposito il dogma dell’infallibilità papale per qualunque cosa dica o faccia il papa. Dovrebbero studiare meglio e di più per evitare di prendere abbagli.
La dottrina cattolica, mentre col Concilio Vaticano I proclama il dogma dell’infallibilità papale (nelle dovute forme e in certe ristrette circostanze, sottolineando che il papa deve custodire il depositum fidei a lui consegnato e non inventare nuove dottrine), non afferma affatto che un papa è sempre e comunque infallibile (tanto meno che è impeccabile).
Anzi, arriva perfino a riconoscere la possibilità di un papa eretico.
Fattispecie grazie al cielo teorica, per ora, ma non del tutto se si considera la storia della Chiesa.
Per esempio, è istruttivo il controverso caso di papa Onorio che fu condannato per eresia nel Concilio Costantinopolitano III (680-681), riconosciuto sesto concilio ecumenico da tutte le chiese cristiane, poi dal successore, papa Leone II (682-683) e nel settimo (787) e ottavo (869-870) Concilio Ecumenico, da papa Adriano II (867-872).
C’è una bussola certa e infallibile per non perdere la retta fede, anche nel caso in cui un papa sbagliasse, ed è quella di aderire alla fede cattolica che la Chiesa ha sempre e dovunque insegnato e tramandato.
Alla Tradizione e alla Legge di Dio infatti sono sottoposti anche i papi. Come si legge in un libro di Joseph Ratzinger: “Il papa non può dire: La Chiesa sono io, oppure: La tradizione sono io, ma al contrario ha precisi vincoli, incarna l’obbligo della Chiesa a conformarsi alla parola di Dio”.
 

Foto: INFALLIBILITA' </p><br /><p>A parte le questioni che ho sollevato col mio libro "Non è Francesco" e al di là delle domande che lì ho posto, anche relative al Conclave (a cui non ho ancora avuto risposta), vorrei ricordare una questione di principio valida sempre e per tutti i papi.<br /><br />Molti continuano a evocare a sproposito il dogma dell'infallibilità papale per qualunque cosa dica o faccia il papa. Dovrebbero studiare meglio e di più per evitare di parlare a sproposito e di prendere abbagli.<br /><br />La dottrina cattolica, mentre col Concilio Vaticano I proclama il dogma dell'infallibilità papale (nelle dovute forme e in certe ristrette circostanze, sottolineando che il papa deve custodire il depositum fidei a lui consegnato e non inventare nuove dottrine), non afferma affatto che un papa è sempre e comunque infallibile (tanto meno che è impeccabile).<br /><br />Anzi, arriva perfino a riconoscere la possibilità di un papa eretico.<br /><br />Fattispecie grazie al cielo teorica, per ora, ma non del tutto se si considera la storia della Chiesa.<br /><br />Per esempio, è istruttivo il controverso caso di papa Onorio che fu condannato per eresia nel Concilio Costantinopolitano III (680-681), riconosciuto sesto concilio ecumenico da tutte le chiese cristiane, poi dal successore, papa Leone II (682-683) e nel settimo (787) e ottavo (869-870) Concilio Ecumenico, da papa Adriano II (867-872).<br /><br />C'è una bussola certa e infallibile per non perdere la retta fede, anche nel caso in cui un papa sbagliasse, ed è quella di aderire alla fede cattolica che la Chiesa ha sempre e dovunque insegnato e tramandato.<br /><br />Alla Tradizione e alla Legge di Dio infatti sono sottoposti anche i papi. Come si legge in un libro di Joseph Ratzinger: “Il papa non può dire: La Chiesa sono io, oppure: La tradizione sono io, ma al contrario ha precisi vincoli, incarna l’obbligo della Chiesa a conformarsi alla parola di Dio”.

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L’IMMACOLATA E I (DIVERSI) PAPI…. http://bibliotecaneval.altervista.org/limmacolata-i-diversi-papi/ Wed, 10 Dec 2014 23:29:42 +0000 http://bibliotecaneval.altervista.org/?p=12352  Antonio Socci pagina ufficiale   9 dicembre 2014 Un lettore mi ha scritto:  Le regalo questo impietoso confronto: “Maria, quel giorno in cui ricevette l’annuncio dell’Angelo, era tutta raccolta e al tempo stesso aperta all’ascolto di Dio. In lei non c’è ostacolo, non c’è schermo, non c’è nulla che la separi da Dio. Questo è il […]

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9 dicembre 2014
Un lettore mi ha scritto: 
Le regalo questo impietoso confronto:

“Maria, quel giorno in cui ricevette l’annuncio dell’Angelo, era tutta raccolta e al tempo stesso aperta all’ascolto di Dio. In lei non c’è ostacolo, non c’è schermo, non c’è nulla che la separi da Dio. Questo è il significato del suo essere senza peccato originale: la sua relazione con Dio è libera da qualsiasi pur minima incrinatura; non c’è separazione, non c’è ombra di egoismo, ma una perfetta sintonia: il suo piccolo cuore umano è perfettamente «centrato» nel grande cuore di Dio”.
BENEDETTO XVI, 8/12/12

“Il Vangelo non ci dice nulla: se ha detto una parola o no… Era silenziosa, ma dentro il suo cuore, quante cose diceva al Signore! ‘Tu, quel giorno – questo è quello che abbiamo letto – mi hai detto che sarà grande; tu mi ha detto che gli avresti dato il Trono di Davide, suo padre, che avrebbe regnato per sempre e adesso lo vedo lì!’. La Madonna era umana! E forse aveva la voglia di dire: ‘Bugie! Sono stata ingannata!’: Giovanni Paolo II diceva questo, parlando della Madonna in quel momento. Ma Lei, col silenzio, ha coperto il mistero che non capiva e con questo silenzio ha lasciato che questo mistero potesse crescere e fiorire nella speranza”.
FRANCESCO, 20/12/13 

Osservo due cose: 
Anzitutto papa Bergoglio contraddice quanto afferma il Catechismo a proposito della Madonna sotto la Croce:
“La sua fede non ha mai vacillato, Maria non ha cessato di credere ‘nell’adempimento’ della parola di Dio. Ecco perché la Chiesa venera in Maria la più pura realizzazione della fede”. 

In secondo luogo Bergoglio contraddice il Concilio Vaticano II e attribuisce a Giovanni Paolo II l’esatto contrario di quanto scrisse nella “Redemptoris Mater”. 
.
Valutate voi stessi:
.
“Tale benedizione raggiunge la pienezza del suo significato, quando Maria sta sotto la Croce di suo Figlio (Gv 19,25). Il Concilio afferma che ciò avvenne «non senza un disegno divino»: «Soffrendo profondamente col suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente all'immolazione della vittima da lei generata», in questo modo Maria «serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino alla Croce» (Lumen Gentium 58): l'unione mediante la fede, la stessa fede con la quale aveva accolto la rivelazione dell'angelo al momento dell'annunciazione. Allora si era anche sentita dire: «Sarà grande…, il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre…, regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine» (Lc 1,32). Ed ecco, stando ai piedi della Croce, Maria è testimone, umanamente parlando, della completa smentita di queste parole. Il suo Figlio agonizza su quel legno come un condannato. «Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori…; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima»: quasi distrutto (Is 53,3). Quanto grande, quanto eroica è allora l'obbedienza della fede dimostrata da Maria di fronte agli «imperscrutabili giudizi» di Dio! Come «si abbandona a Dio» senza riserve, «prestando il pieno ossequio dell'intelletto e della volontà» (Dei Verbum, 5) a colui, le cui «vie sono inaccessibili» (Rm 11,33). Ed insieme quanto potente è l'azione della grazia nella sua anima, come penetrante è l'influsso dello Spirito Santo, della sua luce e della sua virtù! Mediante questa fede Maria è perfettamente unita a Cristo nella sua spoliazione. (…) Ai piedi della Croce Maria partecipa mediante la fede allo sconvolgente mistero di questa spoliazione. È questa forse la più profonda «kenosi» della fede nella storia dell'umanità. Mediante la fede la madre partecipa alla morte del Figlio, alla sua morte redentrice; ma, a differenza di quella dei discepoli che fuggivano, era una fede ben più illuminata. 
(GIOVANNI PAOLO II, Redemptoris Mater 18-19)
 
 

Foto: L’IMMACOLATA E I (DIVERSI) PAPI….

Un lettore mi ha scritto: 
Le regalo questo impietoso confronto:

“Maria, quel giorno in cui ricevette l’annuncio dell’Angelo, era tutta raccolta e al tempo stesso aperta all’ascolto di Dio. In lei non c’è ostacolo, non c’è schermo, non c’è nulla che la separi da Dio. Questo è il significato del suo essere senza peccato originale: la sua relazione con Dio è libera da qualsiasi pur minima incrinatura; non c’è separazione, non c’è ombra di egoismo, ma una perfetta sintonia: il suo piccolo cuore umano è perfettamente «centrato» nel grande cuore di Dio”.
BENEDETTO XVI, 8/12/12

“Il Vangelo non ci dice nulla: se ha detto una parola o no… Era silenziosa, ma dentro il suo cuore, quante cose diceva al Signore! ‘Tu, quel giorno - questo è quello che abbiamo letto - mi hai detto che sarà grande; tu mi ha detto che gli avresti dato il Trono di Davide, suo padre, che avrebbe regnato per sempre e adesso lo vedo lì!’. La Madonna era umana! E forse aveva la voglia di dire: ‘Bugie! Sono stata ingannata!’: Giovanni Paolo II diceva questo, parlando della Madonna in quel momento.  Ma Lei, col silenzio, ha coperto il mistero che non capiva e con questo silenzio ha lasciato che questo mistero potesse crescere e fiorire nella speranza”.
FRANCESCO, 20/12/13 

Osservo due cose: 
Anzitutto papa Bergoglio contraddice quanto afferma il Catechismo a proposito della Madonna sotto la Croce:
“La sua fede non ha mai vacillato, Maria non ha cessato di credere ‘nell’adempimento’ della parola di Dio. Ecco perché la Chiesa venera in Maria la più pura realizzazione della fede”. 
In secondo luogo Bergoglio contraddice il Concilio Vaticano II e attribuisce a Giovanni Paolo II l’esatto contrario di quanto scrisse nella “Redemptoris Mater”. 
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Valutate voi stessi:
.
“Tale benedizione raggiunge la pienezza del suo significato, quando Maria sta sotto la Croce di suo Figlio (Gv 19,25). Il Concilio afferma che ciò avvenne «non senza un disegno divino»: «Soffrendo profondamente col suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente all'immolazione della vittima da lei generata», in questo modo Maria «serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino alla Croce» (Lumen Gentium 58): l'unione mediante la fede, la stessa fede con la quale aveva accolto la rivelazione dell'angelo al momento dell'annunciazione. Allora si era anche sentita dire: «Sarà grande..., il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre..., regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine» (Lc 1,32). Ed ecco, stando ai piedi della Croce, Maria è testimone, umanamente parlando, della completa smentita di queste parole. Il suo Figlio agonizza su quel legno come un condannato. «Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori...; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima»: quasi distrutto (Is 53,3). Quanto grande, quanto eroica è allora l'obbedienza della fede dimostrata da Maria di fronte agli «imperscrutabili giudizi» di Dio! Come «si abbandona a Dio» senza riserve, «prestando il pieno ossequio dell'intelletto e della volontà» (Dei Verbum, 5) a colui, le cui «vie sono inaccessibili» (Rm 11,33). Ed insieme quanto potente è l'azione della grazia nella sua anima, come penetrante è l'influsso dello Spirito Santo, della sua luce e della sua virtù! Mediante questa fede Maria è perfettamente unita a Cristo nella sua spoliazione. (…) Ai piedi della Croce Maria partecipa mediante la fede allo sconvolgente mistero di questa spoliazione. È questa forse la più profonda «kenosi» della fede nella storia dell'umanità. Mediante la fede la madre partecipa alla morte del Figlio, alla sua morte redentrice; ma, a differenza di quella dei discepoli che fuggivano, era una fede ben più illuminata.  
(GIOVANNI PAOLO II, Redemptoris Mater 18-19)

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